Nonsolomamma

ciribiribin

il papà di elastigirl, nonno A, ogni tanto faceva cose strane, inaspettate, surreali che facevano molto ridere. e più erano bizzarre e folli più lui manteneva un’espressione seria e casuale. “be’? perché ridete? siete proprio degli sciocchi” diceva con aria compassata e innocente, al cospetto dell’ilarità generale, mentre aveva in testa un cappello da mondina vietnamita o un colbacco da bolscevico. spesso ballava, con o senza musica. non aveva né senso del ritmo né alcuna grazia. muoveva scompostamente braccia e gambe, a volte cantando motivetti stonati, sempre con quel cipiglio severo, a tratti interrogativo, stridente con quel goffo seppur convinto agitarsi.
capitava che in queste estemporanee performance, da cui era colto d’improvviso come da un’improcrastinabile urgenza, avesse bisogno di una partner. e allora afferrava senza preavviso la malcapitata e la faceva roteare e ancheggiare insieme alla musica sghemba che suonava solo dentro di lui.
nonno A era una persona seria e profonda. era curioso e sapeva ascoltare. amava molto il suo lavoro e lo faceva con grande passione. aveva uno sguardo lieve sul prossimo e su se stesso che gli consentiva di non prendersi mai troppo sul serio. la vena di follia che di frequente affiorava coinvolgendo chi gli stava intorno era uno dei suoi superpoteri, forse il più magico.
ogni mattina, quando rientra a casa dalla radio, elastigirl si mette a letto. e dorme un’ora, a volte anche due. solo recuperando un po’ di sonno riesce a gestire con dignità la sveglia alle 4,20 del mattino. in quel tempo strano, in cui lei non c’è ma il resto del mondo è sveglio, sogna moltissimo. in questi sogni spesso c’è il suo papà. la maggior parte delle volte lui è in transito, passa e va via. ogni tanto racconta una storia o fa domande. sovente è malato. lei, dopo, si sveglia di scatto, in preda all’ansia o alla tristezza o a un senso di vuoto. è una vertigine che dura poco ma è piuttosto dolorosa.
stamattina nell’elasti-sogno nonno A era in cucina, insieme a lei. stavano preparando una pasta per il pranzo. e mentre aspettavano che si cuocesse, lui, con quella sua aria seria e casuale, ha cominciato a canticchiare, piano piano, “ciribiribin che bel faccin che sguardo dolce d’assassin… ciribiribin che bel nasin, che bei dentin, che bel bocchin”, una canzone vecchissima che lo divertiva molto, con un ritmo di valzer. e lì, davanti alla pentola piena d’acqua e di spaghetti, lui le ha cinto la vita e hanno iniziato a volteggiare per la cucina, come se, in tutta la loro vita, non avessero fatto altro che ballare. ed erano coordinatissimi, così coordinati che non parevano nemmeno loro. “ciribibin, bin bin!” borbottava lui, terribilmente compreso.
lei, per la prima volta, si è svegliata ridendo.

27 thoughts on “ciribiribin

  1. Più leggo qualcosa di tuo, che sia il blog o che siano i libri (ho appena finito “Alla pari”, bellissimo!), più penso che tu sia una persona meravigliosa, con una sensibilità e un’interiorità davvero uniche. Mai offensiva, dai sempre grande spunti di riflessione e spesso mi commuovi. Ti ammiro e stimo molto e la sera i tuoi post sono la mia buonanotte!

  2. Dopo il dolore insopportabile della perdita, un nuovo incontro. Ho fatto un sogno così con la mia amatissima nonna. Sono ormai passati 30’anni, ma la sensazione di quel l’abbraccio è ancora presente. E ci sono stati altri incontri…

  3. Ho da poco imparato cosa significhi la felicita’ di questi sogni. Purtroppo, aggiungerei, ma insomma e’ la vita.
    Quindi ti ho capito al punto che mi si e’ acceso un piccolo splendore nel petto, brava.

