Nonsolomamma

mal comune

si guardavano a malapena, preferibilmente in cagnesco. salutarsi era considerata una malsana pratica da perdigiorno di cui diffidare. anche incrociarsi ognuno nella rispettiva automobile era motivo di imbarazzo o fastidio. erano tante monadi che, pur consapevoli di vivere una accanto all'altra, non si capacitavano dell'inevitabilità dell'altrui presenza. facevano vite dure, frenetiche, affannose e affannate. ci mancava solo l'interazione con il dirmpettaio della casa di fronte.
poi ci fu l'incidente, al civico 14, sede della caldaia comune. e gli abitanti di quelle quindici palazzine unite dalla stessa acqua calda scoprirono, nella gelida desolazione di un calorifero spento, il calore del condòmino della porta accanto. nessuno più camminava guardandosi le scarpe, nessuno alzava il passo alla ricerca del vuoto attorno. cominciarono tutti a sorridere. sorrisi complici di chi non ha bisogno di parole per capirsi. si incontravano improvvisamente sguardi empatici che sottendevano universi di affinità e corrispondenze. qualcuno, sorprendendosi da solo, si attardava davanti al portone, fingendo di non trovare le chiavi, nella speranza che un suo simile facesse capolino da una finestra, da un automobile e manifestasse vicinanza fisica e spirituale. i più temerari tentarono  arditi approcci verbali. "si sa qualcosa?", disse timidamente un signore con il cappello. "macché", rispose la ruvida casalinga del secondo piano. "ho perso il piacere di tornare a casa mia", "vado in palestra solo per farmi una doccia", "la situazione è insostenibile", "dicono che fino a mercoledì prossimo almeno non cambierà niente", "ho freddo nelle ossa e nei capelli", "io ce l'ho anche nei denti, il freddo", "se vuole le presto la borsa dell'acqua calda, a casa ne ho sei". e via così, in un crescendo di intimità, di condivisione, di fratellanza.
il passaggio di identità da gruppo-di-condomini a gruppo-di-derelitti ha trasformato gli abitanti dell'elasti-quartiere, ed elastigirl in primis, in solidali compagnoni. chi lo avrebbe mai detto.

64 pensieri riguardo “mal comune

  1. Pollyanna avrebbe visto in questa fratellanza il lato buono della brutta situazione della caldaia..
    Baci!
    Cri

  2. ecco, brava elasti…una bella occasionev per fare un week end fuori…vedi che non tutti i mali vengono per nuocere???oddio anche io la sindrome di pollyanna??……ma siccome qui siamo tutte delle gran comari..dicci dicci come va con Mister I??? ciaooooooooo

  3. A me è successa la stessa cosa quando abbiamo evacuato lo studio per un'esercitazione anti-incendio che non era un'esercitazione, a giudicare dalle fiamme e dal fumo.
    Neanche il tempo di spegnere il principio di incendio dei miei capelli che già un collega mi fotteva il mouse e il codice civile 2011…

  4. Bello sentirsi davvero a casa già per le scale o sul pianerottolo. Non in tutti i condomini delle grandi città succede. Nel mio, a Torino, a volte sembra che sorridere sia la cosa più difficile del mondo.

  5. ecco un altro lato della cosiddetta umanità sul quale mi interrogo spesso… "uniti contro la malasorte"!
    mio marito ed io abbiamo spesso accantonato dissidi e incomprensioni per allearci "contro" mia madre e le sue "invasioni"
    ho visto persone ignorarsi per anni pur salendo quotidianamente sullo stesso treno improvvisamente complici per un ritardo particolarmente rilevante
    talvolta mi domando se non ci serva un nemico comune per ritrovarci…
    … anche la storia offre diversi esempi…
    umanità… parafrasando un detto: il mio cane sì che sa come vivere!
    coraggio Elasti, arriverà la primavera!!!
    intanto scappate almeno per il week end!

