Nonsolomamma

digiuna, evacuata e con valigetta

"bene elasti, allora la aspettiamo il 29 dicembre alle 7,00 del mattino per il cesareo"
"come il 29? mi avevano detto il 28…"
"la sua non è un’urgenza. pertanto la sala operatoria è disponibile solo il 29… preferirebbe un cesareo d’urgenza?"
"no, no, per carità. va bene il 29"
"bene. venga digiuna ed evacuata"
"evacuata?"
"certo evacuata! capisce la parola evacuata?"
"la intuisco"
"bene"
"bene"
"e mi raccomando la valigetta. l’ha già preparata la valigetta?"
"veramente no. il concetto di valigetta mi ha sempre messo molta ansia, anche prima di partire per le vacanze, figuriamoci in questo caso"
"su, elasti. hop hop. comunque per facilitare il compito alle nostre pazienti, abbiamo redatto questo vademecum per la preparazione della valigetta. così non dimenticate nulla"
"ah. grazie mille"
"mi raccomando. segua fedelmente il vademecum"
"cercherò"
"ci vediamo il 29, allora. digiuna ed evacuata, mi raccomando!"
"d’accordo. digiuna, evacuata e con valigetta"
"brava elasti".

si fa presto a dire valigetta. perché i non addetti ai lavori potrebbero avere una percezione distorta del fondamentale oggetto, e soprattutto del suo fondamentale contenuto, che accompagneranno la tapina quasi-madre nella ineluttabile trasformazione da gestante in puerpera.
qualcuno potrebbe pensare a una vezzosa valigia rosa, rigida, con il manico in morbida pelle e il fondo esterno, sempre rosa, protetto da eleganti piedini di metallo. qualcuno potrebbe pensare a un contenuto candido e profumato, addirittura sexy: immacolate camicie da notte di seta, eleganti vestaglie ricamate, acqua di colonia, creme, unguenti, un ipod con dentro i rumori della natura, un librino di poesie, una trousse per il trucco per non sfigurare nelle fotografie post parto, completi intimi di pizzo per non perdere mai la propria femminilità e poi un corredino rigorosamente gender-oriented (o tutto rosa o tutto azzurro), nuovo di zecca e fresco di bucato, e un enorme fiocco con il nome del neonato e un tenero animaletto a punto croce, da appendere alla porta della stanza nel momento esatto in cui la gestante diventa puerpera.
i romantici e sprovveduti non addetti ai lavori potrebbero non immaginare neppure lontanamente che nel vademecum dell’ospedale, in quello che viene asetticamente definito "occorrente per la mamma" figurano:
– camicie da notte aperte, per l’allattamento: a scelta, delle informi palandrane, spesso di flanella, a volte con disegni cachemire, dotate di bottoni di madreperla a fiore o a cuore, oppure dei mini-abiti impietosi, aderenti e scollacciati, bianchi o rosa, chiusi da gancetti in stile dominatrix o perversa lolita.
– reggiseno da allattamento: la sadica creazione di uno stilista frustrato e misogino che ha preso ispirazione da venus, la fidanzata di mazinga che lanciava i razzi dalle tette.
– coppette assorbilatte: il must della puerpera che le guarderà inizialmente distaccata e diffidente e ne scoprirà l’utilità solo quando si sveglierà nel mezzo della notte con la palandrana in flanella o il mini-abito da lolita completamente fradicio e scoprirà con sgomento che un essere umano di sesso femminile può produrre, in talune circostanze, un litro di latte al giorno.
– mutandine di rete monouso: la definizione parla da sola e la parola rete non deve trarre in inganno i più fantasiosi.
a elastigirl e al microbbit non resta che puntare tutto sul corredino, certamente gender oriented, sperabilmente fresco di bucato, irrimediabilmente di terza mano.

