Nonsolomamma

vuoti e pieni

una ragazzina in costume sulla spiaggia, una coda di cavallo legata stretta stretta, ride a crepapelle, lunga e magrissima, come un grissino a piedi nudi.
un pic nic, un sabato pomeriggio sul trenino dei giardini pubblici, una domenica al luna park, lui che lavora assorto alla scrivania, loro abbracciati su una panchina al sole. e poi natale, tutti sul divano sommersi dalle carte dei regali, la scatola di un panettone, sulla testa, a mo’ di cappello, una seduta di laurea, con la toga, una fiat 125 blu targata mif42481, vestiti anni ’70, l’atmosfera anni ’80, un pranzo in cucina, il primo compleanno dello hobbit grande che si copre gli occhi con  le mani perché la vista di quell’unica candelina è uno spettacolo troppo emozionante da sopportare. un cane in toscana, vecchi amici, bambini che ora sono uomini e donne, nonni che non ci sono più, passati remoti e prossimi che si mischiano e ancora lui, poco più che quarantenne, che sorride felice all’obiettivo. “mi ero mai accorta che fosse così bello?”.
la casa di nonno A deve essere svuotata. il contratto d’affitto è scaduto e la vita deve andare avanti altrove. ieri elastigirl, mister i e gli hobbit hanno passato la mattinata a sfogliare ricordi, insieme alla nonna M, allo zio T e alla sua fidanzata, la zia L che ha una famiglia in cui i nomi di tutti, ma proprio tutti, iniziano con la L e, a pensarci, è un fenomeno parecchio eccentrico.
“sapete una cosa?”, ha chiesto la nonna M, alla fine.
“cosa?”
“a me, ripercorrere tutto questo dà un senso di pieno, non di vuoto. per questo non sono troppo triste”.

31 thoughts on “vuoti e pieni

  1. Secondo me i ricordi sono così belli sereni e senza rimpianti o rimorsi che anche rimestare tra ciò che rimane e’ rasserenante e rincuorante! Invidio chi ha o avuto un rapporto costruttivo, edificante e pacifico con i genitori! Ho visto le foto di nonno A aveva gli occhi buoni!

  2. Sono momenti emotivamente impegnativi e densi di riflessioni. Ho svuotato da poco la casa in affitto di mia suocera, che ammiravo moltissimo. Una donna colta, generosa, discreta, saggia, ironica. Mi ha profondamente commossa il contrasto tra le piccole cose che lasciava (il suo astuccio con un ventaglio rammendato, i codici fiscali e i numeri di telefono di tutta la famiglia, un libretto di preghiere, gli occhiali) e le altre, grandissime cose che lasciava. Queste ultime non si vedono e non si toccano, non vanno in successione, non si possono contendere, e sono la sua vera eredità.

    1. l’ho fatto per la casa dei miei genitori alla morte di mia mamma e ancora prima per quella di mio fratello…
      ecco…oggi per quella dei miei genitori…posso condividere questo sentire il “pieno” ma…per quella di mio fratello…non credo lo sentirò mai. No. Non lo credo.

  3. È una cosa dolorosissima. Io ci sono passata e ammiro nonna M perché non riesco a pensarla davvero così. Ovviamente non si può e non si deve vivere nel passato, sinceramente meglio la mia vita di adesso di quella in cui vivevo con mio padre (a parte la gioventù di allora!) , ma che la vita di una persona a un certo punto si risolva in una casa da svuotare è terribile. Perché sai che di momenti nuovi con quella persona non ne avrai più e quelli vecchi sono sempre più lontani. Mio padre poi conservava ogni cosa, e mi sembrava un delitto buttare, regalare, vendere tutto quello che lui aveva accumulato in una vita….
    Lo so, è la vita, ma il senso di vuoto e la nostalgia sono ancora troppo forti….

    1. Ti capisco completamente: ho perso mia mamma e non sono riuscita a svuotare nulla…ora temo il momento in cui dovrò farlo con le cose di mio papà…accumulatore compulsivo e meticoloso di tutti i ricordi di famiglia…

  4. Anche noi stiamo svuotando casa di mio nonno e di mia nonna. Lei ci ha lasciati un anno e mezzo fa, lui un mese fa.
    Anche a me ha lasciato un senso di pieno e non di vuoto. Epperò, forse proprio per questo, o forse perché ancora tutto così vicino, a me rende incredibilmente triste.

    1. Esatto. “Colui il cui nome viene ripetuto non muore mai”: diceva così. Rodari in “C’era due volte il barone Lamberto “mi pare…l’ho letto in prima media e da allora è sempre stato vero.

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