Nonsolomamma

Egitto, giorno 3. Appunti

In una cittadina che si chiama Edfu c’è l’unico tempio perfettamente conservato dell’epoca tolemaica (305-30 a.C.). Lo abbiamo raggiunto con delle piccole carrozze trainate da un cavallo. Ci si stava in due o al massimo in tre non troppo ingombranti. Nonna J e io stavamo insieme e il nostro cavallo si chiamava Rambo. Quello di Sneddu e fratelli si chiamava Monica. Rambo ha vinto.
Nel tempio c’è una stanza. Si chiama casa della nascita divina. Al suo interno è decorata con scene che mostrano il miracolo della nascita, del soffio vitale e di un dio messaggero che comunica alla dea vergine la lieta novella (riferimenti a storie note non sono casuali).
All’esterno è raffigurato Bes, un nano artista panciuto che suonava la sua arpa durante i parti. Non so quanto fosse gradevole durante il travaglio ricevere un nano artista suonatore, ma magari le signore egizie gradivano.

Mentre eravamo al tempio, una giovane turista forse egiziana, sicuramente araba, si è avvicinata al medio e gli ha chiesto di poter fare una foto con lui. Poi si è vergognata e allora abbiamo fatto una bella foto di gruppo con lei, la sua famiglia, il medio e noi. Il medio vive questi successi personali con enorme stordimento e inconsapevolezza.

Secondo gli Egizi tutto è cominciato da un fiore di loto, spuntato su una collina dal buio primordiale. Dal fiore di loto è nato il creatore che, con il soffio vitale, ha generato tutto.

Gli Egizi amavano i babbuini perché sono animali consapevoli della meraviglia del sole. I babbuini prima dell’alba si arrampicavano sulle palme e aspettavano. Quando il sole spuntava gridavano e battevano le mani e il petto.

A Esna, durante la visita del mercato, la nostra guida Osama ha assegnato al grande il compito di chiudere la fila e accertarsi che ci fossimo sempre tutti e 15. “Se vuoi puoi prendere uno di questi bastoni decorati e tenerlo con te, come faccio io”. Il grande ha l’animo del pastore e un amore per i bastoni che risale alla primissima infanzia. Ha vissuto un paio d’ore di pura felicità.

In un negozietto di Esna un uomo stira con un ferro di 16 chili. Siamo entrati per vederlo perché è un lavoro antico che non si trova più nelle grandi città. C’erano tre grandi bombole di gas. Non ero tranquilla ma lui sì. Mentre eravamo tutti ammassati a guardarlo stirare, lui ha sorseggiato da un bicchiere un liquido lattiginoso, poi lo ha spruzzato a mo’ di vaporizzatore sulla sciarpa che stava stirando e su di noi che lo osservavamo. Quelli nelle retrovie hanno riso.

4 pensieri riguardo “Egitto, giorno 3. Appunti

  1. È una variante del mito di Horus, quella raffigurata nel tempio di Edfu? Non sono un’egittologa, ma io sapevo che il dio nasce dal rapporto di Iside e Osiride (appena ricomposto dalla moglie).

  2. Mi sembra che Elasti si riferisca ai nostri “miti” religiosi.
    Evidentemente in tutto il mondo c’è un tratto comune.
    Si dovrebbe indagare😎

    1. Certo, si riferisce a Gesù, ma Horus secondo il mito nasce da un rapporto sessuale di Iside e Osiride, quindi non vedo molte somiglianze…

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