Nonsolomamma

la quinta A

alla fine si sono ritrovati. dopo oltre tre mesi lontani, ognuno a casa propria. tutti insieme, al parco. con le maestre, i genitori, le medaglie, le magliette della scuola da firmare. c’erano anche i palloncini rossi, legati perché non scappassero via prima del tempo. c’erano dei fogli bianchi su cui scrivere un pensiero. “sono stato molto felice. non vi dimenticherò mai”. poi il pensiero sul biglietto veniva pinzato allo spago che teneva il palloncino rosso pronto al decollo. era la quinta A, interrotta bruscamente a fine febbraio per il coronavirus.
sono arrivati alle dieci, con la mascherina, un pallone, l’espressione dei naufraghi che rivedono terra. si sono messi in cerchio, insieme alle magliette bianche con il nome della scuola e dei compagni scritti a pennarello. si sono riconosciuti, ritrovati, mischiati, avvicinati. il distanziamento è una chimera in quinta elementare. ecco perché le scuole sono state chiuse subito e non hanno mai riaperto. loro si sono detti cose. si sono lanciati la palla. hanno ritrovato le maestre, i soprannomi, le consuetudini, il lessico familiare degli ultimi cinque anni. sono stati chiamati uno a uno, al centro del cerchio. una medaglia, una poesia, un colpo di gomito, lo struggimento.
hanno preso i palloncini, hanno fatto il conto alla rovescia e li hanno lasciati tutti quanti insieme ai bigliettini. sono saliti su, poi hanno piegato verso est. “perché est?” “perché il vento soffia in quella direzione” “ah” “ma la pizzata la faremo?” “certo, a settembre” “quindi ci rivedremo a settembre” “sicuro” “allora ciao” “il mio palloncino si è impigliato tra gli alberi”.
la scuola quest’anno non è finita veramente. sneddu e i suoi compagni resteranno sempre impigliati nella quinta A, qualsiasi strada prenderanno domani.

28 pensieri riguardo “la quinta A

      1. Non avevo dubbi che sarebbe arrivata una risposta così.
        La cosa è fastidiosa: non ho figli ma ho un cervello molto ben pensante, ho amici stretti che han figli a cui voglio un mondo di bene, ho nipoti. Non è obbligatorio essere genitore per avere delle idee.
        Quindi, invece che considerare chi non ha figli di serie B, cerca di spiegarmi e, se troverò un senso logico a quel che mi dici, capirò e concorderò.
        In caso contrario continuerò a ritenere che sia una proiezione degli adulti che la tramettono poi sui figli.

    1. sai io ho vissuto lo scorso anno la fine delle elementari di mia figlia grande, che nei mesi capisce di essere stanca delle elementari e ha voglia di andare alle medie, che e’ triste per quello che lascia ma ha voglia di scoprire quello che viene dopo.
      Ecco credo che questo percorso -ad esempio- sia stato stroncato in toto dalla quarantena e dalla fine della scuola cosi’ da un venerdi ad una domenica.

      Poi tutti vanno avanti, e la vita prosegue, e le fratture anche nette servono sempre, e anche loro si libereranno dalla V.
      Credo pero’ che sia piu’ difficile che in una situazione “normale”.
      Immagino il senso sia questo

      1. @giggi Grazie per la tua risposta e spiegazione, comprendo il tuo punto di vista. Quello che sembra a me è che i ragazzi una chiusura la abbiano avuta, semplicemente è stata diversa dalle aspettative degli adulti ma non per questo irrimediabilmente prova di emozione o di significato.
        Tra l’altro loro non hanno vissuto prima la fine di un ciclo, non hanno idee pregresse che possano essere deluse se non per tramite dei racconti e delle proiezioni appunto degli adulti che li circondano.
        Qui in molti stanno dicendo che le quinte hanno avuto palloncini, discorsi, biglietti… a me sembra che anche la parte “estetica” del rito ci sia stata: differente appunto, ma non meno valida o conclusiva.
        Diverso il discorso dell”assenza dell’esame (che mi pare esser stato sospeso giusto?) perché sarebbe stato il primo banco di prova ufficiale in una progressione di prove via via più difficili, ma non mi pare che steste parlando di questo aspetto.
        @Larella Grazie per aver compreso quello che intendo.

