Nonsolomamma

dov'è il problema

“io non riesco a capire. certo, gli mancano le passioni ma questa, fino a poco tempo fa, rimaneva accesa”
“uhm”
“già. probabilmente perché è caratterialmente istrionico, però, ecco, se gli si chiedeva cosa vuol fare da grande lui rispondeva ‘niente, il dog sitter e l’attore’ e, insomma, mi faceva piacere… la risposta dell’attore, intendo. non tanto perché io creda che lo farà veramente. per come stanno messe le cose è più probabile che faccia il dog sitter, no, ecco, stavo scherzando. insomma, non è che io ritenga che lui farà veramente l’attore, cioè potrà fare quello che vuole, ma non ho un desiderio particolare verso quel mestiere lì. però, insomma, mi sembrava l’unica cosa che gli piacesse. e questo era positivo”
“uhm”
“non crede che sia positivo, lei?”
“sì, sì, certo. le passioni sono sempre positive”
“ecco, appunto. adesso, invece, alla domanda ‘che vuoi fare da grande?’, la risposta è ‘niente, il dog sitter, spalare la neve’. il problema è che, mentre lui gli anni scorsi sembrava contento ed entusiasta di fare teatro, come può esserlo uno che non è che proprio si esalti delle cose… questo, che è il terzo anno, è demotivato, sembra venire a lezione un po’ per dovere, come se si trascinasse. però, magari, questa è solo una posa, a uso e consumo dei suoi genitori. perché poi magari lui, a nostra insaputa, quando viene a lezione, con lei, con i compagni, scoppia di felicità ed è un’altra persona. un po’ come dottor jekyll e mister hyde. pare che succeda, ai preadolescenti…”
“già, può succedere”
“quindi? lui, con lei che è la maestra di teatro, con il gruppo… com’è? più entusiasta? collaborativo? partecipe?”
“no. assolutamente no”
“ah”
“scusi, qual è il problema?”
“be’, me lo dica lei. lui non viene più qui volentieri. e mi dispiace. perché questa mi sembra un’attività formativa, liberatoria, divertente… mi sembra che gli faccia bene. però non voglio nemmeno imporgli qualcosa che non ama più…”
“ma questo non è un problema dello hobbit grande. è un problema di tutto il gruppo. non ci credono… è normale. è l’età. non si lasciano coinvolgere. sono sbruffoni, quasi disincantati… pensi che, quando ho chiesto loro se ci fosse qualcosa che non andava, sa cosa mi hanno risposto?”
“no”
“che sono stanchi e volevano fare un intervallo tra un’ora e l’altra. questo… e basta. il problema della demotivazione e dello scarso entusiasmo era l’intervallo…”
“ah. quindi mal comune…”
“già”
“uhm”
“uhm”.

nella classifica mondiale dei colloqui deprimenti, quello tra elastigirl e la maestra di teatro dello hobbit grande è al posto uno, massimo due, certamente sopra il cinque.

58 thoughts on “dov'è il problema

  1. Ma se uno volesse solo farsi i fatti propri? Voglio dire che ricordo l’adolescenza, si vuole stare tranquilli senza genitori tra i piedi. Punto. Poi passa e si torna normali.

    1. il problema è: quale deve essere il ruolo dei genitori? totalmente passivo e permissivo? o comunque devono fornire argini, appigli, stimoli? perché io ho paura che l’apporccio del laisser faire possa provocare danni enormi in un’età così centrifuga e delicata. ma potrei sbagliarmi…

      1. Io credo che sia normale che le passioni passino e si rivolgano verso qualcos’altro a quell’età. Fare teatro per due anni è già tanto. Posso capire perfettamente. Io a quell’età facevo cose magari per un anno, due… è normale, devono sperimentare tante cose. Faranno cose per un maggior numero di anni più avanti, quando le scelte saranno più motivate, orientate, precise.

