Nonsolomamma

st andrews

Mister I e io domenica abbiamo preso un treno a Londra, alla stazione da cui partiva Harry Potter per andare a Hogwarts e siamo tornati a St Andrews. Abbiamo fatto gli stessi 760 chilometri che avevamo percorso sette giorni prima, quando avevamo lasciato Sneddu e il medio al campo estivo scozzese. I treni britannici sono simili a quelli italiani, con i controllori amabili, il cibo pessimo e i bagni come quelli di Trainspotting che, non a caso, era ambientato proprio in Scozia.
A St Andrews abbiamo affittato una casa a due piani, con la moquette, la stanza da letto romantica nella mansarda e un tavolino fuori dove, se non facesse così freddo e il vento non spazzasse via piatti, bicchieri e commensali, potremmo mangiare ogni tanto. Dagli abbaini vediamo un grandissimo campo da calcio, o da rugby ma potrebbe essere anche da golf perché qui la gente viene soprattutto per quello.
La nostra padrona di casa si chiama Debbie e in teoria vive nella casa accanto ma forse non esiste ed è solo una voce che ci teleguida alla bisogna. All’arrivo ci ha lasciato le chiavi attaccate alla porta di casa e un pacco di shortbread sul tavolo. Gli shortbread sono burro a forma di biscotto. Ne ho mangiati venti.
Dopo un luglio matto e disperato di lavoro, queste due settimane di agosto si preannunciano per me più tranquille. Così mi sono iscritta a una scuola di yoga, l’unica in città. Si chiama Hot House Yoga, il che lascerebbe intendere che si pratica in un ambiente caldissimo. Ma tutto è relativo. E in Scozia una stanza molto riscaldata non supera i 25 gradi. Le mie compagne sudavano molto stamattina. Io stavo appena bene. Il soffitto era coperto di scritte motivazionali yogiche che nella sostanza sono uguali alle scritte motivazionali di tutti gli altri ma senza l’arroganza intrinseca.
Oggi, dopo un’ora di Hata flow senza spiccicare parola con nessuno, mi sono sentita inseritissima nella comunità di St Andrews. Così inserita ho prenotato il parrucchiere.
Il medio è completamente scomparso. Non chiama mai se non per chiedere di lavargli la roba (Io avrei risposto di no perché al campo hanno la lavatrice ma Mister I che è l’addetto al bucato si intenerisce e diventa schiavo). Si è poi autoinvitato con tre amici nuovi, giovedì sera e ha chiesto pasta al ragù. In quel caso mi sono intenerita io e Mister I ha commentato “che bello, se invita gli amici, vuol dire non si vergogna di noi”. Yuppie.
Sneddu è passato ieri a fare merenda a casa dopo la lezione di tennis. Ha divorato pane e marmellata e latte. “Ha detto: ci rivedremo ma non prestissimo”. Ed è andato, sempre più alto e dinoccolato e padrone del mondo.

3 pensieri riguardo “st andrews

  1. ma dove trovate questi posti stupendi dove far fare campi estivi di questo tipo? mi piacerebbe mandare mio figlio ma non nella classica struttura dove vige un’impostazione rigida di studio e basta, ma dove sia sottolineata anche la parte ludico-ricreativa e di scoperta e condivisione

  2. Vi invidio tanto!! Per il fresco, per la vostra vita in giro per l’Europa in realta’ non da turisti classici. Per le opportunita’ che hanno i vostri ragazzi!! Buone vacanze

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