Nonsolomamma

zona rossa

“ciao mamma, io esco”
“dove vai, hobbit grande?”
“vado a salutare la compagna M. sto un po’ con lei. ché da domani non si potrà più”.
e lo ha detto senza rabbia, senza livore né tristezza, con la maturità pacata dei saggi. o degli adolescenti in tempo di pandemia.
e invece a elastigirl è venuta voglia di piangere, di fare la pazza e di spaccare tutto.
ma poi si è ricordata che i genitori purtroppo hanno un ruolo educativo pure nella zona rossa. e gli ha ricordato di rientrare prima del coprifuoco.

22 pensieri riguardo “zona rossa

  1. Ehhh mia cara elasti… noi siamo in Campania… zona gialla non si è capito per quale cosmico motivo….. ma comunque i miei ragazzi non escono…. e il mio quattordicenne sabato scorso mi ha chiesto di cenare in camera sua..🧐
    Sai … mi dice… sarò in video con i miei amici e facciamo come stessimo in pizzeria tutti insieme…solo che ognuno mangerà ciò che la propria madre avrà cucinato…ma per noi va bene uguale…
    Ecco in quel momento il mio cuore si è spezzato…😖
    I nostri ragazzi stanno veramente rinunciando a tanto ….con rassegnazione ormai…
    🍀🍀

    1. Anche qua si organizzano cene on line, oltre che gruppi di studio, sedute di trucco e parrucco, sessioni di ginnastica….persino una “festa” di halloween con tanto di trucco spaventoso…e in qualche modo si mantengono contatti e legami

    1. Anche il mio sedicenne ingestibile! Qui siamo in zona rossa, sta sera crisi di nervi, pianti, pugni contro il muro, parolacce e quant’altro. Adesso è di là, sdraiato sul divano a guardare le iene. Una pena. A tutto ciò aggiungo che il liceale diligente è sparito con l’arrivo della pandemia… e così alle preoccupazioni per il suo benessere psicologico (che non c’è e dovrà ritrovare, da solo o con un aiuto opportuno) si aggiungono quelle per la scuola. Forse avesse una compagna M le cose sarebbero diverse!

      1. Ciao Cristina, capisco che a te dispiace vedere che vengono imposte delle restizioni alla libertà di tuo figlio. Tuttavia, sebbene lui ne soffra, penso che questa situazione possa essere per lui un’importante occasione di maturazione. Potrebbe imparare a sviluppare una resilienza che gli permetta di affrontare senza crisi le avversità che, purtroppo, continuerà a incontrare sul suo cammino anche a pandemia finita. La mia opinione non conta nulla, ma se io avessi un figlio in questo stato cercherei di lodarlo (facendo leva soprattutto sul fatto che si comporta “da adulto”) tutte le volte che reagisce con compostezza ai limiti che gli sono imposti, trovando soluzioni e attività alternative a quelle a cui di solito si dedica. Eviterei invece di dare peso alle crisi come se queste fossero l’espressione di un disagio interiore che può farlo sentire un giovane tormentato e maudit. Tenderei piuttosto a fargli notare che si tratta di reazioni che denotano infantilismo.
        Certo, non essendo nei tuoi panni è facile per me parlare. Ho pensato che fosse comunque utile esternarti la mia opinione; tu poi tienila nel conto che vuoi

  2. Non sentirti stonata.
    Oggi oggi pomeriggio sono uscita di casa all’improvviso (zona gialla) dal nervoso che avevo :):):):)
    Mi sento assediata in casa mia da mio figlio quattordicenne.

    E mi sento MOLTE VOLTE stonatissima dopo aver letto elasti, che spesso parla con tenerezza e piacere degli adolescenti che le girano per casa. Mi sento mostro, ma dico la verità: li trovo TUTTI insopportabili e fastidiosi.

    Ecco, l’ho detto :):):):)
    Ciao ciao :):):):):)

  3. Sinceramente, da madre di due adolescenti, in piena zona rossa non so se mi preoccupa di più la quindicenne nervosa e scalpitante o il tredicenne un po’spento e “rassegnato”…..

  4. Una riflessione da mamma di 2 figlie (preado+ ado):
    le mie ragazze hanno sempre avuto a disposizione molti libri di diversi ambiti.
    Adesso come adesso mi pare che possa essere un valido rifugio alle loro tentazioni di rassegnazione perché, per l’età che hanno, i libri costituiscono una possibilità di incontrare nuove passioni o coltivare passioni sopite e… danno materiale per condividere con altri le proprie esperienze: si integrano quindi con gli strumenti di relazione sociale (virtuali) che abbiamo a disposizione.
    Inoltre essendo una cosa che “resta” forniscono spunti anche per una sana relazione famigliare… Perché, a dispetto della tendenza “tutto e subito”, in famiglia sperimentiamo tutti che il legame più saldo ha bisogno di tempi lunghi per costruirsi e rafforzarsi.
    Ed Elasti fondamentalmente ci testimonia questo.

