Nonsolomamma

Egitto, giorno 1. appunti

Sul Nilo ci sono bambini che navigano da soli o in due su tavole da surf. Si materializzano all’improvviso. Impossibile capire da dove arrivino perché non hanno remi né altro e sono minuscoli e il Nilo è gigantesco. Si aggrappano alle barche e cantano improbabili mash-up di successi pop degli ultimi dieci anni, anche in portoghese. Poi si staccano e scompaiono.

Il Nilo è un fiume che va da sud verso nord e non viceversa come succede di solito. È anche un dio che si chiama Hapi. È una divinità ermafrodita con seni, ventre rotondo, fianchi larghi in un corpo maschile. Perché il Nilo si basta e si rigenera.

Iside è una dea vergine che ha dato alla luce un dio, Horus. Viene raffigurata, come tutte le dee, con un sole e due corna in testa. Lei però sul sole ha un piccolo trono. A volte ha il seno nudo e allatta. I copti, cristiani d’Egitto, raffiguravano la Vergine Maria allo stesso modo. Poi nel sesto secolo glielo proibirono.

Siamo in una barca che si chiama Eyaru e io di barche così belle non ne ho mai viste in tutta la mia vita. Nella barca fanno il pane, in mille modi diversi. Si mangia moltissimo pane. Con noi ci sono altre dieci persone come noi e Osama, guida, mentore, capo, amico di nonna J. Lei, oltre al super potere dell’arabo, ha quello della socialità indefessa. C’è una famiglia con due genitori, tre figli e due nonni. Abbiamo scoperto che ci sono tra noi zero gradi di separazione e forse scopriremo di essere parenti. C’è una signora che viaggia da sola e colleziona bambole. Mi sta molto simpatica. Ci sono anche uno psicologo con un’amica che porta bellissime e minuscole scarpe da ginnastica.

Oggi con una piccola barca abbiamo visto l’isola Elefantina e degli uccelli buffi con zampe e becco rossi che si chiamano polli sultano. Abbiamo visitato anche il tempio di Philae dedicato al mito di Iside. Un tempo era a Philae poi l’isola è stata sommersa dall’acqua e il tempio è stato trasportato sull’isola accanto. Allo spostamento ha lavorato anche un’azienda veneta.

Ho fatto yoga al tramonto a poppa. Ho spesso sonno. Devo dormire di più. Il medio non ha portato nemmeno una penna. In compenso ha con sé un calzascarpe.

7 pensieri riguardo “Egitto, giorno 1. appunti

  1. Molto di sinistra la vacanza da 5000 euro a persona (basta cercare su Google la nave) nel paese dal quale aspettiamo ancora giustizia per Regeni.
    L’anno prossimo Transiberiana leggendo Giulietto Chiesa e facendo pilmini?

    1. Vero…vivo in Egitto da decenni e questo racconto, cosi favolistico ed edulcorato, serve solo ad acchiappare turisti. La realta’ e’ molto diversa e piu puzzolente… 🥴

  2. Ti leggo sempre con piacere, Elasti, ma non ho mai sentito la necessità di commentare.
    Oggi è la prima volta: non sono molto “social”, per cui rimango ancora basita dalla facilità e dalla cattiveria con cui alcuni puntano il dito per denunciare comportamenti biasimevoli (agli occhi di chi, poi?…), per criticare, per giudicare (una persona così tollerante e poco “giudicante” come te).
    A prescindere dalle modalità con cui un italiano dovrebbe giustamente protestare contro l’Egitto per l’orribile vicenda del povero Regeni, non credo che rinuncerei (né imporrei ai miei figli di rinunciare) a conoscere una cultura così affascinante.
    Goditi il viaggio

  3. Questo diario di viaggio in Egitto è bellissimo per me perchè io sono nata ad Alessandria d’Egitto e vi ho vissuto fino a 6 anni. Non sono mai riuscita a ritornarci ,l’ultimo tentivo di viaggio è stato annullato per ragioni terroristiche . Ora sono troppo vecchia (82 anni ) e ti leggo con curiosità e interesse , mi sembra di essere lì con te .. Grazie

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