Nonsolomamma

dove sei?

ehi, ciao.
qualche giorno fa ho pranzato con una mia amica. un’amica cara, che mi vuole bene e a cui voglio bene. l’avevi anche vista una volta. ti era piaciuta.
insomma, eravamo a pranzo, lei ed io. a chiacchierare di noi, dei figli, del lavoro, degli amori, della vita, dei nostri progetti e dei nostri sogni. “e lui dov’è, adesso?”, mi ha chiesto d’un tratto. “scusa?”. “lui, il tuo papà, dove sta ora, in quale punto dentro di te?”. l’ho trovata una domanda strana e bellissima, a cui ho ripensato i giorni dopo e anche, soprattutto, oggi.

già, dove sei tu, dentro di me, adesso?
sei negli occhi, ché se li chiudo ti vedo spesso. ti vedo ridere divertito per una cosa buffa che ho detto, ti vedo sorridere quando mi siedo sul divano accanto a te e incastro la mia testa sotto la tua ascella, ti vedo raccontare una storia agli hobbit, ti vedo fumare sul balcone, guardando pensoso la ferrovia di fronte.
sei nelle orecchie, che mi dici “ehi! ciao ciccetti! come stai, ciccetti?”. e poi sei nel naso, con il profumo di un maglione di lana beige, di pulito
, di deodorante, di sapone, di tabacco, di quando ero piccola, di papà.
sei nelle mani e nei piedi che ti somigliano così tanto che a volte mi fanno impressione. sei nello sguardo lieve sul mondo, nella curiosità verso le vite altrui, nella pigrizia, nell’osso schiacciato del naso che abbiamo solo tu ed io, oltre alla nonna anna. ogni tanto tocco i nasi degli hobbit per vedere se qualcuno lo ha ereditato quel bizzarro osso schiacciato. forse il medio, ma devo ricontrollare. il grande no, il piccolo chissà, è troppo piccolo.
dove sei tu, dentro di me, adesso?
sei nei pensieri, tutti i giorni, più volte al giorno. e mica lo immaginavo che potessi esserci così tanto, appiccicarti alla mia essenza e diventarne parte. sei nei ricordi, che sono tanti, anche se te ne sei andato troppo presto.
73. oggi avremmo festeggiato i tuoi 73 anni.
pochi, per andarsene. e questo mi fa venire i nervi, oltre che una grande, rabbiosa nostalgia di quel che poteva ancora essere tra noi.
dove sei adesso?
sei dappertutto, ingombrante, presente, necessario. quasi mai scomodo, o doloroso. e di tutto questo ti sono grata.
ciao, papà. buon compleanno.
c

58 thoughts on “dove sei?

  1. Cara Claudia,
    bello il posto che il tuo papà.
    Mi colpisce sempre quando ne racconti, il fatto che abbiate avuto un così bel rapporto anche se non vivevate insieme. Se non ricordo male, da qualche parte, avevi scritto che i tuoi erano separati. Non era il caso dei miei, ma fra le mie coetanee pochissime sono riuscite ad avere/mantenere un rapporto pieno dopo la separazione. Ammetto anche che i papà erano quasi sempre rappresentati nel torto. Se ne avrai voglia, in un articolo, in unpost, sarebbe interessante qualche incursione nella tua esperienza. Credo possa essere un esempio positivo e “rincuorare” papà separati. Che ne pensi?
    ciao
    Federica

      1. sono 31anni che il mio papà non c’è e di anni ne aveva 57 ma i ricordi a volte ti assalgono ancora

    1. Certo, era solo uno spunto e una curiosità nata dalla rarità della situazione. Ci sarà tempo per poterne scrivere…

      notte
      Federica

  2. cara elasti, mi hai fatto piangere stasera, con questo post. tra qualche giorno opereranno mio padre, stiamo aspettando la telefonata dall’ospedale e ogni sera quando chiudo gli occhi penso all’infanzia bellissima che mi ha regalato, a quanto ancora devo dargli a mia volta. penso che non è venuto ancora il tempo per separarsi – è sempre troppo presto per staccarci dalle persone che amiamo – ma che quando sarà il momento voglio portare il mio papà dentro me, dappertutto, esattamente come fai tu.
    ti mando un grande abbraccio.

