Nonsolomamma

resa

avevano resistito per anni con incredulità e un certo orgoglio.
se ne erano tenuti lontani mentre tutti intorno a loro si lasciavano inghiottire da quel gorgo inesorabile.
“be’, con tre maschi, siete condannati” dicevano gli altri.
“no, per nulla. non hanno mai mostrato interesse”, rispondevano guardando tronfi l’orizzonte.
“non è possibile…”
“e invece sì!”
e ogni volta che lei sentiva della furia dei genitori sugli spalti, di allenatori cerberi che inveivano contro ragazzini colpevoli soltanto di non essere nati campioni del mondo, di trasferte all’alba nel fine settimana per raggiungere campetti nemici e remoti, sgranava gli occhi indignata e sospirava sollevata.
l’elasti-famiglia era scampata all’ansiogeno e faticoso tunnel del calcio, nonostante le lusinghe, le pressioni e un’agguerritissima società sportiva dentro l’oratorio a due passi da casa.
tuttavia niente è per sempre.
così lo hobbit di mezzo è diventato juventino. essendo una creatura strutturalmente iperbolica e portata agli eccessi, non si è trasformato in un semplice simpatizzante che mostra un tiepido interesse nella squadra del cuore ma in un ultrà sfegatato che conosci nomi, numeri, ruoli formazioni attuali e passate, storia, record, aneddoti e cavilli.
successivamente ha chiesto l’album delle figurine e anche quello è diventato oggetto di studio approfondito. la passione si è fatta scienza grazie alla comparsa di alcuni libri-enciclopedia a tema. poi è stata la volta delle magliette e della tazza per la colazione e dopo ancora è stato il turno dei guanti da portiere, oggetti di desiderio, di culto e di felicità, inseparabili a scuola, in bagno, al cinema, in aereo e in metropolitana.
era solo questione di tempo.
oggi elastigirl e lo hobbit di mezzo sono andati all’oratorio per iscriverlo a calcio per l’anno 2017-2018.
“sei proprio sicuro?”
“sì, per me è importantissimo”
“ma credi che sia veramente il tuo sport?”
“sì. lo amo”
“e se in squadra trovi ragazzetti che giocano da anni, super competitivi. o un allenatore che non ti fa giocare nelle partite perché non sei abbastanza bravo”
“non mi interessa. io il calcio lo amo”.
è il secondo in lista d’attesa.
del doman non v’è certezza ma quel che si intravede è rotondo, nel senso del pallone.

33 thoughts on “resa

  1. Nel parco dove porto a passeggiare il cagnetto c’è un campo di calcio dove si allenano le squadrette locali. Sostare sotto le tribune dei genitori durante le partite dei pargoli è inquietante, si assiste a dei torpiloqui sgolati e coloriti, sopratutto da parte delle mamme…
    Credo che avrai molto materiale per scrivere un nuovo libro.. 🙂

  2. Io il mio lo iscrissi a Basket proprio per evitare tutto ciò, ma anche qua ci sono gare, tornei e trasferte. Per fortuna ci sono capitati bravi allenatori che ancor prima dello sport insegnano ai nostri figli l’educazione e la disciplina.

  3. i miei se ne sono usciti una sera dicendo “noi vogliamo fare Karate con papà”. Nessuna obiezione, vostro onore. Finché vi tenete lontani dalla palla a esagoni e pentagoni, a mamma va bene tutto (a papà un pochetto meno, perché sa che il piccolo sarà duro da disciplinare – e lui è il maestro dei bambini)

  4. Elasti! Anche io!! Il mio grande dell’età del tuo Hobbit di mezzo, dopo anni di hip hop e nuoto….niente, anche lui calcio all’oratorio! Ma è già ora di iscriverlo? …e ovviamente il piccolo….può mica tirarsi indietro?????
    Mi aspetta un autunno / inverno di pioggia, vento … e tanto freddo!!!

