Nonsolomamma

di teatrali magie

ieri elastigirl, insieme al medio e a nonna J, è andata ad assistere allo spettacolo teatrale di fine anno della classe dello hobbit grande che a breve avrà gli esami di terza media.
lei aveva la tosse incoercibile e molesta, il naso che colava, il mal di pancia, un sonno devastante e la precisa sensazione di andare in frantumi.
sul palco c’era l’intera classe. sembravano tutti grandissimi e maturi e consapevoli di sé. si muovevano spavaldi, ironici e divertiti lassù.
parlavano di sogni. e lo facevano mettendo in scena l’alienazione, la ribellione, l’ironia, i pensieri buffi e surreali, le catene e la forza per spezzarle. ma soprattutto lo facevano mettendosi in gioco, con leggerezza e convinzione.
e al di là della spacconeria, delle risate, della complicità, della musica ipnotica, della virilità acerba e sbruffona, della femminilità spavalda e goffa, della fisicità scomposta, della tenerezza, degli inciampi e dei virtuosismi, quello che emergeva con sublime prepotenza era altro.
quello che balzava all’occhio con la forza quieta ma inarrestabile delle grandi conquiste era la libertà.
quei ragazzini che si muovevano sul palco di un’aula magna recitavano se stessi, con la sfrenata disinvoltura di chi sta comodo, di chi può e sa esprimersi, di chi ha imparato ad accettare i propri panni inadeguati e a esibirli con serenità e naturalezza.
e in quell’età complicata e ibrida, in cui il giudizio altrui è puro terrore, dentro un corpo talvolta irriconoscibile ed estraneo, sotto i riflettori di un palco scolastico, quel dispiego di emancipazione, disinvoltura e coraggio è un piccolo miracolo, capace di mettere allegria, di infondere fiducia nel futuro e di ricomporre i frantumi.

ps di servizio.
elastigirl sarà a torino domani sera, venerdì 19 maggio, alle 21 al museo dell’automobile insieme ai tête de bois, mario tozzi e giuseppe cederna per questa cosa qui che racconta di follie ed eroismi su ruota.
sabato 20 invece, intorno alle 1730, sarà a milano, con D di repubblica a pensare al futuro. qui i dettagli.

17 thoughts on “di teatrali magie

  1. Mio figlio, 1 liceo classico, in scena con Babilonia…. Splendido spettacolo con ragazzi di tutte le età che hanno mirabilmente tenuto la scena, lasciando gli adulti con lo sguardo sognante davanti a tanta bravura!

  2. Leggo il suo articolo e mi colano non poche lacrime per quello che ha appena scritto del mio lavoro fatto con questi ragazzi quest’ano tra cui suo figlio. Ebbene si, sono io (la leggo senza mai palesarmi) Luca, l’insegnante di teatro che da tre anni tortura quella casse (meravigliosa) nei 12 incontri spronandoli a mettersi in gioco fino in fondo e trovando da loro più risposte di quante ne ho trovate in 49 anni. Risposte che danno a me dicendomi con i loro drammi e i loro slanci di entusiasmo, i loro silenzi, i loro bisbigli “Luca smettila di lagnarti e vestirti di nero, togli quella magliettina dei Joy Division quando ci fai lezione, ascolta musica di questa era, se c’è vita su Marte noi andremo a prendercela” e questo mi ridona forza pensando che forse qualche piccolo seme l’ho piantato e innaffiandolo dopo la frontiera un piccolo futuro crescerà.
    Mi scusi se mi sono palesato con un piccolo peccato di ego ma il suo articolo è stato per me un vero regalo.
    Ps: me lo dicono veramente di ascoltare musica di questa era, e di smettere di vestirmi di nero, mi dicono anche di smettere di essere vegetariano e tanto altro ma li adoro così e uso ogni loro stimolo per farglielo rielaborare su quel palco scolastico.
    Un abbraccio

    Luca Malinverni

    1. ma che sorpresa bellissima questo messaggio. sono io che ringrazio lei per il gran lavoro che è riuscito a fare, per il talento nel farli uscire dal guscio e per la libertà di essere se stessi, difficilissimo sempre ma alla loro età di più, che ha regalato loro. un abbraccio e siccome di figli ne ho ancora due che passeranno di lì, non si libererà presto di noi!

