Nonsolomamma

vortici

Ho conversato con una signora di 92 anni. Se ne stava affacciata alla sua finestra al piano terreno. Controllava la situazione e insegnava la vita a chi passava. Era molto bella. Gliel’ho detto. “Bèla o brûta sun chì tüta”. Intendeva che non aveva fatto ricorso alla chirurgia estetica. Parlava per aforismi milanesi. Mi ha fatto vedere le fotografie di famiglia passandomele dalla finestra, nelle loro cornici d’argento. Mi ha sgridata perché avevo la borsa semiaperta e perché giravo in bicicletta che è pericoloso. Quando me ne sono andata mi ha detto “Ti voglio bene”.

Ho intervistato 15 ingegneri in sette giorni. Di ognuno dovevo fare un ritratto. Pensavo che sarei impazzita. Invece no, credo.

Sono stata a Parma, a Rimini, a Bari, a Firenze, a Trento e in altri posti che nemmeno ricordo.

Ho ospitato per due giorni un signore maliano con 16 figli. Ma i figli per fortuna non sono venuti.

Sono uscita con un’amica e, nello spazio di una birra, ho gestito il suo account di Bumble. È stato elettrizzante.

Ho presentato un libro bello (Ilaria o la conquista della disobbedienza, ne parlerò), ho visto un film brutto (Disclosure day) e una serie tv su anziani e mostri (The Boroughs).

Ho tenuto a bada i miei mostri. In bicicletta mi sento invincibile ma poi scendo e passa. Ho fatto la marmellata di fragole per non cadere in un buco nero. Quando la ricetta mi ha chiesto una mela che non avevo ho vacillato. Quando la pectina era piena di muffa mi è venuto lo sconforto. Alla fine la marmellata è venuta lo stesso. E io mi sono salvata.

Qualcuno è molto arrabbiato con me per aver preso provvedimenti inevitabili. È tutto molto doloroso ma a volte non si può scegliere. A volte ho l’impressione di avere più di tre figli.

A volte sono felice. Nonostante niente sia facile.

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