Nonsolomamma

trasferta

quando, la scorsa settimana, le hanno detto che sarebbe dovuta andare a roma un paio di giorni, non l’ha presa benissimo. perché un conto è svegliarsi alle quattro del mattino nel proprio letto, andare a lavorare, rientrare a casa e gestirsi in autonomia lo stordimento cronico e l’equilibrio instabile, un conto è farlo altrove. però partiva la radiovisione o visual radio che dir si voglia e ubi maior minor cessat. così, malmostosa, attaccabrighe e pure un po’ vittimista, è partita domenica sera, da una brescia piovosa, dove nel frattempo aveva fatto una presentazione.
ed è arrivata a roma che era notte.
e l’indomani ha trovato una gran pioggia e un gran freddo ma anche la percezione di far parte di un mondo e non solo di una piccola squadra mattiniera, ha provato un gioco più divertente e meno minaccioso del previsto, si è goduta dei compagni di avventure che sono famiglia, ha puntato una sveglia ancor prima del solito perché una radio visuale, oltre alla solita lettura dei giornali, richiede più cura e trucco e parrucco e decoro di una radio vocale.
in queste 36 ore ha ricevuto una telefonata indesiderata, di quelle che danno il mal di pancia e i brutti pensieri ma non si può fare nulla se non aspettare, è rimasta due ore stesa sul letto dell’hotel a guardare il soffitto nella vana speranza di prendere sonno, ha fatto un pranzo di lavoro ma anche molto di piacere, ha visto spuntare un sole inatteso e splendido, ha camminato per ore nella grande bellezza in compagnia di una creatura meravigliosa, ha avuto un momento di sconforto serale, rientrata in albergo ma per fortuna c’era il cioccolato, si è fatta inghiottire da un libro crudele ma è svenuta presto, si è rimessa in ghingheri alle quattro del mattino del giorno dopo, si è dimenticata delle telecamere, ha preso un treno e quando è arrivata a casa era così stralunata e stravolta che non riusciva nemmeno a parlare.
sarebbe stato molto bello, alla fin fine, escludendo una telefonata ansiogena e un sonno incoercibile. ma non si può sempre scegliere. e roma resta comunque un privilegio.

13 pensieri riguardo “trasferta

  1. Che peccato non stare a Roma col sole.io adoro questa città e il suo cielo.Mi auguro che quella pioggia che ha bagnato pure il telefono si sia asciugata.🤗

  2. Auguro soprattutto che l’ansia generata dalla telefonata sia già svanita e tutto risolto in bene….. e che rimanga solo il ricordo bello di quei giorni…..
    New York, Parigi e Roma le 3 città sempre nel mio cuore!
    Francy

  3. Gli amici spagnoli in visita a Roma (ovviamente non ora,ahinoi,ma non è detta l’ultima) esterrefatti e divertiti riferiscono di aver sentito,durante la visita al Colosseo, la loro guida affermare con solenne gravità:”Quando finirà il Colosseo finirà Roma” e il loro stupore aumentare nell’ascolto della seconda parte dell’antichissimo adagio: “…ma quando finirà Roma,finirà il mondo”.

  4. Dietro casa mia,a 5minuti di macchina, c’è l’ Appia antica, e un incrocio che ci permette di passeggiare o verso la villa dei Quintili ,e in teoria, Brindisi , o dall’altra parte verso il centro città. Pini maestosi,cipressi, pavimentazioni romane con i solchi dei carri, meravigliosi ceppi funerari, erba alta, greggi scampanellanti al pascolo. E i cieli romani,fra Magritte e Leonardo…che gioia, che orgoglio mi invade quando esco a passeggiare,quando mi fermo a leggere il giornale e contemplare, quando sorrido ai turisti estasiati, o curiosi perché raccolgo rughetta…
    La mia Roma adorata…

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