    2. Mamma di una bimba di quinta. La penso come te. La sua classe ha rimandato i saluti a settembre quando si spera potranno abbracciarsi. Ma caricare questo momento di nostalgia mi pare da adulti che rimpiangono chissà quale passato (io non ricordo lo strazio di aver lasciato le elementari). I bambini guardano al futuro.

      1. Ah, ah! Vero. Anche io non ricordo lo strazio della fine delle elementari, piuttosto l’ansia dell’entrata in prima media si!

      2. @Alahambra: non mi pare che Elasti abbia detto che sia stato privo di significato, ma sicuramente è stato atipico. Da genitore ti posso dire che si, spesso sono gli adulti che proiettano la loro visione sui figli … ma non è detto che sia questo il caso. Quanto al discorso dei cicli, scusa ma la vedo in modo diverso. La fine della primaria non è la fine del primo ciclo per tutti i bambini. Spesso hanno vissuto la fine del nido e della scuola dell’infanzia … e ormai anche li si chiudono con feste, “cerimonie” e saluti vari. Inoltre vedono ogni anno quello che fanno le quinte degli anni precedenti, quindi si, anche loro hanno aspettative … magari diverse da quelle dei genitori ma le hanno. Non ho capito bene il discorso dell’assenza dell’esame che è stato sospeso … perché messa così sembra che sia una assenza di quest’anno ma gli esami di quinta elementare non sono stati sospesi, non esistono più (purtroppo) da parecchio. Quanto al discorso di considerare le persone senza figli di serie B … spesso la risposta “non puoi capire perché non hai figli” irrita lo ammetto, ma altrettanto spesso è abbastanza difficile spiegare a parole certe situazioni/sensazioni/emozioni legate al ruolo genitoriale e quindi si ritiene che un altro genitore capirebbe subito. A torto secondo me perché non è detto che tutti si vedano e si vivano le cose alla stessa maniera, infatti hai ricevuto risposte in linea col tuo pensiero anche da genitori …

  1. Palloncini: 30 secondi di felicità, l’ennesimo pezzo di plastica che inquina la terra e rimane lì, a inquinare e probabilmente a seppellirci. Ha senso?

    1. Qui da noi (provincia di Bologna) il comune ha organizzato un momento di saluto delle classi finali delle elementari con palloncini BIODEGRADABILI. Si può anche festeggiare senza inquinare…..

  2. ecco cara Elasti…fine della scuola primaria…
    ricordo quando ha terminato il mio numero tre e ho salutato quella scuola dopo 9 anni di frequentaizone non stop
    magone immenso

  3. Capisco ogni singola parola. La mia bambina è rimasta intrappolata nella quinta B. Il 10 giugno si sono trovati davanti al cancello di scuola per il conto alla rovescia. Impacciati, come se non si riconoscessero più, timorosi di avvicinarsi, di abbracciarsi, improvvisamente intimiditi. Due giorni dopo hanno fatto una gita con le maestre per i saluti veri, quelli finali. Bambini felici ma anche disorientati, persi, il tempo fermo a fine febbraio. Perchè i programmi saranno anche andati avanti, ma il loro percorso scolastico è rimasto congelato. Non sono nemmeno potuti entrare nella struttura per il ritiro del materiale, che ci è stato consegnato sigillato in un sacchetto giallo. E non ci entreranno nemmeno per il ritiro delle pagelle, che verranno caricate sul registro elettronico. Tutti resteranno congelati, anche il fratello che ha finito la terza elementare e il piccolo che è alla scuola materna. Ma i bambini di quinta elementare, che a settembre saranno ragazzini di prima media, avranno sempre quel passaggio incompleto e malinconico.