  3. quando mi sono sposata ho chiesto a mamma una foto, è una di quando era giovane ma mi sembra di vedere anche i miei lineamenti
    dopo tanti anni, quasi 30, ogni tanto guardo le bambine e cerco, cerco quel dettaglio che le riporti a lui. cerco un dettaglio che lo renda un pò più tangibile, se poi penso che la mia “grande” è nata il suo stesso giorno…

  4. Mi hai fatta commuovere. E faccio fatica a scrivere perché mi sembra di avere gli occhi aperti sott’acqua, è tutto ofuscato. Un abbraccio grande, e buon compleanno al tuo papà.

  5. Quell’ulivo io l’ho visto, bello, forte, e forse è anche un po’ lì e nei ricordi dei tanti che lo hanno conosciuto e hanno ascoltato la sua voce calda con quella erre così particolare, che in te è più forte, ma pur sempre un suo segno, una sua cifra. Un abbraccio.

  6. Come ti invidio quel quasi mai scomodo, quasi mai doloroso…
    grazie però di dire che è possibile, aiuta a sopportare il pensiero della mia mancanza per mio figlio, un dì

  7. E’ dentro di te, dappertutto. E dove può mai essere un papà come deve essere stato il tuo? E dentro gli hobbit, non solo nell’eventuale osso schiacciato del naso. Quando sento/vedo di rapporti figlie-adulte papà, mi prende una tenerezza, una nostalgia di qualcosa che avrei potuto avere e non si è’ mai realizzato. E quando guardo mia figlia con mio marito provo orgoglio e speranza.

  8. Io sono il ritratto di mio padre, lo porto preciso in tutti i miei lineamenti, potrei dire che lo vedo nello specchio ogni mattina. Poi arriva, improvviso, nei sogni, in cui non parla mai, o nella mancanza, ancora acuta dopo tanto tempo. Aveva sessantacinque anni, se n’è andato in venti minuti, e sì, non ero pronta. Ti abbraccio.

  9. Buon Compleanno Antonio, grazie per aver donato al mondo una figlia, una donna tanto speciali.
    Lei è capace di farmi Sentire il Sublime, come pochi sanno.
    Claudia, ancora una volta, grazie.
    Ti abbraccio dal profondo del cuore

  10. Grazie Elasti per questo post così commovente. Ho più o meno la tua età credo, anch’io ho perso il papà da quasi 15 anni ma non c’è giorno in cui non pensi a lui. Lo sento comunque una presenza fissa. Penso soprattutto a quanto avrebbe arricchito la vita dei miei due bambini che purtroppo lui non ha potuto vedere!
    un grande abbraccio, sei veramente speciale!

  11. Mi prende sempre un grande male alla pancia quando leggo tuoi post come questo. E quando smette, non faccio in tempo ad accorgermene che i lacrimoni dalle ciglia si sono già fatti strada più in basso…
    Sono figlia unica, con due genitori ancora giovani, ai quali sono estremamente legata. Eppure alle volte li guardo, mi guardo, e la paura che tutto questo possa finire anche subito mi travolge. Dove non si va quando si muore? Ma basterà? Temo già la risposta…

  12. Ciao Elasti.
    Ho perso la mia mamma il 26 settembre dell’anno appena passato. Un tumore al cervello l’ha portata via in 4 mesi dalla diagnosi. Aveva appena compiuto 73 anni. Una doccia fredda!!
    Lei è….ovunque io mi trovi e lì voglio che rimanga!!
    Buona giornata.
    Bruna

    1. Anche la mia mamma se n’è andata lo scorso 4 settembre. Per un tumore anche lei, ma ha avuto molto più tempo per prepararsi, rispetto alla tua, anche se è stato un lungo tempo in cui ha sofferto molto. E anche io ora la vedo, la sento, la sogno. E’ vero, succede, ed è molto bello.