      2. Mi sembra da questo breve dialogo che tu abbia delle aspettative. L’insegnante di teatro no. E’ più distaccato.

      3. Eleonora ha lasciato calcio, dopo quattro anni, equitazione, dopo due anni di cavallomania, e teatro che inizialmente le piaceva tantissimo. Ha iniziato orientamento e pallavolo. Dice che è contentissima di aver fatto questa scelta. Il nostro ruolo di genitori è stato quello di discutere sul perché voleva smettere (ascoltando le sue ragioni) e di parlare di attività alternative che non fossero il tablet o la tv. Ha una lista di cose che vuole provare (tennis, atletica, chitarra, arti marziali,…) che non sono compatibili con il contemporaneamente continuare tutte quelle che fa (fa anche danza).
        Sono d’accordo al no “laissez fair” tanto quanto al non decidere per lei. Credo l’ottimo stia in un punto fra questi estremi. Dove esattamente non ne ho proprio l’idea, stiamo cercando di arrivarci tramite trial and error…

      4. I miei genitori non mi hanno mai pressato troppo ( una volta che avevo fatto il mio a scuola ) mi lasciavano tranquilla a fare quello che veramente amavo, ossia giocare con le consolle, stare con i miei amici, leggere eccecc.

        Non ho mai ucciso nessuno, nè mi son drogata, ne ho avuto “Danni Gravissimi”, l’adolescenza è un periotro incasinatissimo ma non torna più.. i ragazzi avranno tutto il tempo di crescere e passare il resto della vita ad avere “COSE DA FARE”.

      5. Ho superato l’adolescenza da un po’, ma non da così tanto da non ricordare come ci si sentiva. Io avevo una marea di impegni scolastici, versioni di greco infinite, pagine di filosofia e lezioni di chitarra classica per riempire i buchi di tempo libero. Non ero soddisfatta e nemmeno felice, e avrei preferito avere la libertà di non fare nulla, di non impegnarmi troppo, di studiare quanto bastava per avere un 6. Però ringrazierò sempre i miei genitori per avermi insegnato a tenere alto il livello dell’impegno e dell’entusiasmo. Era pesante averli tra i piedi e sentire sempre i loro rimbrotti, ma l’adolescenza passa in fretta mentre la vita è lunga e bisogna che qualcuno ti insegni come muovere i primi passi nel mondo degli adulti.

      6. forse quello che basta è dare la direzione: hai preso un impegno col teatro? lo porti a termine. Se non ti piace più, l’anno prossimo troviamo un’altra attività. Sono fasi. Ci siamo passati tutti. Se i genitori si mostrano sicuri del loro ruolo anche gli adolescenti non si perdono. Dai, Elasti, take it easy 😉
        Non sarà il corso di teatro fatto un po’ controvoglia a causare danni gravissimi! (la mamma che canta “sarà perchè ti amo” davanti alla Rai alle 7 del mattino, ecco, forse quello ;P)

      7. il corpo umano è geneticamente programmato per aspirare alla libertà e appropiarsi della propria vita e del mondo già a 14 anni. Invece bisogna sciropparsi la prigione dei genitori ancora a lungo. Da qui le, naturali, insofferenze.

      8. ciao :), anche io ho vissuto questi dubbi amletici con le mie figlie.. o meglio. la prima ha sempre amato la danza e ha proseguito su quella strada, punto.
        la seconda ha provato molte cose, per un anno, per due…e va bene, se deve essere un provare mica si può imporre per tutta la vita..però poco tempo fa mi è sorto un dubbio. l’unica cosa che le è stata “imposta” è stato il suonare la fisarmonica. non per particolare vezzi artistici, ma perché il percorso era “in crescita” quindi smettere, ogni anno, sembrava potesse toglierle il gusto di saper suonare in un futuro lo strumento. Bene, poco tempo fa mi ha detto “sai, io volevo lasciare la fisarmonica, però sono contenta di non averlo fatto (vedi.. non mi hai lasciata) perché da quest’anno facciamo i concerti ed è proprio bello, non solo solfeggio. Mi piace stare con i miei amici e suonare con loro mi diverte e non mi stufo mai.” Ecco. Quindi, credo sia giusto cambiare e provare, però è da capire se andando avanti vi è quella particolare “passione” che arriverà ad emergere e non penserà “i miei mi hanno fatto smettere, avreste dovuto inisistere!” E capita..ti assicuro.. :/ Comunque qualsiasi sia la scelta, in bocca al lupo! 🙂