    1. Mi si è acceso un piccolo splendore nel petto. Vorrei chiedere il permesso di fare mia questa bellissima immagine. E un abbraccio

  4. Ho perso il mio papà tre anni fà per un male fulmineo che in 25 gg me lo ha portato via a soli 63 anni. Perdere un genitore è terribile, una parte di te che detiene la tua storia fra le dita scompare…non è facile da gestire nemmeno da adulti.Sopratutto perchè era un uomo che tolto il terribile tumore che l’ha colpito, stava bene di salute e avrebbe potuto godersi ancora la vita. E noi lui.Anche a me sono capitati sogni così…non rimane altro….unitamente ai ricordi…

  5. Bravo papà che ti viene ancora a trovare con leggerezza e sana follia. Non l’ho conosciuto di persona ma il suo ulivo messo a dimora anni fa mi sembra sempre allegro , ben rigoglioso e il strisciare delle nuove foglioline in effetti sembra sussurrare qualcosa, che sia un motivetto antico?
    Non sarai mai sola mammina, sorridi e cullati nei bei ricordi.

  6. Quella canzoncina l’ho sentita anni fa in uno spettacolo teatrale per bambini!!! Non sapevo esistesse davvero, pensavo l’avessero inventata gli attori!

  7. Non riesco a scrivere un commento con del contenuto, perché mi si riempiono gli occhi di lacrime ad ogni pensiero e siccome sono in ufficio non è il caso. Ti abbraccio, cara Elasti.

  8. Cara Elasti,
    per la prima volta ieri ho sognato mio papà, morto a dicembre, il giorno di Natale. Nel mio sogno portavo tantissimi fiori a casa, fiori che avevo trovato per la strada… e mentre li sistemavo, riempiendo vasi, lui mi faceva notare che però così facevo tardi a lavoro. Era uno pratico, mio papà.

    Ti leggo sempre e spesso quello che scrivi risuona con me, ma… questo tuo post è stato davvero di un tempismo impressionante, talmente preciso che… se ci conoscessimo di persona penserei quasi scritto apposta per me.
    Grazie :,)
    Tzn

  9. Che bella persona che sei. E come scrivi bene. Stavolta ho pensato all’ironia di Natalia Ginzburg di Lessico familgliare. Grazie, Anna

  10. Anche io ho perso il mio amato babbo.due anni fa. Da allora solo una volta l’ho sognato e solo in sogno sono riuscita a piangere.

  11. Te li invidio questi sogni. Dopo più di 31 anni senza mia madre, l’ho sognata poche volte, e in quelle immagini lei era presente ma avvertivo la sensazione di una partenza imminente, di un destino irrinunciabile, come qualcuno in visita per poco, e c’era sempre tanta tristezza o serietà sul suo volto. Vorrei sognarla come tu sogni tuo padre.

  12. Cara elasti
    Io ho perso mia nonna quando ancora ero una bambina. Non pensavo di esserle particolarmente legata. Non ho avuto consapevolezza di quanto fosse stata importante per me se non quando, da ragazza, ho fatto dei sogni come il tuo.
    Il piacere e la gioia provati quando mi sono svegliata, la sensazione di averla realmente rivista e riabbracciata, mi hanno resa felice e conscia di quanto lei abbia lasciato invece un segno nel mio profondo.
    Porterò sempre dentro di me il suo ricordo. Le esperienze di vita vissute insieme saranno ciò che io trasmetterò ai miei figli, e grazie a questo lei non morirà mai.
    Tania

  13. Uh ciribiribin me la cantava sempre nonna Erminia, che mi hai fatto venire in mente. Nonna Erminia porta sempre il sorriso nei sogni, sarà colpa di Ciribiribin?

  14. Penso che tuo padre e mio padre possano essere gemelli separati alla nascita per quanto sono simili…Mio padre (venuto a mancare 5 anni fa) fa ogni tanto capolino nei miei sogni, spesso sorridendo…ricordo quando suonava il pianoforte dedicando canzoni napoletane antiche a mia madre…Molto serio e riflessivo, aveva questi lampi di fulminante humor che ti “stendevano”…A volte, quando mi manca così tanto da farmi stare male, gli chiedo di venirmi a trovare in sogno per poterlo rivedere, e lui trova il modo di infllarsi e salutarmi con la mano 🙂 ti mando un bacio. Paola

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