Nonsolomamma

una falla educativa

non importa se hanno la loro stanza con i letti, i giochi e una scrivania.
non importa se hanno una sala grande con due divani e due poltrone e un tappeto dove sedersi o sdraiarsi, oltre a un tavolo enorme dove pensare, scrivere, leggere e fare partite a scacchi, a  dama, a carte e a monopoli.
non importa se hanno una cucina con un altro tavolo ancora e la merenda e la frutta e il latte e i biscotti e persino i cioccolato se avessero fame.
non importa se hanno un corridoio con una libreria piena di fumetti.
non importa se hanno un cortile sul retro e vicini di casa della loro età con cui trovarsi e scambiarsi figurine e giocare a palla o a quello che vogliono.
perché a loro, a sneddu e allo hobbit di mezzo, di tutto l’appartamento, importa solo un posto, che, per legge, non sarebbe nemmeno di loro competenza: il lettone. è la loro isola, la loro base, il loro luogo del cuore dove stravaccarsi tornati da scuola, dove chiacchierare, dove studiare, dove vedere un film.
è lì che si stendono, che si rilassano, che bivaccano, che si rotolano, che fanno ginnastica, che pascolano felici. e la visione di un lettone devastato dal passaggio di quei due è uno degli spettacoli più avvilenti dentro una casa.
sul lettone hanno avuto persino l’ardire di invitare gli amici a fare i videogiochi come se fosse l’unico spazio accessibile, come se il loro mondo fosse quel quadrato morbido e nient’altro, come se fossero orfani di alternative.
e non serve scaraventarli giù di lì, inveire contro di loro, rivendicare il proprio diritto a un giaciglio decoroso.
perché loro tornano sempre.
e questa è chiaramente una enorme falla dell’elasti-educazione su cui bisognerebbe fare una riflessione seria, un mea culpa e pure un po’ di autocoscienza.

26 risposte a "una falla educativa"

  1. è che l’epoca del talamo nuziale luogo sacro è proprio finita, direi per fortuna
    e ancora non invitano fanciulle…. arriverete anche a questo, preparati

  2. Ho appena finito di sgridare figlia grande che ha passato il pomeriggio sul lettone a leggere/studiare/ guardare una puntata della serie preferita su netflix/mangiare popcorn….vedo che le falle educative abbondano..

  3. Cara Elasti, tutto si ricompone, tutto rientra in un legame vivo che si basa sull’armonia. Io attraverso un momento difficile, combattente vitale in fase calante, perciò vedo quel lettone portatore di felicità

  4. Ho trascorso la mia giovinezza studiando sul lettone dei miei genitori….sino alla laurea….che ricordo miraviglioso….li capisco 😉

  5. d’accordo con la sognatrice….
    aspetta di trovarti il lettone stropicciato da adolescenti travolti dagli ormoni (anche se altri luoghi ci sono e sono disponibili!!!) e poi capisci il mio sconforto….

  6. Mamma mia! Io sul lettone quasi non riesco nemmeno a sedermici, non l’ho desiderato da bambina, e nemmeno da adolescente quando ero sola in casa col fidanzatino. Ho sempre preferito il mio. Non saprei dire però se è educazione, abitudine o carattere, perché mia sorella minore, a 22 anni suonati, quando è a casa da mamma ancora si abbacchia sul lettone. Sarà che con lei sono stati più elastici durante l’infanzia?
    Comunque giuro che la sola immagine degli amichetti a giocare sul sacro talamo nuziale mi ha fatto drizzare i peli sulle braccia 😀

  7. Non so se può esserti i consolazione ma i miei figli usano il lettone come cubo x la disco dance, come tappeto elastico x fare ruote, salti mortali e capriole e come ring per le lotte furibonde….morale della fiaba rifaccio il letto 5 volte al giorno perché vedere il letto adatto al pomeriggio mi dà enorme fastidio….e neanche i miei figli hanno intenzione di lasciare in pace e ordinato il posto più versatile della casa… ahimè

  8. Qualcuno poco tempo fa ha detto che la camera da letto dei genitori è diventata un luogo da party,feste ect. Era ed è un pediatra. Mi è rimasto impresso perche’ appena mia figlia è cresciuta le ho detto che lei e gli amici potevano usare tutta la casa ma non la mia camera da letto. Lo ha sempre fatto.p.s.ora è mamma anche lei e penso che adesso mi comprenda.buona giornata!!

