Nonsolomamma

fuochi

ieri sera lo hobbit di mezzo, che in questo periodo, tra un allenamento di calcio, una festa di classe, una partita a fortnite e un balletto, sempre di fortnite, alterna riflessioni filosofiche, esistenziali e metafisiche, ha spiegato a elastigirl che lui ha bisogno di essere acceso.
“in che senso?”
“nel senso di accendermi. se uno non mi accende è finita”
“puoi spiegarti meglio?”
“a scuola. ci sono insegnanti che mi accendono altri che invece non mi accendono. non ci posso fare niente. ma io per amare una materia devo essere acceso. altrimenti…”
“altrimenti?”
“altrimenti è solo tristezza”.
e forse alla fine ha ragione lui. e non riguarda solo i professori delle scuole medie ma le relazioni in generale. ci sono persone che ti accendono, altre no. quelle che ti accendono ti fanno un regalo così grande che nemmeno se ne rendono conto. alcune poi riescono ad accenderti tantissimo e allora te ne innamori.
per fortuna avvampiamo ognuno con fuochi diversi così come, sempre per fortuna, ognuno di noi riesce a incendiare solo alcuni di tizzoni ché tutti sarebbe molto impegnativo.
e oggi, dopo la conversazione con lo hobbit di mezzo, elastigirl non smetteva di pensare alla capacità di combusione altrui nei suoi confronti. e, per fortuna, si lascia accendere piuttosto facilmente. a volte persino per radio, per telefono o per email.

21 risposte a "fuochi"

    1. Sì , ma l’autocombustione non è così frequente, mentre più facilmente potrebbe bastare un piccolo innesco per far scoppiare un grande incendio🤗

  1. Ciao cara Elasti che bello avere un hobbit di mezzo come il tuo! Con il suo esempio semplice ma perfetto ha sottolineato la differenza tra essere insegnanti e sapere insegnare … un abbraccio da nonna E

  2. Anzi, ora che ci penso ( grazie Hobbit di mezzo 😉) , se dovessi individuare una matrice comune tra le persone per me importanti (marito compreso) , sarebbe proprio questa: continuano ad accendermi.

  3. ma non è troppo facile così? non è comodo per lui non doversi sforzare se non gli piace al primo impatto? così è solo colpa del professore se “non accende”. non sarebbe meglio suggerirgli di fare lui stesso per primo per bene la catasta ed essere carbone e prendere parte attiva all’accensione? altrimenti sarà sempre colpa altrui…

    1. si hai ragione
      pensa che o che sono come l’hobbit di mezzo
      se una cosa non mi piace e non mi riesce bene in 10 secondi l’abbandono
      secondo me e’ un difetto
      ho avuto fortuna perche’ a scuola mi piaceva tutto quindi nessuno se ne e’ mai accorto
      ma ogni tanto sul lavoro (per fortuna sto riuscendo a farmi pagare per seguire la mia piu’ grande passione da sempre) e’ un problema, perche’ non ubbidisco manco ai capi
      aggiungerei che anche la piu’ grande delle passioni praticata con un energy sucker (l’opposto di quelli che ti accendono) si smoscia (anche questo, a lavoro, e’ un problema)

    2. Non credo che ci si possa accendere da soli. L’innesco è esterno, poi ci vogliono conbustibile e comburente per portare avanti il fuoco.
      Quello che si può fare da soli è cercare la volontà sufficiente alle attività non innescanti, ma non è la stessa cosa.

  4. Ad ogni riunione di classe (quest’anno mia figlia ha iniziato la prima media) ripeto questa frase (non so nemmeno di chi sia, credo di averla ereditata da Franco Lorenzoni) “i ragazzi non sono vasi da riempire ma fuochi da accendere”…ecco poche scintille finora…grazie al tuo medio.

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