Nonsolomamma

le cose imparate

a venezia elastigirl, grazie ad amici autoctoni, ha imparato alcune cose che non conosceva o a cui non aveva mai pensato.
– a venezia la spesa si porta sempre a mano, in un carrellino con le ruote, su e giù per calli e ponti. questo significa che, nello scegliere cosa comprare, oltre a considerare le proprie forze economiche, bisogna valutare, con lucidità e umiltà, anche quelle fisiche. pertanto, a differenza di quello che succede nelle altre città a chi fa la spesa all’ipermercato in macchina e può contare su sterminati portabagli, a venezia si è strutturalmente più frugali: si evitano gli acquisti inutili, d’impulso, eccessivamente ingombranti o pesanti. il che non è un male.
– a venezia i supermercati sono più piccoli che altrove e alcuni prodotti, per problemi di logistica e spazio, non si trovano e quindi non si comprano. l’amica barese, trasferitasi lì per amore di un virgulto locale, ha raccontato che, quando torna nella città natale, il supermercato le sembra un luogo di abbondanza e perdizione.
– girare per venezia con la barca degli amici, che nella lingua locale si chiama “topa” o “topetta”, è un’esperienza esaltante che regala vertigini di euforia e, a tratti, di arrogante onnipotenza.
– l’esistenza del ciambellone americano, altrimenti detto chiffon cake o meraviglia assoluta tra i pregevoli manufatti umani. elastigirl l’ha incontrato a cena, preparato dalla suddetta amica, e ha deciso che la produzione di ciambelloni sarà la sua attività prevalente se non esclusiva nei prossimi giorni, settimane, mesi, forse anni. e, nell’attesa di dare il via alle danze nel prossimo fine settimana, ha fatto un investimento in libri di ricette e imprescinidibili stampi con i piedini.

5 pensieri riguardo “le cose imparate

  1. che curiosità, anch’io voglio cimentarmi nella preparazione della chiffon cake, che non conoscevo! Attendo aggiornamenti su ricette e segreti per una preparazione perfetta!

  2. Consiglio: ho provato negli anni varie ricette e la migliore mi sembra quella di http://www.tasteatlas.com.
    Assolutamente usare olio di semi e uova a temperatura ambiente.
    Poi ci sono varianti al cioccolato o al limone…
    Cmq, vi dico anche che nei supermercati cinesi ci sono “cubotti” confezionati della loro versione, per fortuna senza additivi né conservanti. Deliziosi!
    Li trovo qui a Roma e visti a Firenze.

  3. Tutto è relativo e come vedere le cose con gli occhi degli altri.
    Mi hai fatto ridere molto quando hai detto dei carrellini, perché per me sono una cosa normale e scontata – e non solo per Venezia- ma in effetti, visto con altri occhi, potrebbe essere strano.
    Ai miei tempi di studentessa, anni ‘80, i supermercati a Venezia erano quasi inesistenti. Grande gioia per le mie povere tasche di fuorisede quando ne aprirono uno in campo Santa Margherita, che aveva persino la marmellata di rose, mai più rivista da allora. Ora ce ne sono moltissimi, quasi di più della cittadina toscana in cui vivo adesso e mica tanto più piccoli e meno forniti. Infatti, dopo 20 anni qui, quando entro in un ipermercato mi sento come i cittadini dei paesi d’oltrecortina quando arrivavano in Occidente.

  4. Sapevi che i veneziani, costretti a camminare e portare i carrellini su e giù per i ponti, soffrono meno di tutti gli italiani di malattie cardiologiche…un poco di più di quelle epatiche..😁🍹

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