Nonsolomamma

nel posto sbagliato al momento sbagliato

mister incredible era un fascio di nervi. seduto per terra, con la schiena appoggiata al divano e il sedere sul marmo perché siam nati per soffrire e il computer acceso sulle gambe perché siam nati pure per lavorare, anchese gioca   l’italia. in un crescendo di tensione, insofferenza, agitazione, malumore ed esasperazione, ha cominciato urlando “eddai, su!” e ha finito imprecando, insultando e sacramentando, incurante della presenza di orecchie (teoricamente) innocenti.

lo hobbit grande seguiva l’esempio paterno, in mutande, sul divano accanto. a differenza di mister i, ha sofferto in religioso silenzio. alla fine della partita tuttavia ha telefonato al suo amico pietro per commentare la débacle e snocciolare pareri tecnici e strategie alternative di gioco perché, si sa, ct si nasce.

lo hobbit medio era del tutto scollegato dal triste spettacolo calcistico ma comunicava agli astanti le condizioni meteorologiche, le temperature massime e minime e l’evoluzione prevista del tempo di una serie di città anche loro, come lui, piuttosto sconnesse, tra cui milano, roma, bari, mosca, shanghai, sydney, boston, nairobi e caltanissetta. dopo avere scandagliato le meraviglie del navigatore, capace di portarti ovunque grazie all’ardimento del dito indice sullo schermo, ora è entrato nel tunnel del meteo, grazie alla scoperta di una app apposita sull’elasti-smartphone.

lo hobbit piccolo faceva azione di disturbo, violenta e aggressiva, senza tuttavia  trovare terreno fertile nel pubblico che si ostinava a ignorarlo. quando però ha iniziato a piangere perché non c’erano abbastanza taralli alla cipolla per il suo vorace e incontenibile desiderio, mister i lo ha cacciato di là, da elastigirl.

elastigirl impastava la pizza, in cucina, in una delle interpretazioni più sublimi e retrograde dell’angelo del focolare che veglia solerte sullo svago familiare e provvede subito dopo a rifocillare la truppa, pronta a vestire i panni ilari della vittoria o mesti della sconfitta, a richiesta.

ci sono posti migliori dell’elasti-famiglia in cui trovarsi durante la partita dei mondiali italia-uruguay.

86 thoughts on “nel posto sbagliato al momento sbagliato

  1. Io ,in barba al popolo italiano, approfittavo del vuoto umano x correre il allegra compagnia di una cara amica e collega, conversando affannata sul mondo maschile oscuro e buffo! Alla fine della corsa beiamo scoperto (con poco interesse) il funesto risultato ….

  2. Sono scappata a fare Zumba prima della fine…onde evitare le bestemmie del marito cupo e pericolosamente silenzioso davanti al televisore. Sono appena rientrata e lui mi ha aspettato per la cena, cosa quasi mai capitata in quasi quattro anni di matrimonio.
    “Non avevo fame…” ha dichiarato.
    Secondo me ha bestemmiato moltissimo…

  3. io sono a berlino ad una conferenza internazionale con 700 persone…
    alle 6 fuggi fuggi generale :O
    l’ultimo oratore mi ha confessato che un gruppo di colleghi e amici gli ha detto che non sarebbero venuti a sentire il suo intervento perche’ dovevano andare a vedere la partita :O
    apparentemente il calcio e’ piu’ forte di QUALSIASI passione!
    (anche quella per la SEE – secondary electron emission – evidentemente :O)
    sono un po’ sconvolta…
    (ma anche no: dopo il meeting di oggi alle 12:30 ‘women in physics’ 😀 Elasti, ti ho pensata! e abbiamo TUTTI (donne e uomini fisici del plasma da tutto il mondo) applaudito quando un MARITO e’ entrato, ha depositato davanti alla moglie una insalata presa al bar del centro congressi ed e’ uscito in silenzio :O )

    1. E se dal 27 giugno al 24 agosto qualcuno fosse a Stoccolma, al Museo della Scienza e della Tecnica (Tekniska Museet) ci sarà la mostra “Italia del Futuro”.
      #unpochinodiorgoglionazionalenonfamaimale

      1. Fefo cos’e’? lo devo googlare? l’hai fatto tu? mi piacciono i futuri ed i musei ! 🙂
        (anche se temo che non cverro’ a Stoccolma, un sito web ce lo avra’, no?)