  6. Nei momenti di difficoltà si cercano alleati, il gruppo crea la forza, anche nel sopportare i momenti difficili. Può essere un ottima occasione per conoscere meglio i vicini, e mantenere queste conoscenze anche nei momenti migliori!…

    Una settimana al freddo è davvero dura! Ma sono certa che ce la farete. Almeno di giorno siete tutti in posti al caldo (scuola, asilo, nido, ufficio…)
    In bocca al lupo.
    Nonna j e Artù sono provvidenziali per il week end!

  7. Elasti… fossi in te io lo aspetterei sveglia… e poi con la scusa del freddo… interromperei la fratellitudine per un po'…. 🙂

  8. Ma com'è che oggi, e soprattutto in queste grandi città, come la mia, nessuno si ferma più a parlare? Ma di che abbiamo paura?
    Quando ero ragazzina nel condominio di provincia in cui abitavo si viveva sul pianerottolo. Ci si prestava lo zucchero, il sale e i fiammiferi. Io aprivo la porta di casa mia e andavo con le mie sorelle a giocare dalle bambine del terzo piano, senza neanche avvertire mia madre, tanto sapeva che ci avrebbe trovate lì. Si passava le ore a discutere da balcone a balcone sull'uso dell'ascensore, le frequentazioni di quella del secondo piano, o l'ennesimo guasto della caldaia….si calavano i panieri nella tromba delle scale…ci si parlava guardandosi negli occhi….
    Quando aspetto delle persone spalanco la porta di casa mia per accoglierle come si deve…mentre gli altri ti osservano furtivamente dallo spioncino come se fossi veicolo di contaminazione nucleare…
    In nome di questa str… di privacy (scusate ma ho il dente avvelenato con quel british bastard del mio ex marito) perdiamo di vista il contatto umano…
    …che tristezza…
    Grazie Elasti per questo post che mi ha fatto tornare in mente la mia infanzia….

  9. Eccolo qua il racconto futuro. E poi direte alla Ventura, se vi capiterà di incontrarla, che c'eravate anche voi sull'isola. Bellissimo effetto secondario. Mir

  10. qnd vado nella vecchia casa dei nonni nn c’é il riscaldamento a parte il camino in cucina che nn é un granché xó si sta cosí bene basta una coperta in piú e la vestaglia in pile o un bel maglione x dimenticare il freddo poi se c’é qlk1 che ti scalda con degli abbracci è xfetto… cmq recuperare i rapporti umani è necessario bisogna rendersi conto che l’indifferenza é brutta un sorriso non costa niente ma può cambiare il corso della giornata a molte xsone… bisogna recuperare i rapporti con chi ci circonda

  11. Grande Pentapata, m'hai fatta sitantare da ride 😀  😀

    Mimì-forza-Elasti-stanno-per-arrivare-rinforzi-ti-auguro-un-'caldo-in-tutti-i-sensi'-fine-setitmana

  12. calore umano, bellissimo antidoto al freddo della caldaia rotta…purchè si intervenga presto sulla manutenzione!
    noi appena sposati abbiamo abitato su un appartamento di nostra propietà su un piccolo condominio di 8 famiglie, la maggior parte giovani coppie e studenti di un certo ceto! Ci siamo sposati, io il giorno del matrimonio sono scesa giù per le scale tra parenti, amici ecc, e nessun condomino si è affacciato per dire auguri: e' nato il nostro primo bimbo, a mala pena qualcuno ci ha sporto gli auguri! poi se per sbaglio ti incontrava giù al portone si chiacchierava come se lo si facesse tutti i giorni!
    da tre anni abbiamo affittato quella casa e comprata una più grande in una bifamiliare in una stradine di soli 10 villettine bifamiliari!.
    Ci credete? abbiamo trovato tante famiglie aperte al dialogo ed i nostri vicini di casa sono per i miei figli i nonni surrogati!
    da ciò io odio i condomini, ti isolano dai rapporti umani, adoro le case col giardino a piano terra, che quando esci di casa ti piazzi con una bella sedia fuori dalla porta e ti fai i fatti di tutti!!!!!!
    non è una questione di soldi, ma di scelta: il condominio certo è comodo al centro città, la villetta è nei paesini limitrofi e ci vuole tempo per raggiungere tutto, scuole, lavoro ecc, ma la qualità di vita è imparagonabile!!!!!
    marstit

  13. Bellissimo questo post ! Mi è piaciuta un sacco la parte in cui descrivi i rapporti umani tra condomini in condizioni "normali" : è proprio così !

