Nonsolomamma

amori&lavori

“sai mamma, c’è chi dice di essere gay già in prima media”
“be’, c’è chi capisce se stesso prima di altri. e se ha voglia di comunicarlo agli altri è giusto che lo faccia, no, hobbit di mezzo?”
“sì. però mi sembra strano…”
“strano perché?”
“perché è come se uno già adesso, a dodici anni, dicesse quale lavoro farà, per tutta la vita”.

34 risposte a "amori&lavori"

  1. Molto logica e molto complicata la sessualita’ di un preadolescente…bravo H.di mezzo che espliciti che c’e’ anche chi puo’ avere dubbi (e tanti) sull’argomento, a dodici anni…

    1. Il lavoro si sceglie, l’orientamento sessuale no.

      Se mi avessero detto da bambina che mi sarebbero potute piacere le ragazze, invece che dare per scontato che sarei stata attratta dai ragazzi, forse l’avrei capito molto prima.

      Col senno di poi, guardando indietro, ho capito molte cose.

      My two cents.

  2. C’è anche chi fa lo stesso lavoro per anni e anni, solo per rendersi conto all’improvviso che in realtà ama tutt’altro… Il mondo è bello perché è vario. 🙂

  3. E lui lo sa già qual’è il suo orientamento sessuale? Perché se è chiaro ad un eterosessuale a 12 anni, perché dovrebbe essere strano che sia altrettanto chiaro ad un omosessuale?

    1. Secondo me non è chiaro a nessuno a 12 anni… Credo ci sia molto condizionamento sociale su come sia la sessualità, soprattuto a quell’età.

      1. A qualcuno è chiaro, ad altri no. È l’età dell’esplorazione del sé, come dicevo altrove c’è gente che si comprende, accetta e riscopre dopo tutta una vita. In effetti però questa osservazione è giustissima. Io ho avuto due compagne che in prima media sapevano benissimo di essere omosessuali, come io sapevo di essere eterosessuale. La realtà, almeno in quel caso, fu che peró per loro è stato difficile fare accettare a chi gli era intorno il loro modo di sentire. Lesbiche erano a 11 anni, lesbiche sono rimaste mentre si imbarcavano in rapporti dolorosi con i primi fidanzatini, intrapresi più per coprirsi che per altro e falliti sistematicamente, e lesbiche sono rimaste nel corso delle superiori. Non c’era esplorazione nei loro pochi rapporti con l’altro sesso, c’era paura e sofferenza e una punta di rabbia, che mi confidavano visto che ero una delle poche amiche. Ricordo vividamente chi durante l’adolescenza le ha messe da parte liquidando la cosa con un “vogliono essere sempre particolari e al centro dell’attenzione”. Invece a 20 anni improvvisamente, la loro omosessualità non era più un vezzo. Andava bene, era socialmente accettabile. A questo punto si può pensare che nel frattempo fossero cambiati i tempi, ma a me è rimasta la sgradevole sensazione che per dire “sono etero” ed essere accettati così, basti essere a malapena adolescenti, mentre per poter dire legittimamente “sono gay” e non incorrere in una sorta di scetticismo – se non di giudizio, sia richiesta dalla società una lunga analisi, accurata riflessione, e il raggiungimento dell’età della ragione. Come se non fossero due stati ugualmente naturali.

      2. Quindi se tuo figlio a 12 anni ti confida che gli piace una ragazzina, gli rispondi che alla sua età non è ancora sicuro della sua sessualità e che magari potrebbe sbagliarsi e scoprire di essere gay? Perché è quello che succede ai gay, in virtù di questa presunta complessità della sessualità adolescenziale.

      3. Condivido Tania al 100%. Tutto questo fa parte di una ipersessualizzazione dei ragazzi che già attraversano una fase complicatissima e per giunta hanno i carichi da novanta di martellanti discorsi più o meno sempre sullo stesso delicatissimo tema. Aggiungiamoci un libertarismo sfrenato e otteniamo una gran confusione che di certo non aiuta nessuno.

      4. alahambra1, io mi ricordo a 12 le prime cotte, anche belle potenti.
        Sono d’accordo con Esse: se sono etero vanno bene, se sono omosessuali sicuramente sono pressati dalla società che in qualche modo li plagia?

        Davvero?

