Nonsolomamma

un regalo, dentro un ricordo

l’elasti-casella di posta elettronica è un posto dove, quasi sempre, succedono cose belle. a volte succedono addirittura cose bellissime.

da: a.b.
a: elasti
….
il tuo papà è stato il mio Preside, un po’ di anni fa. gran professore, bella persona. e il giorno in cui ho avuto un problema (niente di che: mostruoso ritardo nel pagare la seconda rata delle tasse di iscrizione, segreteria che decide di disiscrivermi…) mi ha accolto nel suo ufficio con “giovane B, che cos’ha combinato?”. poi ha riso della mia linea di difesa (“Professore, le more servono proprio a questo, no? a gestire quelli sparpagliati come me”), ha fatto un paio di telefonate mentre io nervosissima scattavo in piedi e passavo in rassegna i titoli nella sua libreria (“trovato qualcosa che le piace?”, mi risiedo con un sommesso “mi scusi Professore”, “non si scusi, è curiosità, va bene così'”). mi ha risolto il problema e congedato con un “però si faccia un nodo al fazzoletto, giovane sparpagliata”: aveva messo su una Faccia Seria Da Preside, ma gli occhi ridevano.
della mia vita in facoltà, uno dei ricordi più affettuosi è lui che quel giorno mi dice “su, su, torni al lavoro”.

io ho questo ricordo del mio Preside, che è il tuo papà, e ho pensato che – per quel poco che vale – fosse tuo, e te lo dovevo restituire.  una buona giornata.

i ricordi sono di chi li ha vissuti. condividerli è un atto di generosità e non un dovere. dentro questo ricordo c’è proprio lui. ritrovarlo lì, nella casella di posta elettronica, inatteso e luminoso, è stato un regalo proprio grande.

45 thoughts on “un regalo, dentro un ricordo

  1. I ricordi sono qualcosa di speciale, soprattutto quelli delle persone che abbiamo amato e che non ci sono più. Poterli condividere è bello e scalda il cuore. A volte non è facile, se il dolore della perdita ancora brucia. A me dopo trent’anni parlare e pensare al mio papà che non c’è più fa ancora piangere e neanche con la mia mamma ne parlo mai, non chiedo, non scopro. Poi, un giorno magari me ne pentirò perché non avrò avuto il coraggio di farmi regalare qualche altro ricordo del mio papà, perché mi sto tenendo stretti i pochi che ancora ci sono in me e che forse prima o poi sbiadiranno.

  2. Bellissimo ricordo,lo terrete nel cuore con commozione e gratitudine.L’umanità e la gentilezza di una persona non finiscono con la sua assenza fisica,sono esempi che sono di guida per tutti noi. Non so, sento come un vento profumato che mi consola e mi fa amare il prossimo. Peccato non aver conosciuto una persona così, capisco il tuo senso di mancanza, ma lui ha lasciato buoni frutti.

  3. Sono commossa; mi turba sempre leggere i post sul tuo papà da quando purtroppo l’hai perso. Ma stavolta è una dolce commozione, spero che lo sia finalmente anche per te; grazie per aver condiviso con noi il tuo dolore, la nostalgia ed i teneri ricordi.
    Pensa che un pezzetto di lui vivrà anche in noi sconosciuti che siamo qui a leggerti, hai moltiplicato il suo ricordo…

  4. ho letto e pianto, di prima mattina, come se il papà fosse il mio e io fossi Elasti
    in un mondo dove si va di corsa ed è raro il gratuito, brava questa sparpagliata, ha fatto proprio un regalo unico

  5. Mi hai commossa. Io proprio qualche giorno fa ho lasciato a un mio ex,lasciato malamente vent’anni fa ,un ricordo della sua mamma, morta poco tempo dopo che la nostra storia finisse. Mi ha risposto in maniera cortese ma asciutta,e mi ha lasciata nel dubbio di avere fatto qualcosa di troppo intimo,di essere stata inopportuna. Ma leggendo quello che hai provato tu mi hai confortata:io gli ho solo voluto restituire un ricordo che avevo della sua mamma .Credo di avere capito che se ciò viene fatto con delicatezza e rispetto, difficilmente non può che essere accolto per quello che e’:una condivisione d’affetto che non chiede nulla in cambio.

  6. è lo stesso ricordo che ho anche io di tuo padre, come Preside e come professore. E ricordo che alla prima lezione di sociologia disse che i sociologi sono delle Cassandre e questa frase mi è tornata in mente più e più volte in questi anni.

  7. “Poche persone, tra quelle che incontrerai, ricorderanno quanto fossi intelligente, quanto fossi realizzato o quale fosse il tuo aspetto ma tutti ricorderanno come le hai fatte sentire”. E’ una frase che sta circolando su Internet, non so di chi sia, ma la trovo immensamente vera.

  8. Hanno modi sempre diversi e inattesi per tornare, le persone che abbiamo amato e che se ne sono andate. Se ne sono andate, ma non per questo ci hanno abbandonato. Dopotutto, gesti, azioni e parole sono cose meno effimere di quanto sembri.