  4. Bisogna esserci per capire. Anche mio figlio, 5B resterà sospeso…
    Ci sarà la festa di fine scuola…all aperto e in parte mitigherà questo brutto ricordo di un anno che è finito bruscamente con la festina di carnevale il 21 febbraio.
    Ma il non poter nemmero rientrare a vederla quella classe che x 5 anni li ha visti crescere è un gran dispiacere. Inutile negarlo…non è certo la proiezione di un adulto vedere il proprio figlio che vuole andare l’ ultimo gg di scuola davanti al cancello per poter “almeno piangere”…

  5. Non ho potuto che riconoscere la quinta A torinese di mio figlio, dove è stata organizzata una festa talmente simile a quella per la classe di sneddu che ho pensato stessero nella stessa classe..!.. e chissà quante quinte A hanno vissuto l’emozione così forte di una giornata del genere , dove si chiude un cerchio che tondo non è stato; ancor di più ho ritrovato il signicato dei riti simbolici, perché é importante, perché era loro dovuto.

  6. Ho riconosciuto nei festeggiamenti della quinta A di Sneddu la quinta A di mio figlio al punto che ho pensato fossero nella stessa classe..! abbiamo festeggiato in un parco con palloncini lanciati in cielo ed altre originali attenzioni a loro riservate. Chissà quante quinte A hanno provato le stesse forti emozioni di un momento del genere, per chiudere un cerchio che tondo non è stato. I riti simbolici sono importanti, perché aiutano a convivere con i pezzi di vita che si chiudono, perché fanno pensare alla bellezza di ciò che si è avuto. Era loro dovuto!

  7. Lei è una maestra felice.Ha una classe di ‘solo’ dieci bambini in una scuola prefabbricata di un paesino abruzzese visitato dal terremoto quando loro ancora non c’erano,hanno sette anni.Lei è una maestra felice perché a marzo ‘quando tutto è cominciato’,loro sapevano già leggere,scrivere,fare piccoli conti.Lei è una maestra felice perché se ‘tutto questo questo’ fosse iniziato prima,loro sarebbero stati più smarriti: ‘Maestra,non vieni perché c’è il terremoto da te?’ chiedono attraverso lo schermo.

  8. I piccoli supereranno questo brutto periodo, noi non lo scorderemo anche perché, nonostante l’ottimismo, il Covid è in agguato.
    E comunque w la scuola e le maestre che restano nel cuore per tutta la vita.

  9. Salve a tutti,
    Abitiamo in Francia, io insegno alle medie e ho due figlie di 9 anni e 5 anni. I bambini reagiscono tutti benissimo e soprattutto quelli che sono tornati a scuola rispettano le distanze e accettano la mascherina senza problemi, gli altri che vedo in giro molto meno forse perché nessuno gli ha mai spiegato per bene come e perché proteggersi.
    Vedrete, quando i vostri figli torneranno a scuola ritroveranno subito il loro ritmo e la loro spensieratezza. Questo periodo resterà un ricordo, come è giusto che sia, ma nessuno restera agganciato, impigliato. Per noi adulti è diverso, più complesso.

  10. E’ che ciascuno di noi ha i suoi ricordi, di sé, dei suoi figli, di altre persone, comunque diversi da quelli che hanno frequentato la scuola quest anno. E’ sempre stato così, ma adesso è macroscopico. Nessuna fine anno assomiglia a questa. E i/le ragazz*, gli/le insegnant* hanno avuto un anno diverso da tutti gli altri. Per questo sono tutt* de* privilegiati*. Ess* sono nuov*. Pertanto devono inventare un mondo nuovo, non perché lo vogliono, ma perché lo sono. E noi che siamo soltanto i/le genitor*, i/le nonn*, gli/le amic* non abbiamo niente da dirgli/le se non la nostra vecchia esperienza. Io mi fido di loro/ esse. Costruiranno un mondo migliore. Lo so, perché sono il futuro e ciascuno di noi ha ben poco da insegnare, se non l’esperienza passata. Faranno un mondo migliore di quello che abbiamo costruito noi. E faranno così perché li/le amiamo, con rispetto e fiducia. Auguri gioventù!

  11. È il medio ?
    Riuscito a festeggiare?
    La mia ( figlia di mezzo anche lei ) festa della terza media sabato in campagna… mi sono accorta solo dopo dalla sua felicita quanto fosse necessaria!

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