Nonsolomamma

amarcord

i figli di genitori separati hanno estati composite, non sempre facili, mediamente più varie rispetto agli altri bambini.
l’estate di elasti-bambina era rigidamente suddivisa: la prima metà di agosto con il papà, sua moglie e suo fratellino, la seconda metà con la mamma. il papà era abitudinario, la mamma no. con lui si andava in maremma, si affittava un casale in campagna e si andava in macchina al mare, vicino all’oasi del wwf. con la mamma si cambiava sempre e ci si innamorava ogni volta di un acerbo rappresentante della gioventù locale, di qualsiasi località si trattasse.
le vacanze con il papà erano placide. in mancanza di coetanei, elastigirl si dedicava alla lettura, alla visita di scavi etruschi, a lunghi bagni in mare e a passeggiate solitarie sulla spiaggia. quando diventò un po’ più grande, lucrava sui figli piccoli degli amici del suo papà, offrendo un servizio di baby sitting serale.
l’ultima volta che era stata in maremma, era ancora soltanto figlia. l’ultima volta che era stata in quel casale aveva vent’anni. l’ultima volta che aveva mangiato un gelato al bar della stazione di capalbio scalo ne aveva tredici.
suo papà aveva continuato ad andarci anche dopo. perché quello era il suo posto del cuore.
da quando lui non c’è più, lei non ci era mai tornata. non era mai capitata l’occasione né l’aveva mai cercata. quei luoghi le facevano molta paura.
quando la settimana scorsa, dopo un viaggio in macchina di dieci ore dal salento, lei ha visto il cartello di capalbio scalo, stava guidando e le si è chiusa la gola. ha pensato che era stata una pessima idea passare di lì, sulla via del ritorno. “toh, il vecchio bar della stazione è diventato una pizzeria. se ci fermassimo qui a mangiare?”. era stata veramente la sua voce a pronunciare quelle parole? voleva veramente fermarsi lì? sì.
hanno passato tre giorni in quella zona. il casale è diventato un magazzino, la spiaggia accanto all’oasi del wwf non è cambiata affatto e nemmeno il borgo medievale, i colori al tramonto, il profilo dell’orizzonte, il sapore dell’acqua di mare.
un pomeriggio, sul tardi, elastigirl ha fatto una passeggiata sulla spiaggia deserta, come faceva un tempo. a un certo punto ha incontrato una famiglia: un papà, una mamma, un bambino piccolo e una ragazzina dall’aria annoiata. si è rivista dentro quei quattro e per un momento ha perso l’equilibrio. la mamma stava facendo delle foto. “ne volete una tutti e quattro insieme?”. in quei tre giorni le parole uscivano da sole. “no, grazie”, ha risposto la madre. peccato. anche se in fondo non serve una fotografia per chiudere un cerchio.

12 pensieri riguardo “amarcord

  1. Mi sono commossa molto pensando a mio padre che ci ha lasciati giusto due anni fa…Mi domando se questo dolore e tutta la nostalgia si affievoliranno mai. In realtà mi sembra di essere più amaramente consapevole quanto più il tempo passa.

    1. Quindi Elasti hai un fratello?
      Mi sembra di ricordare che forse era già emersa questa cosa, però credo che tu non ce ne abbia mai veramente parlato, ameno non secondo le tue consuete modalità… a dirla tutta non ricordo nemmeno parole sulla moglie del tuo papà…. forse non desiderano essere nominati e tantomeno raccontati

  2. IO ho trovato su l sito di un’ agenzia immobiliare le foto della casa dei miei nonni (ormai defunti da qualche anno) in vendita: il cortile, il portico, il salotto (con ancora gli stessi mobili che erano li’ da sempre), ho visto i luoghi dell ami ainfanzia in vendita. Mi e’ venuto il magone, ma ho dei ricordi intimi che porto con me e che sono solo miei, li avrei persi se avessi rivisto la casa anni dopo.

  3. Anche noi eravamo in Maremma la scorsa settimana!! Per evitare l’Argentario molto affollato siamo stati alla Giannella e alle dune di Feniglia. Capalbio non l’abbiamo visitata

  4. Non mi verrebbe mai in mente di dire no a una persona gentile che si offre di farci una foto di famiglia, onestamente… magari però la signora temeva la reazione della figlia preadolescente 😀

  5. Atn! riflessione “specchio” ( ;-))! i figli dei genitori separati … che ce lo hanno avuto, il modo e il tempo di maturare/fissare una “routine”! io mi sono separata a scoppio ritardato e la mia separazione ha disintegrato tutti i riferimenti, famiglia allargata dell’ex inclusa. Dei miei due una era già fuori casa e l’altro si apprestava a andarsene. Ora siamo in un “provvisorio” continuo,di case, abitudini, spostamenti, orari, esami e lezioni – a distanza o in presenza ancora non si capisce… tutto reso “PRO”, però, da covid e neoadiuvante insieme… così, giusto per non farsi mancare niente…. baci buon inizio anno!

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