  5. Cara Elasti,
    sono una delle rare donne che, come il medio, lo amano, fin dalle elementari (le mie, non dei miei figli, di cui solo uno è calciatore). Al di là degli eccessi di molti adulti il calcio, di per sé, è uno sport meraviglioso, complesso, più che talento puro richiede dedizione, spirito di sacrificio ed enorme pazienza. Tutte doti un po’ démodé, e forse anche per questo oggi più che mai preziose. In cambio insegna a tollerare la frustrazione, a non drammatizzare l’insuccesso del momento, a fare squadra, a condividere la passione nella buona e nella cattiva sorte e a saper ripartire da zero, accettando anche quelle che i genitori giudicano ‘umiliazioni gratuite’ (alzarsi la domenica alle sette, veder giocare gli altri). Infine, regala momenti di gioia pura. Vabbè, suono un po’ fanatica, ma quando lo ami…è così:)

    1. Il calcio? Ma in quale pianeta? Ieri ho visto insieme ai miei uomini la partita della Juventus in TV. Loro non sono tifosi, semplici curiosi, e per fortuna. Ho visto uomini adulti comportarsi come dei poveretti, senza dignità. Urlare in faccia all’arbitro e mandarlo a quel paese, senza nessuna conseguenza. Cadere a terra e rotolarsi come se fossero stati squartati, dopo un semplice tocco leggero. Fingere di aver ricevuto una manata in faccia senza essere stati sfiorati. Ho sentito fischi, fischi e ancora fischi contro un giocatore avversario, colpevole di “aver giocato” per il Torino, squadra avversaria della Juve (parole del commentatore).
      Che razza di esempio sono questi pseudo uomini per i nostri ragazzi? A mio figlio, il no più sonoro che ho detto è stato quando mi ha chiesto di fare calcio. Mai nella vita. Io mio figlio in un posto in cui i genitori urlano “spezzagli le gambe” al proprio figlio di 9 anni, difensore impegnato a contrastare un piccolo attaccante (sentito con le mie orecchie alla partita di un amichetto) non lo porterò mai. Che squallore.

      1. Tu hai ragione. Ma noi abbiamo resistito un anno e lui ogni giorno, dico ogni giorno, ce lo chiede implorante. Trovo che non sia giusto non farlo provare. In fondo non sta chiedendo di assumere crack ma di fare calcio all’oratorio…

      2. Cara E va, parlavo del calcio, non della Champions League, né di questa o quella squadra e men che meno dei calciatori professionisti. Inoltre, avendo sperimentato direttamente altri sport cosiddetti nobili (basket, rugby), mi son fatta l’idea che alla fine tutto lo sport è paese, e come lo si vive dipende in massima parte dai propri di genitori, non da quelli degli altri bambini. Anche a scuola, anche ai giardinetti, anche su un mezzo pubblico i nostri figli incontrano persone adulte che non possono essere loro di esempio; penso però che gli serva anche questo, per riconoscere limiti e virtù degli esseri umani, per imparare a destreggiarsi, per non drammatizzare troppo ogni screzio o discrepanza da un modello ideale che, ammettiamolo, non esiste.
        Infine, permettimi una domanda: perché giudicare squallido ciò che appassiona qualcun altro?

    2. Eh, anch’io ho un figlio, dell’età del tuo hobbit piccolo,supertifosojuventino, nonché calciatore da gennaio.

      Che dire,dal punto di vista tifo, è una cosa che condivide con il suo papà e questo mi fa piacere.
      Giocare a lui piace da matti, ha un allenatore pazzo di 80 anni e dei compagni di squadra con bravi genitori, quindi alla fine è divertente.
      Io spero, che lo sport di squadra lo preservi un pochino dalle non lontanissime e credo inevitabili mattane adolescenziali!!

