Nonsolomamma

i sassi delle donne

a trieste c’è una spiaggia divisa in due da un muro bianco alto tre metri. è una spiaggia di ciottoli levigati e di acqua trasparente. si chiama la lanterna o pedocin. per accedervi ci sono due ingressi, uno a destra e uno a sinistra del muro. sul primo c’è scritto “uomini”, sul secondo “donne e bambini”.
elastigirl ci è andata sabato mattina, approfittando di due ore libere. la incuriosiva quel luogo antico, l’ultimo in italia e forse anche in europa a mantenere separati i generi.
lei è donna di pianura e, di fronte al mare, si emoziona sempre moltissimo. c’era una gran quiete in quella spiaggia a sinistra del muro. c’erano un tepore avvolgente, un parlottio lontano, un senso di quiete sfrenata. e poi c’era il profumo. di salsedine e di libertà. e mancava qualcosa, oltre agli uomini. forse il giudizio.
una signora abbronzata l’ha avvicinata. “qui ci sono donne di tutte le età. in bikini, in topless, vestite… ci sono le donne musulmane con i loro bambini e anche da sole. ci siamo noi che veniamo da sempre. si vedono peli, ciccia, cellulite. siamo libere di essere quello che siamo”.
poiché non ci sono gli uomini non c’è nemmeno competizione, ha aggiunto.
“si sta bene”.
già, si stava proprio bene.
poi elastigirl si è avviata verso l’uscita perché dopo poco aveva il treno per udine da prendere.
e allora un’altra signora, con i capelli corti e le gambe forti, ha indicato i ciottoli: “non puoi andare via senza prenderne uno: ognuno di quei sassi conserva la memoria e le confidenze delle donne che sono passate da qui”.
così lei si è chinata, ha scelto il suo sasso, ed è andata via, con un tesoro in tasca.

29 risposte a "i sassi delle donne"

    1. Da triestina ti dico che non lo è affatto. Al contrario è un posto di libertà e tranquillità senza biasimo critiche e giudizi. Un posto in cui i bambini sono gestiti dalla collettività e c’è sempre qualcuno che butta un occhio a controllare che sia tutto un ordine con loro. È un posto sereno e molto ambito in cui essere liberi in mezzo alla moltitudine.
      Di sessismo proprio non c’è traccia, anzi.

      1. Non conosco questo posto, quindi lungi da me giudicare. Però da estranea mi chiedo: un posto per essere esente da critiche e giudizi dev’essere senza uomini? Sono gli uomini gli unici portatori di critiche e giudizi? E i bambini non possono essere gestiti dalla collettività anche dagli uomini? Non possono essere i padri, i fratelli, gli zii, i nonni, le figure maschili a buttare un occhio?
        In che modo tutte queste cose di cui parli, che comunque mi sembrano molto belle, cambierebbero se la spiaggia fosse unica, se la comunità fosse davvero tale, e non spaccata in due? Comunità, del resto, significa insieme 🙂

      2. sottoscrivo anch’io, non c’è sessismo nè discriminazione per gli uomini, che oltretutto hanno la loro parte e se la godono allo stesso modo. Forse però senza vederlo può essere difficile da capire. e poi effettivamente è un posto che dà la possibilità alle donne musulmane di andare al mare con i figli e stare serene…per me questa cosa è impagabile. E’ chiaro che il pedocin non è nato con questo fine, ma alla fine credo sia un regalo in più…

      3. Sottoscrivo anch’io. Ormai i bambini ci sono anche dal lato uomini, si vedono sempre più papà e nonni prendersi cura dei più piccoli. Il lato donne è sempre molto affollato, quello degli uomini molto di meno. Le associazioni che lavorano con i disabili vanno al pedocin in estate e sono accolte dal lato uomini, come pure i centri estivi e i ricreatori.
        Il tutto funziona a meraviglia.

  1. a dubai il lunedì e il mercoledì certe spiagge sono solo per donne e bambini. io proprio non me la sento di dire “no, non va bene”: sara’ perché per una volta un bel luogo e’ interdetto agli uomini, sara’ perché non fa male a nessuno ma, in fondo, davvero non lo so.

      1. Ah sì, le donne triestine sono toste e non se la lascerebbero portare via così, senza batter ciglio… 😀

  2. Probabilmente ls cosa “triste” è che ci debba essere bisogno di un muro (o un’area separata) per potersi sentire liberi di essere come si è, senza dover essere in competizione.

  3. Bello il racconto, bella l’idea delle storie incastonate nei sassi…non conosco la spiaggia, mi piace molto l’idea eppure trovo triste che per sentirci libere dobbiamo comunque allontanarci dallo sguardo maschile. ..non riesco a dare un giudizio, comunque fa pensare.

  4. La Lanterna che bei ricordi! La prima volta che ci sono stata avevo 14 anni ed ero ospite dei miei parenti triestini. Ero arrivata dalla grigia Sesto san Giovanni e la luce e il contrasto di colori di Trieste mi avevano lasciato senza fiato! Due mesi di assoluta felicità. Da allora è rimasta una delle mie città del cuore ci sono tornata tante volte e ho avuto la fortuna di abitarci per quasi due anni. Grazie cara Elasti per avermi richiamato questi bei ricordi ed un abbraccio a te e a tutti i simpaticissimi triestini.
    Nonna E

  5. Tavolate di solo donne in pizzeria
    Gruppi di solito vdonne al bar
    Solo donne a fare shopping
    Perché non solo donne in spiaggia?

  6. Sono stata alla Lanterna quando sono andata a Trieste…io da un aparte del muro, mio marito e mio figlio maschio dall’altra (non con me)…l’atmosfera respirata e’ stata quella descritta da Elasti…ci siamo goduti per un’oretta il mare divisi, ognuno coi suoi pensieri e le sue sensazioni che poi ci siamo raccontate una volta usciti…non abbiamo preso un sasso ma il ricordo e’ scolpito in me…non ci ho visto nessun significato sessista e nessuna volonta’ di dividere, solo la possibilita’ (mica l’obbligo) di vivere un ‘esperienza separati se si vuole con persone dello stesso genere altrimenti soli con se stessi…credo che certe “bataglie” vadano lasciate per altri ambiti non per un momento davanti al mare …

  7. Che tristezza infinita… La spiaggia, il muro e soprattutto, perdonate il giudizio ma non si può sempre porgere l’altra guancia, chi lo difende… Un altro di quei momenti in cui mi vergogno di essere italiana…

      1. Il punto è che è una bruttura solo agli occhi di chi il brutto vuole trovarcelo per forza invece di ascoltare chi lo vive e lo respira.

  8. Bellissimo racconto. Lo sto leggendo all’indomani del Giorno internazionale delle Donne e quel muro, differentemente da altri, trovo sia un modo meraviglioso per assicurare uno spazio di libertà e condivisione fra donne. Credo che chi ci va tenga alla propria essenza e così la preservi da quelle interferenze maschili che alle insicure o alle esibizioniste fanno perdere la ‘concentrazione in sé’ diventando la ‘rappresentazione’ di ciò che l’occhio maschile vede in loro. Il tutto perché siamo bravissime a guardarci ‘dal di fuori’ immaginando come ci vedano gli altri.

    1. Penso che il tuo commento sia molto profondo…mi hai fatto vedere la cosa da un punto di vista a cui non avevo mai pensato…grazie

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