    PS= ieri sera, quando ho visto il termometro che segnava 4 gradi, ed ero al calduccio in casa con tutta la famiglia,  ti ho pensata, e ho pensato anche a come diamo per scontate alcune cose, tipo il riscaldamento ma anche l'acqua corrente, etc. e poi quando ci mancano ci rendiamo conto di quanto siano indispensabili ! grazie ai tuoi racconti di questi giorni ho apprezzato una banalità come avere la casa calda….

  14. Si potrebbe quasi dire che il freddo scalda.
    Sono d'accordo con te sull'indifferenza condominiale, terribile: sulle scale si aspetta quasi che sia l'altro a salutare per primo, come in una sfida all'OKCorral al contrario.
    Roberta

  15. Non tutti mali vengono per cuocere!
    Orbene Elasti mi pare proprio il caso di organizzare un maxi party condominiale a base de zuppe calle calle, polenta che e sarcicce salsa e merengue:)

  16. Elasti coraggio manca poco al cambio di caldaia e poi arriva il weekend dai nonni. E arriva anche Mr. I e la family sarà riunita e coccolata come tutti meritate. Meritate anche di stare in compagnia dei nonni, lo dico per voi che così avrete un po' di sollievo e tempo per guradarvi negli occhi qualche secondo in più ma anche per i nonni per godersi i nipoitini. Perché i nonni sono una grande risorse in primis d'amore. Parlo per esperienza diretta perché i miei genitori fanno i nonni a tempo pieno per scelta, sottolineo. Non gli ho mai imposto niente ma sono loro che si sono offerti di farlo. I miei genitori hanno avuto un esecizio pubblico per anni e adesso non gli sembra vero di poter godersi il calore della famiglia, la tranquillità domestica, la gioia di vedere i nipotini crescere. Per mia madre non c'è teatro/cinema/viaggio che tenga. Non dico che debba esser per tutti così ma mi sembra che nei post di ieri sia mancato questo passaggio. La libertà per certi nonni è anche quella di stare con i propri nipoti.
    Chicca

              

  17. lascia passare ancora qualche giorno. Prima o poi qualcuno lancerà il seme dell'odio ("la caldaia si è rotta perché quella lì fa la doccia tutti i giorni" oppure "la caldaia si è rotta perché quello lì tiene acceso il riscaldamento anche di notte"). Tempo una settimana e potrai assistere a scene di puro cannibalismo.

  18. Aiuto! Fino a lunedì?? Fate un bel falò con il parquet se c’e!
    Per quel che riguarda il civilissimo ignorarsi tra abitanti delle grandi e medie città, vi assicuro che in questo momento della vita me lo sogno la notte. Siamo planati per qualche mese ( siamo inquieti e ci spostiamo sempre) a vivere in un bel paese medievale con 8mila abitanti: ogni mattina per andare a prendere il giornale o al bar bisogna fermarsi a parlare e salutare caldamente almeno 15 persone. Tutti poi si ritengono grandi amici di nostro figlio ( 15 mesi) perciò se non siamo noi e’ lui… A me sembra un incubo! E infatti non vedo l’ora di ritornare a vivere in piena campagna, in mezzo ai lupi oppure nel tuo condominio con la caldaia aggiustata! rots

  19. Vorrei dire una cosa anche se molto banale:
    sarebbe bello se si facesse tesoro di questa esperienza e questa bella atmosfera tra condomini perdurasse anche dopo la sostituzione della caldaia
    🙂

  20. Quoto Rots, la via giusta è quella di mezzo. Un conto non salutarsi nemmeno tra condomini o frequentatori assidui di stessi posti (palestra, piscina, il bar del lavoro), un altro è doversi fermare a scambiare saluti parole con persone di cui ti importa poco.
    Il fatto è che superare i limiti, e cadere nel pettegolezzo e farsi i fatti di tutti è tipico dei paesini, ed è una cosa odiosa.
    Ho vissuto per anni in un condominio di quel genere. Tutti si conoscevano si salutavano, i bambini giocavano tra loro (ed erano quelli che si divertivano di più) ma gli adulti erano terrificanti. Oltre a farsi i fatti altrui e grandi sorrisi e saluti davanti, alle spalle pettegolavano e criticavano. Non vedevo l'ora di cambiare casa! Ora vivo in un condominio dove mi faccio i fatti miei,  saluto gli altri condomini, scambio poche parole di cortesia. Semmai si parla di problemi relativi alla casa, della crescita dei bimbi e delle loro conquiste, ma nulla di più. Non amo il pettegolezzo.

