Nonsolomamma

come stai?

‘come stai?’ è una domanda che può essere inutile, distratta, di circostanza ma anche doverosa, empatica, necessaria, commovente. ‘come stai?’ in certi casi può persino curare un po’.
ieri sera uno dei medici dell’ospedale di desenzano dove è ricoverata nonna J ha chiamato elastigirl per aggiornarla. le ha spiegato che la febbre era tornata e che le condizioni erano peggiorate seppur non in modo allarmante. la stavano monitorando costantemente.
“la ringrazio molto. anche da parte di mia mamma che si sente sicura nelle vostre mani. ci sentiamo domani o quando lo ritenete necessario. buon lavoro”.
lui però non l’ha salutata. “aspetti”. lei ha aspettato.
“ieri mi aveva detto che anche lei e suo figlio siete stati contagiati. mi racconti: come state?”
e si è commossa.
perché quella domanda gliel’avevano fatta gli amici, i vicini, i colleghi e gli affetti, anche quelli lontani. ma non gliel’aveva fatta il suo medico di base che quando finalmente si è deciso a chiamarla, ha domandato soltanto se volesse veramente essere segnalata all’ats come positiva insieme allo hobbit grande (“poi vi tocca stare in quarantena…”). non gliel’aveva fatta la signora gentile dell’ats che aveva telefonato il giorno successivo invitandola a scrivere una mail a un indirizzo che inizia con “fragili@ats” (chi lo ha creato si meriterebbe una menzione d’onore) indicando le proprie generalità. eppure gliel’aveva fatta il medico di un reparto covid di desenzano, un reparto affollatissimo, dove arrivano pazienti da milano, da monza e chissà da quale altro luogo di questa regione che cade in pezzi. alla fine di una giornata probabilmente pesantissima quel medico aveva avuto l’attenzione e la cura di chiedere come stessero elastigirl e suo figlio, a 130 chilometri di distanza, chiaramente non in pericolo di vita. e ha voluto sapere tutto: che sintomi avessero, che medicine prendessero, che temperatura raggiungesse la febbre.
nonna j non conosce il nome di quel dottore perché al suo letto medici e infermieri arrivano bardati e irriconoscibili e lei non ha le energie per indagare. elastigirl glielo domanderà la prossima volta.
“come sta?”
“meglio, dottore, ora che me lo ha chiesto”.

28 pensieri riguardo “come stai?

  1. Claudia, tanta tanta tanta solidarietà… e speranza per tutti… perchè c’è ancora chi, per fortuna, sa essere una “Persona” dotata di umanità in questo momento terribile… Ti abbraccio con tanto affetto…

  2. Ho lavorato nel reparto Malattie Infettive ormai una ventina di anni fa e mi ricordo la profonda umanità e dedizione del personale di quel reparto, cosa non assolutamente scontata, sono posti così difficili ( allora 90% erano malati di AIDS) che ci lavora veramente solo chi è motivato; ricordo di aver pensato che erano le persone più vicine al mio concetto di santità che avessi mai conosciuto
    Betty

  3. A Desenzano oggi c’è uno splendido sole e quasi tutte le stanze dell’ospedale hanno una favolosa vista sul nostro lago .
    Anche un meraviglioso panorama aiuta a guarire.
    Buona guarigione!!

  4. Nonna J e’ nelle mani di bravi medici e infermieri……tu e lo hobbit grande in quelle di Mr.I…..insomma……direi che tutti potete sentirvi al sicuro

  5. mi sono commossa.
    Quando mio marito era in Terapia intensiva Covid a marzo, dopo 3 gg di ricovero decisero di mettergli il casco e me lo comunicò una dottoressa chiamandomi di sabato pomeriggio. Aveva una voce che sembrava provenire dal fronte di guerra. Una voce che non scorderò mai più. Mi disse solo che avevano scelto mio marito per il casco, ma di pazienti che ne avevano bisogno ce n’erano molti altri.
    Poi si raccomandò di dire a tutti quelli che conoscevo di non uscire di casa, di usare la mascherina e di stare attentissimi. Faceva grandi sospironi, era stanca e glielo sentivo dalla voce. Stanca morta e poco espansiva. Forse non mi chiese se noi eravamo contagiati, ma si stava preoccupando perchè sentiva il peso di tutte quelle vite che non poteva aiutare perchè non c’erano caschi per tutti.
    Quando dopo mesi ho raccontato questa cosa a mio marito, lui ha detto “anche tu cosa hai dovuto sopportare per la mia malattia…” e si è rattristato per me.
    Forza Elasti, h.grande e nonna J.

  6. Grazie elasti per aver condiviso l’umanità di questo medico e un abbraccio super gigante a nonna J
    In questo momento ci sentiamo – e siamo – tutti vulnerabili e abbiamo più che mai bisogno di collaborazione, unione, empatia.

  7. Lui è un anestesista di lungo corso che insieme a molti altri,da marzo ad oggi compresa la chimera estiva vissuta in pre-allerta,sono stati nelle loro terapie intensive,sorretti come da un demone che ha mobilitato energie insperate.Lui ha parlato,parla,ha spiegato e spiega quanto mano si comprendeva e si comprende di questo virus.Forse ha consolato.Ha mangiato la pizza con chi è guarito.Nella mente e nel cuore,gli ‘artigli’ del dolore per quanti non ce l’hanno fatta che traspare soltanto da sospiri profondi,dalla tristezza che rende opaco lo sguardo.Poi,Silenzio.
    Un affettuoso pensiero per voi tutti,carissima Elasti.!
    Spesso il nome degli operatori è scritto visibilmente con un pennarello sulle
    pesanti armature.

