Nonsolomamma

leonardo

alla fine della presentazione di un libro, se il pubblico è composto da un numero di persone superiore a cinque e ha qualche interesse nell’acquisto dell’oggetto presentato, c’è il cosiddetto firmacopie, rito potenzialmente gratificante per l’autore e potenzialmente snervante per chi aspetta.
di solito chi firma è in piedi o seduto a un tavolino e chi desidera la firma sta in fila e aspetta il proprio turno.
elastigirl si diverte molto ai firmacopie perché sono un momento per conoscersi, per chiacchierare, per abbracciarsi e per baciarsi che sono due attività che le piacciono parecchio.
venerdì scorso, a siena, durante il firmacopie per nina sente, a un tratto, dal nulla, si è materializzato un bambino biondo minuscolo. Poteva avere circa cinque anni. aveva saltato la fila e si sbracciava per attirare l’elasti-attenzione.
“me lo fai un autografo?”, ha domandato serio, sventolando un foglietto strappato e una penna. “sono leonardo”, si è premurato di precisare.
“certamente” ha risposto lei.
leonardo, come era arrivato, solo e lesto, si è smaterializzato.
dopo poco tuttavia, facendosi largo tra le persone, è ritornato. aveva lo sguardo accigliato di chi ha subito un torto ed è sbottato, con la foga dell’urgenza: “non mi hai dato un bacino!”
poi, compreso nel ruolo di chi rivendica il proprio diritto, nell’inconsapevolezza del significato del concetto stesso di diritto, ha porto la guancia destra e poi la sinistra. evasa la pratica, si è allontanato con sussiego.
ed elastigirl ne è rimasta ipnotizzata.
perché, quando si abbandona il territorio sbilenco di quell’età acerbissima, ci si dimentica di quanto possano essere folli e sghembi e magnifici i pensieri e gli atti dei bambini. e ritrovarli è un regalo grande.

10 risposte a "leonardo"

  1. Grande Leonardo. Come mi dispiace non averti potuto incontrare a Napoli (per impegni ero altrove) e.. conoscerti e abbracciarti. Ti leggo da anni e ascolto caterpillar am da quando ci sei tu! A quando il prossimo libro?

  2. Elasti cara, ho letto il libro “Nina sente”. Premetto che sono solita dividere i libri in necessari, contingenti e inutili pur riconoscendo il diritto di libertà di espressione e conseguente pubblicazione, a chiunque. Il tuo romanzo e’ contingente: leggerlo fa piacere, scalda una serata col cuore freddo, parla della realtà attuale delle donne moderne ma in perenne affanno per restare a galla, ha un linguaggio scorrevole e una struttura coerente. Non ha però il potere di sorprendere, di sollevare interrogativi, di acciuffarti, chiamarti, commuoverti, darti nuovi punti di vista, farti inchinare ammirata di fronte alla sua bellezza. Il suo limite e’ quello di apparirmi come il compito ben eseguito da una scolara ubbidiente, il suo pregio e’ quello di aver rispettato il lettore. Buon lavoro.

  3. io ci vedo una mamma *furba* che ha fatto passare davanti a tutti Leonardo per saltare la fila. A un bambino di 5 anni come potrebbe interessare un tuo autografo?

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