Nonsolomamma

rarefazione sociale

la chiamano così. è quello che chiedono. è quello che è necessario per fermare la diffusione del virus.
rarefazione sociale è fare il giro largo quando incroci il vicino di casa con il cane. è trattenere la mano invece di tenderla. è stare uno, due, cinque passi indietro quando incontri un amico. è un riflesso pavloviano che ti coglie alla sprovvista e ti fa sobbalzare di fronte a una folla nella scena di un film. “ehi, cosa fate? allontanatevi subito”, ti ritrovi a mormorare prima di renderti conto che in quella storia il virus non esiste.
rarefazione sociale evoca aria pulita, alta montagna, frescura, una vetta deserta, ma anche il viceministro della salute che spiega che due o tre bambini possono giocare a calcio al parco, ma stando distanti e che no, non possiamo uscire per andare a cena dai nostri cugini.
rarefazione sociale è un libro bello su una poltrona nel silenzio, la torta al cioccolato che non facevi da anni, la lezione di pianoforte su skype di sneddu che dice “mamma, per favore, esci e chiudi la porta”. è mister i che parla con il giappone urlando come un pazzo in un microfono. rarefazione sociale è un sedicenne intrattabile dopo tre ore nella propria camera ad ascoltare l’insegnante di latino e greco. è la lezione di yoga nel tinello in cui però ci si vede tutti, ognuno sul proprio tappetino dentro un rettangolino dello schermo, mentre la maestra dice proprio a te di raddrizzare la schiena e abbassare le spalle.
rarefazione sociale sono dieci, cento, mille pratiche di resistenza per non isolarci, per condividere, per dare un senso più alto a questi giorni sospesi, per avvicinarci un po’, nonostante tutto.
rarefazione sociale è restare in casa, salvo motivi di lavoro, di salute, o particolari necessità.
rarefazione sociale è una responsabilità che dobbiamo assumerci, un dovere che dobbiamo farci piacere.

11 risposte a "rarefazione sociale"

  1. Assolutamente…senza se e senza ma…. non abbiamo altre alternative.
    Da nord a sud ,isole comprese ,tutti nella stessa barca … ma con molti che ancora fanno entrare acqua…ahimè

  2. Se qualcuno potesse fare entrare nella testa di alcuni giovani che sono colpiti anche loro (basta guardarsi le statistiche) forse qualche ignorante ( participio presente del verbo ignorare) influencer non direbbe : ” finché non sento che muore un giovane che non aveva complicazioni (ne sono già morti) io continuo la mia vita di prima, I don’t give a shit” ( scusate la volgarità, ma sto citando).

  3. I certosini sono l’ordine monastico più austero,isolato e silenzioso della tradizione monastica occidentale.E’ da molti conosciuto attraverso il lungo e suggestivo
    film di qualche anno fa:’IL grande silenzio’,girato all’interno di uno dei loro monasteri,il più antico e inaccessibile,appollaiato sulle Alpi francesi come un nido
    d’aquila.IL regista,tedesco,ha atteso ben 18 anni prima di ottenere il permesso di
    potervi entrare a girare e a condizione che accettasse lo stile di vita aspro di quei solitari.In questi giorni,rompendo il loro rigoroso riserbo, i monaci fanno sapere di sentirsi profondamente vicini e uniti a tutti.

  4. Tagli all’istruzione e alla sanità hanno portato a questo: un virus in circolazione, posti letto insufficienti, e orde di ragazzotti a fare l’aperitivo e a dichiarare alla telecamera che tanto il virus prende i vecchi, che finché i locali non chiudono loro escono. Io sono giovane, ma le immagini viste in TV fino a ieri mi hanno fatto montare una rabbia di cui non sono riuscita ancora a liberarmi del tutto. Spero veramente che saremo in grado di filare dritto per i prossimi 24 giorni (e mi auguro non oltre). E che questo tempo si riveli un utile spazio di riflessione su quel che ci sarà da cambiare “dopo”. Solidarietà dal Meridione!

  5. Rarefazione sociale è capire come i social possono essere un mezzo prezioso di avvicinamento delle persone, di condivisione di tecniche di sopravvivenza all’abbrutimento, suggerimenti sull’intrattenimento dei più piccoli, condivisioni virtuali di esercizi fisici, mani che si tendono e si uniscono seppure a distanza (di sicurezza) in un abbraccio forte e grande e caldo quando lo sconforto sale e la paura anche.
    Rarefazione sociale sono gli amici che trovano modi alternativi per giocare assieme, rarefazione sociale non vuol dire isolamento sociale. E’ una rarefazione fisica, ma non dello spirito. E’ imparare ad essere vicini anche se distanti.
    Ce la faremo.

  6. Ecco, così si raccontano gli impegni assunti al tempo del coronavirus. Ti copio parola per parola. Ciao, siamo un po’ astronauti

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