Nonsolomamma

le scarpe di giuditta

stamattina alla radio ha chiamato la mamma di giuditta.
erano da poco passate le sei e mezza e stava stirando la giacca della figlia. già. proprio così. la mattina all’alba. tre giorni dopo che un decreto aveva dichiarato l’italia zona protetta, vietando tutti gli spostamenti personali salvo comprovate necessità. l’indomani della chiusura di negozi, bar e ristoranti. la mamma di giuditta stirava una giacca.
perché più tardi, proprio oggi, giuditta si sarebbe laureata in interpretariato e traduzione. da casa, in viedoconferenza con la commissione, i genitori e i fratelli a tifare per lei, non troppo vicini però. nell’altra stanza.
certo, non è la prima videolaurea in questi tempi di cornavirus e, come Giuditta, sono  stati e saranno tanti.
eppure, stamattina, la mamma di giuditta stirava la giacca e pensava allo sfondo migliore per la discussione. perché, lo sanno tutti, lo sfondo può far brillare o spegnere il soggetto. libri, tanti libri, forse una pianta. un’ottima scelta. la mamma di giuditta sapeva il fatto suo.
e sotto la giacca? chi se ne importa. tanto la commissione mica vede cosa succede dalla vita in giù. va bene tutto. anche i pantaloni del pigiama o una tuta, no?
“no, ci tengo che sia tutta in ordine. e che si metta le scarpe nuove che abbiamo comprato apposta” ha spiegato la mamma.
aveva ragione. la dignità di una videolaurea passa anche dalle scarpe nuove, eleganti, comprate al tempo in cui il coronavirus era un incubo lontano, cinese, quindi  inesistente.
e lì, con la cuffia della radio in testa, un regista e un tecnico bardati con le mascherine, dietro un vetro,  è stato come avere di fronte tutte le giuditte e tutti i giuditti laureandi in questo tempo sbagliato, i loro genitori trepidanti nella stanza accanto, il loro traguardo fulgido e invisibile, come le scarpe. ed è stato struggente.

18 risposte a "le scarpe di giuditta"

  1. A volte sembra irreale, a volte assurdo, altre quasi normale, da accettare. Per fortuna ci sono anche le tue storie e i commenti di chi vive come può, vicini ad un burrone o con un tocco di speranza e solidarietà che aiuta, come le scarpe eleganti di Giuditta e sua madre, scenografa e costumista per un giorno.

  2. È sempre meraviglioso leggere i tuoi post.
    Già che scrivo ti devo chiedere una cosa : Tu che sei una persona illuminata spiegami perché non si può neanche uscire di casa da soli a fare due passi al sole o a fare una corsetta in solitudine…. Che senso ha? Si può andare L supermercato ma non si può andare a correre da soli?? Io capisco non andare in luoghi affollati, capisco la rarefazione sociale, capisco bene…. Ma non ha nessun senso non poter uscire al sole in solitudine… Mica si da o si prende il virus correndo o camminando da soli.
    …. Tu capisci il senso oscuro di questa imposizione? Anche perché dura da un po’edurerà x molto tempo.. Almeno un altro mese….ti prego dimmi qualcosa di illuminante

    1. Certo, puoi uscire da sola a camminare o a correre, il problema è evitare gli assembramenti e se tutti usciamo a correre o a passeggiare il rischio è di essere in troppi. Senza contare che qualcuno si potrebbe anche fare male (come è già stato detto parlando dei ciclisti) andando ad intasare ulteriormente gli ospedali e rischiando di non essere seguito comunque al massimo. Capisco le difficoltà per tutti noi, ma cerchiamo di resistere. Un abbraccio a tutti.

  3. Queste parole mi hanno fatto scappare una piccola lacrima.
    Mi sono laureata a fine dicembre. L’ultima del mio corso a poterlo fare in presenza, con la famiglia, gli amici, le strette di mano, gli abbracci e il brindisi di rito nel cortile affollato dell’ateneo. I miei compagni, laureandi a marzo, non potranno avere tutto questo. Qualcuno non ha nemmeno potuto ritirare la tesi in copisteria. I giorni in cui ci consultavamo su quale rilegatura risultasse più elegante, su come sarebbe poi venuta in foto, se il titolo risaltasse di più stampigliato in oro o in argento, mi sembrano appartenere a un’altra vita. Sono futilità, ma solo ora mi rendo conto di quanto le desidero per le Giuditte e i Giuditti miei coetanei.

  4. Dai perché ce la faremo? Perché ci sono tante Giuditte e tanti Giuditti. E tante mamme che si alzano alle 3 del mattino per stirar loro la giacca.
    Grazie Claudia per avercelo raccontato

  5. Ieri è nata la piccola Matilde. In ospedale, ad accoglierla, solo il papà. Nonni, amici, potranno vederla solo sabato, quando lei e la mamma usciranno dalla maternità. Per ora abbiamo ricevuto una fotografia, che immagino i nonni abbiano zoomato per ammirarne ogni piccolo dettaglio.
    Pensando alla nascita delle mie figlie e delle mie nipoti, accolte da un tifo da stadio, non posso che immaginare il silenzio e la malinconia delle nursery in questi giorni.

  6. Mio figlio medio ha quasi nove anni. Li compirà sabato 21, chiuso in casa. Ogni mattina quando si veste si mette la camicia, non una felpa, la camicia. “Lo faccio per rispetto per me stesso”, mi ha detto.

    1. Noi viviamo in campagna, quindi non particolarmente segregati, da tanti giorni siamo vestiti sempre con i buchi e con i capelli spettinati, ma facciamo tutti i compiti, le lezioni di musica via Skype, cuciniamo tantissimo, scriviamo, piantiamo semi, raccogliamo legna nel bosco e forse era proprio così che avremmo voluto vivere senza avere mai avuto il coraggio neanche di pensarlo. La fine di questo periodo mi farà sorgere domande, sono curiosa di conoscere le risposte che mi darò.

  7. Pochi giorni fa sono stata commissaria in una seduta di laurea on-line, la prima nella mia vita di docente universitaria. È stato diverso ma comunque emozionante. Anche io mi ero messa giacca e scarpe buone 😁

  8. Samuele,il mio piccolo grande uomo si e’ laureato in streaming martedi. Giacca cravatta camicia ,pantaloni del vestito nuovo.Ai piedi le ciabatte per,come dice nell’intervista che gli hanno fatto appena laureato,sottolineare questo tempo sospeso.
    la laurea si e’ svolta in salotto ,e Samuele e’ stato attorniato dalla famiglia ed io come tutte le mamme del mondo mi sono emozionata

    1. Con un mese di anticipo,ieri e oggi, si sono svolte in Lombardia sessioni di Laurea in scienze infermieristiche.Per far guerra alla pandemia.Per ristorare quanti sono ormai allo stremo.Quando ‘tutto questo sarà finito’ a ciascuna di quelle Tesi potra’ essere aggiunto un altro capitolo immenso,luminoso che inizia adesso mentre si impara ad indossare la pesante armatura per assistere e curare molti,troppi.
      Le mani saranno lievi.

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