Nonsolomamma

Ping’an

“Presto! Venite. È uno dei posti più belli che io abbia mai visto”.

Siamo a Ping’an, un antico villaggio nella contea di Longsheng, aggrappato alle colline, tra risaie terrazzate che sembrano scaglie di drago. Qui tutto è morbido e il silenzio è rotto solo dal gracidare delle rane, dall’acqua che scorre e dalle cicale giganti che fanno il verso dei vecchi modem. Il verde è straordinariamente verde. L’azzurro è abbagliante. La popolazione non è han, come la gran parte dei cinesi, ma zhuang e altre minoranze etniche. 

I maschi mi hanno presa in giro per l’iperbole (“Esagerata!” “Anche la Liguria è terrazzata” “Dici così perché finalmente non ci sono folle oceaniche”). Ma i maschi non sono bravi a esercitare la meraviglia. Peggio per loro. 

Arrivati alle pendici del villaggio, che è raggiungibile solo inerpicandosi per strade strette e ripide o scale, un uomo anziano e una signora in ciabatte, con grandi cesti in spalla, si sono offerti di portarci su le valigie per qualche yuan.

C’è stato un dibattito in famiglia. “Non esiste! Ce le portiamo da soli! Non possiamo sfruttare il lavoro di un anziano” “Ma l’anziano campa con questi soldi che gli diamo”. Alla fine abbiamo raggiunto un compromesso lasciando a loro le borse leggere.

Ping’an sono case di legno, il gallo che canta, un sistema di irrigazione  vecchio di 700 anni per portare l’acqua al riso, ristoranti affacciati sulla bellezza che servono rane, riso con bambù, larve e pollo al vapore. Sono donne che camminano tra i campi, in equlibrio tra le scaglie di drago e spruzzano cose, forse diserbante. Sono lanterne rosse nella notte, il silenzio di una camminata da sola tra i vicoli all’alba. Sono 190 famiglie, circa 800 abitanti, che di cognome fanno tutti Liao. 

È la vetta più alta del villaggio, la pace, il sole ancora basso all’orizzonte, io, il vuoto e un signore cinese che arriva, mi si siede accanto  e, nel telefonino, guarda reel a volume altissimo, come se fosse normale. Ma normale non esiste. Ed è la cosa più bella di un viaggio. 

Un pensiero riguardo “Ping’an

  1. Grazie, Claudia, per il tuo reportage. Ti seguo anche su Instagram ed è molto interessante. Vorrei chiederti come avete scelto le vostre priorità nel viaggio. La Cina è un Paese immenso dai tanti aspetti i più diversi tra loro (natura, cultura, tradizione, futuro, ecc). Mi sembra che abbiate dato priorità alla natura. Comunque avete avuto un’agenzia di viaggi che vi ha consigliato oppure vi siete studiati tante guide? Grazie per avermi letta e buon proseguimento della vacanza!

    Rita A. Gallo

    mobile 339 3440794

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