Nonsolomamma

109

ehilà, ciao. sono io. è un po’ che non ci parliamo.. “vieni qui. parliamoci un po’ da uomo a uomo”, mi dicevi quando ero piccola. e io mi facevo seria e mi sentivo parecchio importante. adesso però non si può più, parlarsi da uomo a uomo. e abituarsi non è facile, nemmeno dopo 109 giorni.
ci sono però delle cose che sono più facili adesso, rispetto a 109 giorni fa.
è più facile fare finta, quello sì. fare finta di stare bene, fare finta di essere lieve, fare finta che sia tutto a posto. a fare finta sono diventata bravissima. forse troppo. talmente tanto che non piango quasi mai, per evitare di tradirmi.
qualche notte fa ho sognato che piangevo tutte le mie lacrime per te che non ci sei più. piangevo perché non ci credevo, perché il vuoto che avevi lasciato era una voragine che mi inghiottiva proterva, piangevo perché era l’unica cosa sensata da fare. probabilmente piangevo così tanto nel sogno perché ho smesso di farlo da sveglia. ho smesso di indugiare, di ritagliarmi squarci di tenebra, di lasciarmi andare.
ma non vuol dire niente. non c’è solo il pianto dentro il lutto.
dentro il lutto ci sono i ricordi, moltissimi, che affiorano all’improvviso e mi accarezzano o mi artigliano. nel lutto c’è l’incubo di quell’ultima, terribile settimana,che, lì per lì, pensavo di avere domato e invece mi perseguita con quel suo catrame vischioso.
nel lutto ci sono anche le tue risate, i tuoi gesti, le tue canzoni, la tua voce, il tuo sguardo morbido e acuto insieme, i cappelli bislacchi che ti mettevi in testa per poi chiederci, serissimo, “be’? cosa avete tutti da ridere?”.
dentro il lutto mi manchi. mi manchi proprio tu. no, non il nostro rapporto, non il tuo affetto per me, non la tua presenza in relazione a me. o meglio, non solo. mi manchi soprattutto tu. tu dentro la vita, in mezzo agli altri. mi mancano quella curiosità gentile, quella leggerezza profonda, quella capacità di incantare. e i tuoi difetti – perché, diciamocelo, c’erano anche quelli, prepotenti e ingombranti – mi sembrano trascurabili minuzie. pensa un po’ come può obnubilarmi, il lutto.
sono passati 109 giorni e non mi hai affatto lasciata. ma va bene così.
qualche settimana fa lo hobbit di mezzo mi ha chiesto preoccupato: “ma il nonno A è sempre il tuo papà adesso che è morto?”, perché, lo conosci, lui non si censura, non si reprime, non si ferma. lui, se qualcosa non gli quadra, la smonta. “certo – gli ho risposto -. ti sembrerà strano, ma lo è anche più di prima”. devo avergli dato la risposta esatta. perché dopo è stato zitto per un po’. e, ti ricorderai, non succede spesso.
ciao, papà.
c.

50 thoughts on “109

  1. Sorprendi con un momento intimo raccontanto senza veli. Il tuo non timido dolore dona nuovo valore ai racconti leggeri dell’elastica famiglia. In qualche modo li immerge nella realtà che a volte fa soffrire, li rende più veri. Una preghiera per nonno A, che il giorno 109 segni l’abbraccio definitivo con il Padre, se ancora non è accaduto. Notte

  2. ieri hanno operato il mio papà di un tumore, maligno e molto aggressivo, al cervello. è successo tutto in meno di due settimane. lui, che non aveva mai avuto neanche un mal di testa.
    ci siamo affacciate alla finestra del, possibile, dopo di lui. leggere questi tuoi post da una parte mi ancoscia, dall’altra mi conforta. nonostante tutto si va avanti. ti abbraccio forte.

  3. Oh elasti non sai quanto mi piacerebbe poter parlare così di mio padre… E invece ogni giorno mi ritrovo a pensare quanto sarebbe tutto più semplice se lui non ci fosse più … Che triste soluzione, pensa come sono messa per essere arrivata a questo punto

    1. ohhhhhhhhhh come ti capisco.e non sai quanto mi sento in colpa.ma ogni giorno vedo mia mamma più stanca e mi scopro a pensare che tutto sarebbe più semplice e questi pensieri fanno così male…

