Nonsolomamma

In superficie cinese

La prossimità è un punto di vista. Lo spazio vitale, una convenzione. In Cina sono tanti. Tantissimi. La loro normalità è la nostra ammucchiata. La loro folla è un’entità terrificante, per noi inconcepibile. Durante la visita all’esercito di terracotta di Xi’an la guida ha detto: «Siete fortunati: è mercoledì. Durante il weekend è molto peggio». Intorno alla balaustra per vedere i guerrieri c’erano quattro file compatte di esseri umani, una testuggine impenetrabile di visitatori, al 95% cinesi e per questo ben più abili di noi a destreggiarsi nel mare umano. Era mercoledì, però, ed eravamo fortunati. La meraviglia compensa lo shock. L’overtourism è un problema anche qui.
Fa molto caldo. E mentre, in fila per entrare nella Città Proibita io mi denudo, grondo e mi disunisco, le mie omologhe cinesi si coprono le braccia, il viso, le gambe e le mani e sono perfettamente composte e integre. Vanno molto delle palandrane intere, tipo cappottini, dalla testa ai piedi, color panna. Hanno una loro eleganza e preservano la pelle di porcellana. Chissà come fanno con la vitamina D ma di certo ci avranno pensato.
Perché i cinesi vivono nel futuro, anche se non sempre forse se ne rendono conto. Guidano macchine, motorini, biciclette e monopattini tutti elettrici in un traffico che non fa rumore. Abitano in citta avveniristiche, pagano con i QR code dentro le app, hanno dei robot che portano i pasti in camera, treni velocissimi e puntuali, un sistema di messaggistica che contiene il mondo intero. Possiedono al contempo un legittimo orgoglio etnico, che sembra talvolta virare in razzismo, una buffa ammirazione per i nostri occhi tondi, i nostri nasoni («Siete molto belli, possiamo fare una foto?»), una tolleranza benevolente per la nostra miopia.
Hanno una storia millenaria e una cucina sterminata. Chissà se sono felici, preoccupati, apocalittici, ottimisti. Chissà cosa vedono quando, dall’Impero di Mezzo, si girano verso Ovest e trovano noi.
L’inglese no, non lo parlano quasi mai. Non ne hanno bisogno.

Un pensiero riguardo “In superficie cinese

  1. Grazie Claudia, ricordo una volta al mare in Cina. Spiaggia immensa e loro tutti ammassati in un unico punto. Un viaggio in Cina è un’esperienza anche per chi è abituato a girare il mondo. È una cosa a sé. Buon viaggio!

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