79 pensieri riguardo “digiuna, evacuata e con valigetta

  1. era un pò che non ti leggevo… sei sempre divertentissima, è un piacere ritrovarti. avevo perso il conto ed ero venuta a vedere se Micro fosse già nato. baci

  2. sì, le mutande a rete erano state un oggetto misterioso fino all’ultimo – però per certi aspetti anche comode, no? o no?
    e comunque io la valigia non la preparerei – tanto hai già la data, passa tranquilla le feste e poi…
    in bocca al lupo!
    Terzilla

  3. …e ti è andata bene…io a palermo mi sono dovuta portare pure lenzuola, carta igienica, posate…sembrava dovessi traslocare!
    Ma che ridere mi fai…si, ricordo benissimo le camicie-da-parto tipo mongolfiera e soprattutto, il top dell’orrido…i pannoloni post-partum! C’erano certe mamme impreparate che avevano mongolfiere da parto semi-trasparenti, che lasciavano intravedere (ma neppure troppo intra…) mutanda a rete e pannolone annesso…una visione davvero sconvolgente! E debbo confessarti una cosa: al terzo hobbit ero ancora dannatamente impreparata. Così impreparata da non aver nemmeno pensato alla valigia-baule nè (tantomeno) all’abbigliamento pre-post partum: sono arrivata in sala parto in tuta da ginnastica e, dopo 2 ore di pratici esercizi, avevo già scodellato il mio terzo ragazzino. Che, a distanza di due anni usa, irrimediabilmente, vestiti di terza mano! ;-)))
    Resisti!
    Lucia.

  4. tieniti pronta! magari lui decide di non aspettare il 29, e di nascere un giorno di sua scelta (sempre cesareo, sempre non d’urgenza) prima della data fissata per lui: il mio ultimo dolcissimo nipote ha fatto così! (programmato il 19, nato il 12!)

  5. Grande Elasti! non commento quasi mai ma ti leggo sempre!
     vedrai, da buon Capricorno il piccolo apprezzerà di certo un corredino sobrio di terza mano! Il mio ragazzo è nato il 31 dicembre, di una certa pesantezza e testardaggine, certo poco loquace, ma stabile, concreto, indipendente, quasi saggio molte volte. Ma soprattutto indipendente. Aveva circa due anni e giocava da solo per ore dentro il box, sua madre mi dice che le faceva quasi paura per questo! sempre che l’oroscopo conti… per me conta 😉
    mille auguri e un abbraccio
    roBBy

  6. In effetti l’abbigliamento post-parto è l’antipoetico per eccellenza! Io ho partorito la seconda bimba a giugno, ma nonostante l’esperienza non sono riuscita a mantenermi decorosa nemmeno per un attimo, tra perdite, rigurgiti, latte e mecomio spalmati qua e là sulle camicie da notte stile "casa nella prateria" che mi ero scelta! Però la mia vicina di camera, slanciata e magra, nonostante un lungo travaglio con annessa episiotomia riusciva ad essere elegante nel suo baby doll bronzo! Boh! sarà questione di classe innata! Però le mutande di rete rosse per l’ultimo dell’anno devi assolutamente metterle in valigia…
    In bocca al lupo!
    MAMMA FRA 

  7.  Ci hanno provato pure con me con il vademecum. Con la prima gravidanza ci sono cascata e mi sono comprata le camicie da notte (che non avevo mai usato in vita mia, io che non porto neanche le gonne) e sono andata alla ricerca disperata delle mutande a rete (l’unica cosa utile di tutto il vademecum).
    Alla seconda gravidanza mi sono presentata con il mio bel pigiama da uomo, con i bottoni sul davanti e mi sentivo molto più a mio agio. E i reggiseni che porto ogni giorno, poco erotici ma molto pratici, quelli in microfibra elasticizzati senza ferretto.
    Direi che dato che sei al terzo non hai bisogno del vademecum, fa solo lievitare l’ansia e la mania di perfezionismo di noi mamme.
    carol

    PS
    Ma lo sapete che nei negozi "premaman" le clienti possono consultare dei maxi album ad anelli con tutti i vademecum di tutti gli ospedali della città?!?!

  8. Grazie Elasti per il sorriso che riesci a regalarmi ogni giorno.
    Ti sono vicina in questo lieto evento che sarà sicuramente indimenticabile in ogni senso!
    Agli inizi di questo anno ho provato a diventare mamma per la terza volta, ma purtroppo è andata in modo diverso da quello che mi aspettavo.
    Mi ripeto ogni giorno che ho superato la cosa, che ho due bellissimi bambini che mi movimentano la vita…. Ma quando ti metti in testa il numero tre è difficile farlo andar via.
    Grazie mille cara Elasti per la tua gioia di vivere e per la tua simpatia.
    Un abbraccio.