  13. di gennaio come il mio papà…
    sai cosa mi ha colpito? la domanda della tua amica. una domanda bella ma diretta. a volte è così difficile parlare delle persone che non ci sono più, e ancor più difficile chiedere. invece può far bene.
    un abbraccio

  14. Io, mio padre, ce l’ho ancora, purtroppo.
    E’ un essere spregevole, cattivo, ingombrante, che ha annientato mia madre e mio fratello…
    io no, con me non ce l’ha fatta, forse perchè dicono che gli somiglio, e per me non c’è offesa più grande.
    Ho pregato e prego perchè Dio se lo prenda anche solo un minuto prima della mamma….solo per darle un minuto di respiro, o anche un minuto prima di me…per riuscire a capire perchè Dio ci ha mandato questa croce e magari riuscire a perdonarlo.
    Lo odio e mi odio per questo, le mie amiche sostengono che mi pentirò e che non devo parlare così, ma sono anni che subiamo ogni genere di offese, è un continuo logorio…e io forse mi sono salvata perchè mi sono sempre ribellata e sfogata come faccio ora, mia madre ne sta morendo lentamente e mio fratello non è riuscito a farsi una vita perchè a lui non andava mai niente bene…ed a un certo punto hanno smesso di vivere per non creare motivo di discussioni.
    Anche se non hai più il tuo papà, Elasti gioisci per tutti i bei ricordi che ti ha lasciato!
    Io non li avrò mai.
    Baci … Cristiana
    scusa per lo sfogo….ma ho pianto leggendo il articolo….

    1. Scusa se mi permetto, ma in punta di piedi mi chiedo: non è stato possibile allontanarsi, se la situazione è stata così, e per così tanto tempo? Forse no, evidentemente, e mi scuso per averla “fatta facile”, ma si sa che dall’esterno è “facile” parlare… Per quel che può servire, un abbraccio…

      Floralye

    2. Cara Cristiana, anche il mio papà era come il tuo, un mostro. L’unica fortuna è stata che mia madre, dopo molte botte e dopo aver quasi tentato il suicidio, ha trovato la forza e il coraggio di prendere me e mia sorella quando io avevo 13 anni e scappare via. Da allora la nostra vita è migliorata parecchio, ma mia madre ci ha sempre obbligato a vederlo e a passare del tempo con lui e oggi posso dire che ha fatto bene.
      Io l’ho sempre odiato, prima da bambina, poi da giovane donna e quindi da adulta. Eppure ho continuato ad andarlo a trovare, perché ho saputo trovare dentro di me un po’ di pena per il vecchio solo e cieco e disperato che alla fine era diventato. E quando due anni fa è stato male e dopo 12 giorni è morto io l’ho comunque assistito. Ho sofferto molto perché avrei voluto lasciarlo morire solo eppure un’altra parte di me ha dovuto dargli aiuto, anche se mi sembrava di impazzire.
      Non ti pentirai di averlo odiato ed è sano vedere la bruttura anche di chi avremmo dovuto amare ed è per questa tua capacità che sei viva e sana e non distrutta come tua madre e tuo fratello.
      E questa in effetti è l’unica cosa che invidio ad Elasti: un padre che l’ha amata e che lei ha amato. So che mi manca un pezzo e che mi mancherà sempre, ma non sempre si può scegliere.

