Nonsolomamma

assenze e presenze

ha cominciato a cucinare sabato mattina. ma già lunedì, durante una notte insonne, mandava messaggi alle 4 del mattino a suo fratello per condividere il dramma delle sedie e dei cucchiani mancanti. giovedì aveva fatto una spesa pantagruelica, come mai in vita sua. e venerdì mattina, in ufficio, pensava a tutto quello che aveva dimenticato, tra cui i pomodori, la tahina e la marmellata di lamponi.
il fatto è che, a questa cena, aveva cominciato a rifletterci più di un anno e mezzo fa, quando il nonno A se ne era andato troppo presto e troppo in fretta, senza che nessuno avesse avuto il tempo di prepararsi, sempre che, a certe partenze, sia possibile prepararsi. elastigirl, in quei giorni orribili e anche dopo, aveva scoperto, o forse riscoperto, il mondo del suo papà. un mondo di amici, colleghi, di presenze, di sollecitudine e partecipazione, un patrimonio prezioso di persone che erano lì prima e sarebbero state lì dopo, un’eredità di affetti, una traccia morbida e avvolgente.
in quel maggio triste si era detta che non voleva perderla, questa eredità, perché la memoria si alimenta meglio se si è in tanti a coltivarla, perché in quelle persone avrebbe rivisto il suo papà, perché averle accanto, ogni tanto, le avrebbe ricordato che non è sola.
poi, come succede spesso, la vita scorre strattonandoti, i buoni propositi scivolano in fondo a un cassetto, le urgenze della quotidianità ti distraggono dalle cose importanti. e il tempo è passato.
dieci giorni fa, nell’elasti-casa nuova che in realtà ha più di un anno ma è ancora casa nuova, è arrivato un tavolo grande, allungabile, di quei tavoli che fan venir voglia di radunare intorno un reggimento e nutrirlo.
elastigirl ha pensato che non aveva più scuse per rinviare, che di fare questa cosa aveva proprio voglia, che era arrivato il momento giusto. un momento in cui le lacrime hanno lasciato il posto a una consapevolezza struggente ma serena, un momento in cui celebrare una presenza prepotente, seppur impalpabile, e non più un’assenza lacerante.
così ha invitato gli amici di nonno A a cena. lo ha fatto con leggerezza e allegria.
dopo si è ricordata che aveva il tavolo ma non le sedie, i piatti piani ma non quelli piccoli, tante forchette ma non abbastanza cucchiaini, non più di sei bicchieri uguali. si è ricordata anche che cucinare per tante persone è un’attività a cui non è abituata e che la agita terribilmente. si è ricordata che gli hobbit talvolta possono comportarsi come gremlins. si è ricordata che, se organizzi una cena per gli amici del tuo papà che non c’è più, per dire loro grazie di esserci stati e di esserci, l’improvvisazione e la sciatteria non possono essere la tua cifra stilistica.
e le è montata un’indicibile ansia.

ora che tutto è fatto. che sabato sera è passato. che derrate di cibo sono transitate dall’elasti-frigorifero all’elasti-cucina per approdare sull’elasti-tavolo nuovo. che i piatti sono stati sufficienti, seppur scompagnati, così come i bicchieri e le sedie. che gli hobbit sono stati promozionali e simpatici ai limiti dell’irriconoscibilità. che tutti sono accorsi festosi, entusiasti e allegri, con il desiderio e il piacere di stare insieme, che nonno A era lì in mezzo, divertito da quel caos conviviale e quell’accoglienza smandrappata e sghemba.
insomma ora che la serata è archiviabile in “cose belle da ricordare e da ripetere”, elastigirl è proprio felice di come ogni tanto succede che un’assenza possa riempirsi improvvisamente, fino a traboccare, di cose così belle che nemmeno avresti immaginato.

ps di servizio. lunedì 3 febbraio, alle 12, elastigirl sarà in diretta su radio capital, a capital in the world.

50 thoughts on “assenze e presenze

      1. Una volta sola o una tradizione?
        Bah, da produttrice sana di ansia a produttrice sana di ansia, mi verrebbe da dirti: fa come ti pare e soprattutto come ti senti! Intanto goditi i ricordi freschi e felici di questa prima o unica volta.

  1. mmmh che groppo in gola. mi pare di sentire il calore di tutti attorno al tavolo. ti ho letta, come sempre troppo al volo – su carta, un anno fa, che raccontavi del vuoto e delle persone riscoperte. bello quindi leggere che non hai perso il filo… un abbraccio. notte

  2. Ogni volta che leggo di Tuo padre penso che Tu sia stata davvero fortunata, un ricordo così “pieno” e’ figlio di una presenza vera durante la vita e tutto ciò non è affatto scontato…

  3. L’assenza, il vuoto lasciato da chi è partito per non ritornare sono l’impronta di un legame che fa parte di noi. A volte si sente il bisogno di condividere, di ricordare insieme, a volte è più forte il desiderio di tenerlo stretto a sé. Comunque, in qualche modo, è giusto onorarlo.
    Un abbraccio