  4. Anche qui partita con disquisizioni tecniche sollevate da una ottenne che gioca a calcio e non capisce come mai i giocatori grandi non facciano di più come quelli piccoli. Della serie “Papà, perché non tirano mai in porta?” 🙂

    1. Tuo figlio ottenne ha capito tutto: meglio lui di decine di pomposi e prezzolati giornalisti sportivi. Il suo sunto e’ fantastico e verissimo: Perche’ non tirano mai in porta? Grande!

    2. Sono rius ita avedere la partiata con le nane e La mia quasi ottenne, mai vistauna partita e dichiara nonostante cio’ di odiare il calcio, dopo 90′ di gioco ha espresso il suo pareredact “navigato”…
      Almeno Eleonora e’ donzella competente in materia!;-)

  5. Già. I calciatori grandi non tirano mai in porta, ma mordono come i piccoli al nido.
    Mia figlia è rimasta basita…
    Brava elasti pizzaiola, sei eroica, anche io ormai uso come base la pratica e svelta piadina.

  6. io sto continuando a restare scollegata soprattutto dopo la partita, per evitare esegesi calcistiche varie ed eventuali ed insostenibili…..qual è l’applicazione del meteo??? No perché magari mi aiuta!

  7. ci sono posti molto migliori non solo di casa vostra elasti.
    ma pure di casa mia.
    io dopo aver guardato la partita ho pensato
    “meno male siamo fuori, abbiamo finito di soffrire”
    🙂

  8. elasti correggimi se sbaglio.
    ma tu mr i per la prima volta lo hai incontrato proprio
    durante una partita di un mondiale, in vacanza studio…
    no??

  9. Io ho ascoltato la partita in religioso silenzio lavorando a punto croce “Shaun the Sheep che fa la maglia”, diciamo un sostegno silenzioso ad un marito con febbre, nausea e mal di testa, che quasi alla fine della partita mi ha detto :”per favore, possiamo guardare Gomorra?”

    1. Anche io ricamavo, in terrazza, circondata da un imbarazzante silenzio. Quando sono rientrata in salotto ho trovato mio marito letteralmente raggomitolato sul divano, al buio. Ho lanciato un’occhiata allo schermo e, in silenzio, sono andata a friggere le polpette. Per la prima volta mio marito ne ha lasciate due o tre nel piatto…

  10. Bene, non sono la sola ad avere un figlio sempre “scollegato” e preda di manie ossessive e totalizzanti, alternative a ciò che fa quasi tutto il resto del mondo in quel momento. In verità sono ragazzini collegatissimi, pure troppo, a ciò che li interessa. Solo Messi risveglia in lui un blando interesse, solo che non ricorda mai esattamente in che squadra gioca… Ah, sì… Barcellona… e allora perchè Argentina…???! Il papà deve sempre rispiegargli tutto, mentre lui è già altrove con la testa, pensando agli alieni, agli uragani, alla forma delle nuvole!!!! Rido sotto i baffi (che non ho, eh!?), mentre faccio anch’io la pizza.

  11. Partita vista dalla sala polivalente di neurologia, per un po’ di sana normalità dopo tre giorni affatto normali. Durante il secondo tempo arriva il medico: no, mio marito non ha nessun edema cerebrale. Grandissima gioia e pazienza per la partita =))))))

  12. Io ti invidio.
    Mi sarebbe piaciuto godermi la famiglia (di maschi) in preda a tremore e successiva disperazione (ma solo del maschio anagraficamente adulto).
    Invece mi sono ritrovata ad un tavolo per un aperitivo con una serie di mamme con ansia da prestazione a discutere dell’asilo dei bimbi di 4 anni. Agitate peggio di uno sportivo di curva sud, lamentavano di corsi di inglese non sufficientemente approfonditi, ginnastica troppo poco sportva (???), lavoretti troppo approssimativi.
    Ed io che cado dalle nuvole mi sento (forse) una mamma poco attenta…..
    Come capisco Prandelli…..