  2. Mica facile. Loro lo sentono che ci siamo, solo che dobbiamo esserci e al contempo stare in disparte. Un bel rompicapo! E ogni giorno non sai con quale umore si sveglieranno…

  3. Ogni età è difficile e noi genitori siamo sempre lì a chiederci: lascio correre e aspetto che passi oppure intervengo. Intervengo… ma cosa faccio per non fare peggio? Aiutooooo
    I colloqui con gli insegnanti sono noiosi e deprimenti!

  4. Se vuoi il parere di una madre di 4 maschi, ex-adolescenti (ma solo anagraficamente, perché a mio parere un marcatore adolescenziale ai maschi resta dentro a vita)….be’, come fai – fai male.
    Però, tendenzialmente, devo dire che ha avuto più successo la versione “mamma che si fa i fatti suoi, esattamente come voi figli vi fate i vostri”, poiuttosto che la mamma impicciona.
    Perché, scusami tanto, ma fra essere chioccia (cioè affettuosa, presente e dispensatrice di consolazioni e saggezza) ed essere impicciona ce ne corre. E molto!
    🙂
    Detto con complicità, perché so bene come ci si senta in queste epoche della vita.

    1. è una domanda che mi sono fatta pure io xD ma che balle tutte queste aspettative. ha solo 12 anni per l’amor del cielo! Io a 12 anni pensavo a giocare e a voler stare con i miei amici!

  5. Beh, io alla su età non avevo assolutamente idea di cosa avrei fatto da grande. Arrivata alla fine delle medie ho scelto ragioneria perché non avevo voglia di far il liceo. Alla fine delle superiori ho scelto scienze biologiche… E ora sono una biologa. Contenta della facoltà fatta, ma dopo anni di precariato ora sono disoccupata. Forse era meglio fare la ragioniera. O l’attrice.

  6. Mi sembra che le aspettative di elasti riguardino il maestro di teatro, piuttosto che l’allievo. Ho l’impressione che desideri che il docente stimoli di più i ragazzi. Può darsi però che il maestro pragmaticamente sappia bene che ciò che appassiona e diverte i bambini, semplicemente non “attacca” con gli adolescenti: e si prepari dunque a dirgli addio.
    D’altronde ci sono tante altre cose che possono appassionare un ragazzo : musica, scacchi, atletica, bicicletta, amicizia. Sarebbe bene anche che trovasse da sé la nuova passione, provando varie cose.
    E infine: si può anche non far nulla. Può sembrare strano, ma annoiarsi serve. Può fare molto bene ai ragazzi bombardati dagli stimoli sia educativi sia tecnologici, La noia non solo non rappresenta un’emozione di segno negativo, uno stato d’animo da evitare a qualsiasi costo, ma è perfino un motore che libera creatività e pensiero. E dunque autonomia.

  7. Ahi, che tema difficile. Meglio un genitore normativo o uno permissivo. Meglio tutti e due, mi verrebbe da dire. Nel senso che le norme, le regole sono importanti e per un ragazzo contano di più i no che i si. Se ci pensate un attimo e vi ricordate com’era, spesso i no li abbiamo vissuti anche come atto d’amore. Abbiamo pestato i piedi, abbiamo strillato ma erano un atto d’amore.
    Contemporaneamente non avere un genitore sempre addosso era ottimo, ti lasciava aria.
    Il mio punto di vista in effetti è un po’ particolare, perché sono zia e non mamma. Una zia un po’ particolare, che è stata ed è molto anche mamma, ma che sempre zia è, quindi non subisce il conflitto figlio genitore. E quindi, pur essendo molto severa, sono anche complice e l’adolescente mutanghero e malmostoso con me si trasforma nel sorridente quattordicenne che racconta dei suoi insuccessi con le ragazze, del suo primo tiro di spinello, e altro.
    Quello che posso dire a tutti i genitori è raccontategli di voi, di quando eravate adolescenti, delle alzate di ingegno, degli errori, delle mattane, delle figure di merda. Degli sbagli e dei successi, perché gli darà fiducia e ricambieranno con i loro racconti.

