Nonsolomamma

sorridi

l’anno scorso elastigirl fece un corso di scrittura creativa con una maestra, di cui si innamorò, che dispensava consigli di vita e perle di saggezza, ancor più che di scrittura. un giorno questa maestra chiese alla classe: “perché scrivete?” perché non posso farne a meno. perché ne ho voglia. perché è il mio modo di esprimermi. perché mi piace. perché sono un genio e la genialità va trasmessa per iscritto. perché non so disegnare. furono le risposte.
lei scosse la testa. “potete raccontarvi tutto quello che volete ma chi scrive lo fa per essere letto”. ed è vero, anche se ammetterlo è un attestato di narcisismo difficile da confessare in primo luogo a se stessi.
tutto questo per dire che ciò che rende prezioso questo posto agli elasti-occhi non è l’elasti-mondo che ci sta dentro e che lei conosce fin troppo bene, avendolo davanti 24 ore al giorno, sette giorni su sette, senza via di scampo, nonostante saturazioni ed esasperazioni periodiche. ciò che rende prezioso questo blog sono le lettrici e i lettori che passano di qui. ancora di più quelli che lasciano tracce del loro passaggio. perché è grazie a loro che questo luogo è diventato una comunità in cui si condividono pensieri, esperienze e visioni del mondo.
ci sono persone che transitano di qui che, pur non avendo un nome e un cognome, pur non avendo un volto, una voce e talvolta nemmeno un indirizzo mail reale, sono presenze importanti, pesanti nell’accezione migliore dell’aggettivo, stimolanti, capaci di orientare una conversazione e i pensieri. e di lasciare dei segni che poi danno il senso del nostro passaggio, non solo in un blog.
una di queste è puntadispillo, che è qui da anni, arguta, elegante, provocatoria, dissacratrice, spigolosa, brillante, intelligente, sottile. a elastigirl piace da sempre puntadispillo, anche quando va controcorrente, quando punge, quando ribalta le cose e crea scompiglio. le piace perché la immagina forte e decisa, indomita come chi se ne frega. e libera, di fare e dire quello che le pare.
strano come leggendo una manciata di commenti e il nickname di qualcuno, questo qualcuno prenda corpo e forma e si faccia persona, oltre che personaggio. strana la tangibilità di tracce intangibili.
puntadispillo qualche giorno fa ha lasciato un commento, con il suo tono dissacratorio, sarcastico e leggero insieme:

Oh, bene! Tutte le cose hanno una fine e sembra che anch’io non faccia eccezione. Da persona educata, volevo salutare voi tutte per avermi intrattenuto durante questi mesi e Claudia per avermi ospitato nel suo diario. Auguro a ciascuna di voi di realizzare le proprie ambizioni nel rispetto delle proprie attitudini. lo so, si dovrebbe augurare di realizzare i sogni, ma io sono pragmatica – lo dovreste ormai sapere – e credo che, come dicono i vecchi contadini, sogni e scorregge rimangono nel letto. Rimpianti? zero. Rimorsi? zero. Curiosità tanta. Direi che il bagaglio è pronto. E non ci vorrà molto che il tram passi a prenderci e credetemi, e stavolta è davvero “un tram che si chiama desiderio”. Buone cose a tutte e siate Libere.

era un commento in fondo ad altri, che toglieva il fiato. elastigirl ha chiesto spiegazioni. perché sperava di non avere capito. perché i congedi le hanno sempre messo addosso un po’ di ansia. perché voleva sentirsi rispondere: vado a vivere altrove, lontano, in un posto dove la rete è solo quella con cui si pesca. puntadispillo ha risposto così:

Accade semplicemente quello che è inevitabile accada: morirò, appunto. Stai serena, sono prontissima. Se è vero che si nasce con un sacco, io il mio l’ho riempito tutto. Ho avuto molti privilegi: ho fatto il lavoro che mi piaceva, ho viaggiato nei posti più strani e lontani. Ho conosciuto persone e storie. Ho amato e sono stata amata. Son sempre stata presente nel mio tempo e nelle mie vicende; la vita non mi è scivolata addosso indifferente e da troppo i ricordi e le malinconie sono per chi non c’è più. “Lui” è stato un compagno tutto sommato paziente. Gli ho chiesto di non finire allettata a trascinarmi, assente, in giorni noiosi e tutti uguali. E così è stato, ha rispettato il patto, son qui, sulle mie gambe, ben presente e lucida: è un privilegio anche questo, e forse tu lo sai. Va davvero tutto bene, mi sento come quando ero bambina al primo giorno di scuola: emozionatissima. Se davvero vuoi avere un pensiero per me, sorridi. Un abbraccio.

elastigirl non conosce puntadispillo e nemmeno la sua storia. vorrebbe che fosse inventata perché vorrebbe leggere solo storie a lieto fine. ma probabilmente questa storia e questo congedo non sono inventati affatto perché la vita è piena di storie che non finiscono come vorresti tu ma come ha voluto l’autore. o l’autrice. che ha scelto. libera. e non resta che fare come chiede. e sorridere, pensando a lei.

134 pensieri riguardo “sorridi

  1. ma forse il lieto fine c’è.
    cosa possiamo chiedere di più che di andarcene serene, quand’è la nostra ora, addirittura emozionate per questo nuovo viaggio come il primo giorno di scuola ?
    e con amiche e sconosciute che ti pensano e sorridono.
    buon viaggio.

  2. Ultimamente sto cercando di leggere tutto di Claudia perchè ogni volta che lo faccio penso che mi sarei persa qualcosa altrimenti. Questa è una di quelle volte.
    Grazie Claudia e, soprattutto, grazie Puntadispillo. Avrei voluto conoscerti prima e così istinitivamente ho cercato in rete se potevo trovarti pur non avendo elementi.
    Ho trovato però questa frase: “…una puntura di spillo…non fa male…e ti riporta alla realtà!!!” e la trovo perfetta. Sei tu su di noi.

    Ti abbraccio, con un sorriso, pensando che per l’acqua c’è sempre un po’ di spazio anche nei sacchi pieni…credo che oggi vorremmo essere tutti un po’ acqua per poter entrare ancora nel tuo sacco col nostro affetto e gratitudine.

    Grazie, il tuo siate Libere cercherò di non dimenticarlo.
    Ciao Puntadispillo
    Barbara

  3. Ciao puntadispillo 🙂
    Non ti conosco, perchè leggo i post ma raramente i commenti, lo ammetto…
    Forse perchè al momento nemmeno a me fa ‘paura’ quel giorno (nella mia vita…perchè in quella dei miei cari, è sicuramente più difficile da accettare!), ti capisco. Buon viaggio. E se lo vedi, salutami il mio papà…è un simpatico intrattenitore!

  4. Scusate, ma in che czz di mondo viviamo, ve ne rendete conto?? Il post era on line, giorni fa e nessuno, tranne Elasti, sembrò farci caso. La discussione continuò, lieve lieve, come se nulla. Ora, che vi si riporta l’attenzione, si spendono fiumi di lacrime per un testo, che, per quanto ben scritto, potrebbe benissimo essere l’ennesma trovata di una personalitò egocentrica o un poco annoiata. Ma chi, dico, chi conoscete che, mentre parlate del più e del meno vi comunica la sua imminente morte? Capisco l’urgenza, capisco lo spirito dissacratore, ma perdio, ci sono persone sensibili ed empatiche che per una cosa simile stanno male. Capisco che è allettante vedere l’effetto che fa, pur tuttavia resto basita dalla credulità. Ma un dubbio, dico, uno solo. Una volta era le televisione che trasformava la finzione in realtà, ora sono i blog. Poi magari il vicino di casa sta morendo da giorni e nessuno lo sa. Ma per puntadispillo, una mitomane alla bella scrittura, si sprecano i commenti sulla bellezza. Ma de che???