    1. Benvenuta nel club delle mamme scollegate…in 9 anni quant volte mi è successo di non sapere di cosa stessero parlando nè per quale motivo era così importante l’informatica all’asilo (scuola materna) o chissà cosa altro.

    2. Tranquilla, da mamma con figli grandi(17 e 15 anni) ti posso dire che non si ricordano praticamente NIENTE di quello che hanno fatto alla materna! Quanti problemi mi sono fatta inutilmente…

    3. Il club delle mamme che cadono dalle nuvole, anche oltre la scuola materna, è sicuramente molto nutrito. Ci sono anche io! Per tutto l’anno scolastico non mi sono interessata delle questioni che accaloravano tutti i genitori, tipo quantità di compiti, poesie non imparate, compiti non scritti sul diario, punizioni, ecc… Mi sono preoccupata soltanto di insegnare a mia figlia il senso di responsabilità nei confronti dei propri impegni e doveri e di fare in modo che studiasse!
      Aspettiamo la pagella…

  13. Da noi saresti stata benone (e avremmo apprezzato la pizza), mio marito era in terrazzo a giocare con il piccolo di quasi sei mesi a guardare i merli che mangiavano le briciole di pane e io e la quasi seienne guardavamo le lalaloopsy (un cartone animato) in tv insieme… 😉

    1. In Italia siamo troppo calcio-tematici, è verissimo. Ricordo ancora quando la nazionale di pallavolo vinse l’oro e viaggiò in seconda classe mentre la nazionale di calcio non vinse nulla e viaggiò in prima.

  14. Io, in totale controtendenza, ho guardato sordidamente in streaming la partita in ufficio, tra imprecazioni e file excel… Alla fine, quando il mio consorte è arrivato a prendermi, felice e del tutto ignaro delle italiche fatiche pallonare, gli ho fatto un riassunto della partita da sciorinare ai colleghi stamattina alla macchinette per non essere escluso dal gruppo dei maschi 😀

  15. mia figlia durante la partita voleva che papà cambiasse canale perché lei voleva vedere Violetta!!! ahahaahahahahahahhaahahaha
    e si è pure arrabbiata!!! 😀 😀

  16. Tranquilla elasti, c’era un posto dove si stava peggio ieri sera: pensa a tutta la pletora di mogli-fidanzate-amanti al seguito della nazionale, che ieri sera avranno spazzolato i loro uomini di liscio e rovescio per aver perso l’opportunità di indossare il guardaroba scelto ad hoc per l’occasione e la mancata visibilità che prelude ad una fantastica carriera di ospitate televisive…

  17. Pazzesco Elasti!! Hai fatto la descrizione della nostra stessa situazione… 🙂 Io in cucina a fare la pizza, mio marito di là con i nostri tre di cui solo il grande seguiva la partita, il medio un po’ mi aiutava un po’ tifava, il piccolo voleva vedere i SUOI cartoni. Che ridere!!! E anch’io come Sabri alla fine ho pensato: evvai siamo fuori, almeno abbiamo finito di agonizzare… Comunque la pizza è venuta buonissima!

  18. Che ne dici di un uomo, tornato di corsa dall’ufficio per non perdersi la partita, che entra in casa, si toglie i pantaloni del vestito, si lancia sul divano in camicia da ufficio e mutande e quando arrivo carica di spesa mi dice “scusa se non ti aiuto a portare in casa la spesa ma sono in mutande”? e torna a vedere la partita?

    Direi che neanche questo era il posto giusto al momento giusto. 🙂

      1. Grazie del pat pat. La parte peggiore è che l’assurdità di tutto ciò la vedo sempre in ritardo, dopo che mi sono arrangiata. Mannaggia a me!

    1. vabbeh: a buon rendere! la prossima volta che c’hai – per dire – lo smalto fresco il signorino no navra’ da lamentarsi a fare qlc per te, spero?!?!

