Nonsolomamma

il lato oscuro dell’alba

ore 3,40 am
tuuuu tuuuu tuuuu
“this is an answering machine. please leave a message after the tone. biiip”
non ci posso credere. non c’è. adesso mi viene una crisi di panico. inspiro, espiro, inspiro, espiro. probabilmente è morto in un incidente aereo. no, su internet avrei trovato la notizia di una catastrofe sulla linea londra-milano. allora c’è stato un tragico incidente sul malpensa express, l’autobus che lo portava in stazione dall’aeroporto. piantala! probabilmente è in ritardo e basta. perché non mi ha scritto? e perché il cellulare è spento. ah, già. lui, il cellulare, non lo accende mai, per principio. ecco, mi monta l’ansia. mi sembra di soffocare. e tra venti minuti suona la sveglia. e tra un’ora e venti devo essere a leggere i giornali. e tra due ore e venti sono in onda, in diretta. non sono in grado di affrontare tutto questo. mi manca l’aria. ora mi do fuoco e risolvo ogni problema. ok. riprovo a chiamare a casa sua a londra prima di cospargermi di benzina.

“mpf”
“ehi! sono io! perché sei lì e non qui? dovevi arrivare a mezzanotte! io mi sono svegliata e non ti ho trovato! pensavo fossi morto in un incidente aereo, o agonizzante sulla milano-varese dopo il ribaltamento del malpensa express. ma perché sei lì? e io come faccio? avevo detto a cindy, la ragazza alla pari, che domattina avrebbe potuto dormire, che avresti pensato a tutto tu. adesso cosa faccio? le ho anche consigliato di mettersi i tappi nelle orecchie per non essere disturbata! e ora? mica posso svegliarla alle 4, poveraccia! perché non sei partito? non sai che paura ho avuto e che ansia! credo di essere stata lì lì, sul ciglio di un attacco di panico. e i tre dormono di là…. perché non sei qui????”
“elasti, mi hai fatto prendere un tale spavento…”
“io???? io???? io che sto dormendo quattro ore per notte, che mi sveglio ben prima dell’alba, che ho cominciato il nuovo lavoro, e la prima media e la terza elementare e la terza asilo? io che pensavo di essere vedova…”
“elasti! ti avevo detto che sarei rientrato giovedì sera e non mercoledì!”
“non è possibile! sei sicuro?”
“ma certo! avevano ragione a dirti che il primo effetto di svegliarsi nel mezzo della notte è la perdita della memoria a breve. sei storditissima”
“ah. quindi è tutto a posto… devo solo trovare un modo perché cindy si svegli alle sette e svegli gli hobbit e li porti a scuola…”
“già”
“già. vado a prepararmi allora. prima però devo ricominciare a respirare”
“…”
“mannaggia. ma perché non sei arrivato ieri sera?”.

al giorno 4 del lavoro nuovo elastigirl perde un colpo al minuto, vegeta in stato confusionale, ha perso la facoltà di intendere e di volere ed è lucida solo per un’ora e 30 al giorno, almeno ci prova, tra le 6,05 e le 7,30. i margini di miglioramento sono enormi.

71 thoughts on “il lato oscuro dell’alba

  1. Come ti capisco! Dormo 5 ore a notte e non di seguito perché sto allattando il piccolino e poi la mattina ho la sveglia come gli altri e corro tutto il giorno. E’ il minimo perdere qualche colpo! E quando mio marito mi dice stupito ” ma non ti ricordi nulla???Come è possibile ??” Io non rispondo più. Ma so di avere una marcia in più… Lui quando ha un raffreddore si blocca a letto!! Vai elasti sei grande!!

  2. Succede anche a me senza la giustificazione della levataccia, ma di solito è perché un sabato ogni mille i figli non mi hanno svegliato all’alba e allora mi piomba un’ansia addosso che non so nemmeno ben giustificare. Il panico dura finché non scopro che tutti sono sani e salvi, realizzo che è sabato e non sono in ritardo x il lavoro… vita durissima 🙂

  3. Mitica la frase “ho iniziato la prima media”. Io a giugno ho fatto l’esame di terza e so già che non reggerò a rifare la maturità!

