Nonsolomamma

androidi psicotropi

lei è vestita di rosa e nero. nella vita normale detesta il rosa. però qui non le interessa granché. qui per qualche motivo si sente al riparo da tutto. anche dai colori discutibili.
è la prima volta che si trova sola con lui. ignora persino il suo nome fino a quando compare una scritta. nicola. ecco come si chiama.
porta calzoncini e maglietta nera. è immobile e la guarda sorridendo rassicurante. è già sudato. prima ancora di cominciare. chissà come si ridurrà dopo.
per cinque minuti non succede niente. se ne stanno in silenzio, lui, lei, uno di fronte all’altra, e il loro imbarazzo al centro.
poi, finalmente, parte la musica. in verità è un tutùm tutùm ossessivo. lui si anima, tira fuori un voce profonda e calda. comincia a muoversi. e lei con lui. e tutto ha inizio. dura 45 minuti esatti. peccato che alla fine, proprio durante lo stretching, entrino delle signore chiassose, incuranti di quella intimità e quella sintonia ormai perfette. sono lì per il corso successivo, tonificazione funzionale, questa volta con una istruttrice femmina, per giunta in carne e ossa.
oggi elastigirl stava progressivamente annegando in una malinconia vischiosa che è tra gli occasionali effetti collaterali della sveglia alle 420 del mattino.
così ha deciso di andare nella piccola palestra di zona, frequentata da aitanti pensionati e giovani sfaccendati e ipertrofici. e, per la prima volta, ha incontrato nicolò, altrimenti detto rvt, real virtual trainer, anche se di reale, a parte l’eccessiva sudorazione, non ha moltissimo. il suo corso si chiama interval training. lui sta dentro uno schermo, gli altri, uno nessuno, venticinque – gli è del tutto indifferente -, fuori, nel mondo vero. bisogna crederci un po’ ma alla fine della lezione la malinconia vischiosa era magicamente evaporata. elastigirl avrebbe voluto ringraziare nicolò, ma quando si è avvicinata lui si è spento e il telo bianco su cui la sua immagine era proiettata si è arrotolato in fretta, come per far sparire ogni traccia.

20 thoughts on “androidi psicotropi

  1. Secondo me anche tu hai Grande nostalgia di mariotereso.
    Un amico immaginario che vive nel muro della cucina,e’sempre di aiuto in questi momenti…..

  2. Presa anch’io dalla molesta malinconia di Settembre, ascolto in loop l’ultimo album di Nick Cave. Meraviglioso, ipnotico…Ma adesso la malinconia è diventata tristezza.

  3. Non è un tantino deprimente? Fare ginnastica con un istruttore finto, dico. Tanto varrebbe scaricarsi una app sull’iPad e fare lezione a casa.

  4. No vabbè, questa mi mancava proprio. Si vede che sono fuori dal mondo… ero rimasta alle lezioni di aerobica di Jane Fonda 😉 scherzo… lo so che dopo è arrivata anche Jill.
    Comunque, la malinconia che diventa tristezza è una brutta bestia e l’autunno non aiuta.

  5. Oggi arriva il tuo libro (mia figlia lo ha preso dopo l esame)io vorrei invitarti in fondazione ora provo a parlarne, comunque abbiamo ospitato penne importanti …tuo marito sarà contento del vertice economico a Bari? Io pure avrei pensato di fare uno sport visto che sto da sola ..da noi però sono reali gli istruttori e pure carini!Maryland

  6. Ahah Elasti vai in una delle palestre Mc Fit, Happy Fit, o come altro si chiamano,quelle che fai le lezioni cardio guardando l’istruttore nel monitor? Mitica!

  7. Sulla palestra sono all’antica. Se vado in un posto ad allenarmi (e pago per farlo) voglio che il mio istruttore sia in carne ed ossa, voglio potergli parlare e chiedergli se la mia posizione sia giusta o meno..
    Se no, se il coach deve essere virtuale, preferisco rimanere a casa e scegliere uno dei millemila allenamenti che trovo su YT. Li hai mai provati? Alcuni allenatori sono bravissimi e i loro allenamenti molto molto efficaci.

  8. No no, proprio non ce la farei: ormai sono assuefatta alla mia realissima insegnante di pilates che mi bacchetta ad ogni lezione. Ogni tanto la manderei a quel paese ma riesce sempre a farmi fare esercizi che credevo impossibili!

  9. Simulazioni e realtà Virtuale…
    Mi fanno pensare a Star Trek, non la prima serie mitica, no dico le altre a seguire come The Next Generation o Voyager dove c’erano i simulatori per provare le cose più disparate. (Non solo esercitarsi)
    Da Data che si esercitava a impersonare ogni personaggio di Shakespeare facendo una capa tanta al capitano Picard. (Suppongo che l’attore invece ci si divertisse un casino, visto il teatro fatto da Sir Patrick Stewart)
    Alla capitano Jennaway che si intratteneva in lunghe discussioni con la verisone olografica di Leonardo Da Vinci.
    Ricordo una puntata in cui si guastò il simulatore e chi entrava nel programma poi non ne poteva più uscire, rischiando anche di ferirsi.

    E penso anche al Tagliaerbe con Pierce Brosnan… di cui ricordo più che altro quei telefoni che squillano all’unisiono. Brrrividi!

    No, niente.
    Ero in vena di papiri.
    ^_^

  10. Io esigo insegnanti reali, strafighi e stratonici…sennò come faccio a sentirmi motivata?!?
    Ho bisogno di avere di fronte un buon esempio e/o modello… altrimenti mollo alla seconda lezione!

  11. omg elasti
    hai ragione io sono a casa in malattia e affogo nella tristezza più brutta del mondo
    magari anche perché essendo appunto malata ho sospeso bicicletta, corsa, pilates e yoga…
    forse un salto alla palestra di quartiere farebbe bene anche a me
    elasti ma l’istruttore è un attore o è fatto col computer?

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