Nonsolomamma

nella bolla

“piacere, mi chiamo lorenzo. ero in canada per delle gare mondiali di nuoto. sì, sono andate bene. io sono bravo nel delfino, ma anche negli altri stili. faccio un po’ tutto. ma nella vita sono infermiere. ho 26 anni. già. se ci fosse stata la mia morosa, lapatti, allora sì che sarei rimasto ancora un po’. magari saremmo andati a new york. e invece torno. perché la morosa non ce l’ho più. dopo cinque anni. in raltà, io e lapatti ci amiamo ancora però lei… ecco lei ha paura. mentre io credo   che dovremmo iniziare a fare sul serio, tipo comprarci una casetta. ma lapatti dice che io la lascerò e poi lei non sarà mai una buona madre perché sua madre è stata una pessima madre. e anche sua nonna è stata una pessima madre. così lei non vuole prendersi nessuna responsabilità. è insicura, pensa di essere brutta. io sono perso per lei. e lo so che lei ci tiene ancora a me. mi fa gli agguati in piscina, quando vado agli allenamenti. mi alleno anche due volte al giorno certi periodi. e me la trovo lì. ci sto male ma mi fa anche piacere. ogni tanto mi sembra di impazzire. e allora dico: ‘ehi, patti, mettiamoci una pietra sopra’ e lei risponde: ‘ok, mettiamo pure, questa pietra. poi ci penso io a spostarla da lì sopra’. ed è un tira e molla. ho anche provato a uscire con altre. ma non ce la faccio, non funziona mai. io sono innamorato dellapatti. sai che mi hanno perso la valigia all’andata? e non l’ho mai avuta indietro. la ritroverò ora a milano. pazzesco, no? comunque un nuotatore ha sempre l’occorrente per la piscina nel bagaglio a mano. ti piace my heart will go on di céline dionne? era la colonna sonora del titanic. ha delle parole bellissime. ieri sera ero triste e ho mandato il video allapatti. ma non mi ha risposto. normale. vuoi vederlo, il video di céline dionne che le ho mandato?”.

lorenzo parlava, parlava, parlava, con le sue spalle larghe, lo struggimento dell’amore tormentato, la logorrea di certi bambini e una cadenza dolce, dell’emilia. era seduto accanto a elastigirl, sul volo da toronto a milano. le ha anche detto che all’aeroporto ci sarebbe stata la sua mamma a prenderlo, che aveva mangiato due volte giapponese in canada e che si era comprato, una sera che era triste, dei ravioli italiani. elastigirl lo ha ascoltato per un po’. poi le è venuta un po’ di ansia. perché il volo durava più di otto ore e quelli come lorenzo, o come fidel castro, possono parlare anche nove ore di fila, senza mai smettere. allora, sentendosi un po’ orrenda dentro ma non troppo, si è infilata nelle orecchie le sue cuffie rosa, che ha scoperto essere, anche in famiglia, terribilmente respingenti per i maschi. e ha visto, anzi forse rivisto, un vecchio e assurdo film su un gruppo di danesi derelitti e depressi, che fanno un corso di italiano, per tirarsi un po’ su. e poi ha visto una commedia con robin williams e poi due episodi di una serie che si chiama silicon vallley. e non ha mai dormito. invece lorenzo è svenuto a un certo punto e ha riaperto gli occhi e la bocca all’altezza di grenoble.

ora elastigirl è a casa, in una bolla di jet lag e stordimento. gli hobbit e mister i sembrano sopravvivere egregiamente da soli nella città di A. lei domani va in ufficio. ora deve cercare la melatonina che forse è un placebo ma, come spesso succede, un placebo efficace.

25 thoughts on “nella bolla

  1. Infilarsi le cuffie in presenza di logorroici miei simili non è orrendo… si tratta solo di autodifesa.
    Ora scusa un attimo che penso che mi metterò a scrivere un post papiro per fare concorrenza a quel tale.

    😛

    No…


    scherzavo.

    😀

    Bentornata.

  2. era pure il suo onomastico oggi. di Lorenzo, sì, povero innamorato dolorante.
    magari vedrà cadere una stella e il suo desiderio si realizzerà (anche se con una ragazza così paurosa, non so se augurarglielo)

    1. Io invece lo cerco da anni e non riesco mai a trovarlo, come si fa? Povero Lorenzo, comunque, e povera Patti – mi mette sempre malinconia vedere persone che distruggono le opportunità di essere felici. Capisco bene le cuffie rosa, anche Fidel Castro va preso a piccole dosi. Buon rientro.

  3. A Lapatti consiglierei di leggere “Il linguaggio segreto dei fiori”
    Parla di maternità.. in tutte le sue sfumature, anche quelle che sembrano impossibili 🙂
    Welcome back

  4. (Volevo scrivere una cosa carina, tipo “Welcome back, Elasti!!!! :))))) non é così male qui! ;)” ma il mio telefono tiranneggia ultimamente! 😦 )

  5. Mi hanno fatto sorridere le cuffie rosa: anch’io, marito e due figli maschi, compro tutto rosa (specie cose tecnologiche) per non farmi “fregare” niente: un colore che è meglio di in antifurto!

  6. Bellissimo il resoconto del monologo di Lorenzo. Sembra l’inizio di un romanzo.
    La povera Lapatti forse lo ha lasciato a causa della sua logorrea.
    Cmq, mi fa tanta tenerezze Lorenzo, che cerca i ravioli italiani in Canada perché si sente triste.

  7. No ma scusa ma ha barato sull’età! Ma non è possibile che un quasi-uomo con un anno in meno della sottoscritta ascolti Celine Dionne e soprattutto sappia quale sia stata la colonna sonora del Titanic!!! Dovevi dargli il numero di mister i per fargli fare quattro chiacchiere!! 🙂

  8. Che bel racconto, dolce e un po’ nostalgico. Mi ha fatto pensare che le giovani donne (ma anche i giovani uomini) hanno un sacco di paure, ma a un certo punto della vita, per fortuna, ti rendi conto che erano paure inutili o superabili. Come quella di diventare mamma…

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