      1. è sempre bene ricordarsi che la prima media, il primo liceo o l’esame di farmacologia, non siamo noi a farli, ma i mosti figli, entità distinte
        Ilaria

  4. Cara, avevo un amica anni fa che faceva “la squadra delle quattro” in fabbrica. Anche dopo aver lasciato il lavoro ha continuato per anni a seguire un ritmo tutto suo di sonno-veglia che, diceva lei, le permetteva di godere di ore magiche mentre noi comuni mortali dormivano. Mah! Forse è’ solo questioni di ritmo.

  5. Coraggio Elasti, in fondo ci sei già passata quando gli hobbit si svegliavano a scacchiera, quasi tutte le notti 😉 Fra qualche tempo andrà meglio, o anche no, ma può darsi che imparerai a ricordare solo ciò che è veramente utile (tipo nome, cognome e dove vivi) e scordare il superfluo. Hop, hop, dai dai!

  6. Direi che devi andare a nanna prima la sera… o farti un bel pisolo pomeridiano. … coraggio. Ho sentito i podcast e sei nata per la radio, non mollare.

  7. Pare che ci si possa abituare ma immagino che l’organismo abbia bisogno di tempo. Pazienza, ci vuole pazienza… e magari un’agendona parlante con allarmi vari, per ogni scadenza, per ogni cosa da ricordare.
    Ci riuscirai!

  8. Ho dormito un’ora stanotte. E ieri è andata di poco meglio. L’altro ieri quattro ore…una pacchia!
    Ricorda com’era quando allattavi: ce l’hai fatta per tre volte, la settimana prossima sarà già una passeggiata! La donna si abitua a qualunque cosa!
    Quando hai detto che avresti voluto che tuo marito fosse un nano da giardino ho perfino riso, nonostante non fossi molto presente a me stessa…siamo tutte supereroine, tu più di altre!

  9. Mi sono straordinariamente ritrovata in tutte le fasi ossessive compulsive che si susseguono nella ricerca del marito non raggiungibile. La cosa grave e’ che a me queste fasi montano indipendentemente dal sonno…che e’ poco, ma non così’ tanto poco come nel tuo caso.

  10. Il politically correct di questo blog vuole tutti concordi a tesser lodi e complimenti alla meraviglia del tuo “salto nel buio”. Stamani sono riuscita a sentirti.
    Domanda: ma c’è qualcuno intorno a te che abbia a cuore il tuo bene? O si divertono tutti a vedere il trionfo della mancanza di buon senso?

    Perché il tuo sarebbe un salto di qualità.

    A nessuno è venuto in mente di dirti che quello che stai facendo è tornar una ventenne senza pensieri, che dice solo banalità in salsa di allegria disimpegnata, perfettamente omologata con il nichilismo di una comunicazione superficiale per gente che desidera non pensare?

    Certo, un servizio sociale, spero almeno ben pagato, per aiutare le persone a impostare la propria giornata all’insegna dell’informazione del nulla.

    Ti faccio i miei complimenti, così mi adeguo al pollaio anche io.

    1. Mah, io di informazione ci vivo, però (come tutti) sento la necessità di evadere ogni tanto. E alla mattina presto, quando ancora mezza addormentata mi metto in macchina per andare in redazione, ascoltare qualcosa di leggero e divertente è una manna dal cielo.
      Poi per carità, massimo rispetto per chi riesce a mantenere serietà e rigore in ogni attimo della propria giornata; ma dopo una vita in una redazione di un giornale economico una ventata di allegria e leggerezza a mio avviso ci sta tutta.

    2. Legittimo non condividere una scelta di vita che viene raccontata (con molta onestà intellettuale) su un blog. Doveroso moderare l’aggressività nell’esprimerlo, perché la vita degli altri non è una fiction.