  15. Io un padre non ce l’ho mai avuto, perchè lui ha scelto di non essere mio padre…e quindi purtroppo non è stato al mio fianco nei miei giorni passati, nè farà mai parte dei miei ricordi. E mi spiace, parecchio…
    Ma ho la fortuna di avere altre persone che sono state, sono, e saranno sempre nel mio cuore.
    Quando le persone ci lasciano, il dolore è inevitabile, ma i ricordi sono quella finestra sull’Aldilà che ci permette di superare la lontananza e l’assenza.
    Buon compleanno al tuo papà, goditi la sua presenza nei tuoi pensieri…

  16. È difficile aggiungere qualcosa dopo il post di Cristiana…posso solo dire che è vero, bisogna essere grati di ogni bel ricordo che i nostri cari ci lasciano: mia madre se ne è andata 28 anni fa, avrebbe compiuto 52 anni meno di un mese dopo(anche lei in gennaio) e non c’è mai stato giorno in cui non l’abbia sentita dentro di me.. e sì, Claudia, viene da piangere anche a me…

  17. Anche io ho pianto. Ma è stato un pianto bello, di gratitudine. Il mio papà (73 anni anche lui) è ancora con me, eppure proprio in questi giorni, 12 anni fa, lottava con le unghie per restare vivo. È nelle mie mani, nei miei piedi uguali ai suoi. Nel mio naso troppo lungo. Ma è anche fisicamente accanto a me ogni volta che lo voglio. E questo post, struggente e necessario, mi ha aiutato a ricordare ancora una volta quanto io debba ringraziare per questo. Elasti, leggendo di tuo padre si capisce un po’ meglio perché sei la donna che sei. Lui, forse, è dentro ogni pezzo di te, non scordarlo mai.

  18. Non son sicura di aver capito dove è il tuo papà ma vedo che tu hai raggiunto un atollo
    Speciale, brava Elasti! Hai tutta la mia ammirazione.

  19. La mia mamma è ancora qui con me.. ma a 63 anni sta correndo verso il posto dove si trova il tuo papà.. a volte mi sembra che sia già andata, altre darei la mia vita per tenerla qui.. ancora un giorno, solo un altro giorno.. faccio scorta e tesoro dei pochi sorrisi, delle mani strette, degli sguardi.. ma il tempo ticchetta inesorabile e purtroppo non possiamo fermarlo.. e penso che tra un anno anche io sarò qui a pensare alle cose che stai pensando tu.. e cerco di sentirmi fortunata nell’avere ancora un’altra ora da passare con lei..ti mando un abbraccio forte..

  20. Il mio papà attivo, atletico, pimpante, sempre disponibile, acuto enigmista, grandissimo lettore e fantastico affabulatore non c’è più. Non porta più i miei figli a scuola, non mi accompagna con la macchina a fare il vaccino o dalla pediatra, non mi racconta più delle tradizioni di famiglia, nè mi cita vecchi proverbi in dialetto. Non fa le lunghe passeggiate, né aggiusta tutto ciò che si rompe. Ma il suo amore c’è, c’è la sua tenerezza e il suo sorriso, anche se un po’ storto. Non ricorda il mio nome e, se è per questo, non riesce neanche a pronunziarlo, ma mi parla con i suoi occhi. Non può più camminare, ma mi accompagna con lo sguardo. Non può più leggere storie, ma le rivive nei suoi nipoti. Lui è ancora con me. E questo mi basta.

  21. Il mio papà oggi mi ha detto no, non mi ha neppure fatto finire di parlare…no, quel favore x suo nipote non me lo fa…mi ha già fatto un favore il mese scorso, ( ero senza auto e mi ha preso i bambini all’uscita da scuola, x qualche giorno). Ora mi devo arrangiare, mica gli posso chiedere di prendere il grande e portarlo agli allenamenti di karatè, una volta a settimana ( in aggiunta a quello che già fa a scuola) che smetta di farlo! Mica e’ indispensabile! …questo e’ il mio papà….mia mamma e’ peggio…fa male e io gli voglio lo stesso bene….cosa ho sbagliato? Cerco di non chiedere mai niente, mai per me, al massimo chiedo di prendere i bambini a scuola se proprio non posso ( li mando in un collegio perché i miei si sono rifiutati di prenderli all’uscita da scuola alla 16.30, e non racconto quanto mi costa, senza contare il fatto che entrano alle 08.00 ed escono alle 18.30). E’ triste….