    2. Stai serena. Non tutti i rapporti genitori figli sono come quello di elasti. ci sono padri che non sono capaci, madri che non sono adeguate. Persone che non riescono a comunicare, che non riescono ad ammettere di essere deboli o imperfette. Persone che non riescono a sopperire alle loro incapacita’ ed inadeguatezze con amore incondizionato verso i loro figli. E a volte si pensa che sarebbe molto, ma molto meglio se uscissero di scena. Non sentirti in colpa per questi pensieri, ma concentrati su te stessa per diventare, un giorno, un genitore migliore di quello che ti sta facendo soffrire; vedrai che riuscirai a creare con i tuoi figli un rapporto affettivo solido, un po’ come quello di elasti e suo papa’

  4. Ah, si, l’hai detto proprio come è. Così esatto, così doloroso, così tanto la fotografia esatta del mio dolore. Perchè non conta chi si piange se lo spazio che ha occupato nella tua vita era tanto grande e tanto importante. Così bene l’hai detto, che le lacrime che sempre formano un lago dentro di me, quelle che non tiro fuori, come non le tiri fuori tu, sono venute su e silenziosamente scivolano sulle guance. E per quanto mi chiudano la gola e per quanto faccia male mentre scendono è bello piangere.

  5. Beh, c’è molto di soprannaturale in quello che hai scritto, Elasti, complimenti.
    Ti avvicini “pericolosamente” a quello in cui noi cristiani crediamo fermamente e serenamente: l’immortalità dell’anima, la vita eterna. Grazie!
    Maritospiazzato

  6. Un abbraccio Elasti.
    Qualche mese fa mio marito e un suo amico si sono rivisti a casa qui dopo molto tempo. Si conoscono bene anche se non si vedono quasi mai. Mio marito gli ha mostrato la casa, e l’angolo nel terrazzo in cui lui tiene gli attrezzi, strumenti per aggiustare le cose rotte, e cose per le piante – concime zappette vasi etc. L’amico sa che mio suocero è morto da diversi anni, e l’ho sentito dire a mio marito proprio in quel punto. chi sa che chiaccherate ti fai con tuo papà qui vero? Discussioni arrabbiature pure.
    Ecco, io credo che tu stia cercando il vostro angolo degli attrezzi.

  7. I nostri giorni sono un po’ di più ma non fa differenza…e i miei bambini si chiedono le stesse cose e pensano spesso a come sarebbe diverso se ci fosse ancora Nonno Mico.E le lacrime scendono copiose..Come sempre traduci pensieri e sensazioni che tento di mettere via..ma che sono sempre li..ad aspettare il momento giusto..
    Grazie
    Elena

  8. neanche io piango
    e non ho pianto (tranne al funerale)
    ne’ per mio fratello ne’ per mio padre :-O
    e mica lo so, il perche’!
    so solo che non ci penso mai, mai mai
    che non ho le loro foto a casa o nel portafoglio
    e che se mi vengono in mente “cambio discorso” nel mio cervello
    per ora va’ cosi’: quando dovro’ piangere o pensarci o parlarne, lo faro’
    e non mi sembra di fare finta… (o forse non so neanche questo :-O)
    un abbraccio
    Claire

  9. Io a marzo ho perso mio nonno. Per carità, la perdita di un padre non è paragonabile a quella di un nonno. Ma per me è sempre stato presente, silenzioso ma importante. Nessuno se lo aspettava, è caduto, ha battuto la testa e adesso non c’è più. Mi sono sposata il primo settembre, mai avrei pensato che lui non ci sarebbe stato. Ci penso tutti i giorni al mio caro nonno Gigi e ancora mi viene da piangere.

  10. grazie, elasti, per condividere queste cose. fa male leggerle, ma fa bene rifletterci. e aiutano a riportare la quotidianità, le presenze, i difetti, le perdite di pazienza e le mancanze di tempo nella giusta prospettiva…e a viverle meglio, speriamo.

  11. Cara Claudia,
    apprezzo molto la tua capacità di “mettere a nudo” i tuoi sentimenti più intimi davanti ad un così vasto pubblico.
    Io non ne sarei capace…
    p.s.
    mi ha fatto piacere ritrovarti e scambiare due chiacchiere “in piazzetta”.
    Baci, Gaia

  12. I difetti dei defunti diventano inezie? Quasi sempre, da morti diventiamo santi. Tutte le frizioni vissute sembrano senza importanza, la vena nevrotica che non possiamo arginare quando viviamo si allontana. La malattia e la morte sconquassano le prospettive a cui siamo abituati, ci richiamano all’essenza.
    Che dire della capacità di incantare, a me sembra che tu l’abbia ereditata a pieno nel suo lato migliore, meravigliare per divertire non per gabbare.