    3. Provo sincera stima per Elasti, per tanti motivi: non ultimo per aver avuto il coraggio di rimettere in gioco la propria vita professionale. Le auguro pertanto di essere felice e soddisfatta del nuovo lavoro; al momento sembra esserlo, e dunque va bene così.
      Detto questo, mi sento molto in sintonia con Solononna.
      Premetto e ammetto di non aver ascoltato sistematicamente le trasmissioni di questa settimana, anche perché quando l’ho fatto è stata una delusione. Mi aspettavo la Elasti brillante, ironica e al tempo stesso profonda che ho imparato a conoscere da questo blog (di cui sono lettrice quasi della prima ora); ho trovato solo una spalla del conduttore, che fa da controcanto con interventi brevi e banali alle cose già abbastanza banali che dice lui. Effettivamente mi sono chiesta anch’io che soddisfazione ci sia, personale e professionale, in tutto questo.
      Posso essere d’accordo con Federica sul bisogno di cose leggere e divertenti, ma per me la trasmissione non è né questo né quello. Oggi mi sono fermata al minuto 9, quando in una manciata di secondi la notizia della sventata strage Isis in Australia è stata liquidata con ‘ma è terribile’, ‘allucinante’, ‘veramente la follia senza fine’…

      1. LauraFra l’ha detto in modo perfetto.
        Se Elasti è felice professionalmente niente da obbiettare, ma la sua collocazione naturale sarebbe stata in un’aula di studenti.

    4. Perfortuna qualcuno che la pensa autonomamente e sinceramente ogni tanto ha la forza di scrivere! Non ero in linea in questi giorni ed ho ascoltato i podcast alla sera. Ho dato qlc giorno per l’adattamento ma ….. che tristezza. Salto di qualità? Già farsi chiamare elasti in onda mi lascia perplessa, ma ergersi a tuttologa del nulla e parlare un’ora e mezza senza dire nulla è impressionante. Forse x questo vanno i complimenti: passare da un lavoro al vuoto è coraggioso. Il programma non ci ha guadagnato, speriamo migliori nel tempo.

    5. Se l’avesse cercata Radio 1 o Radio3 il registro della trasmissione sarebbe stato diverso. Comunque io, pur essendo periodicamente accusata di prendere la vita troppo sul serio, alla veneranda età di 40 anni ascolto la prima per sbaglio e la seconda più volentieri ma a piccole dosi: accendo sempre la radio la mattina e a volte la uso come sveglia, ma alle 7 del mattino sentire una voce che legge la storia del soldato che rimane intrappolato nella sua trincea dalla neve – no, non ce la posso fare grazie. Sono un’affezionata ascoltatrice di Radio2 proprio perché non raccontano scemenze ma con trasmissioni tipo Il Ruggito del Coniglio e Caterpillar riescono a parlare anche di cose serie con leggerezza. Poi ovviamente le scelte della trasmissione sono sempre opinabili.

      1. Ho sentito poco, ma a mio avviso non c’è paragone con il ruggito del coniglio, che è una trasmissione intelligente. Su caterpillar am una sola puntata non fa primavera, ma non mi sembra il mio genere.
        Ilaria

  11. Riposa di giorno elasti! Il sonno è l’unica strada. Complimenti x la trasmissione. Ci si informa e non ci si appesantisce di malessere. Un abbraccio

  12. cara Elasti, questa domanda è seria, con tono serio mossa da un interesse autentico: non ti senti in colpa a lasciare i bambini al mattino? Se sì, cosa ti racconti per tenerti buona?. Se invece no dimmi il tuo segreto. Sta magari nella “scala delle priorità?” che vede in cima il lavoro gratificante che garantisce ai figli una mamma migliore? (E’ solo un’ipotesi). Ti chiedo questo perché mia figlia quando inizia il turno all’alba e non riesce a dare al bambino la prima colazione ha il magone tutto il giorno e io vorrei darle una dritta anti-rimorso, anti-malinconia ma non trovo nulla capace di convincerla…

    1. Cara Laura
      rileggiti i post e le indicazioni bibliografice di ‘Vacanza’
      non fare colazione assieme non significa non amare e l’ossessione del
      parentering e’ il nostro vero nemico
      con affetto
      Claire

      1. ehhh mia figlia mi fa di quelle scenate quando si sveglia e io sono già uscita…….xò nessun senso di colpa!!!

