Nonsolomamma

un ottimo investimento

nell’inverno di tre anni fa elastigirl un pomeriggio cadde dalle scale della stazione della metropolitana milanese, fermata duomo, e si fece male. dopo avere fatto finta di niente per qualche ora, la sera, dolorantissima, si decise ad andare al pronto soccorso dove le diagnosticarono la frattura dell’astragalo, un minuscolo osso del piede di cui ignorava l’esistenza. la ingessarono e le dissero che non poteva poggiare il piede a terra per tre settimane. tornando a casa, di pessimo umore, si fermò in una farmacia notturna e comprò un paio di stampelle.
quando non ne ebbe più bisogno le portò in cantina augurandosi che non sarebbero servite più a nessuno.
poco dopo l’amica I si fece male al polpaccio e le prese in prestito per qualche settimana. poco dopo ne ebbe bisogno A, la figlia di I e poi altri due, tre, quattro, sei amici, ognuno con il proprio acciacco passeggero, ognuno desideroso di restituire le grucce non appena diventavano inutili.
così quelle stampelle hanno vissuto in tante case, condiviso pasti, affanni, gite, chiacchiere di diverse famiglie, conosciuto moltissime persone. e ogni volta tornavano a casa più vissute e vigorose e persino più belle.
“scusa elasti, hai sempre le stampelle? perché C si è fatta male e ne avrebbe bisogno” ha detto l’amica A, mamma di C, qualche giorno fa.
“in questo momento le ha un’amica dello hobbit grande ma credo non ne abbia più bisogno. me le faccio ridare e te le do”, rispose lei.
“senti…”
“dimmi!”
“ehm, noi tra due giorni partiamo per la nuova zelanda. passeremo le vacanze di natale con i parenti laggiù. ti dispiace se ci portiamo le stampelle?”
“ma figurati! saranno felici di fare un viaggio dall’altra parte del mondo!”
così le stampelle sono partite. e a elastigirl è tornato in mente il film amélie dove un nano da giardino girava il mondo mandando fotografie che lo ritraevano in tutti i posti dove stava.
e ha pensato che se le stampelle facessero lo stesso sarebbe bellissimo e si rivelerebbero uno dei migliori investimenti di sempre.

21 thoughts on “un ottimo investimento

  1. Un anno fa mi sono rotta un omero. 5 settimane con un tutore (e diverse camicie/golf con bottoni e pantaloni senza bottoni). Alla fine ho detto al fisioterapista se potevo buttarlo e lui mi ha detto: “Sei matta?? Porta una sfiga pazzesca!! Tienilo, caso mai lo presti”. L’ho fatto, giá due volte (in meno di un anno). Ogni volta mi sembra un modo di dare un abbraccio (un tutore ti avvolge proprio come un abbraccio).

  2. Non stampelle, ma una culla: la prima a dormirci sono stata io mezzo secolo fa (!), poi altri 27 bambini tra cui mia figlia e i figli dei miei cugini. Mia mamma ha tenuto il conto. Nel tempo sono state cambiate le foderine, adattandole al sesso del nascituro o ai gusti dei genitori, ma la cesta di vimini con la sua base a rotelle è sempre la stessa. Potrà servire ancora, speriamo più a lungo possibile.

    1. Ho la stessa identica culla!! Vimini, su ruote!
      Ci ha dormito mio papà nel 1950, mia zia nel 1954, io nel 1986, mio cugino nel 1993 e ora ci sta dormendo mio figlio, di là in salotto 🙂

  3. Già, lo stesso per il lettino a casa della nonna: é stato di noi tre fratelli, di alcuni cugini, poi dei miei due nipoti, poi della mia prima figlia, ora della seconda. Io lo trovo bellissimo e di buon auspicio!

  4. 🙂 le nostre di stampelle hanno girato come trottole fino a un paio di anni fa
    poi, deo gratias, figli marito e amici hanno smesso di farsi male ogni tre per due
    comunque sono lì in cantina che mi osservano speranzose ogni mattina quando prendo la bici 😉

  5. È vero questa è proprio la vita delle stampelle, anche le mie viaggiano spesso. Fanno viaggi un po’ meno avventurosi ma ugualmente frequenti. Se rinasco voglio rinascere stampella😊

  6. Identica esperienza con le stampelle di mio fratello. Usate da tutta la famiglia, compresa me per via di una frattura al malleolo. Una volta mio padre mi ha detto, tutto serio: “conservale perché potrebbero servire da un momento all’altro”…

  7. lo puoi ben dire!
    Il proprietario di stampelle è un esemplare umano molto stimato, un po’ il vicino di casa capace di fare le iniezioni.:-)

  8. Cara Elasti, ti leggo sempre anche se non commento praticamente mai… ma non posso fare a meno di notare la straordinaria coincidenza che tu, che ti sei sempre detta affetta dalla sindrome di Pollyanna, stai trovando il lato positivo in un paio di stampelle, proprio come il papà di Pollyanna la invitò a fare quando lei le ricevette al posto della tanto desiderata bambola.

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