Nonsolomamma

caffè snaturati

ultimamente mister i è spesso via nel fine settimana e questo a elastigirl non piace granché. perché la gestione della routine familiare settimanale è un’attività consolidata che le viene quasi facile (a parte sul finire della scuola quando è più semplice amministrare la general motors che le feste scolastiche, le recite, le visite mediche, le riunioni e l’autocoscienza pre-pagelle) ma l’organizzazione del weekend è una pratica più impegnativa e, se condotta in solitario, ad alto rischio malinconia.
pertanto, quando lui c’è, lei ne approfitta e si concede l’inaudita trasgressione di un caffè in compagnia di un altro adulto in un posto non troppo lontano da casa (perché va bene osare ma con moderazione).
così domenica mattina, alle dieci meno cinque, lei ha salutato il quartetto di maschi ciondolanti in pigiama ed è baldanzosamente uscita alla volta di un incontro con una potenziale nuova amica, conosciuta casualmente qualche settimana fa, anche lei madre di tre virgulti.
e davanti a quello sfrenato caffè loro due hanno parlato di lavori vecchi e nuovi, di scrittura, di desideri, di paure, di progetti, di miti personali e di personali demoni, di libri, di serie televisive, di similitudini e di differenze, di vittorie, di sconfitte, di ciò che si ama e di ciò che si detesta, di rapporti di coppia, di origini e di talenti.
e, dopo, quando è tornata a casa, elastigirl si è resa conto che non avevano speso nemmeno una parola sui loro figli. come se potessero aspettare. come se fossero rimasti fuori. come se in quel tavolino quadrato con sopra i caffè, loro non c’entrassero.
e si è domandata che cosa significasse quell’insolita omissione. snaturata maternità? passaggio all’età adulta? emancipazione? egoismo? nuovi orizzonti? ubi maior, sempre che esista un maior rispetto ai figli? l’inizio di una nuova era?
difficile dirlo. ma sperimentarlo le ha regalato un brivido di cui aveva perso memoria.

16 risposte a "caffè snaturati"

  1. Succede, quando s’incontrano persone con cui condividere i propri pensieri. E’ come in amore, si conosce e ci si fa conoscere, e si parte dalle basi, dall’essere una “persona”.

  2. Che succede Elasti? Nessuna donna è un’isola sola in se stessa ma neanche una matassa indistricabilmente intrecciata ai figli.

  3. Io,prima da mamma,adesso da nonna,mi concedo il caffe’ mattutino con le amiche.tutte le mattine.è una consuetudine che ci ha permesso negli anni di mantenere un filo delicato, tirato da tutto quelli che riempie la nostra vita e che spesso non la mette in primo piano.

  4. Ho pensato che, se un uomo avesse vissuto un’analoga esperienza, non avrebbe parlato di NULLA. Solo noi donne riusciamo ad aprirci, ascoltare, parlare, capire ed essere comprese.
    Questa è una delle cose che amo del nostro sesso.

    1. Un uomo che non parla dei figli con gli sconosciuti potenziali amici, non si sentirebbe nemmeno in colpa, ma proprio per niente! Solo noi ne siamo capaci… e facciamo male, malissimo…

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