    2. Claire quello che sostieni è lapalissiano, ti do ragione assolutamente. Il punto è che purtroppo non esiste un interruttore per spegnere i sensi di colpa, neppure se si sviluppano ingiustamente. Io almeno non l’ho mai individuato, mi piacerebbe aiutare mia figlia a trovarlo questo interruttore. Da qui la mia domanda

      1. Laura l’analisi che l’ossessione per il parenteering risale agli anni 70 e prima non c’era io non l’ho trovata affatto lapalissiana, come pure la correlazione coi progressi sociali della donna e con la situazione economica globale. Puo’ valere davvero la pena di leggere quei saggi e riflettere un po’. Non possiamo lasciare che il senso di colpa irrazionale agisca incontrollato su di noi come un istinto. Allo stesso modo per cui non fai la pipi’ in piazza anche se ti scappa da morire. Il mater in sensi di colpa ce l’ho anch’io ma la razionalita’ almeno a me aiuta.
        Claire

    3. Secondo me l’interruttore non c’è: se non è il senso di colpa perché la mattina non fai colazione con loro, allora è perché la sera hai fatto tardi, o perché non sei riuscita a vedere un saggio o perché gli hai messo l’apparecchio ai denti che fa male o perché l’apparecchio glielo hai fatto portare troppo poco e troppo tardi…
      Non c’è mai fine.
      Credo che tutto nasca dal tentativo di essere perfette in quella che è la cosa più importante della nostra vita. Scoprire di non esserlo fa sentire spesso inadeguate, insufficienti e “in colpa”. Poi però due occhi grandi e dolci ti guardano e ti dicono che sei la mamma migliore del mondo e per un po’ ti senti in paradiso.

      Poi si ricomincia….

    4. credo che il senso di colpa – e non parlo per sentito dire, io che mi macero nei sensi di colpa per qualsiasi cosa e posso dire di avere un master nella materia – sia un retaggio della cultura cattolica di cui siamo permeati anche se non praticanti e/o non credenti. quindi temo ci sia ben poco da fare.

    5. Se tua figlia vive di sensi di colpa è perché ha visto sua madre vivere così. Senza volerlo scarichiamo su di loro le nostre emozioni, giuste o sbagliate che siano. E siamo i loro punti di riferimento.
      Con il cuore di figlia che le ha subite ti consiglio di parlarle e di farla ragionare sull’assurdità della cosa; ha bisogno che sua madre le dica che è una brava madre, anche migliore di lei. Solo tu puoi spegnere quell’interruttore, ce la fai?

      1. Sandra un curioso modo di aiutare le madri a superare i sensi di colpa: accusando altre madri 🙂 E’ fantastico! No su questo mi rifiuto, che sia colpa mia perché mia figlia si sente in colpa no, proprio no. Io le dico ogni minuto che è una brava madre, ce la faccio senza sforzo perché lo penso profondamente. C’è però una cosa che non si dice mai: a volte viene chiamato “senso di colpa” quello che in realtà è rimpianto. Perché forse alle mamme stare coi figli di più piacerebbe anche (a me, almeno, sarebbe piaciuto moltissimo)

      2. Non voleva essere un’accusa.
        Provo a rispiegarmi: impariamo a fare le madri dalle nostre madri e soffriamo delle stesse loro sofferenze. L’hai detto tu che non hai individuato l’interruttore e vorresti aiutare tua figlia a farlo. Non ti sembra che la storia si ripeta? In due, tu e lei, potete spezzare la catena: ne sono certa.
        Il rimpianto è umano, ma il senso di colpa in questi casi non ha senso: non fai male al tuo bambino se devi lavorare per lui ed hai poco tempo da dedicargli, fai male a te stessa!!! Sei tu che vorresti essere in due posti contemporaneamente, non perderti neanche un secondo della sua vita: ti fai male due volte!
        ps: mi perdo sette ore al giorno della vita della mia bambina di quattordici mesi e, fossero anche cinque secondi, li rimpiangerei, proprio come te

      3. Direi che Laura ha fatto centro quando parla di rimpianto!
        In effetti se guardo i miei sensi di colpa talvolta il confine col rimpianto e’ labile.
        Claire

      1. Infatti, il senso di colpo è inculcato nella nostra cultura cattolica. Non faranno colazione insieme (a parte il we), ma magari si vedono in altri momenti. dovremmo capire che soffrire per il senso di colpa è proprio una perdita di tempo. Loro stanno benissimo uguale e se il lavoro è a quell’ora che ci possiamo fare?