  21. Jas, amica mia, c'è un detto  che ho sentito qualche hanno fa dalla voce bellissima di Samuele Bersani e dice : " se sei convinto che il tuo vicino  ti spii, non è lui che spia te ma te che spii lui" Io son sicura che è vero!

  22. mi sa che sta rispuntando fuori la pollyanna che è nella nostra elasti 🙂

    io che non sono pollyannesca mi sto già immaginando i condòmini che, finalmente riuniti sotto una sola bandiera, in comunione di amorosi intenti, partono e  te porti la benzina io porto lo zippo vanno a dare fuoco all'amministratore.

    Cavoli, fino a mercoledì prossimo è TANTISSIMO!

    Seavessi
    http://seavessitempofarei.blogspot.com

  23. ahhhh la condominianza ! e quella genovese poi ! noi eravamo civilmente in lite con i vicini che permettevano al loro gatto di saltare sul nostro terrazzo e defecare nel nostro preziosissimo basilico home made ! nulla poterono le palizzate erette tra un terrazzo e l'altro … la crisi è stata risolta dall'arrivo del nostro bambino e dall'amicizia comune con un'altra famiglia del piano … a volte sedersi attorno ad un tavolo per condividere cibo e tempo libero aiuta … e il gatto non razzola più :))) 

    per il freddo: fai una torta, una frittata al forno, del pane … insomma, accendi un po' il forno … aiuta sempre …e magari MR. I trovando qualcosa da sgranocchiare stasera tardi sarà contento di essere a Casa.

     

  24. Elasti, ma tu non avevi super poteri??? Io avrei mosso il mondo pur di avere nuovamente caldo in casa. Sono una che col freddo non ragiona e mi sarei incatenata alla caldaia per protesta, avrei portato tutta la tv locale e pure il giornale del paese!!!! insomma sarei stata "la voce" della caldaia!!! 😀

  25. Gurzolo

    tranqui, due settimane dopo che avrete la nuova caldaia tornerà tutto come prima.

    Forse bisognerebbe andare oltre gli sguardi complici e cominciare ad ospitarsi a vicenda (in 8 l'effetto stalla è maggiore che in 4!) per favorire la confidenza
    ma la confidenza è impegnativa!

    Comunque auguri e cioccolata calda per tutti voi!

  26. 15 Palazzine???? e ci credo che la caldaia ha dato forfait poverina
    Io abito in una zona bistrattatissima ma in un cui i condomini sono ancora piccolini, ci salutiamo tutti, qualcuno in cagnesco, il quartiere malgrado tutte le magagne che sono cresciute negli ultimi 25 anni è fatto ancora di gente che ti conosce per nome, il mio e quello dei miei bambini e non posso uscire a fare un timido giretto o commissione senza di incrociare dalle 2 alle 10 persone per una chiacchiera (dipende dall'ora, dal clima e dalla mia fretta).
    Credo (decisione già maturata negli ultimi sei mesi) che il tuo post mi abbia decisamente illuminata sulla nostra scelta recente: ci fermiamo qui, senza più cercare una casa più grande per lo meno non in uno di questi nuovi quartieroni ad un paio di km da qui. Ci stringiamo ma restiamo qui che crediamo che con il nostro piccolo tessuto urbano (finchè regge) di conoscenze ed amicizie per lo meno il nostro cuore sia un pò caldo, anche se si rompesse la caldaia.