  6. Il gioco del calcio è bellissimo, è molto di quello che lo accompagna che lo rende poco gustoso.
    Per quel che riguarda trasferte e sostegno dagli spalti mi sa che molti sport (forse tutti) condividano la stessa condizione, con più o meno impegno, con più o meno civiltà

  7. Consolati, poteva andarti peggio. Io in 5a elementare iniziai a far parte di uno sci club, condannando così i miei genitori a sveglie prima dell’alba, freddo gelido (alla mia prima gara la temperatura era -20°, nemmeno questo mi ha fermata) e trasferte verso località sperdute e perennemente in ombra. Anche qui c’erano casi di genitori che già vedevano i propri figli in nazionale. Elementi simili si trovano in tutti gli sport, credo. In famiglia ormai nei viaggi di ritorno dalle gare ci raccontavamo le cose più assurde che avevamo visto/sentito, ringraziando il cielo di non essere così.
    Nonostante le alzatacce, le nevicate ed alcune (mie) cadute rovinose, sia i miei che io abbiamo un bellissimo ricordo di quel periodo e abbiamo tutti ‘guadagnato’ degli amici per la vita a cui siamo ancora molto legati.
    L’ultima gara l’ho fatta il mio primo anno di Università ed ho smesso solo a causa del mio trasferimento per lo studio, quindi se l’hobbit di mezzo si appassiona veramente, preparatevi perché potrebbe essere una cosa lunga.

  8. anch’io ho tre figli maschi.
    il minore (12) è talmente pigro che non ha neanche visto le olimpiadi per paura di sudare lui…
    il mezzo (14 anni) dalla 5 elementare iscritto a una società di calcio 🙄 da 4 anni non ci sono più sabato pomeriggi, ma partite e tornei. l’ambiente genitori varia da squadra a squadra, ma lui e suo padre sono felici. se avesse tempo giocherebbe anche a basket e forse altri sport
    il maggiore (18) con disabilità psichica dall’anno scorso è calciatore in una squadra di soli disabili psichici e completamente diversi tra loro e le mamme (singh!) sono sempre a verificare quanta attenzione viene data ai loro figli e quanti goal fanno… esattamente come in una squadra di abili!!!
    oltre al calcio il maggiore fa anche baskin (= basket integrato abili e disabili) dal 6 anni circa e domenica che disputavano un’importante partita tra il tifo c’erano commenti di questo tipo: “buttalo a terra… abbattilo… ecc.”
    non è lo sport cattivo sono i genitori che hanno perso di vista gli obiettivi di vita
    ma Elasti tra tra i genitori sugli spalti si trovano anche veri amici

  9. Dei miei tre nessuno fa calcio. A casa nostra le palle rimbalzano, non le si prendono a pedate.
    In ogni caso il valore aggiunto di questi sport ( basket, calcio, rugby…) è la squadra, lo spogliatoio. Il condividere momenti di fatica e gioia con dei compagni. Penso non ci possa essere insegnamento migliore.
    Poi va da sé che, da genitore, bisogna mettersi il cuore in pace, armarsi di santa pazienza e di un buon cuscino perché gli spalti non sono affatto comodi…..

  10. Anche io ho un figlio dell’età dell’hobbit di mezzo. Da 3 anni gioca a calcio.
    Sintetizzo la nostra esperienza:
    PRO:
    1) Gioco di squadra: si vince tutti e se si perde, pazienza….. Siamo stati molto fortunati con gli allenatori, abbastanza con i genitori!
    2) Si gioca all’aperto tutto l’anno. Ci si tempra tantissimo, soprattutto nelle fredde serata invernali. Doccia calda immediata ed asciugarsi i capelli bene. Mai un raffreddore,
    CONTRO:
    1) Sport troppo totalizzante. Week end sempre impegnati da settembre a maggio compresi. Per noi, che amiamo fare altre attività (non necessariamente culturali) è un grandissimo sacrificio e non sempre riusciamo ad incastrare tutto.
    2) L’allenamento non è molto equilibrato a livello fisico, nel senso che non tutte le parti del corpo vengono coinvolte ed esercitate allo stesso modo. Ovvio, si gioca con i piedi…. ma a questa età mi sembra una pecca abbastanza importante

  11. La passione è passione e senza dubbio lo spirito hobbit è encomiabile! Poteva andare peggio, io abito nella “terra dei motori”, pensa se avesse voluto provare moto o auto. Senza nulla togliere a questi sport (ambiente a parte, che va a fortuna, trovo che in generale tutti gli sport facciano bene alla testa oltre che al fisico) credo che vedere il proprio figlio su due o quattro ruote faccia venire almeno un po’ di capelli grigi prima del tempo. Io l’ho scampata: a un anno e mezzo mia figlia voleva salire sui tutti gli scooter parcheggiati per strada o assistere all’accensione delle moto da parte di sconosciuti increduli, ora fa le punture ai pupazzi e ha già preso accordi con la nonna per fare da spettatrice alla sua prossima infiltrazione al ginocchio. Rabbrividisco solo al pensiero, ma rispetto a casco, tuta e ginocchiere tiro un sospiro di sollievo😄