  5. Rispondo a Marge essendo io madre di un diciassettenne in zona gialla…..mi spiace ma se non hai figli adolescenti in casa, non puoi capire…..inutile fare tanti bei discorsi per responsabilizzarli, lodarli ecc…..sono ragazzi, ti rimbalzano, pensano solo a quello che stanno perdendo ed hanno ragione…..purtroppo non l’abbiamo voluto noi, ma per una giovane vita che stava iniziando a esplodere e’ solo un’ingiustizia….’ ..e secondo me ci vorra’ tanto tempo x farli riprendere……tra un anno, due quanti saranno,bisognera’ che tornino ad una vita normale, ma essendo abituati ad una vita filtrata dal momitor di un pc, sara durissima, non saranno piu’ abituati ai veri rapporti umani…….io vedo la situazione molto nera

    1. Io invece ho apprezzato il “consiglio” di marge, pacato e attento. A volte il punto di vista di chi non è direttamente coinvolto in una situazione e la osserva un po’da fuori serve a riportare le cose nella giusta prospettiva.
      Forse davvero questa esperienza, sicuramente difficile, che gli adolescenti di oggi stanno vivendo servirà ad arricchire il loro bagaglio per il futuro…almeno me lo auguro.

      1. Io vivo in zona gialla e le restrizioni sono di meno, ma i miei figli che sono maggiorenni (una da poco) li vedo abbastanza tranquilli, un po’ annoiati ma non così devastati. Le parole di Marge mi sono piaciute molto, il covid ci sta cambiando la vita ma speriamo che insegni ai nostri figli che la vita e’ bella ma con tanti ostacoli

      2. Grazie Elena e Sara. Francamente mi aspettavo solo commenti che ruotassero attorno al fatto che se non ho figli adolescenti non posso capire. Ho reputato opportuno esprimere ugualmente la mia opinione proprio perché spesso le madri sono troppo coinvolte emotivamente per notare alcune cose che ad un osservatore esterno appaiono evidenti. Non sto qui a citare esempi di famiglie che ho conosciuto personalmente, per evitare di rendere note situazioni di criticità che coinvolgono altri. Ad ogni modo grazie, sono lieta che quanto ho scritto non vi sia dispiaciuto

  6. noi (zona rossa) questo giro abbiamo lasciato facoltà ai due adolescenti ‘accompagnati’ di continuare a frequentare la propria congiunta spostandosi in bici da un domicilio all’altro
    gli amici restano off limits
    abbiamo anche un adolescente single…e lì il gioco si fa più duro

  7. Qui zona gialla (per ora). Il 12enne trema al solo pensiero che diventi arancio e così non potrà più frequentare la sua adorata seconda media, i suoi prof e i compagni. E’ molto preoccupato. Ha accettato di indossare la mascherina FFP2 in pulmino e usa l’Amuchina per le mani frequentemente durante tutte le ore di scuola. Mi riporta qualunque mancata osservazione dell’obbligo mascherina (tipo la prof di motoria che la porta sempre sotto al naso e non vorrebbe nemmeno che loro la tenessero tutto il giorno – uno di sti giorni ha detto che farà la spia alla prof coordinatrice di classe) e ci tiene tantissimo che tutto funzioni bene, se la pena è tornare alla DaD.
    Il 7enne, arranca in seconda elementare, con la maestra di italiano che ha problemi di salute (non Covid) e va a scuola 2 gg sì e 5 no 😦 A me così sembra di sprecare un dono PREZIOSISSIMO: avere la scuola aperta e tante supplenze con continuative per cui oggi si guarda un cartone animato e domani si gioca un’ora in più in giardino. Mi dispiace così tanto!!! Mentre invece dovrebbero insistere sull’apostrofo e le doppie (queste sconosciute)
    Passerà anche questa e sono sicura che arriverà all’università senza problemi di doppie, però adesso… non riesco a prenderla con filosofia come fa mio marito, che dice “tanto sono tutti messi nella stessa situazione”

  8. Io credo che dovremmo smettere di disperarci per i nostri figli più o meno adolescenti, assolutamente privilegiati. La socialità è ovviamente fondamentale, amici, fidanzatini, calcetto…
    Ma ce la faranno perché vivono in case mediamente dignitose, hanno a disposizione device di ogni tipo, sono comunque sempre in contatto con i loro compagni e con i loro amici, hanno genitori che si preoccupano per loro e che, con le fatiche di tutti, li seguono.
    Sono pieni di risorse e capaci di gestire situazioni problematiche in modo creativo.
    Ce la faranno perché quando questa tragedia sarà finita, riprenderanno la loro vita, viaggeranno, vedranno gli amici, torneranno a pallavolo e, quando faranno fatica, i genitori saranno lì ad accompagnarli.
    Non è così per tutti, non sarà così per tutti.
    E’ una responsabilità sociale oltre che sanitaria quella a cui siamo chiamati, anche i ragazzi e noi dovremmo mettere nel giusto ordine le priorità.

    Mamma, insegnante, bergamasca.
    Qui pochissimi senza mascherina, sempre, tutti, non solo gli adulti.

    1. Nella precedente ‘ondata’,quando anche le scuole elementari erano chiuse,Emanuele,prima elementare e la sua famiglia non disponevano di dispositivi elettronici adatti per seguire la didattica a distanza che risultava precaria e soprattutto discontinua.La sua mamma che lavora in un monastero con una celeberrima biblioteca ,non sapendo più come fare,ebbe immediatamente l’opportunita’ di portarlo con se’.In molti,un po’ sorpresi ma molto inteneriti gli hanno raccontato come una fiaba, la storia di libri antichi e ‘preoccupanti’ (come direbbe Lucio Dalla) e mostrato leggendarie miniature.Lui,quest’estate ha raccontato fino allo spasimo la storia di quei libri e di quei ‘disegni’.

      1. Emanuele è un bambino fortunato. Da una situazione di difficoltà ha ricevuto una preziosa lezione di vita. C’è ancora speranza.

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