  8. Un pensiero affettuoso e un abbraccio che in questo momento di lontananza può essere solo virtuale, ma non per questo meno caldo e sincero. Ci sono passata anche io con mio marito, il mese scorso. Quando ho saputo che era positivo e poi, dopo qualche giorno, ha cominciato a respirare male, mi è crollato il mondo addosso. Ho tenuto duro per i nostri due bambini, che erano spaventati e avevano bisogno di me, ma anche per la voglia disperata di vederlo rientrare dalla porta e poterlo abbracciare di nuovo. Mi hanno aiutato tanto anche gli amici che si sono stretti intorno a noi in tutti i modi consentiti dalla solitudine alla quale ci costringe questo virus ed è una cosa che non dimenticherò mai. Siamo ancora capaci di volerci bene, fortunatamente. Spero che anche questi nostri messaggi possano avere lo stesso effetto su di te e sulla tua famiglia. Tenete duro

    1. Francesca, anche per noi gli amici sono stati fondamentali: io a casa sola con i miei figli e una paura enorme. Mio marito a metà marzo in terapia intensiva con il casco a cercare di resistere all’impatto del mostro. Quanta fatica e quanto piangere.

  9. Un grande abbraccio cara Claudia, è una fortuna averti incontrato, sappi che tutti quelli che vi conoscono vi pensano e vi vogliono bene!

  10. …e meglio stiamo noi che ti abbiamo risentito.
    Vorrei prepararti e dirti di essere forte se, malauguratamente, arrivasse , nei prossimi giorni, una telefonata dall’ospedale meno gentile e premurosa.
    Stiamo vivendo da vicino un ricovero di un caro amico, attraverso gli aggiornamenti giornalieri dei medici a sua moglie.
    Ogni sera un medico diverso, con il suo carattere ed i suoi modi. E’ bastata una telefonata frettolosa ed apparentemente distaccata di una dottoressa, per gettare nello sconforto la mia amica, preoccupata fino al giorno successivo. Ha saputo poi che era un momento concitato in reparto, con tanti nuovi ricoveri. Il nostro amico era anche leggermente migliorato, ma non erano arrivati i risultati di un esame e quella dottoressa aveva tagliato corto.
    E’ stato solo un episodio, lo stanno curando bene ed è in via di guarigione.
    Forza
    Forza
    Forza❤️

  11. Cara Elasti, preoccupata, ho cercato notizie di voi.
    Vi auguro di uscire presto dall’incubo riunendo la famiglia.
    Faccio il tifo per voi e oggi, in particolare, per il medico di Desenzano.

  12. Cara Elasti,
    tieni duro, hai 3 figli che hanno bisogno di te. E tua mamma che ha bisogno di sentirti forte.
    Comunque chi guida la Regione Lombardia è l’emblema dello smarrimento e della superficialità.
    Lontano dai propri cittadini.

  13. Grazie perché anche in questo momento Lei ha la forza e il desiderio per aiutarci a ricordare e a riconoscere le cose belle . Un grande abbraccio Angela

  14. Grazie Elasti di averci raccontato l’incontro telefonico con questo medico ! Questo ci fa sperare in quella umanità che tutti cerchiamo in momenti difficili…come questi . Auguri di cuore a tutta la tua bella famiglia ♥️

  15. anche io sono stata totalmente abbandonata dal mio medico di base quando ho avuto il covid, ad aprile, per fortuna in modo paucisintomatico. siccome ho potuto fare il tampone solo 6 settimane dopo, e ovviamente era negativo a quel punto, non risulto come guarita e quindi tutti i sintomi che mi sono rimasti (anosmia per 5 mesi, ageusia per 1 mese, formicolii a faccia, dita e piedi per 7 mesi, affanno ancora oggi) non vengono presi in considerazione da nessuno, non posso nemmeno entrare in qualche trial di studio per aiutare a capire come agisce il covid e che strascichi lascia anche in chi l’ha fatto in forma leggera, perchè non ho in mano un tampine positivo, e non ho potuto fare il sierologico: prima perchè quando a maggio-giugno è uscito quello affidabile poi se era positivo bisognava trovare un centro che facesse il tampone, e intanto il protocollo imponeva l’isolamento fino a esecuzione del tampone (peccato che i tampi di attesa fossero 2 mesi), poi perchè semrpe il mio medico mi ha detto che tanto gli anticorpi dopo 3 mesi sparivano e quindi era inutile farlo a settembre. ti capisco nel tuo stato d’animo e vi sono vicina

  16. scusate, ma solo a me un medico di base che chiede “MA DAVVERO VOLETE ESSERE SEGNALATI CHE POI VI TOCCA FARE LA QUARANTENA” fa orrore???
    capisco che la situazione ormai e’ sfuggita di mano a tutti i livelli, purtroppo, ma un medico non dovrebbe neanche pensarla una cosa del genere….. a mio parere….

    1. Ooohhh …meno male che non sono l’unica ad averlo pensato.
      Poi per carità onori e lodi all’ignoto medico di Desenzano, ma la storia del medico di base con la Tanatosi e che fa questa domanda ha fatto salire altro che nervoso!!! Sinceramente fosse stato il mio medico mi sarei informata per segnalarlo a chi di dovere … ma che scherziamo?!?

  17. poi lode e onore al medico ospedaliero empatico nonstante tutto e sinceri auguri a tutta l’elasti famiglia che sta vivendo un incubo. grazie di renderci partecipi anche di questo. vi sono vicina

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