Nonsolomamma

sotto il divano

domenica mattina elasti e mister i erano sulla torre del castello ursino a catania. Il sole era tiepido e il cielo di una tonalità azzurra che in natura, a milano, non esiste (“amo questa città, mi ricorda bari”, ripeteva lui, tronfio e un po’ irritante). all’orizzonte, nemmeno troppo lontano, si stagliava il profilo dell’etna innevato. avevano gli occhi pieni dei vasi attici e dei busti romani del museo e, seduti su delle seggioline messe lì per la delizia dei visitatori, hanno deciso di telefonare a casa per salutare gli hobbit e sincerarsi che il loro appartamento al primo piano fosse ancora integro dopo una fantomatica festa tra adolescenti, celebrata la sera prima e coperta da un riserbo omertoso. (“tanto lo so che inviterete i vostri amici sabato sera. tanto vale che lo ammettiate” “…” “quanti sarete?” “…” “non oltre dieci e soprattutto tutti vaccinati! mi raccomando! guardate che chiedo ai vicini di controllare il green pass. e niente superalcolici. né fumo. viene la compagna M, vero? sono molto più tranquilla se so che ci sarà la compagna M” “certo che ci sarà la compagna M” “bene”).
per condividere la meraviglia del cielo azzurro e dell’etna, hanno fatto una video chiamata.
“ehi! come state?”
“benissimo. stiamo riordinando”
“che bravi! come è andata ieri sera?”
“benissimo. tutto tranquillissimo. piacevolissimo”.
tutti quei superlativi avrebbero dovuto insospettirli ma lì, sulla torre, c’era un tepore delizioso e subito dopo avreebbero fatta l’ennesima tappa-cannolo in pasticceria, così hanno raccontato delle meraviglie catanesi, senza indagare ulteriormente.
“ah, dobbiamo dirvi una cosa”
“dicci, hobbit grande”
“stamattina, quando ci siamo svegliati… dopo la… serata… abbiamo trovato… un bambino, molto piccolo. sotto il divano, in sala”
“sì vabbé, bravi. anche una gallina e una tigre, come in ‘una notte da leoni’?”
“dico sul serio, mamma”
anche sneddu e il medio hanno fatto sì con la testa, alle spalle del grande.
mister i ha riso nervosamente: “piantatela”.
subito dopo la telecamera, che inquadrava le loro tre facce, si è abbassata. e in effetti, sul pavimento c’era un bambino. se ne stava a quattro zampe, accanto al divano, un giubbottino rosso, lo sguardo rotondo e sorpreso, lo stesso.
“non è un bambino vero” ha detto mister i.
ma il piccolo si è messo seduto, ha sgranato gli occhi e ha sorriso, a testimoniare la sua pasta reale.
“ma è piccolissimo!”.
il grande se lo è messo sulle spalle e insieme si sono fatti una risata, mentre i fratelli facevano un balletto intorno a loro.
poi la comunicazione si è interrotta.

è stato appurato successivamente che si trattava del bambino a cui, da qualche mese, lo hobbit grande fa da baby sitter. quella mattina le sue due mamme avevano chiamato chiedendo se potesse tenerlo un paio d’ore. e lui ha pensato bene di portarselo a casa, dai fratelli, durante le grandi pulizie per cancellare le tracce di una festa. è stato allora che elasti e mister i hanno capito che era il momento di tornare.

34 pensieri riguardo “sotto il divano

  1. Cara Elasti, volevo dirti che mi sono riservata la lettura della tua mail per ultima in questa serata, per gustarmela meglio. Volevo ringraziarti per il piacere che mi offri nel poterti ancora leggere dopo “la pagina vuota”.

  2. Anche io! Un po’ come Daniela nel senso che l’ho riletto con calma per colmare il vuoto di domani… Un po’ come Elasti e Mister I nel senso di una scappatella con mister P a Venezia. Con il pensiero ai “pezzi” di famiglia rimasti a casa.

  3. Cara Elasti, ti seguo da un pò e con molto piacere!
    Una domanda veloce: ma era per ridere che hai detto ai tuoi figli di far entrare a casa vostra solo amici vaccinati?
    Grazie se vorrai rispondere.
    Paola

    1. sì. era per evitare che una festa si trasformasse in focolaio. e loro secondo me hanno capito perché il loro unico amico non vaccinato per venire a casa si è fatto un tampone

      1. Grazie Elasti della risposta!
        E grazie dell’ospitalità che hai dato a me e a tutti coloro che hanno scritto. Tante voci, anche molto diverse tra loro e con toni diversi: per me è stato interessante leggere e ascoltare, sono stimoli interessanti per arricchire il proprio modo di vedere… È stato come fare un breve viaggio assieme, magari in treno, tra sconosciuti: quando scendi non sei più come quando sei salito, le persone che incontri e con cui parli ti lasciano un pezzetto incollato addosso.
        Buona vita, buone cose, a tutti!
        Paola