  9. A questo punto sarebbe interessante sapere se, nella tua valigetta c’è anche il nome del nascituro… mica per curiosità, neh… ma serve per il fiocco ricamato suggerito da Alej #2 ! 🙂
    In bocca al lupo per tutto.

  10. Beh io per sentirmi chic con la prima figlia mi ero portata le pantofoline in seta indiana.
    Dopo aver partorit,o appena scesa dal letto le avevo già tutte sporcate (chi ha partorito può immaginare con cosa….). Da piangere.
    Con il secondo ho messo le Havaianas con fiori tropicali e charms. Molto meglio!!!!
    In bocca al lupo Elasti. Ti penserò!

    A.

  11. che ridere! che ricordi!
    per i miei due pargoli, la valigetta l’ho preparata a "contrazioni ogni 4 minuti".
    se avessi partorito per cesareo non d’urgenza…l’avrei preparata mezz’ora prima.
    quanto capisco questa allergia per la valigia.
    ma come fanno certe amiche a preparla al 4 mese?
    bonne chance, ma belle!
    Alessia

  12. e le pantofole??????con la seconda non mi sono fatta fregare e poichè era estate andavo in giro come i tipi da spiaggia con le infradito con la bandierina del brasile yeah
    la valigetta io l’ho preparata due giorni prima (avevo tutto pronto ma non mettevo dentro le cose – lo preciso perchè poi magari qualcuno dice che è compito della mamma e non della baby sitter fare la valigetta…)

    il fatto è che la valigetta è uno stato dell’anima, la componi quando sei pronta per partire… ognuno va per la sua strada e se nella tua non è contemplato il punto croce va bene così, se invece è contemplato va bene uguale ma convengo con tutte voi, le mutande di rete sono irrinunciabili…

  13. ABBASSO LE MUTANDE A RETE
    ok (le mamme lo sanno) vengono richieste le mutande a rete che però io ritengo davvero insulse e onestamente basta fregarsene portare della normalissime mutande(oni) di cotone perchè tanto (le mamme lo sanno) ti vengono forniti dei pannoloni ABnormal che sono più o meno a prova di tzunami…

    AUGURONI ELASTI!
    e nell’ordine: buon natale, buon parto e buon anno!

    Elisa B

  14. Caspita, per chi non ha ancora avuto nemmeno un figlio forse sarebbe stato meglio evitare di leggere questo post… Tu, Elasti, alla terza prova sarai anche preparata, ma su certi aspetti non mi ero mai soffermata a riflettere.
    Sottoscrivo anch’io per le mutandine a rete rosse, ti porteranno sicuramente fortuna! Un grandissimo in bocca al lupo 😉

  15. Elasti mi fai morire!!!
    io non ho mai pensato di portare la valigetta rosa.. :)))
    cmq sia come mai devi fare cesareo?? il microhobbit è podalico??? non mi dire che è il terzo che svengo..
    il 29 dicembre è un bel giorno…
    un bacione
    Annalisa

  16.  scusate ma i mega assorbenti e le mutande di rete a cosa servono quando si fa il cesareo??!!! credo a niente dato che tutto avviene al di sopra del pube no? 
    elasti non ti dimenticare la mitica VESTAGLIA, tipica di ogni degenza ospedaliera.
     Io ne avevo una blu con il simbolo di una catena alberghiera giapponese, che mio marito aveva prelevato in uno dei suo viaggi di lavoro in giappone. Non era male perchè era un pò fuori dagli schemi, stile orientale.
    Peccato che quando mio marito faceva vedere le foto del giorno della nascita ai suoi colleghi tutti gli abbiano detto: "Ma quella è la vestaglia dell’hotel di Osaka, ce l’ho anche io!!!!" che figuraccia (non solo per la vestaglia ma anche per la mia faccia il giorno del parto……….)
    annabi

  17. la camicia da notte solo finchè mi hanno lasciato il catetere, poi ho preferito un bel pigiama comodo con il pezzo sopra da abbottonare, taglia larga… e una canotta. ero in ordine, nessun disagio nell’ora di visita (avete osservato come vi scrutano le visite "altrui?"), e per l’allattamento, comodo e discreto nello stesso tempo. [maglia aperta, la canotta la sollevi dal basso, solo dove serve] non aspettare il 29, preparala prima, così non ci pensi più… ripasso per gli auguri, un abbraccio, ciao