  4. da mamma non mi piace molto il ragionamento… con un orientamento sessuale (sia anche fluido) ci nasci… mi chiedo se sia rimasto altrettanto perplesso davanti ad amici che si dichiarano innamorati di altre ragazzine…

    1. Sono d’accordo.Questa è la sottile ma sostanziale differenza.
      Non scegli, semplicemente lo sei.

      E a 12 anni ti accorgi di chi ti piace. Tutti a dire ” che teneri, che bellini” quando si parla di fidanzatini maschio/femmina, ma se un ragazzino ci dice di essere attratto da un compagno dello stesso sesso allora: ” eh ma la sessualità che cosa complicata, è cosi giovane…”

      Due pesi e due misure.

  5. Argomento complesso.
    Quand’ero alle medie, il mio migliore amico alternava grandi innamoramenti per una ragazzina e per un ragazzino (del resto è rimasto un tipo da immense passioni monotematiche anche oggi). Ufficialmente la ragazzina risultava “la fidanzata” e l’altro “l’amico del cuore”. Ma a me sembrava chiaro che, semplicemente, lui si innamorava delle persone.
    Che sarebbe anche molto sensato, poi, eh

    1. Giorgia hai saputo descrivere col tuo esempio il mio pensiero.
      Da bambini non si fanno differenze di genere. l’amicizia, o un legame affettivo, che nasce a quell’eta’, e’ tra due persone. È quello che secondo me possiamo chiamare il seme dell’amore, proiettato al di fuori della famiglia. Lo vedo come un esercizio, un educazione ai sentimenti, un allenamento amoroso, per la vita adulta.
      Poi ci siamo noi altri a dargli una connotazione in termini femminili o maschili, fin dalla tenera età’, e i bambini/ragazzini crescendo vengono condizionati dalle nostre interpretazioni.
      Nel mio caso specifico, ad esempio, mio figlio di 8 anni ha fin dal nido un amica con cui ha in affinità incredibile. Loro non si considerano “fidanzatini”, come vengono sempre bollati, semplicemente vivono felicemente qs amicizia, con affinità e complicità, come due persone che stanno bene insieme. Nell’adolescenza, o preadolescenza, secondo me si è invece fortemente condizionati da quel che dice o si aspetta la gente, la famiglia. Reprimendo o non comprendendo appieno i propri reali sentimenti, e di conseguenza anche i desideri sessuali. Secondo me quindi è davvero difficile credere che un ragazzino di 12 anni dichiari, credendoci realmente, di essere o non essere omosessuale. Quando spesso fin da bambino non viene lasciato libero di dare ascolto a quello che prova.

  6. Io ho realizzato di essere omosessuale intorno ai 16/17 anni. Prima di allora tendevo a scambiare l’attrazione verso le ragazze per ammirazione e/o forte amicizia.

    Dopo tanti anni di onorata carriera però ho capito una cosa: ci sono persone che descrivendosi con un termine dal significato chiaro e preciso (come etero o gay) si sentono rassicurate e per questo magari tendono a farlo il prima possibile e ce ne sono altre che, al contrario, di mettersi addosso un’etichetta non ne hanno alcuna intenzione perché poi si sentirebbero ingabbiate e un po’ meno libere.

    C’è chi ha bisogno di sapere con assoluta precisione chi è, com’è fatto e in che percentuale è attratto dal suo stesso sesso e c’è chi invece neanche ci pensa perché preferisce non anticiparsi nulla.

  7. La perplessità è lecita, credo che si possano avere dei dubbi fino all’adolescenza, sia sull’eterosessualità che sull’omosessualità. C’è anche chi non sperimenta cotte/innamoramenti/attrazioni fino all’adolescenza.
    Io a 11 anni non ero interessata alle relazioni di nessun tipo e non avrei saputo “classificarmi”.
    Magari anche per lo hobbit di mezzo è così e si stupisce di un compagno che ha, invece, le idee così chiare. Non ci vedo proprio niente di strano.

  8. Buonasera,
    Insegno in una scuola media e per la giornata mondiale contro l’omofobia abbiamo organizzato un sacco di lavori, laboratori e altro. E tutte le lezioni sono state dedicate a quello.
    I clichés sono ancora presenti e molto forti in alcuni ragazzi e in alcune ragazze. A una delle mie classi ho detto che alla loro età in classe con i miei insegnanti non è mai stato affrontato l’argomento, e che quindi mi aspettavo che loro oggi fossero tutti molto più aperti. Poi ci ho riflettuto con dei colleghi, scoraggiati, e ci siamo detti che, nonostante i diritti civili, spesso i ragazzi sentono tutt’altro a casa e nei luoghi da loro frequentati (catechismo, moschea, per citare i luoghi frequentati dai miei ragazzi).
    Scusate d’esser andata fuori tema.
    P. S. Vivo e lavoro in Francia.

