Nonsolomamma

ciao memé

“lei ha i superpoteri”, dicevano gli hobbit, con l’ineluttabilità delle dichiarazioni lapidarie.

lei era minuta e camminava fiera sui suoi tacchi perché, diceva, i suoi piedi avevano proprio quella forma lì, del tacco otto, o forse dodici. aveva uno sguardo penetrante, indomito e curioso che, con il tempo, si era fatto morbido e liquido. era rigorosa e precisa, piccola e composta, altera e consapevole.

“e quali sono i superpoteri di nonna mamé?”

“il tridente infuocato”, rispondevano, con la naturalezza dell’ovvietà.

e le loro ferree convinzioni non venivano scalfite ma rinforzate, al cospetto di quella creatura all’apparenza fragile, che, con dita sottili e ossute, preparava meraviglie, diventate canone e leggenda della gastronomia familiare, e, con occhi mobili ed eloquenti diceva moltissime cose.

memé parlava di rado di sé ma un giorno, a tavola, raccontò la storia di una ragazza che stava stendendo i panni al sole, sul terrazzo di casa e improvvisamente scorse per la strada, in basso, la figura stanca, stropicciata e familiare di un soldato. era il suo amore, che tornava dalla guerra. guardava lontano, quella volta, a tavola, nonna memé. e sorrideva, del sorriso luminoso e assente di chi è felice, altrove. il profumo di bucato nel naso e il futuro intorno.

memé, talvolta, distribuiva perle di saggezza antica. avere figli maschi è bellissimo, diceva lei, mamma di maschi. le donne, aveva decretato, si dividono in ferme-ferme e leggerine: le prime conoscono il loro posto, realizzano i loro sogni e si appropriano soddisfatte di un destino già scritto per loro. le seconde inciampano, fanno disastri, sono confuse e, quando ridono, mostrano i denti.

i nipoti, rendendola nonna e poi bisnonna, l’avevano conquistata e sedotta, addolcendo e plasmando la sua pasta resistente. ha così accettato, con inaudita tolleranza, orecchini al naso, tatuaggi, amori non sempre ortodossi, abbigliamento talvolta inappropriato, scelte bizzarre, estreme, rivoluzionarie. la leggenda narra che una volta, per amore di un nipote, abbia addirittura votato rifondazione comunista.

aveva una tempra forte e inossidabile. era edera attorcigliata alla vita con ostinazione e pervicacia.

aveva 101 anni. e forse, improvvisamente, si è stufata di portarsi sulle spalle questo numero grandissimo e palindromo, senza più nessuno delle sue amiche e e dei suoi amici amici a tenerle compagnia.

così ieri se ne è andata nonna memé, piccola e leggera.

ma non bisogna essere tristi, hanno spiegato gli hobbit. perché chi ha un superpotere come il tridente infuocato, non può morire mai.

43 thoughts on “ciao memé

  1. Anche la mia nonna era così, piccola, tenace, e ferma ferma che più ferma non si può. Tacchi a spillo e calze a rete fino alla fine, e un senso dell’umorismo tagliente e sagace.

  2. Che privilegio averla avuta come nonna! Io ho un bellissimo ricordo delle nonne.. I miei figli ne hanno conosciuta una che è morta a 96 anni e fino a una settimana prima giocavano sul suo letto a carte… Penso che i bambini che crescono interagendo con un anziano possano diventare adulti più consapevoli!

  3. Mi sembra di capire che si tratti della nonna di Mister i. Porta le mie condoglianze a lui ed alla sua famiglia, anche se non vi conosco di persona. Un abbraccio stretto

  4. certe persone lasciano un segno indelebile in chi incontrano.
    direi che avete avuto una donna eccezionale, che vi ha testimoniato passione per la vita e per gli affetti 🙂

    un bacio a nonna mamè

  5. Perso anche noi da poco la bisnonna di 99 anni che ha giocato con i bisnipoti (3 e 5 anni) fino al giorno prima di andarsene… Presenza quotidiana che i nipotini ricordano con piacere.

    Alla notizia della morte, hanno voluto salutarla un’altra volta per essere certi che se ne fosse “andata veramente”…

    L’assenza si sente, ma andarsene a quasi 100 anni non lascia l’amarezza di una morte prematura o improvvisa… M.

  6. Ho conosciuto una prozia, morta a 103 anni diceva “Penso che il Signore si sia dimenticato di me”.
    Se di là c’è qualcosa, è il posto dove Memé ritroverà il suo soldato.

    1. oddio “Se di là c’è qualcosa, è il posto dove Memé ritroverà il suo soldato.”

      questa frase mi ha spaccato il cuore in ufficio, sappilo che mi hai fatto piangere.