  18. ANNABI: con il cesareo avviene al di sopra de pube l’estrazione del piccolo, ma quello che accade dopo è esattamente identico a un parto naturale, mutandone di rete e assorbentone inclusi…

  19.  eh no, elasti!
    non ti far fregare, stavolta.
    io ci son cascata con i primi 2, ma per nanapiccola ho portato:
    camicia da notte dell’800 (quando le donne allattavano sempre, avendo circa 200 figli a testa, e quindi le camicie da notte erano TUTTE aperte davanti) ricamata di lino trovata a un mercatino dell’usato, chic che in confronto alle altre sprovvedute puerpere sembravo coco chanel;
    reggiseno leopardato (lo giuro) preso da intimissimi taglia quinta (era un po’ stretto, ma pazienza), che bastava tirarlo giù e in un secondo eri pronta, altro che quegli aggeggi medievali costosissimi e inguardabili di cui devi cercare mezz’ora il gancetto mentre il nano affamato ulula e si dibatte come un verme nel fango;
    tavoletta di cioccolata, con cui mi sono ingozzata non appena partorito per riprendermi dal leggero calo di zuccheri causato dalla perdita di circa dieci litro di sangue (non so se con il cesareo si può, però…);
    mutande di rete, che quelle purtruppo, data la misura dei pannoloni postparto, sono insostituibili;
    fard, così quando mi sono presentata al marito e a quei due parenti che mi sono venuti a trovare più per pietà che per sincero interesse (preparati, col terzo è così) non sembravo nosferatu, ma un’allegra contadinella appena arrivata dalla vendemmia (o almeno così credevo).
    coraggio, sentirti una donna e non una mucca con le mutande di rete ti farà sentire meglio.
    e fidati, ne avrai bisogno.

    Le mirabolanti avventure di Clear Cross

  20.  cribbio elasti, mi hai aperto un mondo! davvero dopo il cesareo lì sotto succede lo stesso patatrac del naturale?! peccato, poteva essere uno dei vantaggi del cesareo………..
    comunque le mutande di rete sono un gran comode, gli assorbenti che ti rifilano loro no! va beh che sono più naturali ma secondo me poco assorbenti rispetto ai mitici seta ultra con ali etc (che in effetti sono un pò plasticoni e forse non fanno così tanto bene…)
    niente kit per la conservazione del cordone ombelicale in frigorifero svizzero per l’eventuale utilizzo di cellule staminali in futuro?
    (e qui so di aprire un dibattito……..io per la mia prima figlia non l’ho fatto perchè non ero molto informata, ne avessi un altro mi informerei e ci penserei).

  21. A L’Aquila il vademecum comprendeva anche due cambi di lenzuola per la culletta del neonato e una coppia di asciugamani per ogni cambio ( almeno 3 o 5 a seconda del tipo di parto, e ovviamente nell’incertezza la futura mamma ne porta 5 con il risultato che l’arrivo in ospedale assomigliava piuttosto al ceck-in di un volo intercontinentale).
    Parlo all’imperfetto perchè mi riferisco a quando ho partorito io, una settimana prima del terremoto.
    Adesso, secondo me conviene portarsi anche il letto….

    Comunque io da Prenatal avevo trovato delle camicie da notte semplicissime bianche con i bottoni davanti e a maniche corte (che si sa negli ospedali ci sono sempre temperature caraibiche) alla modica cifra di 28 euro l’una. Non è che te le regalano, ma in fondo io ne ho prese due che ho utilizzato anche dopo.

    Mi raccomando la fascia post parto.
    ma che te lo dico a fare, tu sei una veterana…….

    Augurissimi
    Mariangela

  22. ANONIMO 36: fortunatamente ci sono le nonne e le amiche che, certamente con molto meno trasporto ed entusiasmo della prima volta, hanno provveduto a rifornire lo hobbit di ben tre capi nuovi di zecca, tutti suoi con cui farà il suo trionfale esordio nel mondo

  23. non solo mamma: fiuuuuu (sospiro di sollievo)…..pensavo gia’ di dover intervenire in qualita’ di dottoressa dei cervelli per una seduta lampo con il micro hobbit appena nato colto da disturbo delirante della personalita’! 🙂

  24. Ma una federa colorata per rallegrare quel triste lettino bianco e darti l’impressione di essere a casa, sul tuo cuscino?
    Fu l’unico consiglio fuori dalle righe che ho seguito e che mi è piaciuto tanto!!
    Baci
    Gaia