  13. Sai elasti, forse la domanda del più medio di tutto aveva nella pancia tante altre piccole domanda figlie…
    “Ma ora che è morto, nonno A è ancora mio nonno?
    E se papà morisse, sarebbe ancora il mio papà?
    E tu, saresti ancora la mia mamma?”

    Un abbraccio,
    M.

  14. So cosa significa…
    faccio mia, per regalartela una bellissima frase di Vincenzo Cardarelli…
    “Sei trapassato nella mia memoria e adesso mi appartieni…”
    A me ha dato molto conforto
    un abbraccio seppur virtuale

  15. All’alba di tre settimane fa la mia dolcissima ed amatissima mamma se ne è andata. senza disturbarci, dolcemente e lievemente come sempre ha vissuto. da tre settimane tocco con mano l’impermanenza ed ho netta la consapevolezza che il dolore che provo non passerà con il tempo: una parte di lei è in me ed un pezzo di me è andato via con lei. dovrò imparare a convivere con questo dolore devastante che assomiglia tanto alla paura. E’ come un mare in tempesta e quando la tempesta si placherà sarà sempre mare ma un mare diverso, con le sfumature dell’assenza. Grazie per questa condivisione.

      1. Ti ringrazio e ricambio l’abbraccio, sperando che possa alleviati un poco dalla fatica che stai vivendo. Simona

  16. Le tue parole scuotono; non ho ancora perso nessuno a me emozionalmente vicino, ma da quello che scrivi posso intuire che il lutto sia un processo lungo, intimo e lacerante.
    Mi permetto di citare un libro “Molte vite, molti maestri” di Brian Weiss che mi ha fatto riflettere sulla vita e sulla morte, su che siamo e su ció che ci lega alle persone che sono nelle nostre fibre intime. Silvia

  17. Spero tanto che da adesso in poi la valigia inizi a sembrarti più leggera. Anche se si fa solo finta di stare bene, intanto si va avanti.
    Forza e coraggio. Un abbraccio grande.

  18. Ti adoro… per la tua straordinaria capacita’ di farmi ridere ieri e piangere oggi… assieme a te. Per la lucidita’ con cui riesci a descrivere e condividere sentimenti profondi, che spesso appartengono anche a me, in cui mi riconosco, ma sui quali sempre di meno mi soffermo, perche’ troppo arrabbiata, troppo indaffarata, troppo stanca, sempre troppo di tutto. E invece, a quest’ora della sera, oppure al mattino appena sveglia, mi fermo, anche solo per tre minuti, respiro, leggo e vivo il piacere di leggerti… in ogni tua parola, dalla meno riuscita alla piu’ riuscita, indistintamente, perche’ sei bella cosi’, come tutte noi: un giorno a mille, uno a cento, a volte a zero. Ma sempre cosi’ fresca, onesta e “leggera”… anche nel dolore. Oggi ho regalato ad una cara amica uno di quei braccialetti in macrame’ che andavano quest’estate. Sono arrivata lunga, l’avevo preso in vacanza a Giugno! E’ riprodotta una farfalla, accompagnata dalla scritta sulla confezione: “Da oggi sei libera di… volare”. Ecco, idealmente, vorrei regalarlo anche a te! Ti abbraccio. S.

  19. Carissima Claudia, ti capisco, ti capisco perfettamente… Quando mancò mia madre ( sono passati quasi 27 anni ormai, ne avevo 14 allora) mi IMPOSI di non piangere il giorno del funerale: fui talmente brava che poi continuai a non versare lacrime per molti, moltissimi mesi. Grazie per avermelo fatto ricordare. Te l’avranno già detto in tanti: hai il DONO della scrittura, forse un giorno i ricordi e le emozioni riferite a tuo padre potranno diventare parte di un libro, io me lo auguro, abiamo bisogno di scrittrici – oltre che di persone, ovviamente- come te.
    Un abbraccio
    Gloria

  20. Il mio papà se ne è andato da 6 mesi e leggendo le tue parole le lacrime hanno iniziato a scendere senza sosta.
    E’ proprio così come hai scritto, parola per parola. Ti abbarccio forte. Dani

  21. Non è facile commentare ad un post così…mia nonna è morta 14 anni fa e non so cosa darei per risentire il suo profumo e riaverla qui un solo giorno. Ci sono assenze che sono per sempre e pian piano fanno parte di noi. Siamo anche noi il nostro lutto, non finisce mai un lutto così forte, cresce con noi e come tutto il resto fa parte di quel che siamo. Non ci si può consolare, si può solo vivere, piantino compreso. Baci

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