    1. In Italia se organizzi una giornata del genere a scuola alcuni genitori ti manderebbero i carabinieri…purtroppo! Alla scuola (pubblica!) di mia figlia hanno organizzato delle “lezioni” sulla sessualità in generale, solo per i bimbi di quinta (quindi appositamente adeguate all’età) e fuori dall’orario scolastico per evitare polemiche inutili. Credimi,già a quelle han partecipato in quattro gatti (diciamo un terzo degli alunni) e le polemiche non sono mancate lo stesso.

  9. di all’hobbit di mezzo che io a 6 anni sapevo che lavoro avrei fatto e a 8 anni su che argomento e con che organizzazione, non ho mai cambiato idea e adesso (40 anni dopo) sto facendo esattamente quello! 🙂
    a parte cio’, sono d’accordo con quanto sopra: con l’orientamento sessuale ci nasci! con il lavoro che farai da grande in certi casi estremi pure ma in generale molto molto meno!

  10. Più di sessant’anni fa cosa pensavo da ragazzino? Per il lavoro le scelte erano chiare e le ho sempre deluse, la sessualità allora a noi non si poneva come scelta, era una sola ed eterosessuale.
    Ma i timori, i dubbi, i fraintendimenti si svilupparono e si aggrovigliarono subito dopo quei primi anni.
    Ma a scelta ormai fatta si apriva la giungla sconosciuta dell’amore.
    Una vita intera non basta per esplorarla e per conoscere se stessi.
    Ma va bene così per i dodici anni, non complichiamogli subito la vita.

  11. Sono bisessuale. Lo sono sempre stata. Non è stata una scelta. Da quando ho iniziato ad avere pulsioni sessuali (che allora non potevo o sapevo identificare come tali), le ho avute per entrambi i generi. A 11 anni sapevo di essere bisessuale ma non conoscevo la parola. A 13 anni, cercando su internet, ho letto la definizione e ho pensato “ah, ok, sono io!”. Nessuna confusione. La confusione viene dalla società, viene dalla gente che a sei anni ti chiede “ma non ce l’hai il fidanzatino?”, sempre maschio. Viene dalla televisione, dal cinema, dalla scuola.

    Ho mille esempi:
    Uno dei miei migliori amici, dopo aver confessato alla madre di essere gay, è stato mandato dalla psichiatra. E’ finito suicida a 23 anni, nel 2010.
    Al liceo, studiando greco, quando la letteratura parlava chiaramente di relazioni omosessuali o bisessuali, il professore parlava di “amici”.
    Il padre di un amico, alcolizzato da anni, dice di essere stato ridotto in quello stato dal coming out di due figli su due. Quei due figli che adesso sono un neurochirurgo e un avvocato di successo, onesti, professionali, gentili.

    Siamo nati in questo modo, come siamo nati castani o biondi, con dieci dita dei piedi o senza piedi. Ce ne rendiamo conto a 10 anni, oppure a 30. Il problema è la reazione delle altre persone. Il problema sta anche nel pensare che il genere a cui sono attratta sessualmente sia la ragione per cui faccio mille altre cose nel mondo. Il motivo per cui mi vesto in modo femminile, oppure il motivo per cui la mia voce è più profonda o più acuta, il motivo per cui muovo o non muovo i fianchi quando cammino, il motivo per cui vorrei fare l’idraulico da grande oppure l’avvocato. Tutti stereotipi che aiutano la società a metterti in una scatola e imprigionano le persone.

    1. STANDING OVATION EMILIA!
      l’altra sera guardavo Montalbano versione inglese (parlano in italiano ma hanno i sottotitoli in inglese)
      il commissario chiede al medico legale se la vittima abbia avuto rapporti prima di essere uccisa
      nella versione inglese si chiede “vag**** o an**”, nella versione italiana si chiede: “naturali e non”
      sono rimasta basita: la discriminazione passa anche attraverso queste piccolissime sottigliezze
      bisogna avere pazienza, spiegare spiegare spiegare, a grandi piccini parenti amici e sperare che le cose cambino e che le nuove generazioni si trovino sempre un pochino meglio delle precedenti…
      io per parte mia sono etero ma ho fatto del lavorare perche’ bi e omo siano trattati come gli etero una mia personale battaglia e la ragione e’ lgica e assomiglia all’amore dell’hobbit medio per la simmetria: se non c’e’ nessuna differenza fra me e loro perche’ dovrebbero essere trattati diversamente da me?

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