Nonsolomamma

diario di un rientro

sono stati via due settimane. hanno viaggiato in macchina affinché gli hobbit imparassero un po’ di geografia. non è chiaro se ha funzionato. se non altro ora sanno che urbino e orvieto sono nelle marche e in umbria, caserta in campania e lucca in toscana. “pure ‘na cosa è” avrebbe detto la nonna napoletana di elastigirl, senza troppa convinzione.
però sono stati bene. si sono fatti viziare a bari dai nonni e hanno esplorato un pezzo di italia che, come molti, merita di essere visitato.
hanno dormito nella stanza di ragazzino di mister i trasformandola in accampamento, in un albergo ben sopra i loro standard esaltandosi poco signorilmente per l’inaspettato comfort, in una casa in campagna con un camino rosa, da un affittacamere senza colazione ma pieno di buongusto. sono stati bene. hanno festeggiato, chiacchierato, discusso, riso, giocato, letto, visto, ammirato. si sono goduti la reciproca compagnia e qualcuno anche gli insoliti ritmi della normalità, con  la possibilità di fare tardi la sera senza curarsi delle ore di sonno.
e poi sono rientrati a casa. qualcuno impaziente di rivedere la compagna M, qualcuno felice di rivedere i suoi amici, qualcuno ansioso di provare i nuovi giochi, qualcuno contento di tornare alla produttività lenta del suo anno sabbatico. elastigirl era preoccupata invece. perché ribaltare i ritmi e rimettere la sveglia alle 4 e 20 del mattino le sembra ogni volta una fatica sovrumana a cui non sopravviverà. e tornare alla routine da bianconiglio, perennemente in ritardo su tutto la agghiaccia.
ma la realtà, vista da vicino, fa meno paura. e il temuto rientro è stato dolce e graduale. perché dopo essersi fermati è più facile ripartire ma soprattutto sorridere e indossare il superpotere degli occhiali rosa. e se la gode, sperando che duri il più possibile.

11 pensieri riguardo “diario di un rientro

  1. Claudia… ehm… Urbino è nelle Marche…
    Comunque sono d’accordo che viaggiare in macchina aiuta i figli a imparare un po’ di geografia. Quando staccano gli occhi dal tablet, qualche volta vedono i cartelli che delimitano le regioni e si accorgono di attraversare il Po…

    1. urbino è nelle marche, e hai corretto…ok..ma guarda che orvieto è in provincia di terni, in umbria! mi sa che non solo i figli hanno bisogno di geografia (E forse non è il caso di insegnargliela così…)

  2. Questo post mi ha fatto ricordare i primi viaggi nella Cinquecento di mio padre, tre figli nel sedile posteriore. Non giravamo l’Italia ma la Sardegna, in cui ogni zo dell’isola, è un continente a sé. Però l’atmosfera era la stessa descritta da te. Si impara a ad amare i luoghi visitati e a collocarli nella cartina geografica, ma anche a stare insieme in famiglia.

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