Nonsolomamma

compagno cittadino, fratello partigiano

“e se andassimo in un posto che si chiama gattatico, vicino a reggio emilia?”

“oggi, il primo maggio?”

“sì”

“e cosa c’è a gattatico vicino a reggio emilia?”

“il museo dei fratelli cervi, che poi sarebbe casa loro. quelli della canzone… compagno cittadino, fratello partigiano, teniamoci per mano… andiamo, mister i?”

“e me lo chiedi? certo che andiamo, elasti. bambini!!!! mettetevi le scarpe e le felpe ché andiamo in gita. veloci, dai!”

così il primo maggio l’elasti-famiglia è andata in gita in emilia, a visitare la casa dei fratelli cervi che erano contadini, antifascisti e partigiani e sono stati fucilati dai fascisti tutti quanti il 28 dicembre del 1943. avevano una mamma che si chiamava genoveffa e, straordinariamente per i tempi, sapeva leggere e lo insegnò ai sette figli maschi e alle due figlie femmine. la sera si riunivano e leggevano libri sulle nuove tecniche per l’agricoltura e l’apicoltura, pubblicazioni antifasciste, la divina commedia, i promessi sposi ma anche i romanzi di jack london e altri ancora. e crearono una biblioteca mobile per portare in giro cultura perché avevano capito che solo la conoscenza poteva portarli fuori da quei tempi bui. genoveffa si lasciò morire di sfinimento e crepacuore l’anno dopo che le ammazzarono i figli. il padre, alcide, che accanto al letto teneva a destra il crocifisso e sinistra il ritratto autografato di togliatti, si ritrovò con due figlie, quattro nuore e undici nipoti e decise che no, non poteva permettersi di morire anche lui, prima di avere cresciuto i figli dei suoi figli. così morì a 95 anni nel 1970, dopo avere finito tutti i suoi compiti e scritto anche un libro sulla sua storia e quella dei suoi figli che diventarono un esempio e un modello durante la resistenza e anche dopo. “mi hanno detto sempre così, nelle commemorazioni: tu sei una quercia che ha cresciuto sette rami, e quelli sono stati falciati, e la quercia non è morta. va bene, la figura è bella e qualche volta piango, nelle commemorazioni. ma guardate il seme. perché la quercia morirà, e non sarà buona nemmeno per il fuoco. se volete capire la mia famiglia, guardate il seme. il nostro seme è l’ideale nella testa dell’uomo”, diceva il signor cervi, papà dei sette fratelli più due sorelle di cui nessuno parla mai.

e gli hobbit, dopo un viaggio in macchina in cui la tentazione di dimenticarli al primo autogrill in autostrada, tanto erano molesti, ha attraversato gli elasti-pensieri e forse anche quelli di mister i, si sono appassionati alla storia di questi fratelli maschi come loro e hanno visitato la loro casa con timore reverenziale e la passione che solitamente riservano alla morte nera di guerre stellari. hanno anche voluto vedere un film su di loro. e persino il piccolo che tende a perdersi nei suoi pensieri e nei suoi mondi, alla fine della visita, passando davanti a una porta con il catenaccio, ha detto: “è da qui che i flatelli sono ussiti di notte e si sono allesi ai fassisti che gli bluzavano la casa?”, come raccontava, nel film, la figlia di uno dei fratelli, ai tempi bambina.

ci sono storie, persone, memorie che bisogna tener deste, per sapere da dove veniamo, di che pasta siamo fatti e perché. ci sono posti che vanno visti da bambini perché i ricordi che lasciano, a volte, si imprimono più e meglio di altri, nelle teste degli uomini che saranno da grandi.

59 thoughts on “compagno cittadino, fratello partigiano

  1. Grande Elasti!! E il mappamondo sul trattore? Ti prego, aggiungilo alla descrizione! 🙂 E la prossima volta veniteci il 25 aprile a casa Cervi! É un appuntamento che dá forza al cuore anche per questi tempi meno bui ma comunque difficili. Un grosso bacio dall’Emilia!! ❤

  2. Qualcuno pensa che il passato e la storia non siano importanti, qualcuno pensa che soltanto il presente conti, qualcuno pensa che si possa vivere senza memoria. Il nostro passato, sia personale sia sociale, la storia che ci ha preceduto, contribuiscono a fare di noi quello che siamo.
    La storia dei fratelli Cervi non la conoscevo o non a ricordavo più, grazie per averla raccontata anche a me, per non dimenticare.

