Nonsolomamma

19

Ciao tu, che sei tante cose, così tante che tenerle tutte insieme è sempre più difficile. Tu, spalle larghe, capelli lunghi, barba lunga, occhi belli che ancora non saprei dire di che colore sono (ottanio esiste?). Tu che leggi libri di lotta e resistenza, che sogni la rivoluzione, che hai deciso che fare all’università e lo hai detto a mister I e a me no. E io simulo algida indifferenza ma dentro implodo. Tu, che stai prendendo una forma bellissima. Che hai lo stesso amore da un sacco di tempo così tanto che ormai è una di noi. Che fai il baby sitter a un bimbo minuscolo che hai voluto con noi a Pasqua per presentarlo ufficialmente in famiglia. Che accudisci, proteggi, osservi, accogli con una dolcezza ruvida e sorniona.
Che sai essere esasperante, ostile, provocatorio come un professionista della molestia. E poi, in un click, ci restituisci la versione migliore di te che ci fa ridere e sognare e pensare che mi piaci tantissimo. Tu che hai organizzato per mesi l’occupazione della scuola e in una settimana hai trovato e capito te stesso. Che ti alleni con ossessiva pervicacia in cui ahimè mi riconosco, che fai la voce grossa, che cogli dettagli minuscoli, che sai guardare attraverso il prossimo, che hai l’intuito e l’udito dell’uomo ragno.
Tu che mi fai molto ridere, che ti lasci abbracciare e abbracci, che sei molto più profondo della superficie che mostri. Che devi imparare a usare i tuoi super poteri, che stai trovando la strada, che sai essere orrido e magnifico. Tu che puoi brillare talmente da far male agli occhi.
Per fare un uomo ci voglion 20 anni, diceva qualcuno. Ne hai 19 e mi godo il tuo viaggio.
Tanti auguri, meraviglia,
la tua mamma

9 pensieri riguardo “19

  1. Auguri ai nostri splendidi ragazzi che ci stanno accompagnando nel trascorrere del tenpo.
    Si cresce e si diventa grandi…una meraviglia.
    Si cresce e ci si invecchia….una bella differenza direi.
    Grazie Claudia rendi senpre tutto più divertente e leggero.
    Piera

  2. Cara Elasti, ti ho ritrovata su twitter dopo averti persa improvvisamente, senza preavviso su D Repubblica. Era la prima rubrica che leggevo e poi passavo all’editoriale di Valeria Palermi. D non è più il mio settimanale preferito, anche perchè non capisco le scelte edotoriali che privano noi lettori, improvvisamente, di professionisti che sentiamo come persone di famiglia. Grazie per la tua simpatia, arguzia e grazia con cui affronti i problemi di tutti i goorni.

    1. Claudia hai esattamente descritto quello che anche io facevo appena aprivo il giornale. La delusione è stata tanta e lo dimostra il fatto che gli ultimi 5 numeri sono buttati sul divano e nn ho nessuna voglia di leggerli. Mai successo! Abbiamo perso una bella occasione per continuare a fare informazione intelligente grazie a professionisti preparati

      1. Ciao, a volte compravo D solo per leggere la grande Elasti. Il giornale che ha perso una grande collaboratrice.

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