  12. L’amicizia è trascinante, come in futuro l’amore. La vita è una corrente di un fiume diceva secoli fa un filosofo. Stupore curiosità, emozioni, come amiamo la vita. Cosa fantastica l’amicizia.

  13. Elasti ti capisco perfettamente perché da qualche mese il mio ottenne è in preda allo stesso delirio. Dati, nomi, classifiche imparati con un rigore scientifico (a proposito, hai notato che dietro le figu c’è un vero e proprio zibaldone di nozioni calcistiche?); google interrogato a ogni ora su risultati e prossime partite; album dei calciatori consumato come un Rocci di seconda mano e palloni che volano per ogni dove. Per quest’anno la scuola calcio ce la siamo risparmiata per problemi logistici, il prossimo si vedrà. Mio marito qualche settimana fa è arrivato tutto arrabbiato “Ora basta, io non posso più tollerare questa situazione!”. “Che cosa?” ho chiesto, “Che mio figlio sia fissato con il calcio!”. Però in fondo, c’è di peggio 😉

  14. per evitare il calcio, gli allenamenti, le partite in capo al mondo e i week end rovinati, ho spinto per il basket. risultato: una grandissima passione. con allenamenti trisettimanali, partite e week end sempre impegnati comunque. mi consolo pensando che lo sport è formativo, è un interesse positivo etc etc…

  15. Anche noi eravamo molto scettici verso il mondo del calcio, avendo sentito parlare di genitori invasati, competitività ecc.. ma anche noi dopo 2 anni di pressioni da parte del maggiore, abbiamo dovuto cedere, perché è giusto che scelgano da soli il loro sport. Questo è il secondo anno e non ci siamo mai pentiti. Tutto dipende dalla società, dal tipo di impostazione che viene data alla scuola calcio, che dovrebbe prediligere il divertimento, il fare squadra e soprattutto far giocare tutti i bambini, indipendentemente dalle loro capacità. Sui genitori è questione di fortuna, a noi è andata veramente molto bene. Siamo un bel gruppo affiatato e non abbiamo trovato difficoltà a inserirci. Per mio figlio è un’esperienza formativa e positiva, in un ambiente sereno. Fai bene a farlo provare, facci sapere come andrà!

  16. pure la mia che di anni ne ha otto
    ed è femmina mannaggia
    non sa una tabellina
    ma se tu le chiedi la formazione della juve inizia barzagli bonucci chiellini buffon neto .. fino ad arrivare a manzukitc o come cavolo si scrive.

    non so come sia potuta accadere una cosa simile
    alla mia bambina
    in una casa dove al massimo mio marito guarda il moto gp e nemmeno su sky (che non abbiamo)

    ha già detto che all’università vuole andare a Torino
    mi viene da piangere

  17. Le passioni, quelle legali, vanno permesse, incoraggiate e monitorate. Mio figlio e mio marito fanno tiro a segno … ed è bellissimo. Si ci sono in tutti gli sport le persone poco gentili, squilibrate e megalomani. E più soldi girano intorno e più ce ne sono. Ma lo sport è vita, salute, forza, energia e crescita. Quindi evviva anche il calcio!! Evviva i genitori che non urlano e non imprecano !!

  18. Io non mi preoccuperei affatto.
    Il mio bambino fa calcio da 6 anni. Con la società dell’oratorio. Ora sono in FIGC. Mi piace seguirlo e fare due lavatrici brevissime in più alla settimana non mi è di alcun peso. Lui si diverte da matti, sole o pioggia, vincenti o perdenti. Come dico sempre io a chi si stupisce perché non mi pesa affatto seguirlo: quando mio figlio è in un campo di calcio è il bambino più felice del mondo. E io quando mio figlio è felice voglio esserci.

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