  8. Io gli proporrei di interrompere l’attività se non lo interessa più. Magari ha altri interessi che deve focalizzare. Non ti preoccuperesti se fosse un amico di tuo figlio, penseresti che è normale prendersi del tempo per rincorrere una nuova passione.
    Comunque questa insegnante di recitazione mi sembra “uhm”.

  9. Devo dire che leggendo il post sugli odori e anche questo mi chiedo una cosa: cosa ne pensa un adolescente una questa particolare fase che descrivi del fatto che sua mamma racconti pubblicamente i fatti suoi?
    Per carità, a me piace molto leggere questi post, ma penso che alla sua età e se lo avesse scritto mia mamma non lo avrei assolutamente tollerato.

  10. Si ma lui, il corso di teatro vuole continuare a farlo?
    Prova a chiederglielo. Se dovessi risponderti con mezze frasi e boh si forse chi lo sa, allora tendenzialmente è un si. Se dovesse dirti un no chiaro e secco, ecco allora saprai che non è più appassionato al teatro :-p

  11. Parlando con diversi insegnanti di teatro mi hanno tutti detto che nell’età delle medie è impossibile riuscire a organizzarne, perchè hanno già tutti abbastanza problemi con se stessi e con i cambiamenti in corsi per avere energia da spendere in un’attività del genere. Dicono che però alle superiori cambia tutto e riprendono o iniziano a farlo volentieri.

  12. Io ho un figlio maschio, nove anni. In questo momento è in stand by, non vuole fare nulla. Dai 2 anni ai 7 anni ha fatto equitazioni con ottimi risultati, è cresciuto praticamente in un maneggio. Contemporaneamente nuoto per 3 anni. Lo scorso anno ha voluto cambiare sport e sospendere l’equitazione: ha iniziato basket.
    Si divertiva, gli piaceva, abbiamo due canestri a casa, tremila palloni, sempre a giocare e poi…a Dicembre scorso ha deciso che non voleva andarci più!
    Non ho voluto insistere troppo e gli ho lasciato qualche mese di libertà. Ora, gli vorrei far fare qualcosa, uno sport all’aria aperta, primavera, estate…cosa c’è di meglio???
    Titubante lui…poi mi dice che vorrebbe provare pattinaggio a rotelle…
    Titubante io…
    Ora vedrò, ma anche io mi chiedo: devo forzare? lascio stare? assecondo? Mah…

  13. Magari non ne ha più voglia e non ha il coraggio di dirvelo x non deludere le VOSTRE aspetattive…
    Ormaivfallo terminare ma il prossimo anno parlagli col cuore in mano fagli veramente capire che x te che lui faccia teatro o men é la stessa cosa -anche se poi magari non é cosi-.a volte la paura di deludere i genitori é più forte di qls altra cosa.

  14. Urca, capiti a fagiolo.

    Dialogo tra me e il mio diciassettenne giusto ieri.
    Lui: mamma, mi sembra che l’unico che ci tiene alla lezione di breakdance sia io, gli altri lo fanno come un dovere, con distacco, senza passione.
    (Gli altri sono leggermente più piccoli di lui)
    Io: Urca, chissà come ci rimane male il maestro!
    Lui: Ma và, è distaccato pure lui.

    Mi chiedo se sia rassegnazione, sopravvivenza degli insegnanti per non deprimersi, non posso credere che il maestro non amerebbe più partecipazione! Farebbe anche molta meno fatica a insegnare.
    Bah.

    Cmq io ho sempre chiesto ai ragazzi che finissero il periodo pagato, poi se vogliono cambiare o smettere, va benissimo.
    Forse perché anche io vivo con un po’ di distacco le loro passioni.
    Sono felice per loro quando ne hanno, perché so cosa si prova.
    Per il resto la penso come Ody.

