Nonsolomamma

l’infallibile teoria dei grappoli

l’andamento scolastico dello hobbit grande nel suo primo anno di liceo classico è una corsa sfrenata sull’ottovolante, una pallina impazzita dentro un flipper, un inno all’imprevedibilità. come a non voler scontentare nessun elemento sulla linea del dieci, lui frequenta con spirito egualitario il due ma anche il nove, senza disdegnare il cinque, ammiccando al sette, con uno sguardo benevolo al sei ma, perché no?, pure al tre. il problema è che tanta equanimità nella distribuzione dei voti ha prodotto una pagella del primo trimestre non propriamente confortante che ha suscitato una lieve inquietudine in elastigirl e mister i. peraltro il discontinuo virgulto, non può dirsi martire sull’altare dello studio poiché dedito con ben maggiori pervicacia e passione, alla cura della tartaruga addominale, dell’amor profano oltreoceano, di bisbocce amicali e di sedicente militanza politica (in questo esatto ordine).
consci pertanto della vastità dei margini di miglioramento di cui dispone, i genitori, al cospetto di un due, seguito da un cinque, preceduto da un quattro, lo hanno convocato qualche settimana fa per una comunicazione. “caro hobbit grande, abbiamo preso una decisione”, ha detto mister i. lui ha spalancato i suoi geneticamente inspiegabili occhi blu grigi e verdi. “se a giugno sarai rimandato in più di una materia, quest’estate non andrai al campo estivo great books, dove l’anno scorso hai lasciato testa, cuore, amici e principessa del tennessee. e non verrai nemmeno nella città di A insieme a noi”, ha spiegato elastigirl. “ma resterai a bari con i nonni a studiare”, ha concluso mister i. lo hobbit grande è impallidito per un attimo poi, dimostrando inaspettata maturità, ha affermato: “mi sembra un accordo onesto”. ed è andato in camera a studiare.
da allora non si sono apprezzati particolari miglioramenti nel rendimento. fino pochi giorni fa.
“ho preso nove in inglese!” ha detto un pomeriggio rientrando a casa.
“bene. ma non è che devi sforzarti più di tanto per brillare in inglese…”
“aspe’…” ha mormorato.
“mi ha dato otto in italiano” ha annunciato il giorno successivo.
“bravo! però in italiano sei sempre andato bene… domani hai la verifica di matematica… mi pare che tu abbia preso tre l’ultima volta… lì sì che devi mettercela tutta”
“tranquilla, mamma. ormai è fatta. i bei voti arrivano a grappoli, lo sanno tutti”
“in che senso a grappoli?”
“hai presente l’uva? ecco, una volta che becchi il grappolo giusto, come gli acini di uva, i voti sono tutti buoni…”
“sarà. ma se fossi in te andrei a studiare matematica…”
“scialla, mamma, tutto sotto controllo. la teoria dei grappoli è infallibile”.
aveva ragione. nella verifica di matematica, il teorico dei grappoli, ha preso nove e mezzo. qui si spera solo che sia un grappolo bello grosso.

26 risposte a "l’infallibile teoria dei grappoli"

  1. Complimenti per il sistema utilizzato…il campo great books è troppo intetessante per perderlo…ma nel caso siete sicuri di riuscire a mettere in pratica la minaccia? 🙄 in bocca al lupo allo hobbit, il classico è un liceo meraviglioso, ma il primo anno non è semplice, ci vuole uno studio metodico e organizzato se no non ne vieni fuori….

  2. come mai l’hobbit medio e l’hobbit grande non fanno media? non si travasano le conoscenze e le abilita’? non si passano le manie?
    almeno un pochino…
    (PS complimenti! e poi leggere belle notizie e’ sempre un piacere)

  3. ho sempre pensato che esagerassi, in modo benevolo eh, riguardo ai commenti dei tuoi figli maschi. Ora che ne ho due mi rendo conto che dalle loro bocche escono fuori teorie al limite dell’assurdo ma dal loro punto di vista logiche come non mai. in bocca al lupo per matematica, io avrei voluto i suoi voti in italiano, sempre odiati i temi..ma li fanno ancora?

  4. Leggendoti sembra tutto così lieve…davvero siete tanto bravi a gestire 3 figli pure con il marito a distanza? I miei tre maschi hanno 9 mesi 6 anni e 7 anni e spesso mi sembra che la situazione ci stia sfuggendo di mano, momenti di pace, giochi e serenità domestica si alternano a litigi, gelosie, urla, porte sbattute e sic) ! Pure sputi (ultime performance del mio primogenito che di questo passo nell’adolescenza in uno scatto di ira ci accoltellera’)….