    1. C
      se quello di Puntadispillo fosse un tentativo di attrarre l’attenzione su di sè utilizzando un “tabù” così grande come la morte, allora avremmo comunque da dispiacercene, a livello umano, perchè sarebbe significativo di una voragine immensa e se ci dispiaciamo di una dipartita, perchè non dispiacerci di un disagio psichico così grande?
      Ma io penso che non sia così. Credo che Puntadispillo attribuisca un valore al commentarium e che quindi ce lo abbia comunicato, così come si farebbe ad un amico.
      E’ vero che potremmo avere un vicino che sta morendo e non saperlo ma questo spesso deriva dall’avere vite caotiche e focalizzate su pochi punti fermi. Ma se lo stesso vicino ci suonasse alla porta e ci dicesse “volevo salutarti, ho ancora pochi giorni di vita. Ho suonato per dirtelo e per augurarti il meglio per te” be’ ecco credo che ci colpirebbe la stessa (se non maggiore vista la vicinanza) onda emotiva che ci ha colpiti con il commento di Puntadispillo.
      Puntadispillo non ha focalizzato l’attenzione su di sè ma ci ha regalato, ferendoci, lo spunto di una riflessione, i suoi saluti e le sue speranze
      Buon viaggio cara commentatrice caustica e acuta 🙂

      1. Scherzare con la morte non è certo un tabù, in letteratura, e per fortuna neppure in vita. Basta pensare a Oscar Wilde… o a Woody Allen. La morte non è un tabù, è una paura semmai. Io propendo per il divertissment sulla credulità (la nostra amico è colta e svelta di penna), un tantino crudele, ma tant’è…. O forse “un bisogno d’attenzione e d’amore troppo, “Se mi vuoi bene piangi”
        per essere corrisposti…”. (amico fragile)
        http://www.stedo.it/poesie/deandre6.htm

        Se il tuo vicino di casa ti suonasse ti dicesse “buongiorno sto morendo”, così a bruciapelo, lo riterresti, giustamente, un pazzo. A meno che il tuo vicino non sia John Belushi.

        Adesso che ci penso, trovo la cosa (sta roba che la nostra amica sta morendo) di cattivo gusto. Girala come vuoi, sarò caustica, non scema.

      2. C
        Woody Allen è stato in analisi una vita e uno dei tòpoi fondamentali era appunto la morte. Temo che ti manchi una base di cultura psicoanalitica per capire il mio commento.
        Non mi risulta che PDS abbia scritto (sic) : “buongiorno sto morendo” a bruciapelo.
        Però su una cosa sono d’accordo con te:

        morire è di cattivo gusto

    2. “Il post era on line, giorni fa e nessuno, tranne Elasti, sembrò farci caso”.
      Questo lo dici tu e non e’ detto sia la verita’.
      Non sempre le parole, scritte o pronunciate, sono d’uopo.

      “Ma un dubbio, dico, uno solo”
      E se anche non fosse vero. e se anche fosse un film ben girato o un libro ben scritto?
      Non ti sei mai emozionata per un film ben girato, un libro o un racconto ben scritto?
      E allora perche’ non commuoversi per questo, dove sta la differenza?

      Io auguro a PDS (o forse no, non so, e’ affar mio cio’ che lei preferisce) che sia una finzione, un pesce di Aprile, ma se cosi’ non fosse, non avendo altro luogo per raggiungerla, l’ho salutata qui, quando la padrona di casa ha ritenuto il caso di omaggiarla.

      E non ci trovo nulla di male.
      Anzi.

      “Scusate, ma in che mondo viviamo, ve ne rendete conto??”
      (ho cancellato la parolaccia che hai scritto, scusa ma non ne vedevo la necessita’, parer mio, ovvio)
      Quello che tutti noi, compresa/o te, abbiamo contribuito a costruire ogni giorno.
      Cerchiamo di non dimenticarcelo.

      1. e allora ve la beccate tutta!!!!

