Nonsolomamma

Quello che resta

Per 35 volte, dal 17 ottobre a oggi, ho fatto la tv. O meglio, ho abitato un territorio ibrido e sperimentale, a cavallo tra la radio e la tv, con le luci e le ombre di entrambe e qualche magnifica follia in più per non farsi mancare nulla.
Stamattina era l’ultima puntata, per il momento o per sempre, si vedrà.
In questo viaggio ho imparato a truccarmi da sola ma non a pettinarmi. Ho imparato a guardare dentro una telecamera e a sorridere senza sentirmi stupida o imbarazzata o fuori luogo. Ho scoperto la grande bellezza di una rella donante, ogni giorno un outfit diverso, fuori e dentro la comfort zone. Pantaloni larghi, stretti, abitini corti a tinta unita e a fantasia, mocassini, calze colorate, camicie chic&shock, maglioni a righe. Qualcuno mi somigliava, qualcuno meno. Ma ho imparato a fidarmi di Giada, la costumista che ha la leggerezza di Peter Pan, la sapienza dei professionisti e lo sguardo accogliente della mamma.
Ho conosciuto creature nuove e amabili perché la tv è popolata anche da meraviglie. C’è chi risolve problemi, ama i cani e moltiplica pani, pesci e risorse; c’è chi irretisce gli ospiti, trova perle, insegna eleganza e rigore e sogna Parigi; c’è chi inventa domande e risposte e tormentelli, e ci accudisce mentre aspetta una bambina; c’è chi ha enormi talenti e li distribuisce con allegria e generosità come fossero caramelle; c’è chi applaude da solo, in smart working, dietro uno schermo, lavora nell’ombra, ed è una poesia anche se non lo sa. Ci sono registi lontani e una regista ragazzina che sboccia e diventa grande sotto i nostri occhi, ci sono tecnici capaci di regalare certezze, una curatrice lieve e sorniona. E poi ci sono loro, i miei compagni di albe da oltre otto anni, gli altri due lati del mio triangolo, l’incontro più felice e pazzo che potessi mai fare.
A tutti questi, che resteranno, grazie.

6 pensieri riguardo “Quello che resta

  1. Ciao Claudia, ora che la tua esperienza tv è finita, posso dirti che non ne vedevo la necessità? Adoro leggerti e ascoltarti ma, come dire, questa esperienza , della serie frizzi, lazzi e cotillon, mi sembrava un po’ appiccicata addosso, sia a te, sia ai tuoi compagni di avventure antelucane

  2. Vi ho visto a tratti e per la curiosità di vedere come riuscivate a cavarvela in un mondo nuovo. Sono stato un po’ spiazzato all’inizio, mi sembrava che la scommessa di portare la vostra radio (pur adattata) in tv fosse troppo azzardata ma oggi penso che siete stati comunque un esprimento e Dio solo sa quanto abbiamo bisogno di persone che osano superare le colonne di Ercole oggi. Quindi bravi!

  3. È finita? Io non ho mai voluto vedere la TV! Ho pensato che avrebbe intaccato la simpatia e l’ammirazione che ho pre tutti voi! Forse ho fatto bene!?!?

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