  4. Ho letto questo post e ho sentito un dolore allo stomaco, è bellissimo che la tua famiglia ospiti un ragazzo rifugiato e che i tuoi figli vadano alle manifestazioni contro la non approvazioni del ddl Zan, ma poi con leggerezza strizzi l’occhio a quelle che verranno ricordate come le più infame pagine della democrazia italiana: siamo in un periodo in cui ragazzine e ragazzini sanissimi vengono buttati fuori dagli autobus che li devono accompagnare a scuola perché privi di una certificazione del governo che attesta che sono sani e dovremmo essere tutti coscienti di questa follia e puntate il dito contro questa nefandezze e non strizzargli l’occhio.

    1. Non voglio fare polemiche. Anche perché non credo che questo sia il contesto giusto (scusa elasti), ma penso che “le più infami pagine della democrazia italiana” siano ben altro che un vaccino gratuito e garantito a tutti……

    2. Questa drammatizzazione della realtà è pretestuosa. Non esiste la possibilità di ricevere persone non vaccinate solo per evitare una malintesa discriminazione. Siamo tutti sanissimi fino a prova contraria. E purtroppo attualmente la prova contraria è molto frequente e arriva troppo tardi, quando il contagio si è diffuso.
      Proprio perché siamo in una democrazia abbiamo a disposizione i vaccini, gratuitamente e per tutti, contro una malattia grave e contagiosa.
      Dopo otto miliardi di vaccinazioni, direi che la sperimentazione è compiuta. Nessuna strage di innocenti. Fate vaccinare i ragazzi, che non sono ” piezz’e core”, sono persone.

    3. Vaccino o non vaccino, a me pare che si stia una volta di più togliendo significato alle parole. Libertà, diritto, censura, dittatura, rispetto… tutto buttato lì in un grande calderone come se si stesse parlando di un bruscolino in un occhio.
      Trovo questa cosa raccapricciante, pericolosa e foriera di pessimi presagi.
      Forse sarebbe bene invece ricordare che Libertà non significa fare impunemente ogni cosa che passa per la testa, ma scegliere consapevolmente e prendersi le responsabilità e le conseguenze di quelle scelte. Se mi vaccino scelgo il rischio calcolato di potenziali reazioni avverse ed a lungo termine, se non mi vaccino scelgo di non frequentare nulla e di fare un tampone ogni poche ore. Scelte e non costrizioni.
      Mi fermo qui.

  5. Per chi, come elasti e famiglia, ha attraverso l’incubo covid, la vaccinazione è in sacrosanto dovere oltre che diritto. Quello di non vaccinarsi non è in diritto è la pretesa di esercitare pericolosamente la possibilità di fare scelte dissennate!!

    1. 1- il vaccino non è obbligatorio quindi dovrebbe essere garantita la libertà di scelta e soprattutto la non discriminazione, a maggior ragione quando si tratta di ragazzi;
      2- i vaccinati possono contagiare, contagiarsi e sviluppare la malattia, quindi avere in casa solo vaccinati purtroppo non evita la possibilità di generare nuovi focolai

  6. Ognuno di noi, anche senza volerlo, può trovarsi dalla parte “sbagliata”: rifugiato, gay, non vaccinato, povero, malato, disabile, di colore…..Serve molta empatia, e rispetto, per evitare di ergersi a giudici, e rintanarsi nella convinzione di essere dalla parte ” giusta”. Non c’è giusto o sbagliato, ci siamo noi, ognuno con la propria storia, con gli stessi diritti. O no? Paola

    1. Essere poveri, disabili, malati ecc. non è una scelta. Non vaccinarsi (quando si è sani e capaci di farlo), invece, è una scelta. Che va rispettata, come tutte le scelte; ma, come tutte le scelte, comporta anche delle responsabilità. Non si può pretendere di evitare il vaccino e però anche di andare al ristorante, al cinema e dove ci pare, rischiando di contagiare e uccidere persone più fragili di noi (non lo dico tanto per dire: la mia più vecchia amica, paziente oncologica, non può proprio rischiare di prendersi il Covid, perché difficilmente sopravvivrebbe).
      Le proprie libere scelte – giuste o sbagliate che siano – non si possono imporre agli altri a scapito della loro incolumità.