  7. come si fanno le condoglianze a qualcuno che non conosci (anche se seguendo da anni il blog si ha l’illusione contraria) senza essere troppo formali. e nemmeno troppo amichevoli o stucchevoli (perché non c’è nessuna vera confidenza)?
    non lo so. ma so che mi dispiace e posso anche dire che, avendo da tre settimane perso l’ultima nonna rimasta (un pilastro della famiglia, però agli ultimi ridotta a un pulcino fragile, spelacchiato e, purtroppo, anche abbastanza immemore), capisco il vuoto che si sente (non importa quanti anni abbia vissuto) e mi sento vicina.

  8. Che straordinario, meraviglioso privilegio non solo arrivare a “tarda” età ( si dice ancora così?) ma arrivarci con la mente lucida, con i ricordi intatti e l’affetto dei propri cari….sembrano frasi fatte ma no, non lo sono. Buon viaggio nonna Meme’, credo anch’io tu abbia raggiunto il tuo soldato. Ovunque voi siate, ci ricorderemo di voi.

  9. Scrivi meravigliosamente, nel senso che usi le parole con vera maestrìa. E scrivi col cuore, nel senso che ogni parola trasuda sentimento. Sei grande!
    Ciao nonnina!

  10. Un abbraccio forte da una sconosciuta che nulla sapeva di nonna Memè ma d’un tratto le ha voluto bene leggendo questo bellissimo post.

  11. Quando morì la mia pro-zia “signorina” a 97 anni, il funerale non fu un saluto triste. Lei ci ha lasciato ricordi, storie, memoria, la bella sensazione di appartenere a un passato comune e l’amore per la vita. Il tuo post me l’ha ricordata. Grazie Elasti. Un bacio

  12. Ciao tenera Memè, cara nonnina centenaria, lassù avrai compagnia adesso! C’è anche la mia nonnina…a lei piaceva giocare a carte, a te? Divertitevi e vegliate noi quaggiù che ne abbiamo di cose da affrontare! Un bacio immenso…

  13. Sono tristissima, invece.
    Le nonne, tutte, dovrebbero essere immortali.
    E anche se hanno i superpoteri, e resteranno ovunque, nelle mani o nel taglio degli occhi, nei movimenti o nelle parole storpiate, non sarà mai abbastanza. Ma questo non dirlo agli Hobbit…..

  14. Il 19 marzo se ne è andata anche la mia nonnina di 101 anni.
    Grazie per tradurre in parole immagini che non riesco ad esprimere.
    E’ morta lo stesso giorno di suo marito… Averla avuta per così tanto tempo rende difficile il distacco

    1. I grandi vecchi sanno sempre scegliere il momento giusto per andarsene. La mia nonna, bisnonna di mia figlia e di altri 5 bambini, morì il giorno del suo novantreesimo compleanno, una settimana dopo il matrimonio di mio cugino (mai e poi mai avrebbe voluto rovinargli la festa, anche se non aveva mancato di fargli presente che, per come era impostato, quello non era un matrimonio ma una sagra di paese…). E come nel caso della prozia di Tizianeda qua sopra, il funerale a modo suo non fu un funerale triste. Un pensiero per Memè e per tutte queste grandi donne.

  15. Fai buon viaggio Memè, la strada è lunga coi tacchi a spillo, ma dubito che costituirà un problema. Le persone come te regalano fondamenta forti e ricordi che fanno andare avanti quando tutto si fa difficile. Condoglianze Elasti.

    1. Io mi sono incantata all’immagine di lei col profumo di bucato nel naso e il futuro intorno…
      Nonna Memè aveva grandi superpoteri, ma anche mamma Elasti ha il superpotere di farti sentire lì e di avere conosciuto anche tu le persone che descrive.
      A volte penso che se incontrassi per strada le persone di cui scrivi le potrei riconoscere, fermare e chiedere loro: “Scusa, ma poi com’è andata finire quella storia…”.

  16. Io rido a trentasei denti ma sono molto molto fermina.
    Parlo troppo ma ho segreti che non svelo a nessuno.
    Non preparo meraviglie culinarie ma sono fermamente convinta che la tradizione gastronomica famigliare crei un lessico unico.
    Chissà cosa avrebbe pensato di una come me nonna Memé.

  17. Elasti ma era la nonna che deprecava le unghie color melanzana?
    Che mito!
    Condoglianze!
    E che bello che ve la siate goduta cosi’ tanto!
    Claire

  18. La nonna di mia moglie ci ha lasciato mercoledì, 95 anni. Capisco bene, in questo momento, quello che significa. Donna che ha visto la guerra vera, di una tempra incredibile, mai fatto un giorno di ospedale, non si è arresa fino all’ultimo. Che roba…

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