        Amico fragile (F. De Andrè)

        Evaporato in una nuvola rossa
        in una delle molte feritoie della notte
        con un bisogno d’attenzione e d’amore
        troppo, “Se mi vuoi bene piangi”
        per essere corrisposti, valeva la pena divertirvi le serate estive
        con un semplicissimo , “Mi ricordo”
        per osservarvi affittare un chilo d’erba
        ai contadini in pensione e alle loro donne
        e regalare a piene mani oceani
        ed altre ed altre onde ai marinai in servizio
        fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
        senza rimpiangere la mia credulità;
        perché già dalla prima trincea
        ero più curioso di voi
        ero molto più curioso di voi.

        E poi sospeso tra i vostri “Come sta”
        meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci
        tipo “Come ti senti amico, amico fragile,
        se vuoi potrò occuparmi un’ora al mese di te”
        “Lo sa che io ho perduto due figli”
        “Signora lei è una donna piuttosto distratta”

        E ancora ucciso dalla vostra cortesia
        nell’ora in cui un mio sogno
        ballerina di seconda fila,
        agitava per chissà quale avvenire
        il suo presente di seni enormi
        e il suo cesareo fresco,
        pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra.

        E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
        mi sentivo meno stanco di voi
        ero molto meno stanco di voi

        Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
        fino a vederle spalancarsi la bocca
        Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
        di parlare ancora male e ad alta voce di me
        Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
        con una scatola di legno che dicesse perderemo
        Potevo chiedervi come si chiama il vostro cane
        il mio è un po’ di tempo che si chiama Libero
        Potevo assumere un cannibale al giorno
        per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle
        Potevo attraversare litri e litri di corallo
        per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.

        E mai che mi sia venuto in mente,
        di essere più ubriaco di voi
        di essere molto più ubriaco di voi.

      2. Bene, becchiamoci pure sto De Andre’.
        Sono sicura che, anche se con molta fatica, ma con il sorriso sulle labbra, supereremo anche lo shock della lettura sua canzone.

    3. C., a volte la discussione continua lieve perché non si leggono tutti i commenti ai post di Elasti. Anzi ormai mi perdo pure diversi post di Elasti…

  5. grazie Elasti per aver creato questo luogo dove si incontrano tante persone, ognuna diversa ma ognuna interessante a suo modo.
    grazie per i sorrisi e per le lacrime..
    e buon viaggio puntadispillo, buon viaggio e un sorriso

  6. Elasti, tu scrivi: “…la vita è piena di storie che non finiscono come vorresti tu”.
    No, il fatto è che tutte le storie di vita finiscono con la morte. C’è chi non racconta la fine e chi invece lo fa. E chi infine, come puntadispillo, lo fa straordinariamente bene, in modo secco, affettuoso e a occhi asciutti.
    Buon viaggio a lei e buon viaggio noi tutti, quando il momento arriverà.

  7. ma questa storia E’ a lieto fine!!!!
    vorrei sentirmi esattamente allo stesso modo, quando capiterà a me.

    ciao puntadispillo, un sorriso enorme.
    e se ce la fai vieni in sogno a darmi un anticipo di come sarà. come a scuola quando ci si passa di nascosto una frase della versione. 😉
    vai leggera, cara sorella!

  8. che bel post elasti, l’addio di puntadispillo e’ bellissimo, da’ un senso di meraviglia vedere che ci sono persone che arrivano al momento dell’addio cosi pronte. se ancora puo’ leggere mando a lei un affettuoso sorriso
    🙂

  9. Questo post mi mette in difficoltà. Mi sono chiesta anche io, come c. quanto ci sia di vero. Cosa esattamente significhi. E sono stata restia, forse in mancanza di agganci concreti – che comunque non sono dovuti – a commentare. Ma la mia, è un’incertezza totale, perchè non ho alcun motivo di pensare che il post sia menzognero. E’ solo la potenza della storia di per se, che colpisce e mette in una posizione come di difesa. Ognuno reagisce a modo suo. Non so se mi riesce di sorridere, non credo che se ne faccia molto di un sorriso non troppo convinto. Ma apprezzo, nel caso il post sia vero, una traccia di profonda forza, di essere in contatto con se, è una cosa bella e invidiabile.

