Nonsolomamma

pensieri dall’antro

tutto era cominciato la domenica precedente quando, mentre i congiunti giocavano a risiko, lei scalza, scarmigliata e sbrindellata, aveva srotolato il tappetino per terra accanto a loro e aveva, con respiro di mantice e incurante dell’altrui ilarità, ripassato la sequenza facilitata dell’ashtanga yoga per fare bella figura in settimana a lezione. mentre se ne stava lì sdraiata con le gambe all’indietro e i piedi sopra la testa, nell’elegante posizione dell’aratro, il collo ha fatto ‘ahi!’
è stato un attimo, una fitta, un sussulto inascoltato di buon senso.
lei lo ha ignorato e quel giorno, come i successivi, ha proseguito con la sua vita, persino celebrando il risultato positivo dell’holter (“lei è sanissima” ha detto il medico) con inconsulta euforia ipercinetica. certo, il dolore al collo aumentava impercettibilmente con il procedere della settimana. “ma il torcicollo non dovrebbe passare a un certo punto?” si domandava senza tuttavia darsi risposta.
sabato mattina si è svegliata e aveva così male al collo da non riuscire neppure a stare in posizione verticale. tuttavia alle dieci e trenta aveva un irrinunciabile appuntamento lavorativo per un progetto che a lungo non ha ricevuto risposte e poi ne ha ricevuta una deprimente e dopo una esaltante e alla fine è felicemente decollato. così ha assunto potenti sostanze chimiche che le ottundessero il senso del dolore e si è presentata all’incontro, attingendo a tutte le sue scarse risorse fisiche e mentali.
“non mi sento molto bene. vado a stendermi mezz’ora” ha detto rientrando a casa verso le due del pomeriggio.
e intanto lo hobbit di mezzo ha giocato la semifinale della sua squadra di calcio e ha vinto, il piccolo ha studiato il reticolo geografico con i paralleli e i meridiani, il grande ha fatto cinquemila addominali e tremila push-up, mister i ha fatto la spesa all’ipermercato e poi tutti insieme hanno visto un film di paura. e dopo sono arrivate la notte e l’ora legale. la mattina dopo, che era domenica, lei, con il suo collo paralizzato, ha continuato a dormire mentre tutti facevano colazione e andavano in piscina e pranzavano e facevano i compiti. si svegliava ogni tanto, sgranocchiava qualcosa per non morire di fame, prendeva una pastiglia e ripiombava in un sonno di catrame.
così fino a stamattina alle 4, quando è suonata la sveglia e lei è uscita dal letargo, suo malgrado.
alla luce di questa storia triste e di questo weekend nell’antro, elastigirl ha imparato che:
– è meglio non srotolare il propri tappetino accanto ai maschi che giocano a risiko
– un collo inascoltato è terribilmente vendicativo
– dormire per 38 ore consecutive ignorando marito e figli fuori dalla porta è un’esperienza da provare assolutamente almeno un paio di volte nella vita.

14 risposte a "pensieri dall’antro"

  1. vabbe’ vabbe’…..contenta tu stia meglio ma ora passiano alle cose serie che si attendevano news da tempo!
    dal deprimenta all’esaltante al decollo….SUPER!
    dettagkiare please

  2. L’autonomia della tua famiglia è, per i miei standard, stra-ordinaria!
    Anch’io sono svenuta febbricitante sul divano sabato pomeriggio, ma quando mi sono ripresa 24 ore dopo erano finiti pure i bicchieri puliti…

  3. Mi sa che sei proprio autentica, I tuoi racconti, i tuoi pensieri, sbucano oltre quel modo teatrale che hai di raccontarli. Mi piaci.

  4. Io pagherei anche per “sole” 10 ore di sonno profondo,ma 38 ore devono essere un’esperienza mistica , per me irraggiungibile al pari dell’acquisto della casa dei miei sogni!
    Baci tesoro

  5. dormi più spesso, stellassa, l’ho fatto lo scorso anno molto spesso, mi ha salvato vita, mente e matrimonio, anche se quando qualcuno ha commentato: tu stai sempre male me lo stavo per sbranare. Ah, e fisioterapeuta come se non ci fosse un domani.

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