    1. il maestro di breakdance distaccato con il diciassettenne appassionato e’ veramente tristissimo… 😦
      tuo figlio mi sta gia’ simpatico: digli di andare avanti malgrado tutto e di non perdersi la possibilita’ di fare breakdance solo perche’ gli altri sono mosci!
      (magari poi cresce e non ha piu’ tempo: meglio cavarsi la voglia ora!)
      Claire

      1. Claire, grazie! Gli dico subito tutto…sia l’incoraggiamento, sia che ti sta già simpatico! 🙂

        Hai ragione, è triste la cosa, ma mio figlio è talmente appassionato che riesce a non prendersela.

        Poi è verissimo, meglio che si cavi la voglia ora. Ho visto sua sorella crescendo come ha dovuto abbandonare per mancanza di tempo e bisogna davvero approfittarne finché si può.

  15. Elasti, mia figlia fa la terza media anche se ha ancora 12 anni. Cerca di abituarti, perché progressivamente cercano sempre più la loro sana indipendenza. Lasciar fare del tutto no, ma dobbiamo metterci da parte per forza, altrimenti diventa una guerra. Questa cosa del teatro non è così drammatica, non proiettare su di lui le passioni che senti e sentivi alla sua età. Ora l’importante sono gli amici, quello che c’è fuori, i primi innamoramenti e WhattsApp! Essere vigili ma a distanza. più facile a dirsi che a farsi. Per me è stata una lotta anche portarla fuori per Pasqua: compromesso. Ci ha raggiunti il sabato dopo aver passato venerdì con gli amici. Non so come andrà, ma posso dirti che è un processo irreversibile, anche se ci saranno momenti di intimità
    in bocca al lupo
    Ilaria

    1. Mi pare che ci siano aspettative materne (anche se sottaciute), non tanto per il teatro in sé quanto sull’avere un figlio “appassionato” e motivato….e la maestra invece ha capito come funzionano gli adolescenti e mi sembra molto realista, quindi non vede perché creare problemi quando, in effetti, non ci sono..

      1. Il problema è anche nostro, di mamme che devono abituarsi al cambiamento che a noi sembra repentino perché in fondo in 12 anni non siamo cambiate così tanto e ci siamo abituate ad avere dei “bambini”, ma che loro in realtà covavano da tempo. Lo sforzo lo dobbiamo fare più noi genitori, per loro è un normale processo. L’anno scorso quando mia figlia ha smesso di fare le gare di ginnastica artistica ci sono rimasta così male… dopo anni in giro per gare, anni in cui diceva di voler andare alle olimpiadi non mi sono resa conto che lei era cresciuta e che sì, la ginnastica va bene, ma è solo uno sport, ora penso ad altro.
        Le passioni ce l’hanno, ne sono sicura, ma non passano più attraverso noi genitori. Sono solo loro e dei loro amici, per noi, inaccessibile segreto. E, Elasti, non per spaventarti, ma loro in terza media hanno già amici che fumano le sigarette (e non solo a quanto pare), che saltano la scuola di nascosto etc. etc. Mi fa piacere che anche qui si parli di adolescenza!
        Ilaria

  16. ORDINAGLI di smettere teatro!
    cosi’ se ci tiene veramente lottera’ e pestera’ I piedi per continuare a farlo e lo avrai, con un trucchetto, fatto riconciliare con la sua passione
    se non gli piace piu’ ma continua per inerzia o senso del dovere lo avrai, con un trucchetto, liberato dai sensi di colpa 😛

    comunque mio nipote a quell’eta’ e stato ‘promosso’ alla squadra agonistica di pattinaggio perche’ era bravo e prometteva bene, per poi tornarsene indietro alla preagonistica perche’ non voleva sbattersi troppo e gli mancavono I compagnucci :O
    in quell caso abbiamo fatto addirittura una riunione familiare allargata, mamma papa’ bambino fratelli zia nonni…
    io volevo spaccargli la faccia perche’ secondo me non si butta via un talento, ma non c’e’ stato verso

    RISULTATO: a 14 anni ha scelto il Classico e si e’ impuntato contro tutto e contro tutti (anche la malattia) perche’ ha detto che VOLEVA fare quello :O
    e io che pensavo che stesse crescendo amorfo e privo di passioni…