    1. A me ha generato “disagio”. Non so, non riesco a credere che un elemento dirompente e forte come la morte possa essere inserito en passant in un commentarium. Non so se sia davvero forza, o magari il guardare tutto “dal di fuori”, anche la propria dipartita, al punto di parlarne con una leggerezza assoluta. Oppure è come dice Elastigirl: si scrive perché si vuole essere letti. E se si vuole comunicare qualcosa, come la propria morte, lo si fa con ogni mezzo. Anche un commentarium di un blog.
      E poi se fosse una farsa? Beh sarebbe estremamente convincente, riuscitissima, perché ha chiuso lo stomaco a tante di noi. E allora va bene così, forse.

      1. Mio nonno ha detta di quanto mi raccontano fino agli ultimi giorni ha cercato di tenere su il morale ai suoi figli.
        Forse avesse avuto un blog li avrebbe pure presi in giro. Come faceva di persona.
        Ma trentuno anni fa i blog non c’erano e meno che meno i commenti ai blog.
        Quindi non mi sembra poi così strano che una persona ne possa scrivere.
        E non mi importa di sapere quanto ci sia di vero o meno in quanto scritto da altri, perché se anche non fosse vero, e non sto dicendo che non lo sia, di sicuro qualcuno vi si può riconoscere anche se non gli/le verrebbe mai in mente di scriverne.
        Quindi a questo qualcuno, sia PuntaDispillo o meno non mi riguarda, un sorriso non mi costa niente dedicarglielo.

        (E magari potevo dire la stessa cosa con meno giri di parole, ma la sintesi oggi sciopera.)

  10. Ciao a tutti,
    vengo qui tutti i giorni, ho commentato raramente, e ancor più raramente leggo i commenti, ma non per questo mi sento estranea a questo nostro gruppo che si ritrova davanti al fuoco al termine della giornata a raccontare le proprie storie
    Perciò non ti conosco, cara Puntadispillo, non so se Elasti abbia avuto modo di verificare quanto hai detto, anzi da quanto scrive pare che di te abbia soltanto questo tuo nome, e che le sia bastato.
    Perciò, proprio perché ci ritroviamo tutti qui davanti al fuoco, so che tu potresti essere “soltanto” una meravigliosa cantastorie, e che quindi ci stia incantando con parole dalla forza dirompente, che ci aggrediscono, spaventano, ci presentano la fine che è di tutti e per tutti, ci mettono di fronte ad una donna che ha la verità pura nelle sue mani.
    So anche che, paradossale o meno che sia, quello che hai scritto può essere, semplicemente, vero.
    In entrambi i casi, io ti saluto per questa prima e ultima volta che ti rispondo, ti abbraccio, e ti ringrazio con un sorriso.

  11. Cara elasti ti leggo entusiasta da tanto e non ti ho mai scritto. ..oggi leggo questo post e rabbrividisco
    Ma ti ringrazio anche x averlo pubblicato…immagino anche come tu possa esserti sentita…grazie x il regalo di aver condiviso e chissà che puntadispillo ci guardi da dove la porterà il suo tram…a presto! !