  7. E invece no! Io se voglio continuare a lavorare o mi vaccino obbligatoriamente o mi lasciano a casa. Dov’è la mia possibilità di scegliere?
    Tutti i vaccinati con doppia dose da più di sei mesi perché si sentono autorizzati a non eseguire mai un tampone di controllo, pur essendo ormai conclamato che possono contagiarsi e contagiare, e persino finire in terapia intensiva e morire, e io vado a fare – volentieri- un tampone ogni 48 ore? E resto comunque prudentemente a casa, non frequento i centri commerciali il sabato pomeriggio, faccio un uso attento e scrupoloso della mascherina,
    lavo le mani ottocento volte al giorno.Dov’è lo sbaglio? Da quale parte?
    Ecco perché spero che tra gli amici degli Hobbit ci siano anche i non vaccinati ( che non sono untori!!!), così come i rifugiati, i gay, i disabili e chiunque altro sia loro amico.
    Paola

    1. Ma non è questione di essere untori, è questione di salvaguardare la vita degli altri. Cosa c’è di strano? Se il bambino ha la tosse non me lo accettano a scuola (neanche prima del Covid), ma mica mi sento discriminata per questo. Mi pare ovvio. Figurati un insegnante o un infermiere o chiunque altro sia a contatto con molte persone, potenzialmente fragili.
      Come dicevo, le libere scelte sono tali se non incidono sulla vita degli altri. E lo dico col massimo rispetto, per chi si vaccina, per chi non si vaccina e per chi non ha scelta in quanto troppo malato o debilitato per potersi vaccinare

  8. Aggiungo una riflessione: i bambini, nel primo anno di vita, fanno moltissime vaccinazioni obbligatorie, anche a distanza di poche settimane l’una dall’altra, ed è requisito necessario per essere ammessi al nido. Perché nessuno si scandalizza?

    1. Nessuno si scandalizza perché si tratta di vaccini in commercio da anni, che hanno completato il loro iter di autorizzazione e per i quali si conoscono eventuali effetti a lungo termine.

      1. Anche Pfizer ha concluso ufficialmente le sperimentazioni, da un pezzo. Oltretutto nessun altro vaccino è mai stato sperimentato su una platea tanto ampia.

  9. Paragonare i non vaccinati (per scelta) a gay, disabili e altre categorie spesso oggetto di discriminazione sociale è abominevole. Tanto abominevole quanto paragonare i non vaccinati agli ebrei nei concentramento (altra perla di saggezza no vax).

    1. Che tema complesso! Io credo nei vaccini e siamo tutti vaccinati a casa, ma ho anch’io un figlio undicenne nato a dicembre, come Sneddu non ancora vaccinato, forse lo “scivolone” nella frase scritta da Elasti sta qui…immagino che Sneddu abbia partecipato alla festa e non sia stato escluso in quanto non vaccinato 🙂
      I minorenni non possono decidere se vaccinarsi o meno, per loro decidono i genitori. La migliore amica di mia figlia voleva fortemente vaccinarsi ma la famiglia non gliel’ha permesso, ha 17 anni e aspetta i 18 per potersi vaccinare. L’avrei esclusa dalla festa?
      Tra il bianco ed il nero ci sono milioni di grigi.

  10. Ma non è una guerra di trincea: noi di qua e loro di là. Non ci sono di qua i vaccinati che sono i più bravi e se la spassano, di là i no vax che dicono atrocità sullo sterminio degli ebrei. Nel mezzo c’è l’umanità con le sue sfumature.
    Io, con le mie tre dosi di vaccino (la terza stamani), ogni tanto in questi mesi ho fatto tamponi di controllo, porto la mascherina, vado volentieri al cinema e al museo e mi pongo molte domande. Non sono mai stata felice di vaccinarmi ma l’ho fatto senza esitazione, dopo aver riflettuto.
    Quando tutto questo sarà finito ci renderemo conto del male che ci siamo fatti, proprio come società che vive in trincea.

  11. Non penso che sia una guerra di trincea, si rispettano le opinioni di tutti in una società civile. Ma certe affermazioni sono inaccettabili, vili e non degne di una società civili, non importa da dove provengano.

  12. Ma che dibattito è scaturito dalla menzione del vaccino! Segno dei tempi… E dire che, nell’economia del testo, aveva un ruolo secondario, quando il focus (vedi titolo) era su un buffo bambino, che personificava le apprezzabili iniziative dello Hobbit maggiore.
    Quanto al dibattito, mi trovo molto d’accordo con gli interventi di Giorgia: sulle molteplici e prevalentemente condivise vaccinazioni per i più piccoli, sulla sperimentazione ormai di fatto, sulle responsabilità nei confronti di chi ci circonda…
    Poi attenzione alle omonimie, da “disambiguare” con l’aiuto dell’icona di riconoscimento!

  13. Mi hai fatto ricordare la mi adolescenza, quando mamma è papà stavano via qualche giorno, mamma approfittava sempre dì una sosta carburante per una breve telefonata ai figli, la frase era sempre : “ stiamo per arrivare fate sparire i “cadaveri”. Certo non c’erano le pare delle intercettazioni, altrimenti chissà cosa avrebbero pensato

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