    Credo che gli adulti attorno debbano PREMERE gentilmente nel caso di una passion/talento evidente e che puo’ portare a una professione, ma che da piccolo e’ noiosa da coltivare (tipo: se uno e’ portato per il violino lo ‘costringi’ a studiare e da grande viene assunto alla Scala) ed in tutti gli altri casi lasciare liberi di cambiare idea e sperimentare

    e’ del loro tempo LIBERO che stiamo parlando! e – fidatevi! – non avere ben chiaro il concetto ‘il tempo libero serve a ricaricare le pile’ fa BEN piu’ danni che non avere passioni :O

    Claire

  17. Ma la meastra di teatro è un po’ più coinvolgente nell’attività rispetto ai colloqui coi genitori? Perchè se è così silenziosa anche coi ragazzi……………………….è lunga la strada………………altro che intervallo…………………………..!

  18. mai, e dico mai, avuto una “passione”. ho fatto diversi sport nella vita, ho letto tanto, visto tanti film, uscita tanto con gli amici. ho finito il liceo, preso una laurea e un master lavorando. ora ho una famiglia con 3 figli.
    ma il concetto di “passione”, a me personalmente, sta pure un po’ sulle palle, se posso dire. perchè suggerisce un’intensità di sentimenti ed emozioni che io riservo alle persone che amo, non ad attività e passatempi. che possono essere anche molto graditi e divertenti, ma non certo fondamentali elementi dell’esistenza.
    questo per dire che non siamo tutti uguali. il fatto che alla sua età tuo figlio non si appassioni più di tanto a qualcosa mi sembra più che normale. altri magari tendono ad essere più ossessionati dai loro interessi ma questo non mi sembra nè un bene nè un male.

    1. Passione intesa in senso lato, un forte interesse per qualcosa che ti fa fare degli sforzi che senza quel trasporto ti scasserebbero i marroni.

  19. Spalare la neve è risposta da istrionico ma in quella sua costanza nel rispondere dogsitter lo vedrei già biologo o veterinario! :)))

    Preoccuparsi è lecito. Un figlio non è mica un pesciolino rosso. Ma preoccuparsi senza creare tensione inutile significa fare molti discorsi deprimenti con gli insegnanti per evitar di farli con i figli, tanti discorsi deprimenti da poter relativizzare e tirare le somme con la realtà invece di farlo con le nostre (spesso nascoste) aspettative. Ti piaceva l’idea del ragazzo con grande sensibilità artistica e la passione per il teatro, vero?! 🙂

    Magari il teatro gli piace ma gli piacerebbe anche tanto avere più tempo libero? Magari il teatro gli piace ancora ma ha capito che non vuole più far l’attore quindi, l’attività appare meno interessante? Magari c’è qualche altra idea nuova macerando in quel cervello di cui fra qualche mese verrà a parlarti (se glielo chiedi senza domande dirette meglio è :D)! Magari, cogli l’occasione e gli proponi di fare una pausa e cambiare attività?

    E poi c’è lei… la primavera, l’anno scolastico alla fine, i programmi nuovi e/o la voglia di novità che può far sembrare vecchia e noiosa anche un’attività che piace ancora.

  20. Scusate ma molti commenti sembrano di chi non ha figli adolescenti… Ragazze abbiate pazienza e vedrete tra qualche anno…
    Con mia figlia Alice, 13 anni, stessa situazione di Elasti. Va bene a scuola ma non le piace niente, nessuna materia. Ha smesso pianoforte. Quest’anno pallavolo la fa a forza. Interessi zero. Mai costretta a fare alcunche’, ma non e’ possibile che non provi un guizzo proprio per nulla a parte il suo cellulare. Ok, ti piace lo smartphone? Ti potrebbe piacere questo corso per teenager che ti insegna a fare video con i cellulari. No. Allora la Photo Marathon, 9 temi in 9 ore, con le tue amiche? No.
    Viviamo a Bologna, una citta’ che trasuda stimoli, ma non c’e’ niente da fare.
    Non sono gli insegnanti, credetemi. Sara’ l’eta’. La prof di matematica mi ha detto: Noi adulti non possiamo fare altro che un gran seminare. Ha ragione, ma e’ sfinente, credetemi, care mamme di futuri adolescenti. Noi stiamo attentissimi ad assecondarli, non imponiamo niente, ma la preoccupazione della mancanza totale di interessi rimane. E per ora possiamo solo puntare i piedi sul fatto che hanno preso un impegno e quello lo devono portare avanti.
    Il mondo non e’ solo cover di cellulari e una nuova felpa, mannaggia. E lo devono cominciare a imparare adesso.