  3. brava! ci porterò anche i miei, ottimo suggerimento.
    Volevo anche segnalarti piccolo refuso: il “ci e loro…” dopo “…storia di questi fratelli maschi” ciau!

  4. Mio padre “comunista “ciraccontava questa e altre storie della resistenza e ci faceva ascoltare le lettere dei condannati a morte lette da Arnoldo foa ‘.hai ragione quando dici che su queste cose si forma la coscienza

  5. Mi sono ricordata che, sebbene i miei lì non mi ci abbian mai portato ( strano da comunisti giovani negli anni ’60 e ’70), son cresciuta con questa storia: mia mamma quando ero piccola insegnava in una scuola elementare di periferia a loro intitolata, e nell’androne ricordo un murales che li rappresentava e ricordo il racconto di mia mamma che mi disse chi erano…devo chiederle se la scuola c è ancora…
    Mi hai fatto riflettere che presto devo iniziare anche io con le mie tre giovani menti, ancora forse troppo giovani ma tra un po’…

  6. l’ho visto con mia mamma quest’anno, il film dei fratelli cervi. che magone, come si dice dalle nostre parti! e come dici tu, parliamo anche delle sorelle, delle madri, delle mogli, delle figlie.

  7. Che bello, eravate qui da noi a Reggio 🙂
    Tutti dovrebbero portare i bambini a Casa Cervi, e raccontargli la loro storia, perchè ricordare è importante, e quando noi non ci saremo più dovranno essere i nostri figli a portare avanti il racconto….
    Noi abbiamo portatato il nostro undicenne a visitare Casa Cervi pochi mesi fa, quando mi sono resa conto che di certe cose non sapeva assolutamente nulla; mea culpa, mi sono cosparsa il capo di cenere, e poi via verso Gattatico per iniziare a porre rimedio alle sue lacune. Ciao!

  8. Avete fatto una cosa molto bella. Un appunto, però, la canzone non è per i fratelli Cervi, ma per i morti di Reggio Emilia del 1960. Ciò nulla toglie all’importanza del vostro gesto. 🙂

    1. Compagno cittadino fratello partigiano
      teniamoci per mano in questi giorni tristi
      Di nuovo a reggio Emilia di nuovo la` in Sicilia
      son morti dei compagni per mano dei fascisti

      Di nuovo come un tempo sopra l’Italia intera
      Fischia il vento infuria la bufera

      A diciannove anni e` morto Ovidio Franchi
      per quelli che son stanchi o sono ancora incerti
      Lauro Farioli e` morto per riparare al torto
      di chi si è gia` scordato di Duccio Galimberti

      Son morti sui vent’anni per il nostro domani
      Son morti come vecchi partigiani

      Marino Serri e` morto e` morto Afro Tondelli
      ma gli occhi dei fratelli si son tenuti asciutti
      Compagni sia ben chiaro che questo sangue amaro
      versato a Reggio Emilia e` sangue di noi tutti

      Sangue del nostro sangue nervi dei nostri nervi
      Come fu quello dei Fratelli Cervi

      Il solo vero amico che abbiamo al fianco adesso
      e` sempre quello stesso che fu con noi in montagna
      Ed il nemico attuale e` sempre ancora eguale
      a quel che combattemmo sui nostri monti e in Spagna

      Uguale la canzone che abbiamo da cantare
      Scarpe rotte eppur bisogna andare

      Compagno Ovidio Franchi, compagno Afro Tondelli
      e voi Marino Serri, Reverberi e Farioli
      Dovremo tutti quanti aver d’ora in avanti
      voialtri al nostro fianco per non sentirci soli

      Morti di Reggio Emilia uscite dalla fossa
      fuori a cantar con noi Bandiera Rossa!

