Nonsolomamma

ciao ulivo

lo scorso aprile elastigirl andò a roma per un giorno. ci andò per un convegno e per un albero che era  stato piantato nel cortile della facoltà di sociologia della sapienza, in memoria del suo papà che era sociologo e non c’è più.
l’abero è un ulivo, di 250 anni. è stato piantato lì, proprio nel centro del cortile. quel giorno di aprile era coperto da un telo e, quando lo tolsero, comparve lui, l’ulivo, tra gli applausi e qualche lacrima, allegro e solido, con il tronco largo e tozzo e tante foglie piccole e puntute, tronfio e incurante del mondo intorno, a suo agio, come se avesse abitato lì da sempre e non solo da qualche ora.
“devo tornare assolutamente a trovarlo”, pensò elastigirl quel giorno. “devo venire a vedere come sta, ogni tanto. fargli un saluto e controllare che abbia sempre l’aspetto che ha oggi, di qualcuno che si sente a casa”.
nei suoi giorni romani, elastigirl ci ha pensato spesso a quell’albero piantato per ricordare nonno A.
e giovedì, quando già era buio, ha guardato la cartina di roma, per ricordarsi dove fosse esattamente quel cortile con l’ulivo nel centro e ha deciso che non era troppo lontano e, anche se lo fosse stato, era arrivato il momento per andare a dirgli “ehi, ciao ulivo, come stai?”.
stava bene. anche se faceva freddo, anche se la luce del sole se ne era andata da un pezzo, anche se il posto di un ulivo non è dentro un’università. sembrava felice di stare lì, con il suo tronco nodoso e le sue piccole foglie.
a nonno A sarebbe piaciuto. guardandolo avrebbe sorriso. il sorriso delle sorprese inattese e dello stupore incredulo. il sorriso di chi dice: “sul serio? è veramente per me?”.
già, veramente per te.

30 thoughts on “ciao ulivo

  1. E’ bellissimo: che abbiano piantato un albero per il tuo papà, perché vuol dire che se almeno la gente ancora ti ricorda qualcosa di buono nella vita devi proprio averlo fatto. Che abbiano piantato un albero per ricordare una persona: piantare alberi per le persone e’ una cosa molto significativa. Che abbiano piantato proprio un ulivo, un albero forte e che – come dici tu e anche Pejrone – si trova a suo agio un po’ dappertutto, anche in prati ben pettinati e cortili di università. Un albero quieto, antico e di pace. Devi esserne davvero felicissima!

  2. sempre con le lacrime appese alle ciglia, bellissimo…Un ulivo, all’interno dell’università, che porta anche la galaverna a Roma e probabilmente canticchia Gaber…
    Abbraccio

  3. Mi capita di pensare a quell’ulivo e al significato del gesto di porlo a ricordo di una persona alla quale, con i mezzi umani, si vuol regalare una sorta di immortalità…
    Immagino l’emozione di ritrovarsi lì…
    … e ti abbraccio.

  4. che bello l’ulivo! sabato ho pranzato con Mister Brown (e tante altre persone) e abbiamo parlato di te e dei bambini. Mi sento un po’ una stalker, ma mi ha fatto tanto piacere

  5. Io ci passo spesso di fronte a quell’ulivo e in diverse occasioni ho pensato di fargli una foto per poi mandartela. Alla fine però ho preferito non farlo perché mi pareva un gesto molto invadente. Magari, la prossima volta… Un abbraccio

  6. Siamo tornati dall’Umbria dove avevamo raccolto le olive del nostro campo. Una buona annata, anzi memorabile. Anche l’ulivetto di tre anni che avevo portato da Milano aveva prodotto le sue brave tre bacche. Giovane Antonio crescerà.
    Ho acquistato altre tre piantine, una ha già dolorosamente un nome caro. Non voglio pensare, ma da anziano cerco maniacalmente di essere previdente. Semmai ricordatevi che uno dovrà portare il mio nome.
    Ma non c’è fretta, sono pigro di natura.

  7. Mi piacerebbe avere un posto dove piantare degli alberelli per i miei cari. Con oggi sarebbero 2. Almeno papà avrebbe compagnia. Arrivederci zio Corrado 😥

  8. Quando nacqui mio nonno piantò un leccio davanti alla nostra di allora casa. E’ ancora lì ed è bello di tanto tanto tornare a trovarlo e magari augurargli buon compleanno. E l’idea di celebrare tuo padre ed il suo lavoro con un ulivo secolare è veramente bellissima. Un abbraccio.

  9. Nella mia scuola elementare 31 anni fa è stato piantato un pino per ricordare Andrea, un compagno di mia sorella (che allora faceva quinta elementare) morto nell’incendio del cinema Statuto di Torino, abbracciato al suo papà. Quel pino ormai è enorme e ripassarci davanti ogni tanto mi fa emozionare.
    Sul mio balcone quest’anno per la prima volta l’ulivo che mi ha portato 11 anni fa il nonno di mio marito, morto un anno fa, ha fatto le olive. E quando andiamo al mare a raccogliere le olive nella casa che lui ha costruito, io lo rivedo e sto bene, perché lui è insieme con noi.

  10. Che emozione, te lo volevo scrivere, pochi giorni fa ci sono passata col bus ed era la prima volta da tanto che facevo quel tragitto. E quasi pensavo voglio vedere se l’ulivo c’è…E c’era, mi ha mandato un brivido e sembra a suo agio ad allargare le fronde abbracciando il cortile

  11. vorrei che piantassero ulivi per noi mentre siamo ancora vivi. Magari non un ulivo, basta un cespuglietto, un cornus qualunque, un rosmarino, un sorbo degli uccellatori se stiamo in montagna, ma da vivi.

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