  27. C'è una santa via di mezzo tra l'ignorarsi e il ficcanasare. Credo siano dinamiche difficile da produrre in vitro ma quando esiste la via di mezzo, ecco, la vita si colora. Abito in un condominio grande e direi solidale. Nessuno si fa i fatti tuoi – troppo (poi non so se a casa spettegolano, eh?) ma tutti sappiamo che in caso di bisogno e non necessariamente una disgrazia si può suonare a tutti. Io lo trovo di conforto. 
    Gloria 

  28. Già, che meraviglia l'effetto "siamo tutti nella stessa barca". Speriamo che ad  acqua calda riconquistata riusciate a mantenere in vita i semini di solidarietà che sono stati messi in questi giorni. Ora che hai il part-time ci potresti fare gran cose (che so…un GAS, un doposcuola, un cineforum condominiale?). Saluti,
    Linnea

    p.s.- Nel frattanto anche io suggerirei di alzare la gradazione alcolica e calorica della famiglia a suon di vin brulé, grappe e cioccolate bollenti (se non ora, quando?)

  29.  @18 ti quoto in pieno.

    Ero bambina negli anni '80, che ho trascorso metà a Roma e metà in un paesino di provincia.

    In provincia il paese era una famiglia, nel bene e nel male. Tutti si conoscevano, uscivi e entravi dalle case di amici e parenti, i portoni erano sempre aperti, sentivi un profumo e ti auto invitavi a pranzo o a merenda, buttavi dentro la testa e facevi un saluto, ti incontravi in piazza senza esserti dato appuntamento, tutti sapevano sempre dove trovare gli altri. Se avevi bisogno di una mano c'era sempre qualcuno disponibile. Il rovescio della medaglia era che tutti si facevano i fatti degli altri, ma tutto sommato amavo quell'atmosfera, quel senso di "comunità", dal quale comunque potevi "isolarti", bastava chiudere il portone…

    Adesso se si facesse un censimento in paese, la quota di extracomunitari di varie nazionalità batterebbe di gran lunga quella degli oriundi. Le facce, le voci, perfino gli odori sono cambiati. Non si parla più nemmeno con i confinanti di giardino, i portoni sono chiusi e per fare visita devi prima telefonare e poi suonare il campanello…

    A Roma vivevo in un condominio, se andavo a giocare da A. al 3°  piano, poi finiva che ci spostavamo da C. al 5° e le mamme ci recuperavano sempre. Se finivi lo zucchero o le uova bussavi alla vicina oppure, se era estate, ti affacciavi dal tuo balcone nel suo. Quando ti incontravi per le scale facevi due chiacchiere e se stavi aprendo il portone  e scorgevi un condòmino in arrivo, ti fermavi e aspettavi per entrare insieme.
    Adesso non riconosco più nessuno, i nuovi arrivati non si sono mai presi la briga di presentarsi e se ti incontrano per le scale invece di dire buongiorno abbassano la testa e tirano dritto.

    A volte mi chiedo se sia una questione di “educazione generazionale”. A me hanno insegnato a dire sempre buongiorno e buonasera quando incrociavamo qualcuno, anche se non lo si conosceva bene; quando organizzavo una festicciola mia madre mi spediva dalla signora del piano di sotto per informarla e scusarmi in anticipo per il rumore, poi dopo la festa mi rimandava giù per informarmi se avevamo fatto troppo casino…. È una forma che ti resta. Ma se l’adulto è il primo a girarsi dall’altra parte, come ci si può aspettare che i piccoli di adesso non assimilino  la stessa abitudine.

    È molto brutto pensare che ci sentiamo condòmini solo quando c’è un problema e non quando, per esempio, ci si potrebbe rallegrare insieme perché finalmente c’è il sole o perché nell’androne ci sono le piante in fiore.

    Quando mi sono trasferita qui a Milano ho portato con me questo modo di fare, mano a mano che incontravo i nuovi vicini salutavo e mi presentavo…mi guardavano come una bestia rara.

    Ma io non desisto J

  30. ed è per questa gelida atmosfera così ben descritta dell'Elasti-condominio che sono stata ben felice, dopo 6 anni a Milano, di andare a Roma!

    Finalmente gente che saluta vicino al portone e che ti suona alla porta per sapere se hai un pò di farina

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