  9. Quei morti di reggioemilia che escon dalla fossa mi han sempre fatto un po’ impressione, da ragazzina me li immaginavo in stile zombie… 🙂
    Grande gita, complimenti davvero!
    I bambini apprezzano le cose raccontare con passione, spesso li sottovalutiamo… Ma hanno bisogno di momenti di verità, non solo di fantasy e giochi. Mi ricordo il mio, che non aveva sei anni, l’estate che si era appassionato a “Giacomo” (Leopardi) perchè avevamo visitato la casa di Recanati e gli avevo raccontato la storia e la vita del poeta. E così in tante altre occasioni… E’ vero, qualcosa rimane sempre, da parte, per quando saranno grandi…

  10. Cara Elasti,
    hai avuto un’idea meravigliosa.
    Ti segnalo anche una canzone per me bellissima sui fratelli Cervi, cantata da quel mostro di bravura che e’ Marco Paolini e i Mercanti di liquore: http://www.youtube.com/watch?v=yC8-UKYr1SY
    Particolarmente commovente per me la strofa finale.
    Dall’Emilia Romagna, una terra che sa ancora cos’e’ la memoria, ora e sempre resistenza!
    laPaola

  11. … e a proposito di 25 aprile e 1° maggio, vorrei dedicare a tutte/tutti voi questa poesia bellissima che ho scoperto in rete qualche giorno fa:

    I partigiani

    Non per ragioni di gloria
    andammo in montagna
    a far la guerra.
    Di guerra eravamo stufi
    di patria anche.
    Avevamo bisogno di dire:
    lasciateci le mani libere,
    i piedi, gli occhi, le orecchie;
    lasciateci dormire nel fienile
    con una ragazza.
    Per questo abbiamo sparato
    ci siamo fatti impiccare
    siamo andati al macello
    piangendo nel cuore
    con le labbra tremanti.
    Ma anche così sapevamo
    che di fronte ad un boia fascista,
    noi eravamo persone
    e loro marionette.
    E adesso che siamo morti
    non rompeteci i coglioni
    con le cerimonie,
    pensate piuttosto ai vivi
    che non abbiano a perdere anche loro
    la giovinezza.

    [Nino Pedretti, Al vòusi e atre poesie in dialetto romagnolo, Torino, Einaudi 2007, p. 17]

  12. Che commenti belli! Sono straniera, e la storia di questo paese lo sto apprendendo dalla passione delle persone che incontro, e ce ne sono davvero tante (alcune anche riunite in questo spazio) e mi danno tanta ispirazione. Grazie,
    Cela

  13. mia nonna mi faceva sentire un disco con la loro storia e integrava il tutto con racconti personali sul fascismo, la guerra, la giustizia… a me è servito molto per la mia formazione. avete fatto bene!

  14. Grazie cara Elasti per questa bella testimonianza che mi ha fatto luccicare gli occhi. Perché io questi fratelli Cervi me li ricordo bene, dato che da piccolina sono andata a vedere il film che ne raccontava la storia, che come dici tu si è impressa nella mia testa avendola conosciuta da bambina!
    Giovanna

  15. La canzone “i morti di Reggio Emilia” (mi pare degli stormy six) non è dedicata ai fratelli Cervi. Pertanto l’incipit di quel canto citato dal marito di Elasti è sbagliato, poichè la sopraccitata canzone è in ricordo degli operai delle Officine Reggiane uccisi durante uno sciopero dalla polizia. Erano gli anni 50.
    Ai fratelli Cervi è stata dedicata la bellissima e struggente canzone dei Gang “la ballata dei 7 fratelli”.

  16. Al ritorno…almeno per par condicio…perchè non avete letto quel libro di Giampaolo Pansa… La guerra sporca dei partigiani e dei fascisti?
    Tanto per capire che le atrocità non sono state tutte da una sola parte…Non tutti i partigiani sono stati santi come non tutti quelli che erano dall’altra parte sono stati demoni. Ci vuole obiettività. Sempre.

    1. vero, valeria. le atrocità, in guerra, sono tristemente da entrambe le parti. i santi e i demoni spesso si nascondono dalle due parti della barricata. ma nella storia buia del fascismo, mi sento con una certa sicurezza, di prendere una parte sola, senza tentennamenti o esitazioni.