    1. Gabriella, mi ha fatto troppo ridere il tuo commento 🙂
      (Io ho due maschi e per ora al 80% sono litigi, quindi ti capisco benissimo)

  5. purtroppo la teoria dei grappoli funziona in entrambe le direzioni…e anche i voti negativi tendono ad arrivare in gruppo…come a casa nostra da un mesetto a questa parte…

  6. La teoria dei grappoli spiega ancge i miei recenti mesi schifosissimi. Avevo beccato il grappolo cattivo. Chiedi all’illustre teorico se è possibile buttarlo via o se una volta preso uno se lo deve ciucciare tutto, per favore. 👋

  7. La teoria dei grappoli è assolutamente vera. In genere si usa il termine inglese. Ma se vai a un congresso di qualsiasi cosa (penso anche economia marxista) vedrai che parleranno della tendenza degli eventi a manifestarsi a clusters.
    Soprattutto per eventi che non siamo assolutamente in grado di predirre (ad esempio terremoti, infarti e voti di latino)

  8. ma io se leggo tutte voi e se leggo Gabriella qui sopra (quella dello sputo e del previsto adolescente accoltellatore 😀 che spasso! ) comincio ad arrovellarmi

    ma perché lo facciamo?

    mi metto dentro anche se non ho (ancora?) figli per farvi capire che è curiosità e non polemica
    perché un maschio o una femmina sani di mente, sapendo che dopo le notti insonni dei primissimi anni ci sono: lotte, sputi, urla, adolescenti inquieti, brutti voti, compiti da fare, paranoie e tutto quello che raccontate qui (anche TRASCURANDO eventuali difficoltà economiche e acrobazie familiari e lavorative per l’accudimento)
    perché uno dovrebbe fare uno, due, tre altri persino quattro o cinque figli?

    ma siamo scemi? (“ma sono taaaaaanto carini…”)
    masochisti? (“se ce la fanno gli altri ce la faro’ pure io”)
    illusi? (“a me andrà meglio”)
    preda degli istinti? (“non me ne frega: io voglio riprodurmi!”)

    ve lo sarete chiesti, dai?!
    qualcuno si è dato una risposta ed ha voglia di condividerla???

    1. Ciao Claire. Guarda noi abbiamo una figlia che ormai ha 12 anni. È vero che nell’educare un figlio ci sono alti e bassi, che passare da 2 a 3 o più è uno sconvolgimento dell’equilibrio che ci si deve organizzare e porsi domande che non ci si porrebbero in 2. Ma direi che questa è la vita, alti e bassi, gioie e dolori, paure e sicurezze. Cioè se si vuole essere sempre tŕanquilli non si fa mai nulla… ma forse non si è tanto felici! Per me, e non amo essere retorica, l’amore per i figli è la cosa più assoluta che esiste e la gioia e la paura che si provano vedendoli crescere sono immense e uniche. Io sono felice di essere madre. Poi al dilà delle considerazioni filosofiche, noi abbiamo una figlia sola anche per considerazioni economico-organizzative…

      1. mmmmmmhhhh
        ci devo pensare
        ma devo dire che quel “cosi’ e’ la vita” e “se si sta sempre tranquilli non si e’ tanto felici” mi hanno abbastanza appagata
        intanto un grazie sincero per la risposta

  9. Ciao Claire. Guarda noi abbiamo una figlia che ormai ha 12 anni. È vero che nell’educare un figlio ci sono alti e bassi, che passare da 2 a 3 o più è uno sconvolgimento dell’equilibrio che ci si deve organizzare e porsi domande che non ci si porrebbero in 2. Ma direi che questa è la vita, alti e bassi, gioie e dolori, paure e sicurezze. Cioè se si vuole essere sempre tŕanquilli non si fa mai nulla… ma forse non si è tanto felici! Per me, e non amo essere retorica, l’amore per i figli è la cosa più assoluta che esiste e la gioia e la paura che si provano vedendoli crescere sono immense e uniche. Io sono felice di essere madre (sono anche felice di essere tanto altro, eh. L’essere madre non è la sola condizione…). Poi aldilà delle considerazioni filosofiche, noi abbiamo una figlia sola anche per considerazioni economico-organizzative…

  10. Io penso semplicemente che, visto che stanno passando le cose che ho passato io alla loro età -fatti i dovuti distinguo-, posso tranquillamente riconoscere che sono felice di esserci passata a suo tempo, quindi felice di credere che ce la si può fare e, sì, largo alla nuova generazione della mia famiglia.
    Naturalmente ci sta spesso anche un…”che Dio ce la mandi buona”, certo!

    1. uummhh
      domanda
      riconoscer/ricordare che passano la stessa cosa che abbiamo passato noi alla loro eta’ e’ un bene o un male?
      cioe’: d’acchito mi verrebbe da dire che e’ un bene perche’ rende genitori empatici e preparati ma poi penso che influenzi e renda genitori infantili…
      (non so se io abbia espresso un concetto riconoscibile)

  11. Per mia esperienza (non che conti molto, eh!) Man mano che mia figlia cresce mi tornano in mente tante cose della mia infanzia e questo mi aiuta a provate empatia. Ma lei è molto diversa da me e questo è bellissimo. Io l’ammiro molto per tanti lati del suo carattere e tanti talenti che lei ha e io no. A volte ci permettiamo di essere ‘infantili’ ridendo e scherzando ma funziona perché per le cose importanti siamo adulti e responsabili e cerchiamo di guidarla e infondere sicurezza. Io penso che si debba fare del proprio meglio, essere adattabili perché tanto non tutto va secondo i piani, essere sinceri e aperti. E soprattutto sapere già che non si può essere perfetti…
    Mi permetto una domanda… pensi ad avere un bambino ? Se è così… buttati ! Bisous

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