  25. Tanto per crearti ulteriori ansie…
    quando è nato il mio secondo cucciolo mi sono presentata in ospedale che avevo già perso tutte le acque a casa, ma ero fighissima nel mio completo pantaloni e casacca blu + camicia di jeans superfirmata…
    peccato che, essendomi spogliata di corsa per intabarrarmi nell’orrida camicia da parto che è toccata in sorte a tutte noi, ed avendo di conseguenza lasciato in accettazione i miei vestiti, io non li abbia più ritrovati al mio ritorno!!!!! Sigh!
    E meno male che le scarpe, anch’esse superfirmate (erano le uniche che riuscivo a far calzare ai miei piedi all’epoca poco collaborativi) le avevo ai piedi per arrivare dall’accettazione alla sala parto!!

    Baci e auguri
    Paola

  26. Elasti, le flebo o le pillole per far restringere l’utero NO! quelle NO! col piccolo attaccato al seno che già di suo fa contrarre il povero utero tagliuzzato, ce n’è ed avanza di dolori!!! Ricordalo, non è obbligatoria quella medicina lì e i ginecologi son quasi tutti maschi, non hanno idea!!!! BACI, tesoro!
    Antuan

  27. Ricordo vividissimo dato che sono uscita dal mio secondo ricovero per cesareo l’8 novembre. E – mi chiedo – a parte digiuna ed "evacuata" (a me per non sbagliare mi hanno fornita nei giorni antecedenti di una "comoda" peretta ospedaliera delle loro, che gentili) non ti hanno detto anche…"e completamente depilata, mi raccomando, ma se non ci riesce ci pensiamo noi". Una roba che sa talmente di minaccia che per ben due volte mi sono cimentata in manovre di contorsionismo con panza nella vasca da bagno il giorno antecedente onde evitare di cadere sotto le loro lame.
    E pensarci ora già rido e già mi viene un pò di nostalgia, di quella bella e romantica però, che in fondo se si andasse in ospedale solo perfare bimbi, tutto sommato sarebbero dei luoghi belissimi!

    PS A topo2 è andata bene coi corredini solo per via che il fratello è nato agli antipodi stagionali, ma alla lunga scatterà il riciclo totale nel quale trovo non ci sia assolutamente niente di male, anzi!

    Kira The Cat

  28. al policlinico dove ho partorito io richiedevano anche la carta igienica 🙂

    e una cuffietta  per la nascitura per il giorno delle dimissioni; di cotone, perché è nata d’estate.
    io l’ho portata, ma ci hanno dimesse il 24 luglio alle 13.
    il calore scioglieva l’asfalto, e non l’ho usata…

    laura, modena

  29. qui in terra straniera le mutande di rete le danno all’ospedale….
    attenzione ai tatazzi sul pube con il cesareo.. al mio delfino hanno quasi tagliato il naso…. ma ridendo e scherzando l’hanno salvato in sala operatoria ma il taglio é leggermente obliquo!!..
    anche a me viene l’ansia delle valigette per le vacanze…. e le preparo la notte pirma di particre copiando quello che ha messo nella sua mio marito (ci sono altre beffy invece che le preparano con mesi di anticipo)… quella per la maternità ma la sono divuta inventare… da noi danno le mutande ma non il vadmecum…..

    beffy2

    ps smpre qui in terra straniera non bisogna arrivare evaquate e pure alla depilazione ci pensano loro….(ma perché devo mettere le lettere cagc per inviare il comneot?? sarà un caso!)
    :-))))

  30. per dovere di cronaca qui in terra straniera non é che ci pensano loro all0evaquazionie… si va in sala operatoria cosi come si é… (o almeno credo di ricordarmi cosi .. o forse ho rimosso??)

    beffy2

  31. per esperienza personale, consiglio a tutti di fare un terzo figlio dello stesso sesso degli altri due. c’è un rispermio incredibile sull’ abbigliamento e sui giochi!

    altro che evacuata ,al parto naturale ! lì devi dimenticare infermieri e medici  davanti a : "Spingi! spingi! Fai la cacca!"

    life

  32. Che meraviglia, il 29 dicembre sono nata io! 😉
    Ti penserò di sicuro quando spegnerò le mie ormai taaaante candeline!
    In bocca al lupo!
    bipiccola

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