Nonsolomamma

il bambino bergamasco

il 10 giugno scorso dall’elasti-casa è partito uno sneddu per andare, insieme al fratello più grande ma non al grandissimo che aveva gli esami di terza media, al mare in salento con nonna J, suo marito artù e mary poppins, la ragazza alla pari ora rientrata felicemente in massachusetts.
il suddetto sneddu, prima di partire, aveva la cadenza tipica dei bambini milanesi. certo, mister i, da buon barese, aveva i brividi per certe vocali aperte e quella cantilena un po’ irritante, cifra stilistica dei meneghini. elastigirl, che pur essendo nata a milano e dotata di cadenza locale, ha sviluppato una maniacalità nei confronti della corretta dizione, ogni tanto gli aggiustava qualche “e”, senza grande successo. tuttavia, a quel modo di parlare di sneddu, tanto simile ai suoi fratelli e ai suoi amici e alle sue maestre e al mondo intorno, chi più chi meno si erano abituati tutti.
poi, per dieci giorni, si è bagnato nel mar ionio, ha giocato con bambini conosciuti lì, si è abbronzato, ha mangiato parecchio ed è rientrato a casa felice.
dopo un paio di giorni gli è venuta una febbre da cavallo e un gran mal di gola e dopo antibiotici, antiepiretici e nottate faticose, è tornato come nuovo.
“sono contènto di non essere più malato, pòta!” ha esclamato svegliandosi finalmente sfebbrato.
“come, sneddu?”
“niente. dicevo che sono felice di essere sano”
“e poi?”
“poi basta”
“ah. va be’ vieni a fare colazione”
“pèta che arivo!”
“eh?”
“sto arrivando”
“parli in modo un po’ strano…”
“a mè non sèèèmbra pròpe”
“ecco! parli bergamasco!”
“ma no! che ròba dici? ehi! òcio che stai rovesciando il latte!”
“come è possibile che dopo dieci giorni in salento torni parlando bergamasco?”
“non saprei…”

da giorni nell’elasti-casa vive un bambino bergamasco. la metamorfosi è avvenuta nei dintorni di gallipoli, per quanto bizzarro possa essere. oggi però è stata evocata tale fantomatica giulietta, di anni 9, ospite dello stesso albergo in cui alloggiava sneddu, evidentemente parecchio carismatica.
“sneddu, per caso questa giulietta è di bergamo?”
“no, pòta”
“ah”
“è di treviglio”.
e tutto si spiega.

20 thoughts on “il bambino bergamasco

  1. Vuoi provare a mandarmelo in Svezia? Che ti torna dicendo un fantozziano “faccio l’accento svedese??”
    Io sono curioso di sapere come parlerà Eleonora dopo la settimana di campo estivo che farà in un rifugio assieme a bambini per lo più lombardi

  2. Ahahahahahah!!! Chissà di dove saranno la prossima fanciulla e il prossimo accento…. 😆 Però lo capisco: io in una estate riuscivo a passare dal cagliaritano allo spezzino…. da “che ttógo” a “belàndi dé” pur vivendo il resto del tempo a Roma con genitori milanesi doc….

  3. mi hai fatto ricordare… l’accento bergamasco e’ terribilmente appiccicoso! ho studiato all’universita’ di Pavia e, prima di cominciare i corsi, a settembre ho fatto i famigerati esami per entrare nei collegi di merito (peggio della maturita’), alloggiando in un collegio con altre aspiranti matricole per una settimana, c’erano studentesse di Bergamo ma anche di Mantova, Sondrio, Novara, Brescia, Piacenza, Como… ciononostante sono tornata a casa con un accento Bergamasco terrificante. Fortunatamente e’ passato. (Mi chiedo se adesso parlo Italiano con accento piemonto-lombardo-ceco).

  4. Allora il febbrone era solo un po’ di mal d’amore! Mary Poppins già andata?! Ho iniziato a leggerti che era arrivata da poco… ma felice felice o con l’occhio un po’ luccicoso?

  5. Eh,póta,cosa ci possiamo fare se siamo fatti sù così?
    Osti, il bergamasco l’è ól dialèt pió bèl!!!
    E più ti addentri nelle vallate più diventa incomprensibile, pure differente da valle a valle, antico retaggio dell’isolamento montano assieme al gozzo e all’idiotismo da incroci genetici troppo ravvicinati…
    Ma adess an s’è moderni!! Speta che andó a ciapà ól tratùr…!
    Ciao da Betty, naturalmente da Bergamo

    1. Forse non hai presente l’accento triestino…e lo dico da triestina innamorata della sua città…non si può proprio sentire purtroppo, tutto apeeeerto…orribile!!

  6. Io oggi ho salutato la mia Marypoppins del Minnesota (che si pronuncia con la D mica con la T, sappiatelo!) con l’occhio lucido e un abbraccio stritoloso. Non è stata la miglior aupair del mondo, ma la sentivo come una freccia che si scagliava verso un futuro luminoso e prospero, come le ho augurato che fosse il suo futuro. Queste esperienze lasciano molto in casa, oltre ai letti da rifare, il frigo da riempire, lenzuola e asciugamani da lavare.
    E ora io ho imparato tante parole nuove, compresa la pronuncia di MinnesoDa!

  7. Ok scusa Elasti, io ti leggo sempre sempre sempre, mi diverto, mi commuovo, mi meraviglio davanti alla tua bizzarra nonché speciale famiglia, e con altrettanto pudore non commento mai, vorrei, ma non lo faccio perché sono molto timida..ma davanti ad uno sneddu bergamasco non ho saputo resistere!!! É un vero e proprio mito, troppo forte!!!

  8. Elasti!!!!!! Seguendo un tuo consiglio ho iniziato a vedere la serie TV Broadchurch…. La prima puntata è stata abbastanza sconvolgente e mi sono stupita che proprio tu, mamma di tre, l’abbia consigliata….
    Però non vedo l’ora di vedere la seconda puntata!! Astenersi dai commenti con spoiler 😤

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