  22. Grazie Elasti….e grazie anche a chi ha condiviso qui la sua esperienza. Mi avete davvero commossa e fatto capire quanto sono stata ingiusta con chi ho ancora la fortuna di avere…

  23. Anche mio nonno, Eso, se n’è andato troppo presto e all’improvviso. Sono passati cinque anni, forse, forse, fa un po’ meno male, ma lui è vivo e presente in ogni ricordo.
    Lui è nel suo maglione di lana che abbraccio tutte le sere prima di dormire, lui è nelle 12.34 di ogni giorno perchè erano i “suoi numeri”, lui è nel pelouche a forma di rana che tengo sul comodino e che lui chiamava “la ranuncola”, è nei proverbi e nelle frasi che mi vengono in mente nei momenti più impensati, è nella mia gioia del sedermi intorno al tavolo e mangiare bene, è negli occhi blu di Piumyna, è nel sentirmi libera di fare quello in cui credo perchè lui mi ha sempre spronata a seguire i miei sogni, è nel profumo Farheneit che sento ogni tanto quando sono in giro, è nel profilo della mia mamma che gli assomiglia sempre di più, è nelle foto, nei video, nella canzone che gli piaceva tanto, nei gridi di battaglia per darsi la carica, nei miei sogni di tanto in tanto ❤

  24. penso che avere dentro una persona ..per i ricordi e le emozioni e i pezzi di vita che ha condiviso, sia il dono più bello che si possa ricevere e, allo stesso tempo, regalare.. non credo che ci sia cosa più dolce della consapevolezza che qualcuno, anche se lontano, possa restare sempre e comunque nella parte più profonda di te…nel cuore del cuore..come diceva qualcuno…
    Mi hai fatto pensare..troppo …e …chissà se resterò cosi radicata..indelebile.. a distanza di tempo nel ricordo dei miei cari.. mi piace pensare di si..ma ..non c’è una Elasti nella mia famiglia…:)..
    bello..ancora una volta mi hai emozionata

  25. Il mio papà è morto quasi 30 anni fa, quando io ne avevo solo 6. Era giovane e bello, fragile e forte, ombroso, duro e dolce allo stesso tempo. Con me è stato un padre speciale, anche se ho pochi ricordi, che forse ormai si stanno sbiadendo. Lo strappo della sua perdita è ancora aperto nella mia anima. Dopo quel giorno tutta la mia esistenza ha avuto un che di sfilacciato, una specie di marchio, un’ammaccatura, un’impronta nera e poi grigiastra. Per anni ho pensato che se ci fosse stato lui io sarei stata migliore…. ora lo penso un po’ meno. Sicuramente non sentirei quel senso di vuoto e di abbandono che è il rumore di fondo della mia vita, anche se ho la fortuna di averla piena delle risate e degli strilli dei miei bimbi.

  26. Mi piacerebbe sapere come si sta con il ricordo di un papà che ci ha viste da grandi
    Con il suono delle sue risate dietro l angolo
    Con le sgridate
    Con gli abbracci
    Io tutte queste cose le ho perse tanto tempo fa
    Ma sono fortunata, c’è chi non ha mai conosciuto tutto ciò in assoluto

  27. Cara Elasti, ti avevo scritto l’anno scorso perchè condivido il compleanno con il tuo papà e stavo vivendo un momento brutto.
    Purtroppo ciò che temevo è successo e quando mi chiedo Dove è lei? Al momento mi rispondo soprattutto nelle mani, che sono sempre con i suoi anelli, nel modo di non essere autoindulgente e sulla pelle, quando mi metto i suoi maglioni ( cioè sempre). Abbraccio.

  28. Quanto vorrei avere un rapporto come quello che hai avuto tu con tuo padre, sebbene sia morto troppo giovane hai avuto molto di piu’ di molti di noi che ancora lo hanno vivo.

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