      1. Di sicuro non hai avuto un nonno “fascista”, che viveva vicino a Sondrio e che aveva molti amici ed ex compagni di scuola tra i partigiani della zona. Lui sapeva dove erano loro e loro sapevano tutto di lui. Si lasciavano in pace e vivevano tranquilli, per quanto ovviamente permettessero le circostanze. Un bel giorno la guerra finisce, tutti in città festeggiano, e tuo nonno viene caricato su una camionetta da partigiani “stranieri alla valle”, portato in un campo e fucilato. Come fai a dire che la verità sta da una parte sola???

      2. non ho avuto un nonno fascista ma ho avuto dei nonni ebrei che sono dovuti scappare e hanno perso tutto, ma proprio tutto quello che avevano: amici, affetti, casa, lavoro e i diritti, anche quelli elementari, come andare a scuola e lavorare.

      3. Mio padre aveva 8 anni e 4 sorelle e, come hai letto, hanno perso il papà nel modo che ho descritto. Questo non conta niente? Siccome il papà era fascista se lo meritavano? Le atrocità sono sempre state commesse da tutti quelli che hanno preso il potere con la violenza, rossi o neri che fossero. Sarebbe ora di insegnare ai bambini che gli orchi cattivi si nascondono ovunque.

      4. Alessandra, a me sembra che Elasti abbia detto che di atrocità ve ne sono state da ambo le parti, ma che il fascismo per lei (e per molti milioni di persone, ma compresa) non può che essere la parte sbagliata.

        Non ho letto da nessuna parte che abbia detto che tuo padre e le tue zie meritavano di perdere il papà.

    2. L’obiettività è non perdere mai, e sottolineo MAI, di vista il fine ultimo per cui si è combattuto: i partigiani hanno combattutto per la libertà, i fascisti per sostenere una dittatura. Il resto è solo retorica, miopia e malafede.

  17. Come ha già fatto notare qualcun altro, la canzone Compagno cittadino, fratello partigiano è stata scritta per celebrare i morti di Reggio Emilia del 1960. A questo proposito volevo segnalare un bellissimo libro di Paolo Nori, Noi la farem vendetta, che parla proprio di questa vicenda.

  18. Anche io penso che il male non stia da una parte sola…il fratello di mia nonna, un ragazzino di 17 anni che era uscito di casa per andare dal dentista non ha più fatto ritorno. L’hanno trovato 2 giorni dopo in una fossa fucilato dai partigiani…

    1. Mio padre quando ero piccola mi spiego’ che in mezzo agli ideali ed agli idealisti, dall’una e dall’altra parte, purtroppo si nascosero individualisti che usarono la nostra guerra civile per eliminare nemici personali, farsi giustizia da soli o peggio guadagnarci qualcosa :O
      E’ orrendo ma umano. Ed e’ corretto tenerne conto, ed insegnare ai bimbi anche questo (per metterli in guardia).
      Preservare gli ideali non e’ lavoro da poco…

  19. Il tuo post racchiude la differenza fra istruzione ed Educazione.
    Insegnare ai propri figli i valori della vita non è solo un mero riempirgli la testa di “cosa si fa e cosa non si fa” o imporre loro quello in cui devono credere.
    Spero che un giorno anche mio marito ed io riusciremo a trasmettere qualcosa di tangibile alla nostra piccolina…seguendo l’esempio di genitori come voi.

  20. La verità è semplicemente nascosta nel cuore degli uomini che hanno vissuto quei tragici episodi perchè solo il loro cuore conosce il perchè quegli stessi fatti sono accaduti………la nostra vera fortuna è che, memore di quei tragici fatti, il nostro paese non ha scelto di diventare un paese comunista come invece hanno fatto altri paesi europei che hanno dovuto vivere molti altri tragici fatti prima di conoscere la pace…..