  9. Sarò considerata una rompiscatole, quando mio figlio crescerà, però…no. Il lettone come campo di gioco no. Non ce la posso fare.
    Già faccio fatica a portarci il nano quando ha la febbre alta. Dormiamo male tutti e tre. E quando vorrebbe entrare nel suo lettino per giocare durante il giorno gli dico di no, che il letto si usa per dormire.
    Sarà per motivi igienici, sarà per pudore, sarà che la gente stravaccata sui letti o in pigiama prima delle otto di sera mi fa pensare all’influenza.
    Sono rompipalle? 😀

  10. Ps. Sperando di non offendere nessuno (non sto dando giudizi di merito, parlo solo della mia esperienza personale): io ho dormito nel lettone fino a età abbastanza tarda, verso la fine delle elementari, credo, perché la notte avevo paura. Posso testimoniare che il passaggio al mio letto, nella mia camera, con la mia indipendenza (fisica, emotiva…) è stato uno dei giri di boa della mia vita e una fortissima botta di autostima.
    Non ci si pensa, perché il lettone pare una coccola e un “premio”, ma in realtà tu, ragazzino che dormi nel lettone, ti senti: debole, vergognoso (agli altri non si dice!), “posseduto” dai genitori, incapace di spiccare il volo… e tutto questo, il più delle volte senza rendertene conto.
    Così è stato per me, ma lo capisco solo adesso

    1. Non offendi nessuno, anzi, mi hai fatto pensare molto e hai tradotto in parole le emozioni di questo periodo. figlio “piccolo” di 10 anni continua a non addormentarsi da solo e a piombare nel lettone nel mezzo della notte. Noi continuiamo ad accoglierlo dicendoci che lo facciamo per lui…in realtà credo sia più per noi, per un nostro bisogno di averlo vicino ancora per un po’. Mi hai fatto riflettere 😉

      1. Sono felice di non averti infastidita, Elena!
        Purtroppo non ho nessuna soluzione da suggerirti, pur avendo vissuto “da figlia” la stessa situazione: non so proprio cosa avrebbero potuto inventarsi i miei genitori per aiutarmi a superare la mia paura (le hanno provate tutte). Un bel giorno, semplicemente, è scomparsa. Vedrai che succederà anche al tuo piccolo.
        Un abbraccio forte e tanta simpatia e comprensione (per lui e per voi)

    2. Anch’io non voglio che sui letti si svolgano attività legate alla veglia. In primo luogo per un fatto igienico e anche per “igiene mentale”: la realtà diurna e la realtà notturna sono diverse e devono avere essere associati a luoghi diversi. Inoltre, il lettone è lo spazio privato dei genitori, nel quale al limite un figlio piccolo può essere accolto, ma non è uno spazio del figlio dove questi possa persino ricevere gli amici.

  11. Tutto ok Claudia, succede anche da noi… a turno tutti e tre i miei mostri ci pascolano con noncuranza. Io mi sono rassegnata anche perché vederli così in pace sul giaciglio, che più solo nostro non è e non è mai stato, mette pace anche a me… un posto caldo e sicuro evidentemente, quando tutto il resto attorno nelle loro realtà esterne forse così caldo e accogliente non è… età di cambiamenti età di salti emozionali e voli pindarici..: adolescenza, questa sconosciuta… io ricordo che non vedevo l’ora che finisse, sognavo i 18, sognavo un nuovo mondo che è stato poi molto più duro di quanto non mi aspettassi… coviamoli finche’ cinsono senza sensi di colpa che non servono ne’ a noi me’ a loro😘🥰 Non credi?

  12. Ah. Il lettone.
    Quanti libri ho letto sul lettone dei miei.
    Quanti pisolini pomeridiani, anche da studentessa universitaria.
    Quante volte da bambina è stato rifugio e porto sicuro.

    Il lettone. Che bello il lettone. ❤

  13. avendo avuto 3 figli in cinque anni e una casa piccola,il mio letto era off limits, oasi di ordine e tranquillità. dopo sedici anni arriva il 4 figlio che ne ha fatto il suo campo giochi, per non parlare ora dei nipotini… fine delle regole ah ah ah

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