  19. Marito e figlio rugbisti hanno guardato la partita trascinati dalla sottoscritta, prima blandamente interessati poi sempre più furiosi. A chiosa finale la frase del tredicenne: i calciatori non sanno soffrire…..

  20. O fanciulle, io la pizza l’avevo preparata subito dopo pranzo (santissima cosa, il telelavoro)… con l’obiettivo di cenare guardando la partita (stavolta ero “curiosa” anch’io… con la segreta speranza che dopo questa partita la tortura fosse terminata)
    😉 ma sono rimasta anche basita dal tipo “mordace”… Non ho parole!

    Floralye

    1. So esattamente come si è sentito Chiellini.

      Ma io e la morsicatrice della mia di spalla avevamo sei/sette anni quando è successo.
      E me ne ricordo solo perché entrambe ci scherziamo su quando capita di parlare di ricordi d’infanzia. 😉

      1. E infatti più volte durante la partita, non solo al momento del morsico, mi sembrava di guardare dei bambini delle materne/elementari. Con tutto il rispetto per loro !!!

  21. Anzitutto… non riesco a rispondere direttamente ad Ariel, ma in ritardo (proprio perché non riuscivo a mandare il commento) mi unisco alla gioia per la buona notizia 😀
    e cambiando argomento, concordo in pieno: i bambini, anche del nido, spesso sono molto più maturi di questi bei tipi…
    Io sostengo da sempre che dovrebbero anche vincere l’ oscar per le loro… “sceMeggiate”!!!!

    Floralye

  22. Noi abbiamo approfittato del fatto che qui era festa (santo patrono) e ce ne siamo andati al mare…spiaggia deserta, niente traffico per il rientro..una pacchia!!!! Al ritorno ci siamo ascoltati gli ultimi scampoli di partita in macchina….

      1. Pure di Quarona. 😉

        OH, sotto a chi tocca.

        (No, non sono di Quarona io, ma Borgosesia ha SPietroePaolo come patroni, troppa roba!) 😀

  23. anche di monza! siete mai state a vedere i fuochi d’artificio per San Giovanni al Parco di Monza? fino a pochi anni fa erano nei giardini della Villa Reale..uno spettacolo da vedere almeno una volta nella vita!

  24. Per non parlare di sport quali ginnastica artistica, ritmica, pattonaggio sul ghiaccio o nuoto sincronizzato, che vengono degnati di (minima) attenzione solo se e quando ci sono risultati tipo medaglie d’oro alle Olimpiadi o vittorie mondiali… e che è possibile seguire solo ad orari impossibili e per vie “traverse”! Sgrunt! Snort!

    Floralye

  25. io la debacle come la chiami tu l’ho vista da sola con il mio cucciole quasi quattreenne che commentava questo: “ouuu e sempre a dormire questi quiiiiii!”…
    parole di innocente…parole sante…
    E comunque la bandiere sventolano ancora nel mio quartiere, come a dire “E’ stato solo un brutto sogno”!

  26. ma nessuno si intristisce a questo ritratto di uomo = interessato a calcio, aspetta in mutande la pizza donna = disinteressata a calcio, sferruzza o fa la pizza in cucina? mah. sarò io…

  27. ricordoti che tuo marito lo conoscesti a Londra tanti anni fa in occasione di visione di partita della nazionale di Calcio. senza di essa non esisterebbero i tre hobbit. e tanto altro. indi ringrazia e sorridi 🙂

  28. Pazzesco…a 600km di distanza,in Svizzera, una scena molto simile. Pater familias seduto in terra(ma sul parquet) a soffrire e imprecare. Il figlio grande(3 anni) e la piccola(11 mesi)impegnati in azioni di disturbo, ognuno per quello che l’età gli consentiva. Il grande saltando, correndo e urlando dietro una piccola palla, e chiedendo ripetutamente al padre di giocare con lui, incurante del “dramma” che il padre stava vivendo. La piccola lagnandosi sul pavimento senza sosta. La mamma….in cucina a preparare la pizza. Proprio una tipica famiglia di emigranti!

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