  12. Ciao Puntadispillo, mi mancheranno i tuoi commenti intelligenti e cattivelli…Grazie per averci salutati e grazie per il tuo messaggio “siate libere”, cercherò di ricordarmelo nei momenti difficili.
    Fai buon viaggio
    Silvia

  13. E’ interessante vedere come il pensiero della morte susciti incredulità, tanto siamo abituati a rimuoverlo, e gli stratagemmi che il nostro subconscio escogita per esorcizzarlo e sfuggirgli.
    Sembra quasi più facile credere ad un’invenzione piuttosto che accogliere la confidenza, forse una furtiva e quasi vergognosa ricerca di appoggio e di condivisione, di qualcuno che la sta guardando in faccia con coraggio.
    Io leggo e sento la sincerità nelle parole di PDS. Ma se anche mi sbagliassi, preferirei passare per ingenua piuttosto che correre il più remoto rischio di ferire qualcuno che, in un momento così importante della propria esistenza, decide di aprirmi il suo cuore.
    “c”, ma hai preso in considerazione che se anche esistesse una sola probabilità su un milione che PDS non fosse il frutto di una trovata letteraria, non puoi rischiar di rivolgerti come fai ad una persona che si trova davvero in un frangente simile? Hai dato un’immagine di te di persona scaltra e disincantata, che non si fa abbindolare tanto facilmente, ma a quale costo? Non ti basterebbe riconoscertela da sola una tale immagine? Hai proprio tanto bisogno di affermarla di fronte agli altri, anche a rischio di ferire e far soffrire?
    PDS, sorella, ripeto quello che ho letto in altri commenti precedenti: vorrei arrivare anche io alla fermata del tram come ci sei arrivata tu, con la consapevolezza che è una fermata e non un capolinea. Ti porto nel cuore, assieme a tanti altri che non conosco e che si stanno affollando in questo momento per salire sul tuo stesso tram.
    La terra ti sarà senz’altro lieve.

    1. Chi frequenta da anni forum e blog sa bene che questa cosa di fingere la propria morte è purtroppo una pratica molto diffusa. Ci sono decine di storie simili sul web, di utenti che diventati ad un certo punto famosi all’interno di una comunità, pensano bene di sconvolgere la tranquillità di essa inscenando la propria morte.
      C. mi sembra una persona in gamba, e non ha certo bisogno della mia difesa, ma non trovo giusto che il suo sospetto venga visto come mancanza di sensibilità, perché a me sembra invece l’esatto opposto. Il senso del suo intervento è che ci sono persone sensibili ed empatiche che ci stanno male, e se questa cosa non fosse vera non sarebbe lo stesso, come dicono molte commentatrici, ma sarebbe uno scherzo assai crudele.

      1. non capisco perché non tenersi il proprio legittimo sospetto, senza innescare una inutile polemica che – qualora il suo sospetto fosse infondato – sarebbe, quella sì, di pessimo gusto… per sentirsi più furba degli altri? per dire alle altre commentatrici “povere ingenue boccalone, a me non la si fa!” ? … bah… a me chi non crede a nulla e dubita di tutto fa in genere un po’ pena, mi pare che vivere nel sospetto e nella diffidenza sia un ben misero destino. preferisco 100 mila volte gli ingenui, che non sono per forza stupidi come molti vogliono credere, ma spesso sono semplicemente dei puri

      2. Ma in quale riga ho detto che siete ingenue e stupide? La polemica la stai facendo tu. Il mio commento era pacatissimo, e rispondevo al fatto che non sono d’accordo con chi ritiene che anche se non fosse vero sarebbe la stessa cosa.

  14. Io invece trovo di pessimo gusto che elasti abbia pubblicato una risposta privata che era stata scritta solo a lei.
    Trovo, inoltre, di una retorica insostenibile i commenti superficiali e d’occasione scritti a seguito del post.

    Mi fa tutto abbastanza schifino, insomma.

    1. è per questo che non ti firmi? temi per la violazione della tua privacy? … ma chi ti conosce ti identifica, sai, non sono in molti sopra i 4 anni a provare schifino…

  15. La mia cara cara amica Paola diceva sempre che nella vita bisogna vedere il lato positivo. Pochi giorni prima della sua morte il fratello, in un momento di disperazione, le ha chiesto: ” beh, allora, quale sarebbe adesso il lato positivo? non c’e’ un lato positivo in questa situazione vero? ” e lei ha risposto: “certo che c’e’, se io non dovessi morire non avrei mai potuto esplorare un dolore così forte e profondo e non avrei mai potuto capire che il senso della vita sta nella profondità e autenticità di ciò che riusciamo a provare”. Anche se puntadispillo dovesse essersi inventata tutto, ci sono tante persone che ogni giorno devono affrontare dolori strazianti e lo fanno con dignità e con forza perché forse il senso della vita si capisce solo e veramente quando la vita se ne va.

