u’ servz’
bari, in farmacia. lui ha gli occhi bassi, la barba incolta e un giubbotto imbottito con il collo di pelliccia, più adatto a una traversata antartica che allo struscio natalizio in via sparano. "in cosa posso servirla?", chiede un inappuntabile commesso in camice bianco. "…", sospira lui. "prego? cosa desidera?" "u’ tv", bofonchia lui. "c’ uè?" (=…… Continua a leggere u’ servz’