  3. Ci si augura sempre che i bambini e i ragazzi incontrino il mondo adulto attraverso persone come Luca Malinverni, dati i risultati descritti c’è di che sorridere al futuro

    1. grazie mille ma anche noi adulti possiamo metterci di impegno ad incontrarli. Le burocrazie, la difficoltà dei progetti, crollano quando poi riesci a fare ciò che ti piace. Il mondo del teatro è il mio mondo da sempre ma lo ritrovavo sempre ripiegato su se stesso e un po’ mi aveva svuotato di motivazioni . Progetti come questo hanno ridato vitalitá anche a me.
      I ragazzi sono una fonte non un problema .
      Luca Malinverni

  4. Magnifico, imparare ad accettare con disinvoltura i propri panni è paraticamente​ la cura di tutti i mali! Più Luca Malinverni (CON magliette dei Joy Division) per tutti!!

    1. beh la maglietta dei Joy division l’ho tolta e il giorno dopo ho indossato quella dei Bauhaus 🙂
      In questi anni ho trovato questi ragazzi identici a come eravamo noi alla loro etá. Il contesto è totalmente cambiato ma i sogni i crolli verticali i naufragi infiniti che avvengono a 10 minuti di distanza l’uno dall’altro sono i medesimi.
      Il teatro dovrebbe trovare una sua via tra queste strade impervie
      un abbraccio a tutti e grazie per le belle parole.

  5. Ieri sera il maestro di musica ha saltellato senza sosta davanti ai bimbi della scuola materna, durante la loro esibizione di fine anno. Per ogni brano ha spiegato le difficoltà che avevano affrontato e alla fine ripeteva entusiasta “sono bravissimi”. Lo abbiamo ringraziato, per il suo lavoro e dedizione, lui ha precisato che con loro si diverte. Si vedeva. Sono davvero riconoscente a chi li fa brillare, con gioia e fiducia smussa gli angoli e li conquista. Viva il teatro. Viva i maestri speciali!

  6. Grazie a Luca, a quelli come Luca, a quelle come Elasti che li raccontano. Il futuro è infinitamente meraviglioso dopo aver letto questo post. E serve anche a me, come docente, a ricordarmi perché insegno.

  7. Mio figlio 8enne ha voluto partecipare ad un progetto musicale di sabato mattina, finanziato non so bene da quale istituzione che permetteva alle famiglie di spendere solo 50 Euro annui per lo studio della propedeutica + 25 Euro ulteriori per lo strumento. Abbiamo detto “perchè no, spendiamo poco e lui prova…”
    Così per un anno intero ha frequentato queste due ore di lezione al sabato mattina, con grande, grandissimo entusiasmo. Ogni volta, poi, negli ultimi 5 minuti di lezione di strumento, il maestro Pietro gli diceva “oggi ti faccio sentire…” e gli eseguiva un brano di classica. Mio figlio si è innamorato della musica e del pianoforte grazie al maestro Pietro, il suo mito. Un ragazzo riccio con lo sguardo strano, la testa ogni tanto persa nel cellulare (mio figlio ha sottolineato “mamma solo ogni tanto lo guarda di nascosto nella borsa”), che durante il saggio di fine anno (una lagna lagnosa, ma che orgoglio per i genitori e che emozione per i bimbi musicisti in erba) stava dietro ai pianisti per aiutarli col tempo e si sentiva che suggeriva le note ad alta voce, passando da pianoforte a pianoforte.
    E poi c’è teatro, l’altra new entry per il mio 8enne (laboratorio di un paio d’ore a settimana alle elementari, ma molto atteso da tutta la classe), che gli piace moltissimo, ma si vergogna a dirmelo e figuriamoci se vorrebbe che andassi a vedere un suo spettacolo, che per fortuna sua, non è ancora stato organizzato.

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