  9. Mio padre è morto 27 anni fa, subito dopo il mio esame di maturità. Da mia madre più che bei ricordi e racconti di vita insieme ho avuto molto rancore. Ho fatto fatica a non farmi influenzare e a conservare quel tesoro di cose belle che avevamo condiviso e soprattutto la consapevoleza che mio padre era stato, e non solo per me, una persona speciale. Combinazioni della vita anche lui era Preside, ma di farmacia. Mia madre è morta l’anno scorso e nel riordinare casa ho trovato una cartella piena di lettere che le persone che conoscevano mio padre le avevano scritto dopo la sua morte. In queste lettere, nel racconto di tanti aneddoti e di tante occasioni in cui aveva aiutato gli altri e aveva dimostrato loro la sua umanità e il suo sostegno, ho scoperto di mio padre tante cose che avevo solo potuto intuire e sono stata felice di trovare nei ricordi degli altri la conferma di quanto fosse speciale. Ognugo di noi, credo, ha del proprio padre dei bei ricordi, frutto dei momenti passati insieme e dell’amore che ci lega. Ma sentire negli altri lo stesso affetto è una grande gioia e un grande conforto soprattutto se, come nel mio caso, lo si è perduto troppo presto.

  10. Che meraviglia.
    Successe anche a me anni fa di condividere un ricordo, anzi un pezzo di ricordo.
    Un tema sul quale il mio insegnante preferito mi scrisse un commento bellissimo, lo diedi a sua figlia perché lo aveva appena perso e non aveva nulla di scritto di suo pugno.
    Anni dopo, quando chiuse il cerchio, me lo restituì ma anche se non fosse stato così sarebbe rimasto.
    Un bacio
    Lou

  11. “io ho questo ricordo (…) e ho pesato che fosse tuo, e te lo dovevo restituire”. Secondo me, in questa frase c’è la spiegazione assoluta del termine “astratto” GENEROSITA’.

  12. Con questo bellissimo post mi hai fatto ricordare un sms ricevuto poco più di un anno fa quando anche il mio papà ha deciso di raggiungere il tuo “ricordo tuo papà, un signore gentile ed elegante, quando portava al parchetto i bambini”… mi aveva commosso più delle varie sterili condoglianze… e mi commuove ancora…

  13. Ecco…Claudia…hai detto giusto..i ricordi sono frammenti di senso..e che bella persona quell’alunna che ti ha inviato questo ricordo….

  14. Elasti, e’ molto bello quello che ci racconti: la cena, l’olivo, i ricordi.. 🙂
    e vorrei tanto che anche per me fosse cosi’ 😦
    Io non riesco ancora a parlare cosi’ di mio papa’, e l’ho perso quasi tre anni fa… Io non ho ancora ‘ricordi’, non tengo neanche la foto in casa, e l’altro giorno ho pure buttato via la lettera che una sua amica mi aveva scritto dopo la sua morte. Non vado quasi mai in cimitero perche’ se ci vado ci litigo perche’ sono arrabbiata con lui perche’ ha deciso di lasciarci.
    Forse sono ancora in fase ‘rimozione’, aiutata dal fatto che dopo la sua morte sono andata all’estero e che anche prima stavo a 300 km da lui e non lo vedevo spesso: in fondo posso sempre pensare che sia ancora vivo, no? :O
    Ma di lui non parlo mai, o quasi, e se qualcuno ne parla magari per lodarlo (era anche lui una gran brava persona, che ha cambiato la vita di molte persone, come insegnante e come imprenditore) mi da’ fastidio. Anche io, come qualcuno qui sopra, non ne parlo neanche con la mia mamma, ma del resto non parlo con nessuno neanche di mio fratello, morto sei mesi prima di papa’…
    Talvolta ho paura di stare facendo qualcosa di strano e che magari per questo diventero’ malata di mente. Ma poi mi dico che ciascuno i propri lutti (come le proprie gioie) se li vive a suo modo e poi in fondo la “sindrome ansiodepressiva da lutto grave” gli psichiatri me l’hanno gia’ dignosticata due anni fa… 😀
    Ciononostante, buoni ricordi a tutti!

  15. Ciao Elasti, non passavo da una vita… ed è stato bello ritrovarti! Mi sa che, come altre volte, tornerò indietro a leggere tutti i post che mi sono persa in questi mesi (anni?!).
    Sai, anch’io cerco di fare sempre quello che ha fatto la studentessa che ti ha scritto: condividere quanto di bello di una persona serbo nel ricordo, perchè sono convinta che, a chi l’ha amata, faccia piacere sapere che anche tanti altri l’hanno apprezzata. Per lo stesso motivo, cerco sempre di mostrare alle persone la mia riconoscenza per tante piccole cose che di solito si danno per scontate. Ho bisogno di farlo perchè faccio sempre più fatica a vivere in questo mondo.
    Un abbraccio,
    Tobina

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