640 thoughts on “ciao papà

  1. Tutto non sarà più come prima; ti sia di consolazione che non è stato un calvario per il tuo adorato babbo. Tre anni fa, dopo 8 mesi di semi pazzia e 110 giorni di ospedale il mio ha smesso di voler vivere. Ricordiamoli sempre. Sei nei miei pensieri

  2. da nipote che ha perso il nonno poco tempo fa (nonno con cui ho passato tutta la mia infanzia) e che ci sta male ancora oggi quando lo va a trovare, posso solo dire che ti siamo vicini.
    Lisa & Matteo

  3. sono stato influenzato e non ho aperto internet da qualche giorno …purtroppo leggo solo ora.
    non credo ci sia molto che posso dire, elasti, il mio cuore e con te!
    ti abbraccio!

  4. Un abbraccio a te, alla tua famiglia e un grazie a NonnoA per i sorrisi che ci ha regalato anche lui, attraverso i tuoi post. Mancherà a tutti, ne sono certa.

  5. ciao Cara Elasti.
    in questo momento non ci sono parole per manifestarti la nostra vicinanza. Possiamo solo immaginare il vuoto che un genitore possa lasciare… sii forte, non mollare
    un forte abbraccio

  6. Leggo solo ora. Mi dispiace tanto, anche se non lo conoscevo. Ho attraversato anch’io questo guado melmoso, come puoi immaginare. Per mio padre ho scritto il mio primo libro. Per quello che lui ha significato, per l’uomo ordinariamente straordinario che è stato. Per questo che mi definisco trascrittrice. Un abbraccio, caldo, forte.

  7. In un mondo a volte frettoloso, troppo spesso crudele, a tratti bruto e ogni tanto addirittura brutale, questi 611, ora 612 commenti sono la prova tangibile di quante belle persone ci siano, di quanto amore siamo ancora fotunatamente disposti a dare a chi, come te, ci regala pezzetti di vita, rallegrando le nostre. Grazie Elasti, un abbraccio

  8. Il tuo blog e’ sempre stato mitico e lo leggo da tanto con grande gioia. Ora che leggo Ciao Papà, avendo perso la mia mamma il giorno prima (24 aprile) lo leggo condividendo il tuo grande e incolmabile dolore.
    Dicono che il tempo aiuto – speriamo che abbiano ragione.

  9. Purtroppo non ci sono parole realmente consolatorie, c’è un abbraccio virtuale e poi ci si deve affidare al tempo. Non siamo mai realmente pronti a rassegnarci al fatto che i nostri genitori debbano, per natura, lasciarci. Io ho conservato solo quello che poteva contenere il mio cuore, tutto il resto era un orpello inutile.
    La cosa di cui ringrazio più di tutte è che “io sono mio padre”, nel suo carattere e nei suoi insegnamenti, e quando ho davvero dato peso a queste parole mi è tornato il sorriso.

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