  21. ” Dietro il milite delle Brigate nere più onesto, più in buonafede, più idealista, c’erano i rastrellamenti, le operazioni di sterminio, le camere di tortura, le deportazioni e l’Olocausto; dietro il partigiano più ignaro, più ladro, più spietato, c’era la lotta per una società pacifica e democratica, ragionevolmente giusta, se non proprio giusta in senso assoluto, ché di queste non ce ne sono.”
    Italo Calvino

  22. Che bel post, profondo. Mi ha riportato alla mente la lezione del grandissimo storico Marc Bloch, che diceva tra le tante cose giuste e fantastiche, che bisogna “conoscere il passato per capire il presente, e conoscere il presente per capire il passato”. E un’altra sua grandissima eredità scientifica consiste nel rigore e nella valutazione delle fonti che lo storico deve usare… cosa che alcuni storici, o sedicenti tali, non fanno, ad esempio il giornalista (perchè questo è, anche se vuol far credere di essere paragonabile ai grandi storici) citato, che ormai sforna pamphlet a manetta sempre con la stessa tesi preconfezionata. E come ha detto giustamente qualcuno prima, in ogni caso c’era una parte che combatteva PER la dittatura, anche se magari in alcuni casi in buona fede, e un’altra parte che combatteva CONTRO la dittatura, anche se magari in alcuni casi in cattiva fede. Quello che da, nel mio piccolo, storica, trovo aberrante è la generalizzazione: la responsabilità è SEMPRE individuale, quindi non trovo accettabile dire, come alcuni fanno, che nel caso specifico i partigiani erano analoghi o addirittura peggiori dei fascisti, così, in blocco. Quello che per me fa la differenza è che la base di partenza era quello che ho detto prima, e cioè essere pro o contro la dittatura.

    Floralye

  23. Non credo che l’educazione dei bambini passi per una supposta par condicio che mette sullo stesso piano partigiani e repubblichini.

    Fatto salvo che è necessario essere in buona fede, fatto salvo che si sa come in quei momenti convulsi, da entrambe le parti, ci sia stato chi ha approfittato della situazione per esprimere una violenza che poco aveva a che vedere con le ideologie in campo, epurato ogni ragionamento da tutto questo, sono gli ideali che rimangono che vanno giudicati.

    Le violenze fasciste iniziarono poco dopo la fine della prima guerra mondiale e continuarono per oltre vent’anni. Atti violenti che portarono a un partito unico e all’instaurazione di una dittatura, a tesseramenti coatti, a esili e “vacanze” al confino, a leggi razziali, all’imposizione di una visione del mondo monocolore cui tutti si dovevano adeguare, all’ordine garantito con la paura.

    Le lotte partigiane sono state una reazione, le brigate partigiane una coralità di teste, credi e ideali che non si riassume in un unico partito, anche se a qualcuno piace credere sia così. La guerra partigiana è stata l’opposizione a un’oppressione feroce con in testa ideali di democrazia. L’epilogo, per la nazione, è stato un referendum, per la prima volta a suffragio universale, su quale svolta dare al Paese. L’epilogo è stato libere elezioni. L’epilogo è una Costituzione che garantisce a Pansa di continuare a pubblicare i suoi libelli revisionisti.

    Quindi, no, non c’è proprio motivo di raccontare questa storia in modo imparziale perché chi ha le idee chiare su cosa ha rappresentato la Resistenza non ha paura di scegliere da che parte stare.

    1. tutto vero, tranne le “libere elezioni”. Giravano per le campagne con l’immagine dell’Italia turrita – il logo della Repubblica – dicendo ai contadini: ecco vota qui, vota la regina…Che poi sia andata bene così è un altro conto 🙂

  24. grazie elasti, io sono nonnissima,e a figlie e nipoti ho sempre parlato di……politica fin da piccoli, e loro hanno sempre capito, hanno capito che quello che raccontavo non era la favola della buonanotte ma qualcosa chemi usciva dal cuore e dal cervello, qualcosa che avevo vissuto e vivevo,e così, adesso, ho figlie e nipoti con cuore e cervello e so che trasmetteranno quello che hanno dentro anche a quelli che verranno

    1. Sono onvinto che gli ideali da insegnare ai nostri bambini siano quelli indicano di ripudiare sempre e comunque la guerra, per qualunque motivo venga combattuta…..ricordo con chiarezza e tenerezza che mio padre da piccolo mi diceva sempre che non esiste una netta divisione fra “buoni” e “cattivi” in una guerra ….e lui era militare…..penso che l’unica soluzione sia ripudiare la guerra e di persone da imitare in questo secolo ne abbiamo parecchie…..

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