    6. Forse questo aiuta: questa edtate ero in terrazzo a leggere (mi sveglio all’alba) lui, 17anni acidi arriva, guarda il tavolo della colazione pronto. Tace e va a lavarsi il muso, torna e dice “ma come cavolo hai fatto? Lavoro, casa, nonna, noi, sempre di corsa e avevi pure il tempo di giocare con noi quando tornavi e ancora adesso sei lì sorridente. Rompi un sacco ma sei la migliore”. Ecco, laura, il mio interruttore ai sensi di colpa era stare con loro totalmente ogni volta che eravamo insieme, al diavolo la cena e i piatti da lavare, si giocava e poi si mangiava insieme ridendo. Cucinano la notte o la domenica. Pare abbia funzionato .. Un bacio alle mamme in corsa, tutte.

      1. Ecco la luce in fondo al tunnel!!!
        Chiunque tu sia, grazie per aver raccontato questo episodio così tenero ed emozionante della relazione madre-figlio!
        Un abbraccio

      2. cara Anonimo il tuo ragazzino ti ha davvero premiata come di più non si potrebbe chiedere. Si vede che davvero sei stata brava. Credo che il tuo modo di essere mamma sia il migliore, per i figli e per le mamme

  13. Brava Claudia! la frase finale del post è meravigliosa, ottimista e vera. Ci sono enormi margini di miglioramento e questo è quello che conta!

  14. La questione è andare a dormire prima la sera. Cambiare il fuso orario. Se ti devi alzare sempre alle 4 devi prendere l’abitudine di andare a dormire sempre alle 20. O alle 21 nel caso ti bastino 7 ore di sonno. So che non è facile (soprattutto con i bambini), ma dormire 3 – 4 ore per notte si può fare ogni tanto, non può essere un’abitudine di vita a lungo termine.

  15. Io, che faccio la seconda alla materna e la prima del nido, mi addormento sul letto addormentando il piccolo, dormo 45 min e mi basta per non riuscire più a dormire fino all1 1.30 / 2.00 di notte, nell’attesa che il sonno sopraggiunga, con serenità vado bighellonando su ipad tra shopping on line di ogni genere per i più diversi bisogni della famiglia, consultazione tutte le informazioni più inutili e superflue, tenendomi socialmente in contatto su FB e twitter con la leggerezza di una teeneger … tempo impagabile secondo me, mio marito mi critica aspramente (e forse ha ragione !!!!)

  16. Qualcuno mi sa dire perché quelli di caterpillar am non fanno più il collegamento con rai news 24? oppure lo fanno prestissimo quando la mia sveglia non è ancora suonata?

  17. Verissimo anche io speravo di vedere elasti in televisione su rai news 24 io lo accendo alle 6 e 45 e non c’è il collegamento.Peccato !!!!!Dacci notizie

  18. Vi ascolto tutte le mattine ed è un bel modo di accendere la giornata, che adesso che abbiamo iniziato il nido per me inizia alle 6.00 . Come ha già scritto qualcuno, un bel modo di essere informati senza andare sul pesante! Tra l’altro in soli cinque giorni di trasmissione ti si sente già perfettamente acclimatata. Haters gonna hate, per me hai fatto strabene! A lunedì 😉

  19. Grandissima Anonima! Ogni tanto quando corro, trascino borse della spesa, preparo panini, ascolto il nonno, e cerco arrancando anche di fare il mio lavoro ‘fuori’, mi ricorderò di questo tuo tenero post! Grande ragazzo e grande uomo stai crescendo, ma certamente un bel po’ di merito è di una mamma mitica!

  20. Puoi stare coi tuoi figli tutti i pomeriggi e ti piace il tuo nuovo lavoro: questo sì che è un salto di qualità, accidenti!!!
    La trasmissione poi può piacere o non piacere, come tutte le cose di questo mondo.
    Brava Elasti 🙂

    Ps. E hai tutto il diritto di farti una pennichella post prandiale tutti i giorni. No, dico, sai che figata?

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