  16. Ho riletto l’addio a margherita di puntadispillo …anche noi ti penseremo come una stella, affilata e lucente, sulle note dei Cure… Un abbraccio stellina!

  17. sono perplessa. penso solo che se stessi per morire non credo mi verrebbe in mente di leggere il blog di claudia, tanto meno di condividere la notizia con estranei. Ma questo vale per me ovviamente.

  18. Ti prego Elasti non smettere mai di scrivere,
    Adoro le tue descrizioni leggere su avvenimenti quotidiani e catastrofici per la psiche di una donna, per di più sola.
    Da quando ti conosco ho cambiato
    Il punto di vista di molte cose e leggerti e’ meraviglioso.

    Puntadispillo forse e’ una persona forse un personaggio uscito da una “penna” ed ora ne starà nascendo un altro, non lo so…… Un sorriso per ogni pensiero le va dato.

  19. ma perchè vi meravigliate tanto? anche la mia consuocera quando ha saputo che aveva un tumore al cervelletto, dalla Spagna mi ha fatto una telefonata-testamento, affidandomi suo figlio ecc ecc. ed era di una serenità ed accettazione al di fuori della norma. perchè sapeva come PDS che un viaggio si può chiamare tale (sennò è un vagabondaggio) se ha una meta. so per certo che la mia consuocera sapeva bene che la “sua vita immortale aveva preso il posto dentro di lei” e aveva la stessa emozione e curiosità di una bambina che aspettava il primo giorno di scuola. e il “Lui” che nomina PDS mi fa veramente riflettere, se penso al suo pragmatismo… come sei cambiata cara puntadispillo… un sorriso e un abbraccio 😉

    1. Ci meravigliamo per il problema della misura dell’intimità – che è variabile per cui è plausibile che qualcuno voglia comunicare qualcosa del genere a un commentarium, o è plausibile che un momento e una consapevolezza di una malattia grave travalichi il problema dell’intimità – ma anche no. A nessuno di noi, Puntadispillo ha affidato un figlio, e non mi sembra, con tutta l’intimità che anche io sento con questo posto che frequento virtualmente da anni, che ci sia il più lontano paragone.
      Non so, non biasimerei nessuna reazione.

  20. Puntadispillo… un abbraccio ed un saluto. Hai chiesto un sorriso, ecco il mio 🙂
    Invidio la tua serenità. Quando arriverà il mio turno, so già che mi tormenterò l’anima al pensiero di chi possa prendersi cura di mia sorella e di mia figlia

  21. “Siate Libere”
    Vera o meno la storia, un consiglio prezioso, per tutte.
    Grazie per i tuoi scritti Pds, spero che sia tutta una burla e che tu possa continuare a scrivere, mi sono piaciuti quasi tutti i tuoi commenti.

    PS: questo commento di Pds e la risposta di Elasti li ho cercati nel blog ma non li ho trovati, anche qualche post fa, quando qualcuno li aveva citati. Penso che Elasti dopo averlo letto lo abbia tolto con l’intenzione di farne un post a parte.

  22. Sono senza parole. Come quando è morta la mia adorata M. la casa si è riempita di persone di tutte le età. L’atmosfera era triste e allegra allo stesso tempo. A lei sarebbe piaciuta.