    1. Alt! Va bene a scuola ma non le piace nessuna materia?
      Ecco io non penserei né al pianoforte né a pallavolo ma starei concentrata a capire perché la scuola non l’attrae.
      Non dobbiamo assecondarli per paura e dobbiamo imporre molte regoli utili per il reciproco rispetto. Una faticaccia bestiale ma una strada da percorrere con poche deviazioni.

  21. Io credo che se allo hobbit grande non interessa più il teatro debba smettere. Insomma io tra poco compio 13 anni, e di passioni ne ho avute, sono passata dal voler conquistare il mondo con la nanotecnologia a voler fare. la segretaria. Noi adolescenti (forse non ancora pienamente tali) abbiamo bisogno di libertà nella nostre scelte, e con questo non dico che se io domani decido di fumare mia mamma non se ne deve preoccupare, bisogna discuterne insieme ma senza che il genitore tratti il figlio come un bambino che non si sa rendere conto di ciò che vuole.
    Detto ciò ti saluto. 🙂

  22. Che ansia i colloqui…
    È nella natura degli adolescenti cambiare idea ogni minuto e voler provare tutto (o voler giacere nell’ozio più assoluto).
    Insomma, abbozzate e trovate qualcos’altro…

  23. A mio avviso avere delle passioni spassionate non e’ roba da tutti e sopratttto non in giovanissima eta’,cioe’ci puo’ stare ma anche no,a volte si ha bisogno anche del sano e dolce far niente.detto questo trovo comunque importanti i momenti di aggregazione tra simili per esempio una partitella calcio ogni tanto e’ benefica per i maschi.altra cosa secondo me deleteria sono le aspettative dei genitori….che tanti danni possono causare seppur dettate dal tanto amore……Io dico che l’ideale sarebbe lasciare che si aprano al mondo con liberta’(ovvio un pochino vigilata

  24. A mio avviso avere delle passioni spassionate non e’ roba da tutti e sopratttto non in giovanissima eta’,cioe’ci puo’ stare ma anche no,a volte si ha bisogno anche del sano e dolce far niente.detto questo trovo comunque importanti i momenti di aggregazione tra simili per esempio una partitella calcio ogni tanto e’ benefica per i maschi.altra cosa secondo me deleteria sono le aspettative dei genitori….che tanti danni possono causare seppur dettate dal tanto amore……Io dico che l’ideale sarebbe lasciare che si aprano al mondo con liberta’(ovvio un pochino vigilata

  25. Che poi, il teatro. A 13 anni magari non si ha davvero voglia di esprimere, esternare, esibire la propria interiorità confusa e frastornante. Uno sport può servire a sfogarsi fisicamente, a canalizzare il sudore nei momenti giusti (non nelle stanzette e nelle aule di scuola…), a prendersi un po’ a botte ma sanamente… Il teatro smette di essere un gioco – per quanto serio – e diventa impegnativo a livello emotivo. Li coinvolge e li constringe troppo, forse, laddove vorrebbero essere lasciati nella loro melma confusionaria. In gruppo per di più, quando è tanto più comodo simulare indifferenza e superiorità alle emozioni… Gli proprorrei di smettere. Se è una cosa che davvero gli piace, la riprenderà più avanti, vedrai. Le cose che si amano quando si è bambini (ed è un augurio anche per i miei figli, che son piccoli) poi tornano; e se non tornano, sono state belle allora, e il loro ricordo accompagna per tutta la vita…

    1. Io l’ho visto! Molto interessante e stimolante. Sia sul rapporto dei ragazzi e di noi genitori con le nuove tecnologie, sia sugli adolescenti e il loro mondo.

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