  4. Ciao! Mi ha colpito questo tuo racconto, perchè sto vivendo la stessa esperienza “dall’altra parte”. A maggio se ne è andata, troppo presto e troppo in fretta, la “mia” professoressa dell’Università: quella che mi ha seguito nella laurea, nella specializzazione e nel dottorato, con cui da anni lavoravo gomito a gomito sul campo e a cui mi legava un rapporto fortissimo, fatto di stima, affetto profondo e rispetto.
    Nel dolore di questa esperienza, dolore che si rinnova quasi quotidianamente quando entriamo in quello studio e rimettiamo mano a progetti che lei aveva avviato, io e i miei colleghi-amici abbiamo scoperto la sua famiglia, che non ha esitato ad aprirsi a noi con lo stesso affetto che lei ci riservava. Il rapporto con i suoi cari mantiene presente lei che non c’è più, e nel vederci e volerci bene ci sentiamo tutti stimolati ad andare avanti come lei avrebbe voluto. Questo fiume di parole per dirti che hai avuto un’idea bellissima e che sicuramente quest’occasione è stata preziosa anche per gli amici di nonno A, che sentono la sua mancanza forse meno dolorosamente ma certo non meno intensamente di te! Un abbraccio
    Elisa (lettrice assidua ma fino ad oggi silenziosa)

    1. 😦 un abbraccio grande. il tempo piano piano, aiuta a trovare la forza. anche se buttare le sue cose è impresa titanica anche dopo anni, mi sa.

  5. “Era arrivato il momento giusto. un momento in cui le lacrime hanno lasciato il posto a una consapevolezza struggente ma serena, un momento in cui celebrare una presenza prepotente, seppur impalpabile, e non più un’assenza lacerante.”
    Che parole meravigliose. Sono passati 10 mesi dall’ultimo respiro di mio Papà e l’assenza lacerante non lascia ancora spazio a nient’altro.
    Spero che arrivi anche per me e la mia famiglia “il momento giusto”.
    Grazie per quello che scrivi, vorrei tanto abbracciarti.

    E.

  6. Bene, siamo felici che tutto si sia svolto serenamente.
    Ma da curioso impertinente vorrei sapere : con la thaina hai preparato l’houmus per i crostini ?
    Hai servito solo birra senza vino ?
    Ritengo che sia giustificabile e consigliabile la vecchia usanza di far riunire amici e parenti dopo un funerale per pranzare e bere alla salute del defunto, un sentirsi insieme dopo le lacrime, perché la vita sia sempre la più forte .

  7. non so come sia possibile, ma sei travolgente… Leggere fino in fondo e avere la sensazione di essere stati lì, tra piatti e cucchiaini e sedie e gremlin…. Nonno A ha apprezzato l’ukulele?
    Un bacio grande

  8. Brava, Elasti! A me piaceva tanto invitare gente e accoglierla con sollecitudine dai bordi smandrupoati. Ma da quando ci sono i due piccoli, arrivati a così poca distanza l’una dall’alltro, mi è rimasta solo l’ansia che ti mette tutta l’organizzazione e non ho più invitato nessuno, tranne quattro amici. Ora tu ci hai fatto vedere che si può fare. …Ci passi il menù?

  9. è una cosa che succede anche a casa nostra, che bel racconto! “un’assenza possa riempirsi improvvisamente, fino a traboccare, di cose così belle che nemmeno avresti immaginato.” questa è super!

  10. Ti manca ancora, anche a me. Il mio solo da 5 mesi e leggendoti capisco che non passerà. E nel mio piccolo marco, nato durante il suo funerale, cerco la sua presenza.

  11. Certi assenti sono e restano sempre presenti, prepotentemente. Io credo di essere diversa da quel che sarei probabilmente diventata per un’assenza di 15 anni fa. E oggi sono felice di festeggiarla ancora, a mio modo.
    Grande elasti, bellissimo balzo in avanti.

  12. cara elasti, oggi mi sento giù come non mi succedeva da tempo. col tuo racconto mi hai alleggerito il cuore. e tra i lacrimoni per i cavoli miei ci sono scappati pure quelli per il tuo racconto e poi un sorriso e un altro ancora.

  13. Bella, bella davvero.
    Sabato avrò una decina di ospiti, invitati per pura incoscienza e voglia di stare assieme e condividere…ammetto sapere che nonostante la tua ansia sia andato tutto bene mi rassicura.
    Brava, chissà che bel sabato e che ricordo nel cuore.
    Buon inizio settimana.
    Lou

  14. Cara Elasti, brava bravissima, mi sembra iniziativa coraggiosa e ammirevole…e anche un buon obbiettivo da raggiungere nella ns vita: accumulare amici, colleghi, persone con cui condividere passioni, perché alla fine è l’unica cosa importante e duratura e benefica.
    Un saluto da Bangkok, dove sono le 3 di notte, qualcuno guarda pimpa e qualcun’altro scopre un tuo post!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...