  23. Ciao Puntadispillo, leggo pochissimo i commenti, perciò non avevo letto il tuo. La differenza tra te e noi, è che tu sai più o meno quando morirai… noi no! Anche se è l’unica certezza di questa vita, e ci fà così tanta paura che la rimuoviamo come se dovessimo vivere per sempre. Ci immaginiamo eterni, ed eternamente giovani. Ma a ben vedere, l’appuntamento con il “destino” (come nella famosa canzone “Samarcanda”) di fatto non lo conosciamo e in alcune culture ti insegnano fin da piccolo ad apprezzare ogni singolo attimo della tua vita e di andare a dormire la sera ringraziando, e sperando di avere un altro giorno da vivere. Quindi solitamente, rimuoviamo addirittura il problema. Anni fà, in un paese mediorientale, dove la morte è vissuta con maggior accettazione e meno paura, un uomo mi lesse il mio fondo di caffè. Non mi ha detto quanto avrei ancora vissuto, ma mi ha detto che avrei visto una persona morire sotto i miei occhi (io non faccio una professione che mi metta in contatto con tale fatto, come potrebbe essere un medico, un infermiera) quindi la cosa mi aveva allarmato. Lui però mi aveva colpito per la serenità con laquale disse “non devi restare shoccata, perché la morte fà parte della vita, è una cosa naturale”… la cosa poi accadde, e io non mi ero ricordata delle sue parole e ne rimasi shoccata, perché vivo qui!!! dove la morte “non esiste” non viene mensionata, viene drammatizzata (lo dico, perché ho perso una persona molto molto cara, e sò bene che il lutto è un elaborazione lenta e dolorosa, ma perché vivo tra due mondi, e nell’altro, la morte è vissuta in modo molto più sereno.
    Puntadispillo, in questa parte della terra, sei una donna coraggiosa e controcorrente! (e anche fortunata, da come parli della tua vita!) Ciao

  24. Ciao leggo Elasti da sempre, e – come un’amica – mi fa compagnia mi fa sorridere mi fa pensare.
    Non conoscevo invece Puntadispillo, ma le sue parole mi hanno toccato davvero il cuore… non è da tutti riuscire ad accomiatarsi così dalla vita, mantenendo intatto il sorriso e l’ironia…
    Ho una carissima amica che sta anche lei vivendo una malattia che non dà scampo e che sa di avere i giorni contati, ed anche lei riesce a parlare del suo destino con serenità, in questo di sicuro aiutata dalla fede…
    Un abbraccio Puntadispillo, e – come hai chiesto – un sorriso…

  25. Dev’essere davvero una persona forte Puntadispillo,vorrei anch’io avere quella serenita’ quando arrivera’ quel momento. Grazie a te Elasti per averci rese partecipe della testimonianza di tanta forza e serenita’. E buon viaggio a lei. Davvero, di cuore.

  26. e’ cosi’ strano, mi sento strana….
    questa tristezza che mi riempie per una persona che non conosco… questa rabbia che mi farebbe gridare “noooo, non e’ giusto!”
    questa speranza che magari domani andra’ meglio, non tutto e’ perduto…
    e provare a comprendere che questa donna fantastica non ha bisogno di altro, perche’ ha Vissuto con la V maiuscola e per lei “va davvero tutto bene”
    ciao Puntadispillo…
    Paola

  27. Io credo che il coraggio più grande sia quello di chi vive fino in fondo anche i giorni noiosi e tutti uguali di quando la malattia incalza. Faccio molta fatica a comprendere i commenti comprensivi di chi parla di grande atto di libertà. Libertà di togliersi la vita?
    Ma forse ho compreso male

    1. Premetto che a me i commenti di puntadispillo piacevano e non piacevano, quest’ultimo mi piace perché è rivolto a noi tutte con un buon auspicio: “siate libere”. Non mi piace perché una vita senza rimorsi e senza rimpianti suona eccessivamente perfetta. Puntadispillo ha chiesto di essere ricordata con un sorriso, io ancora non sono riuscita a farlo, in compenso la penso tutti i giorni, spero che questo non la disturbi.

    2. Se è tutto vero, per quel che ho capito io non parlerei di togliersi la vita tout court, giacchè di mezzo ci deve essere una patologia molto grave e che non lascia alternative. Se ho capito bene.

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