ci sono posti a bari che elastigirl ama particolarmente: la città vecchia, il panificio con la focaccia più buona dell’universo, il caffè sul mare, piazza del ferrarese, il lungomare, il mercato coperto accanto al petruzzelli e il mercato del pesce all’aperto di ‘nderre a la lanze. qui, in particolare, bisogna andare almeno una volta a vedere la merce e a sciacquare il vocabolario hobbit con l’eloquio dei pescatori, fondamentale per la formazione linguistica di un barese che si rispetti, sostiene mister i.
così, prima di natale l’elasti-famiglia è andata in gita di istruzione al mercato, dove elastigirl sperava di vedere almeno un capitone, inquietante must della dieta natalizia del posto.
“guarda, mamma! un polipo gigantesco!”
effettivamente era lì, enorme, in una vasca troppo piccola, in condivisione con altri sventurati ben più arresi e mansueti di lui. cercava in tutti i modi di scappare: aveva una tenacia eroica nella sua determinazione alla fuga.
e ogni volta che splat! riusciva a uscire dalla sua vasca bianca, zac! il pescatore lo riprendeva e lo rimetteva dentro, imprecando contro le ventose che si attaccavano a tutto. elastigirl, mister i e gli hobbit sono rimasti un sacco di tempo a guardarlo un po’ incantati e un po’ ipnotizzati dallo struggente spettacolo dell’istinto alla sopravvivenza.
“mi sa che falà una fine bluttissima”, ha decretato lo hobbit piccolo.
“già”
“va be’, allola andiamo”, ha concluso, con quella saggezza ruvida e implacabile in cui i bambini sono maestri.
del capitone, invece, nessuna traccia.
Il capitone è riuscito a scappare..
Io quello hobbit piccolo lì lo amo. Sa quando è inutile insistere. Ineluttabile destino.
Ma potevate comprarlo e liberarlo in mare! Per vendicare quello piccolino che il tipo odioso aveva preso questa estate! E che il lieto fine a volte c’è!
Il mercato coperto non è accanto al Margherita?
Anche questa è cultura. Potrei organizzare dei charter dalla Svezia, che qui va di moda. L’ultimo reality è proprio su una famiglia svedese che si è trasferita in Puglia
http://www.svtplay.se/gunnel-carlson-i-italien
ah bellissimo, grazie! adesso mando il link al mio amico svedese, vediamo che ne pensa 😀
Anch’io ho pensato che potevate comprarlo e liberarlo in mare…
Alzi la mano chi ha pensato a questa scena di E.T. 😀 http://www.youtube.com/watch?v=TaLsQSCK0Jo
D’Estate, quando mio marito e’ disponibile a mettersi davanti ad un barbecue rovente, a volte compriamo dei piccoli polpetti da fare arrosto (tradizioni culinarie!) e i bambini, prima che il padre li cucini, ci giocano girandoseli e rigirandoseli fra le mani, stando li’ tranquilli per un buon quarto d’ora che neanche con le costruzioni!
P.s.: non è che il capitone non si trova più al mercato perché è già nelle cucine dei baresi?
anche io ho pensato che il capitone avesse già fatto una fine “bluttissima”…
con le patate deve essere buonissimo!!!! 😉
Secondo me il capitone esiste anche a Milano, solo che lo chiamano anguilla (che è la femmina del capitone, ma non so se sarei capace di distinguere)
È proprio il contrario, carissima fata! Nonostante il genere maschile in lingua italiana, il capitone è la femmina dell’anguilla, che invece è appunto il maschio! Si distinguono perchè il capitone è più grosso e lungo rispetto all’anguilla.
Buone feste a tutti
Si dice POLPO….
Sarà perché il capitone, come a Napoli, si mangia solo il 24 sera…
Ma manco tra le gambe di suo marito? Un bel problema!
Di solito chi scrive così ce l’ha piccolo e non ha dato a sua moglie tre figli…
senti elasti, io non ti conosco e tu non conosci me, ma ti amo tantissimo, sei una amica speciale e ne ho tanto bisogno. di te. tua silvia
🙂
sono d’accordo con te e gliel’ho già scritto. Questa elasti è una donna speciale, super!
Che scena triste. Come quando vedo l’ aragosta con l’ elastico alle chele
Che cielo oggi a Bari! Città vecchia, castello svevo, una vasca veloce a via sparano, via imbriani, lungomare, pranzo di pesce praticamente vivo e ora la festa di un’amica carissima. Ciao elasti famiglia!
e a proposito di abbuffate natalizie:
Anch’io mi sento prigioniera in una vasca troppo piccola, vorrei scappare e salvarmi; questa sera è durissima restare in queste stanze.
TI auguro che arrivi presto qualcuno per comprarti e liberarti in mare 🙂
Siiiiiiiiiiiiiii tutti liberi, polpo, capitoni…
E te pareva che c’era il tipo che si metteva a puntualizzare che si dice polpo e non polipo.
Uhé, mó basta, come cavolo ve lo dobbiamo dire che al SUD, Napoli, Bari e quant’altro quel coso cocciuto con 8 braccia le ventose e la capa tosta si chiama PO-LI-PO! Che se tu vai a Napoli da un pescivendolo e chiedi cinguettando un polpo, ti tirano in faccia tutto il catino.
Qua si chiama polipo e pure a bari e per soprammercato a Palermo. Perché, anche se forse non vi è chiaro, il pesce (includendo nella categoria crostacei e molluschi) ha nomi diversi in ogni regione. E facciamo un altro esempio: il pagello qui a Napoli si chiama pezzogna e a Palermo si chiama mupa. Le vongole a Trieste si chiamano caperozzole.
E quindi, in conclusione, non ci romb’ la ….
Ah! E la specie con una sola fila di ventose su ogni braccio si chiama porpessa, che non è la femmina del polipo.
A Venezia invece si dice “folpo” 😛
qui invece polpo si dice zolfo e la femmina zolfanella
Ciao elasti famiglia, a proposito di tradizioni di Bari e dintorni, ti consiglio una passeggiata al presepe vivente di Pezze di Greco: DEVI vederlo, è un posto magico, vi piacerebbe! E ci sono tanti animali… 🙂
Auguri hobbit piccolo…che stai diventando grande!!!!!!!!!!!
A silver silvan: complimenti per l intervento acuto! Una stupidità di questo genere ha dietro forti pensieri!
Avete una ricetta furba per capodanno?
Qualcosa di gustoso, che costi poche impegni ancor meno?
l’abbiamo e furbissima, si: non fare nulla.
Io ne so un paio, gustosissime, facilissime, che costano un nonnulla e fanno anche bella figura, ma visto che sei una troll che non ha nemmeno la creanza di presentarsi e di dire per favore e/o grazie, non te le scrivo.
da barese ho una curiosità: qual’è questo panificio con la focaccia più buona dell’universo? voglio provarla anch’io!
sicuramente il panificio Fiore, nella città vecchia…
…povero 😦
Bari vista attraverso i tuoi occhi sembra una città migliore, vorrei vederla anche io così, sono tornata dopo anni vissuti a Milano e riadattarsi è difficile. E tu la fai sembrare più civile, più accogliente…si, migliore. Ma è solo apparenza, purtroppo.